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SARAH SCAZZI PER SEMPRE

SARAH SCAZZI PER SEMPRE

 

Gip, no a perizia psichiatrica Michele Misseri

Il gip del tribunale di Taranto ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica in incidente probatorio avanzata dal difensore di Misseri

10 novembre, 14:58

TARANTO - Il gip del tribunale di Taranto Martino Rosati ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica in incidente probatorio avanzata dal difensore di Michele Misseri, l'avv.Daniele Galoppa. La richiesta era stata depositata l'11 ottobre scorso e la procura aveva espresso parere negativo.

In un interrogatorio del 20 ottobre scorso Ivano Russo, l'amico di cui Sarah e Sabrina erano infatuate, ha raccontato agli investigatori che Sabrina il 20 agosto avrebbe tentato di allacciare con lui una relazione sentimentale, ma il giovane l'avrebbe respinta. Lo riporta sul suo sito Internet Nuovo Quotidiano di Puglia, riferendosi ai verbali depositati oggi al tribunale del riesame dalla Procura che indaga sull'uccisione di Sarah Scazzi. L'episodio sarebbe avvenuto di sera. Ivano e Sabrina si sarebbero appartati in auto alla periferia di Avetrana. Dopo quell'episodio, secondo gli investigatori, i rapporti tra Sabrina e Sarah sarebbero precipitati.

MISSERI, SABRINA MI DISSE 'E' SUCCESSO UN GUAIO' - Quel pomeriggio del 26 agosto, quando Sarah Scazzi venne uccisa, Sabrina Misseri svegliò il padre che dormiva in casa su una sedia a sdraio e gli disse che era successo "un guaio in cantina". E' quanto Michele Misseri avrebbe raccontato il 5 novembre scorso in carcere agli inquirenti nell'interrogatorio in cui ha addossato la responsabilità del delitto a Sabrina. Un riassunto dell'interrogatorio è stato fornito stasera nella trasmissione Matrix su Canale 5.

"IN GARAGE LA VIDI CON CORDA O CINTURA AL COLLO" - "Quando scesi in garage vidi il corpo di Sarah che aveva una corda attorcigliata più volte al collo. Non escludo che fosse una cintura". Lo ha detto Michele Misseri nell'interrogatorio di venerdì scorso in cui ha accusato la figlia Sabrina di aver ucciso la cugina Sarah Scazzi. Alcune parti dell'interrogatorio, i cui verbali sono stati depositati oggi nell'udienza del tribunale del Riesame sul ricorso per la scarcerazione di Sabrina, sono state diffuse stasera nella trasmissione Matrix di Canale 5.

"SABRINA DISSE DI LEI 'MI DAVA FASTIDIO'" - "Tanto mi dava fastidio". Così Sabrina Misseri avrebbe risposto al padre Michele dopo che questi aveva appena scoperto il corpo di Sarah nel garage di casa. Lo ha riferito lo stesso contadino nell'interrogatorio del 5 novembre scorso, di cui la trasmissione Matrix ha dato stralci stasera. Misseri ha aggiunto che sarebbe stata la figlia a raccogliere le scarpe infradito della cugina per farle sparire.

dell'inviato Paolo Melchiorre

TARANTO - Il destino giudiziario di Sabrina Misseri lo si conoscerà solo a fine settimana. L'udienza davanti al Tribunale del riesame di Taranto per far annullare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti il 21 ottobre è durata pochi minuti, aggiornata a dopodomani; e i giudici hanno tempo sino a sabato per depositare la decisione. Nel frattempo le 'clamorose novita' che avrebbero dovuto accompagnare le dichiarazioni spontanee ai carabinieri di Cosima Serrano, madre di Sabrina, dopo il colloquio della donna con il marito Michele Misseri in carcere, si sono rivelate poca cosa: "troppi farmaci, Michele non è più lui", ha detto la donna, evidentemente nel tentativo di scagionare la figlia. Cosima è stata ascoltata nella sua casa in via Deledda ad Avetrana, dopo un malore accusato al mattino che le ha impedito di recarsi a Taranto al comando provinciale dei carabinieri, dov'era prevista la sua audizione.

