Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog di cervigabriele.over-blog.it

Blog di cervigabriele.over-blog.it

Menu
Vaticano infuriato con Nuzzi Socci: quanto è fragile la Chiesa La Santa Sede minaccia azioni legali per il libro-verità. Ma sbaglia: quei documenti dimostrano l'inaffidabilità della Segreteria di

Vaticano infuriato con Nuzzi Socci: quanto è fragile la Chiesa La Santa Sede minaccia azioni legali per il libro-verità. Ma sbaglia: quei documenti dimostrano l'inaffidabilità della Segreteria di



Vaticano infuriato con Nuzzi Socci: quanto è fragile la Chiesa

La Santa Sede minaccia azioni legali per il libro-verità. Ma sbaglia: quei documenti dimostrano l'inaffidabilità della Segreteria di Stato





  • Il libro "Sua Santità" ha fatto imbufalire le gerarchie ecclesiastiche. L'ex direttore dell'Avvenire Boffo: "Latrocinio"

    Un prete infedele che trafuga documenti esplosivi dal Vaticano per consegnarli ad estranei, oltre le mura leonine. Essendo questo l’incipit del mio romanzo «I giorni della tempesta», mi sono sentito chiedere in questi giorni se ho preso spunto dalla cronaca. In realtà ho scritto la storia l’estate scorsa, quindi ben prima  che - in autunno - iniziasse la valanga dei cosiddetti «Vatileaks». Non sono un indovino. L’idea mi era venuta semplicemente percependo certi scricchiolii nei sacri palazzi e un grave sfilacciamento generale della macchina di governo vaticana che faceva presagire esplosioni di guerre intestine. Non potevo però immaginare che il crollo e l’inondazione sarebbero state di queste dimensioni., Infatti i documenti pubblicati nel libro di Gianluigi Nuzzi, «Sua Santità», sono un fatto inedito. Se perfino le carte private di papa Benedetto XVI hanno potuto essere prelevate, fotocopiate, portate fuori dai sacri palazzi e passate per la pubblicazione a un giornalista, significa che nemmeno più la riservatezza del Santo Padre è protetta, che il Vaticano ormai sembra una macchina fuori controllo e che è scoppiata una guerra aperta senza precedenti, la quale finisce per colpire la Chiesa stessa. 

    Ieri il Vaticano ha reagito con estrema durezza alla pubblicazione del libro di Nuzzi. Il comunicato della Sala Stampa parla addirittura di «atto criminoso», afferma che stavolta sono stati «violati» i «diritti personali di riservatezza e di libertà di corrispondenza» del Papa e di altre persone. Infine preannuncia denunce., Mentre in qualche precedente «fuga» di carte il Vaticano ostentò noncuranza, subito rilanciata da qualche vaticanista ingenuo (o rosicone per gli scoop altrui), in questo caso l’allarme scoppiato oltretevere emerge esplicitamente, in tutta la sua drammaticità. Il comunicato ufficiale infatti parla di «atti di violazione della privacy e della dignità del Santo Padre – come persona e come suprema Autorità della Chiesa e dello Stato della Città del Vaticano» e minaccia durissime azioni legali., Voglio dire subito che lo stato d’animo delle autorità vaticane è del tutto comprensibile. Hanno il diritto e il dovere di individuare e punire i dipendenti infedeli che – per qualche oscuro motivo – sottraggono documenti riservati e perpetrano questo gioco al massacro, sleale e devastante. Invece temo che sia controproducente lo scagliarsi contro il giornalista che sinceramente, nelle sue pagine, non manifesta alcuna acrimonia laicista, personale o ideologica, e che si limita a fare uno scoop giornalistico. Ritengo che per quella via la Chiesa rischi di attirare contro di sé una battaglia anticlericale sulla libertà di stampa e il diritto di cronaca che sarebbe disastrosa, perché farebbero passare la vittima – la Chiesa stessa – come un potere intollerante, oscurantista e liberticida. Resto anche sorpreso dall’inedita durezza del comunicato della Sala Stampa vaticana perché non mi pare che vengano usati toni simili, denunciando gli «atti criminosi» e minacciando durissime azioni legali, «se necessario» con «la collaborazione internazionale», quando vengono arrestati, detenuti e torturati dei cristiani, a causa della loro fede, in tanti paesi del mondo. Cosa purtroppo frequente e tragica. 