Palazzo di giustizia semi-blindato, dunque, per la comparizione di Sabrina dinanzi ai giudici. Cameramen e fotografi sono rimasti inizialmente fuori dai cancelli, poi una mediazione ha fatto sì che un gruppo ristretto si installasse al primo piano di fronte all'aula 'C' dove si doveva tenere l'udienza. Ma, com'era prevedibile, Sabrina è stata sottratta a flash e zoom: è arrivata a bordo di un cellulare con i vetri oscurati che è entrato nel garage, poi la detenuta è entrata in aula da un corridoio e una porta secondari. L'accesso all'aula è rimasto transennato sino a fine udienza, presidiato da carabinieri e agenti di polizia penitenziaria. In aula pochi minuti di schermaglia. La pubblica accusa, rappresentata dal procuratore, Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero, ha depositato i verbali dell'interrogatorio di Michele Misseri di venerdì 5 novembre, quando il contadino di Avetrana cambiò le precedenti confessioni addossando la responsabilità materiale dell'uccisione della nipote Sarah Scazzi alla figlia Sabrina. I difensori di quest'ultima, gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, hanno invece consegnato al collegio giudicante (presidente De Tommasi, a latere Di Michele, che è anche relatore, e Ariola) i risultati di un'indagine difensiva contenente cinque testimonianze. Per consentire alle parti di esaminare la mole di documenti appena depositata, il tribunale ha quindi aggiornato l'udienza a dopodomani. In quella circostanza la Procura consegnerà un pro-memoria di quanto raccolto a carico di Sabrina Misseri, al quale verrà contrapposta una memoria difensiva.

Poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la decisione. Conclusa l'udienza, gli inquirenti avrebbero dovuto sentire al Comando provinciale dei carabinieri le dichiarazioni spontanee di Cosima Serrano, madre di Sabrina, su quanto emerso dal suo colloquio in carcere di ieri con il marito, il primo da quando il contadino è stato arrestato. Ma la donna nel frattempo aveva accusato un malore in casa, certificato dal medico di famiglia, e all'ora di pranzo carabinieri e squadra di polizia giudiziaria hanno ascoltato la donna nella sua abitazione ad Avetrana. "Michele non è più lui", ha detto in sostanza la moglie, adducendo la colpa a farmaci che gli verrebbero somministrati in carcere e che lo avrebbero portato ad accusare anche innocenti, riferendosi alla chiamata in correità di Sabrina. Dichiarazioni che non potranno comunque avere alcun valore processuale. Se questa, per l'inchiesta sul delitto di Sarah, è la settimana di Sabrina Misseri, la prossima sarà quella di suo padre, Michele. Il gip Rosati ha fissato per venerdì 19 novembre alle 12 in carcere l'incidente probatorio per esaminare il contadino, come richiesto dalla Procura. Le sue dichiarazioni diventeranno parte non modificabile ai fini processuali: confermerà l'ultima versione che aggrava la posizione della figlia Sabrina?

 

IL DELITTO DI AVETRANA GLI AVVOCATI: POCHI MINUTI PER FARE TUTTO, IMPOSSIBILE

L'indagine dei legali di Sabrina
«Michele aveva altri complici»

Sentiti otto testimoni: «Ci sono piste alternative»

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
AVETRANA (Taranto) -

La casa della famiglia Scazzi (LaPresse)
La casa della famiglia Scazzi (LaPresse)
AVETRANA (Taranto) —«Certo che voglio essere presente...». Quasi quasi se la prende, Sabrina. Dovrebbe essere chiaro, ormai, che lei vuole esserci. Sempre. Domani vuole sedersi in prima fila davanti ai giudici del tribunale del Riesame che decideranno se tenerla in carcere oppure no. Vuole sentire da vicino le voci di chi la difende e chi l'accusa. «Ma davvero rischio il carcere a vita per una cosa che non ho fatto?» ha chiesto ai suoi avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri. La risposta non serve. Almeno in via teorica rischia l'ergastolo, sì, e questo lo sa benissimo, come sa che la decisione del Riesame sarà il primo vero bivio della sua vita da presunta assassina.