    Eppure la vita e la dignità di una madre cristiana come Asia Bibi (ma ce ne sono molti altri, sottoposti a mille vessazioni e violenze) sono importanti almeno quanto i documenti che imbarazzano la Curia. Ma nei casi di persecuzione dei cristiani sembra che la Segreteria di stato vaticana faccia di tutto per non irritare quei regimi tirannici. Ribadito comunque che anche il Vaticano, come tutti, ha il diritto di avvalersi delle vie legali per tutelare i suoi interessi (specie nei casi di vilipendio o oltraggio nei confronti del Papa o quando si infanga la fede dei semplici), io che da cattolico cerco di impegnare tutta la mia vita di giornalista e intellettuale in difesa della Chiesa, ritengo che sarebbe desolante se essa demandasse alla magistratura la tutela della propria dignità., Forse si dovrebbero rileggere le «apologie» scritte dai cristiani come san Giustino o Tertulliano, quando – nei primi secoli – si doveva difendere la comunità cristiana da calunnie infamanti e da persecutori feroci. La Chiesa in fin dei conti ha sempre affidato a Dio la difesa della sua dignità. Anzitutto rimettendola nelle mani di Colui che si fece accusare, infamare, condannare e massacrare senza profferire parola, come un agnello portato al macello. In secondo luogo con la santità della vita e la testimonianza di una bellezza e di un amore offerti a tutti. In questa direzione va tutto l’insegnamento di Benedetto XVI. In caso contrario, se il Vaticano cioè si scatenasse in una risposta tutta e solo giudiziaria, peraltro senza smentire l’autenticità dei documenti, rischierebbe di fare un grosso autogol. Perché parrebbe a tutti un modo per eludere il vero, enorme problema che la Santa Sede si trova a dover guardare in faccia: il fatto cioè che – nei meccanismi di governo della Chiesa – qualcosa di fondamentale si è completamente inceppato. Niente è più al sicuro. Con conseguenze gravi anche a livello di rapporti con gli stati., Se si considera che fino a pochi anni fa la diplomazia vaticana aveva fama di essere la migliore del mondo e la macchina di governo della Chiesa la più seria e affidabile, si può facilmente misurare la dimensione della crisi e del crollo di credibilità. Perché è accaduto? Com’è possibile che in uffici così delicati e dov’è richiesta una fedeltà più che giuridica, un’adesione al fine soprannaturale della Chiesa, finiscano persone così pronte a tradire come mai era prima si era verificato? E cosa scatena in loro un comportamento così grave? Infine quante persone hanno accesso a documenti così riservati? 

    È così difficile controllare tali accessi? Perché fino ad ora nulla si è scoperto? I fatti sembrano denotare una débacle della Segreteria di Stato vaticana che è il centro di governo della Santa Sede e della Chiesa. Del resto i contenuti stessi del libro – al di là della legittimità della pubblicazione dei documenti – fanno riflettere proprio sul funzionamento della macchina vaticana. Che talora, invece di aiutare il Santo Padre, rischia di costituire una zavorra pesantissima. Penalizzando per esempio un papato che sarebbe meraviglioso come quello di Benedetto XVI., Del resto c’è qualcuno che sul ceto ecclesiastico nel suo insieme ha tuonato con parole ben più pesanti di quelle di Nuzzi (che, per la verità, fa il giornalista ed evita di dare giudizi)., È proprio Joseph Ratzinger che da papa, più volte, duramente ha deplorato «carrierismo» e smania clericale per il potere. Ma non solo: ha richiamato tutta la Chiesa alla conversione. Alla vigilia della sua elezione al pontificato, nella via crucis del 25 marzo 2005, davanti a Giovanni Paolo II, in mondovisione, il cardinale Ratzinger pronunciò parole pesantissime, invitando a riflettere su «quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa». Invitò a meditare su «quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore»., Del resto Nuzzi nel suo libro cita una frase del cardinale Ratzinger addirittura del 1977, nella quale si metteva in guardia il mondo ecclesiastico. Poco propenso, già allora, a fare i mea culpa.

    di Antonio Socci

    www.antoniosocci.com

    Cerco Famiglia 

     PASSA PAROLA

     Bianca in cerca d'affetto
    Bianca, cinque anni, vive in comunità. I suoi genitori, giovanissimi e immaturi, non trovano le risorse per seguire la figlia. Il papà, troppo emotivo, non sa controllare le sue reazioni, mentre la mamma, estremamente confusa e altalenante, non riesce ad accudire la bambina, che è cresciuta tra continui litigi e in un ambiente dove mancavano le più elementari regole igieniche. Bianca si è perfettamente resa conto della situazione e ha chiesto agli operatori della comunità di venire inserita in una famiglia che le voglia bene e la segua finché il papà e la mamma non avranno recuperato un giusto equilibrio. Per Bianca il Centro ausiliario per i problemi minorili sta cercando una famiglia residente nell'hinterland milanese, desiderosa di accoglierla e di darle le attenzioni, la sicurezza e la stabilità affettiva che la bambina richiede.
    ce
    Info: Ufficio affidi del Cam (chiedere di Franca Assente) tel.: 02.48513608, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30; email: affidi@cam-minori.org 

    0205.gif

    PER NON DIMENTICAREORFANI.. STORIE DI ANGELI SENZA PARI OPPORTUNITA' DAL MIO DIARIO DA ME RILEGATO A MANO CHE E' SERVITO PER FAR CHIUDERE GLI ORFANATROFI ITALIANI

    ORFANI.. STORIE DI ANGELI SENZA PARI


     OPPORTUNITA' DAL MIO DIARIO DA ME

     


    RILEGATO A MANO CHE E' SERVITO PER


     FAR CHIUDERE GLI ORFANATROFI 


    ITALIANI

    MILANO 1995 L'ALBUM DELLA SPERANZA HO RACCOLTO 100O FIRME

    1995 RACCOLTA FIRME UNIVERSITA' STATALE DI MILANO 1995

    04/03/2011 | 1995 RACCOLTA FIRME UNIVERSITA' STATALE DI MILANO 1995 PER FAR CHIUDERE GLI ORFANATROFI IN ITALIA . ALLA FINE HO RACCOLTO 1000 FIRME.

    2i099fr.jpg


    3348.GIFQUESTO BLOG NON HA SCOPO DI LUCRO E' DI UTILITA' SOCIALE E FA PARTE DEL LABIRINTO ONLINE CREATO DA GABRIELE PER DIVULGARE IL BENE COMUNE E LE PARI OPPORTUNITA'.


    MelissaAMICI RICORDIAMO CON UNA PREGHIERA MELISSA E IL SUO TRAGICO DESTINO.

    Editoriale: "Quale famiglia?"
    Matrimoni omosessuali: la cordata internazionale che intende legalizzarli si arricchisce con nomi di grande potere: Barak Obama, negli USA, li inserisce nel programma del suo secondo mandato; in Francia il nuovo presidente Hollande, intende legalizzarli, come promesso in campagna elettorale; in Gran Bretagna si dichiara favorevole il premier Cameron. E in Italia le forze politico-culturali che da tempo spingono nello stesso senso rialzano la testa, indignate con la Chiesa cattolica, accusata di tramare contro i diritti civili degli italiani, affermando che è l’integralismo cattolico a non permettere questo riconoscimento,  che sarebbe segno di vera democrazia. L’accusa è che i cattolici vogliono imporre le proprie idee religiose a tutto il popolo italiano, anche ai non (o non più) cattolici. 
    Ma davvero la Chiesa impone il suo credo all’intero Bel Paese? Le cose stanno diversamente. Il problema non è anzitutto religioso e la Chiesa non intende imporre un suo credo a nessuno. Il suo pensiero parte non dalla fede – anche se la fede poi lo conferma – ma da una visione vera della realtà, della storia dell’umanità. In altre parole, si tratta di una visione antropologica: cos’è la famiglia, cos’è il matrimonio? L’intera storia in tutti i paesi e in ogni cultura testimonia che il matrimonio riguarda esclusivamente un uomo e una donna e che famiglia è solamente quella composta da un uomo e una donna, che insieme fanno un progetto di vita finalizzato all’amore reciproco dal quale nasce la prole.  Nella storia è sempre esistita l’omosessualità, diversamente tollerata nelle diverse epoche e culture. Ma mai rapporti tra persone dello stesso sesso sono state parificati alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Oggi l’omosessualità sembra più diffusa che in epoche precedenti; la Chiesa, pur vedendo in questo un dato negativo, rispetta le scelte delle persone, per le quali lo Stato può prevedere leggi che garantiscano alcuni diritti, ad esempio la successione. Ma a che serve il “matrimonio” se non a confondere le idee (con una bugia, perché tale in realtà non sarà mai l’unione tra persone dello stesso sesso) e a mettere ancora di più in crisi la realtà della famiglia vera?  Sarebbe certamente più urgente che, invece di pensare al matrimonio tra persone dello stesso sesso, si pensasse a un sostegno concreto alla famiglia vera, oggi bistrattata e non sostenuta: nella consapevolezza che solo dalla tutela della famiglia deriva la salvezza dei nostri Paesi.
    Vincenzo Rini 

    1shinystat.cgi?USER=cervigabriele