Con quali carte giocare questa partita? Come difendersi dall'accusa di aver strangolato sua cugina Sarah e finto per 42 giorni di cercarla ovunque? Come smontare il racconto di suo padre, Michele Misseri, che le attribuisce l'omicidio dopo aver detto di averlo invece commesso lui, da solo?

Avetrana, i protagonisti delle cronacheAvetrana, i protagonisti delle cronache    Avetrana, i protagonisti delle cronache    Avetrana, i protagonisti delle cronache    Avetrana, i protagonisti delle cronache    Avetrana, i protagonisti delle cronache    Avetrana, i protagonisti delle cronache    Avetrana, i protagonisti delle cronache

Per convincere i giudici che non c'è nessun motivo di tenere in carcere Sabrina, i suoi avvocati puntano su più fronti, per esempio le indagini difensive. Hanno sentito otto testimoni che disegnerebbero uno scenario diverso dalla ricostruzione dei fatti così com'è negli atti dell'inchiesta. Due di queste testimonianze, in particolare, «aprono la strada a possibili piste alternative», altre persone che potrebbero aver avuto un ruolo nella storia nera di Sarah Scazzi, soprattutto nella arte dell'occultamento del cadavere. Fra i testi ci sarebbe anche qualcuno in grado di minare la credibilità della testimone-chiave dell'accusa, Mariangela, la ragazza che pochi minuti dopo l'omicidio si è presentata a casa Misseri per andare al mare con Sarah e Sabrina. E per rimanere in tema di credibilità: quanto è credibile Michele Misseri? Per la difesa di Sabrina sarà un altro dei punti sui quali insistere, soprattutto dopo l'annunciata ritrattazione degli abusi sul cadavere di Sarah. Non soltanto Misseri non ha ritrattato, ma ha rivendicato con decisione di aver violentato la nipotina quindicenne prima di buttarla nel pozzo dove poi è stata trovata. «Secondo noi Michele Misseri è affetto da un disturbo mentale, la misoginia, ecco perché ha ucciso Sarah e adesso si vuole vendicare con Sabrina e le altre donne di casa» valuta l'avvocato Russo. Misoginia o altri aspetti della personalità: tutto porterebbe ai disturbi psicologici di Misseri, il vero motivo per il quale, secondo i legali di Sabrina, lui avrebbe tirato in ballo la figlia.

Nelle considerazioni pro-Sabrina, dicono Russo e Velletri, «c'è molto di più». La presunta arma del delitto, per esempio, la cintura di cuoio che Misseri stesso ha fatto ritrovare venerdì nella sua auto o la corda con la quale avrebbe calato Sarah nel pozzo, anche quella recuperata venerdì, nell'auto di sua moglie. «Se Sabrina fosse davvero colpevole avrebbe avuto modo e molto tempo di far sparire tutto», è l'obiezione. E questo prima di capire se e quale compatibilità esiste fra i segni sul collo e quella cintura (a casa Misseri ne sono state sequestrate altre 49). E ancora, sempre gli avvocati di Sabrina: «I tempi sono troppo stretti. Come avrebbe potuto fare tutto in quei pochi minuti?». Meno di sette, a essere precisi. È il solo lasso di tempo - nella fascia oraria fra l'arrivo di Sarah a casa di sua cugina e quello di Mariangela davanti al cancello - durante il quale non risulta che Sabrina abbia usato il suo cellulare, né messaggi né chiamate.

Giusi Fasano
08 novembre 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

 


 

 

 

Ieri lo zio avrebbe indicato nella figlia Sabrina la responsabile dell'omicidio di Sarah Scazzi Sarah: Misseri partecipa a sopralluogo Ris a casa sua Ieri lo zio avrebbe indicato nella figlia Sabrina la responsabile dell'omicidio di Sarah Scazzi 06 novembre, 10:36 TARANTO - Michele Misseri e' stato condotto ad Avetrana e sta partecipando al sopralluogo dei Ris in corso a casa sua. Non si esclude che cio' possa essere messo in relazione alle dichiarazioni fatte ieri dallo zio di Sarah Scazzi nel lungo interrogatorio durante il quale - secondo indiscrezioni - avrebbe indicato nella figlia Sabrina la responsabile dell'omicidio della nipote. Davanti all'abitazione - dalla quale sono tenuti a distanza i cronisti - ci sono il difensore di Michele, Daniele Galoppa, e la criminologa di parte, Roberta Bruzzone. 'SABRINA HA UCCISO SARAH', MICHELE MISSERI RITRATTA di Paolo Melchiorre e Clara Zagaria TARANTO - Michele Misseri, secondo indiscrezioni, avrebbe nelle ultime ore addossato le maggiori responsabilita' nell'uccisione della nipotina Sarah Scazzi alla figlia Sabrina, limitando il proprio ruolo nella vicenda alla fase dell'occultamento del cadavere. Lo avrebbe fatto nell'interrogatorio durato oltre cinque ore in carcere, ieri, dalle 16 circa alle 21, dinanzi ai pm titolari dell'inchiesta, Mariano Buccoliero e Pietro Argentino, procuratore aggiunto, e poi anche dinanzi al procuratore della Repubblica, Franco Sebastio. Non si sa per ora se Michele Misseri abbia tirato in ballo altre persone, ma pare che non sia cosi'. Avrebbe d'altro canto detto di non aver stuprato il corpo della piccola Sarah gia' morta, cosa che invece aveva confessato nei primi interrogatori. Resta da chiarire se sia stato confermato che il delitto e' stato commesso nel garage di casa Misseri. D'altro canto negare la violenza oggi e' quasi facile: la violenza sul corpo di Sarah negli esami compiuti dal medico legale incaricato dalla procura, Luigi Strada, non era stata accertata a causa delle condizioni del corpo rimasto in acqua per oltre 40 giorni, e quindi ormai saponificato. Lo stesso Strada aveva prelevato tracce di materiali organici per tentare di accertare l'eventuale violenza sessuale attraverso esami piu' complessi, sottolineando tuttavia in dichiarazioni pubbliche che probabilmente neppure questi esami avrebbero potuto accertare la violenza proprio per la precarieta' delle condizioni del cadavere. Gli esami sono ora in corso da parte dei carabinieri dei Ris, ma secondo primi risultati resi noti nei giorni scorsi - sempre da indiscrezioni - la violenza non verrebbe accertata. D'altro canto, gia' diversi giorni fa il difensore di Misseri aveva riferito pubblicamente che il suo assistito intendeva ritrattare la seconda parte della confessione fatta nella notte tra il 6 e il 7 ottobre: era proprio la parte riguardante il presunto stupro del cadavere. Eppure, in una delle primissime versioni che ha trovato poca attenzione da parte degli organi di informazione, Michele gia' aveva tentato di 'attenuare' la propria responsabilita' nella violenza sessuale sul cadavere: accuso' proprio la piccola vittima in un certo senso di una 'provocazione'. Infatti, il 7 ottobre 2010, alle 13.00 circa, sentito dal medico legale incaricato dalla procura degli esami autoptici, Lugi Strada, riferi' ''per la prima e unica volta, di essere stato toccato ai fianchi dalla piccola Sarah, per poi strozzarla una volta essersi girata immediatamente dopo''. Ieri pomeriggio, ad ogni modo, e' stato Misseri a chiedere di essere sentito dai pm inquirenti, che pure nei giorni scorsi avevano fatto sapere di non volerlo sentire solo per la ritrattazione dello stupro: la procura ha aderito con urgenza alla richiesta dell'indagato, avendo evidentemente inteso che Misseri voleva andar oltre la ritrattazione della violenza sessuale. La nuova svolta nell'inchiesta sul delitto della quindicenne di Avetrana e' arrivata dopo che Misseri aveva parlato per un paio d'ore con il suo legale d'ufficio, Daniele Galoppa, e con la consulente di quest'ultimo, la criminologa Roberta Bruzzone. Tra le 15 e le 15.30, nel carcere di Taranto sono arrivati ufficiali dei carabinieri, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, il sostituto procuratore Mariano Buccoliero, la squadra di polizia giudiziaria. Un paio d'ore dopo ha varcato l'ingresso della casa circondariale anche il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, accompagnato dal comandante provinciale di Taranto dei carabinieri, col.Giovanni Di Blasio. Nulla di ufficiale e' trapelato sul contenuto delle dichiarazioni spontanee che Misseri ha voluto fornire agli inquirenti. Pero' non ci sono molte alternative a quanto le indiscrezioni rivelano: infatti, appena uscito dal carcere il difensore di Misseri e' in diretta telefonica con la trasmissione Mediaset 'Quarto Grado': ''Ci si puo' aspettare rivelazioni clamorose dall'interrogatorio di Michele Misseri?'', chiede il conduttore, Salvo Sottile. ''Si'', risponde l'avv.Galoppa. Il legale aggiunge di non poter dire altro, ''perche' cosi' siamo rimasti d'accordo con gli inquirenti''. ''Saprete tutto la prossima settimana'', aggiunge il difensore, spiegando poi che Michele Misseri ''sta benissimo'' e ''intende andare fino in fondo''. L'ennesimo interrogatorio-fiume di Misseri cade a tre giorni dall'udienza dinanzi al tribunale del Riesame di Taranto nella quale verra' discusso il ricorso presentato dai legali di Sabrina, gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, per far annullare l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto Martino Rosati nei confronti della giovane, detenuta nello stesso carcere con le accuse di sequestro di persona e concorso in omicidio. E' difficile che di fronte alle nuove dichiarazioni di Michele Misseri - sia che esse restino secretate sia che diventino pubbliche - il tribunale del Riesame decida di scarcerare Sabrina Misseri.FONTE ANSA

http://bari.repubblica.it/images/2010/10/06/231108989-882fba8c-799f-4651-beeb-85cfcd0d1e2d.jpg


 

Chi uccide un animale va in carcere da quattro mesi a due anni (in luogo della reclusione da tre a diciotto mesi). Chi li maltratta rischia la reclusione va da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro

 

Chi uccide un animale va in carcere da quattro mesi a due anni (in luogo della reclusione da tre a diciotto mesi). Chi li maltratta rischia la reclusione va da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro: è quanto prevede la ratifica della convenzione Ue per la protezione degli animali da compagnia definitivamente approvata oggi (27/10/2010) dall’Aula della Camera. Il testo introduce anche la fattispecie penale del traffico illecito di animali da compagnia. La disposizione sanziona con la reclusione da 3 mesi a un anno, e con la multa da 3.000 a 15.000 euro chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) ovvero, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve.

La pena è aumentata se gli animali hanno un’età inferiore a 8 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. In caso di condanna viene prevista la confisca dell’animale, che sarà affidato alle associazioni di protezione, e la sospensione da tre mesi a tre anni dell’attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali di chi ha cooperato al maltrattamento con, in caso di recidiva, l’interdizione dall’esercizio delle attività medesime. Questa previsione è riferita in particolare a chi importa dall’estero animali da combattimento.

Se il traffico illecito di animali da compagnia non integra gli estremi della fattispecie penale (ad esempio perchè la condotta non è reiterata nè svolta con attività organizzate), l’autore della condotta è soggetto alle seguenti sanzioni amministrative pecuniarie: - da 100 a 1.000 euro per ogni animale introdotto privo di sistemi di identificazione individuale; - da 500 a 1.000 euro per ogni animale introdotto in violazione della legge, salva la possibile regolarizzazione ovvero per chiunque trasporti, ceda o riceva animali introdotti illegalmente; - da 1.000 a 2.000 euro per ogni animale introdotto o trasportato di età inferiore a 8 settimane o proveniente da zone sottoposte a misure restrittive. Chi uccide un animale va in carcere da quattro mesi a due anni (in luogo della reclusione da tre a diciotto mesi). Chi li maltratta rischia la reclusione va da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro: è quanto prevede la ratifica della convenzione Ue per la protezione degli animali da compagnia definitivamente approvata oggi dall’Aula della Camera. Il testo introduce anche la fattispecie penale del traffico illecito di animali da compagnia. La disposizione sanziona con la reclusione da 3 mesi a un anno, e con la multa da 3.000 a 15.000 euro chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) ovvero, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve.
Tratto da: La Stampa (laZampa.it)

 

Il Cantico delle Creature - Angelo Branduardi

31/10/2010

 

 

SARAH, NASCE LA FONDAZIONE
ANIMALISTA 'SARAH PER SEMPRE'

 

La mamma di Sarah Scazzi, Concetta Serrano, ha aperto il conto dell'associazione 'Sarah per sempre' che realizzerà ad Avetrana un presidio zoo-antropologico in cui accogliere i cani randagi, curarli, sterilizzarli, riportarli sul territorio o trovare per loro delle famiglie adottive. L'inziativa è stata promossa per raccogliere fondi per perpetuare l'amore per gli animali della quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto scorso. Per l'omicidio sono in carcere lo zio della ragazzina, Michele Misseri, che si è autoaccusato chiamando in causa sua figlia Sabrina, anche lei arrestata ma che si proclama innocente. Sul fronte delle indagini, intanto si è appreso che Cosima Serrano e sua figlia, Valentina Misseri, (moglie e figlia di Michele Misseri) ascoltate ieri dai carabinieri nell'ambito di una indagine per estorsione e ricettazione di atti giudiziari, hanno detto di non sapere nulla delle tre foto del garage della loro abitazione che il consulente di un ufficio legale ha tentato di vendere al Tg2 dietro un compenso di 8.000 euro. Per le foto, circolate negli ultimi giorni su varie testate televisive, si ipotizza anche la violazione della privacy. Dopo i risultati dei primi esami compiuti dai Ris che ieri hanno escludo la presenza di Dna estraneo sul corpo della ragazza (facendo cadere quindi l'ipotesi di abusi sessuali) si attende la fissazione dell'incidente probatorio in cui sarà raccolta l'ultima versione dei fatti di Michele Misseri. L'agricoltore, come ha anticipato il suo legale, potrebbe variare ancora la sua confessione, ritrattando la parte che riguarda il vilipendio del cadavere.

IL DIARIO FU NASCOSTO DA SABRINA Il diario in cui Sarah Scazzi, la ragazza uccisa lo scorso 26 agosto ad Avetrana, in provincia di Taranto, aveva annotato la sua simpatia e la sua tenerezza di 15enne nei confronti dell'amico Ivano Russo, sarebbe stato preso e conservato dopo la sua scomparsa dalla cugina e migliore amica Sabrina Misseri, per alcuni giorni e cioè fino al 4 o 5 settembre quando lo consegnò finalmente ai carabinieri. È quanto emerso dagli ultimi interrogatori. Anche Sabrina era innamorata del giovane e proprio la sera precedente alla scomparsa c'era stato un diverbio e un aspro rimprovero a Sarah sulle eccessive «coccole» che la più piccola gradiva ricevere dal giovane in una fase in cui il rapporto della più grande con Ivano era in crisi. Sarah avrebbe anche pianto e comunque aveva annotato questo episodio nel diario. Secondo quanto si apprende, nel corso di una conversazione, Sabrina, rivolta a Ivano, avrebbe pronunciato una frase simile a questa: «ma quando leggeranno che Sarah teneva a te, cosa penseranno?», riferito probabilmente agli inquirenti che avrebbero potuto sospettare del ragazzo e accusarlo della scomparsa. È probabile che a riferire questa conversazione sia stato proprio Ivano nei giorni scorsi agli investigatori.

Dettaglio Associazione "SARAH PER SEMPRE"

Raccolta Fondi

Data Pubblicazione: 29/10/2010 

Descrizione: Aperta a raccolta fondi da devolvere per la costruzione di un canile comunale. (v. l´allegato nel link Associazone "Sarah per sempre" 

Data scadenza: 31/12/2010 

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 http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=cervigabriele