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Primarie Pd, nodo "autocertificazione": hanno cambiato le regole La famiglia Riva e il finanziamento da 98 mila euro che imbarazza Bersani

Primarie Pd, nodo "autocertificazione": hanno cambiato le regole La famiglia Riva e il finanziamento da 98 mila euro che imbarazza Bersani

Primarie Pd, nodo "autocertificazione": hanno cambiato le regole La famiglia Riva e il finanziamento da 98 mila euro che imbarazza

Bersani

Immagine di copertina

Truffa democratica, Bersani bara: ecco come ha cambiato in corsa le norme sulla "giustificazione"


Sicuri che sia Matteo Renzi a voler cambiare le regole del ballottaggio delle primarie del Pd? Certo, lui lo ha chiesto, invocato, ma non ha ottenuto risultati. Semmai, chi ha cambiato le regole in corsa, è la cricca di Pierluigi Bersani. Obiettivo? Rendere la vittoria del rottamatore pressochè impossibile. Il sospetto del broglio lo lancia il costituzionalista e senatore del Pd (ala veltroniana), Stefano Ceccanti, in una dichiarazione su L'Unità.

La "forzatura" - Ceccanti spiega che "la delibera del 26 novembre presenta una forzatura, e cambia in modo sostanziale quanto previsto dal regolamento che parlava di una 'autocertificazione' (il meccanismo che prevede che per votare al secondo turno, nel caso in cui non si abbia preso parte al punto, è necessaria una giustificazione, ndr). Si introduce un controllo delle motivazioni da parte dell'organismo provinciale, e peraltro all'unanimità, da parte dello stesso organismo. Insomma - sgancia la bomba Ceccanti -, proprio chi dichiara di non voler cambiare le regole in realtà lo sta facendo surrettiziamente".

La prima dichiarazone - E per rendersi conto del trucchetto è sufficiente ripercorrere tutte le dichiarazioni del presidente dei garanti delle primarie,Luigi Berlinguer. Partiamo da domenica sera, subito dopo il voto. Berlinguer parla di "autocertificazione" e specifica che "non chiederemo il certificato medico". Una linea confermata lunedì 26 novembre, nel pomeriggio: "Basta dichiarare, non certificare l'avvenuta impossibilità di votare".

Il cambio di rotta - Peccato che nel pomeriggio del medesimo lunedì si registri l'incredibile cambio di linea. E' in corso la riunione dei garanti, doveputacaso non ha diritto di voto l'ala renziana. Sono tutti in attesa dei risultati, ma l'attenzione viene monopolizzata da una dichiarazione del solito Berlinguer. Per la prima volta viene tirata fuori la "valutazione caso per caso da parte dell'ufficio elettorale provinciale, che ha diritto di veto".

La truffa - Un radicale cambio di rotta, insomma, rispetto alle dichiarazioni solo di poche ore prima. Altro che "autocertificazione", ora sono le sezioni provinciali a decidere caso per caso. Quindi martedì Berlinguer chiude la discussione: "Le regole non si cambiano, sono state approvate all'unanimità il 15 ottobre", scrive in una nota. Peccato che invece le abbiano cambiate il pomeriggio precedente. Obiettivo? Favorire Bersani. La pietra tombale sulla discussione la pone poi Nico Stumpo, il responsabile primarie Pd a livello nazionale e bersaniano doc: "Non avete votato al primo turno perché eravate all'estero? Portateci i biglietti aerei...". Oggi, mercoledì 28 novembre, è arrivato il "contentino" ai renziani: ci si potrà pre-iscrivere anche online, senza recarsi fisicamente alla sezione, ma comunque la richiesta di poter votare verrà vagliata caso per caso. Una truffa. Bella e buona.

La famiglia Riva e il finanziamento da 98 mila euro che imbarazza Bersani

La somma risale alla campagna elettorale del 2006, molto prima della lettera inviata dal patron Ilva al segretario per ammorbidire il senatore democratico Della Seta sulle misure anti-inquinamento nel 2010. L'ex ministro, sempre lecitamente ha ricevuto 110 mila euro da Federacciai, che annovera tra i membri anche i gruppi Marcegaglia e Amenduni

Pier Luigi Bersani

IPier Luigi Bersani risale a sei anni fed era stato rivelato nel 2008 sull’Espresso da chi scrive, insieme con Primo Di Nicola. Solo nell’agosto 2012, in occasione dei primi provvedimenti

giudiziari sull’Ilva, il contributo di 98 mila euro di Riva era stato ritirato fuori come arma polemica contro Bersani nello scandalo tarantino, prima da Antonio Di Pietro e Beppe Grillo e poi più di recente da Matteo Renzi. Quei 98

mila euro donati dal gruppo che controlla l’Ilva a Bersani in occasione della campagna elettorale

del 2006 erano già imbarazzanti allora, perché accettati nonostante Emilio Riva avesse già

subito una condanna (per reati più lievi di quelli che oggi lo hanno portato agli arresti domiciliari)

e fosse finito nuovamente sotto processo per inquinamento.

Diventano un macigno ora che il giudice per le indagini preliminari di Taranto ha spedito agli

arresti domiciliari il patron del gruppo, Emilio Riva, di 86 anni. Un macigno politico, soprattutto, perché dagli atti è emersa la lettera scritta dal vecchio Riva in persona a Bersani nel settembre

del 2010 per chiedere di allentare la pressione mediatica sul gruppo Riva favorita anche dagli interventi dell’ambientalista del Pd, Roberto Della Seta, il quale ha negato qualsiasi pressione

del segretario su di lui. Per studiare meglio i finanziatori ufficiali delle attività politiche di Pier Luigi Bersani, Il Fatto ha consultato gli elenchi pubblici depositati presso la Camera dei Deputati dove sono riportati tutti i contributi elargiti dai finanziatori di Pier Luigi Bersani nelle campagne elettorali più recenti (2006 e 2008) e anche negli anni precedenti quando ancora esisteva l’obbligo di registrare tutte le donazioni anche sotto la soglia dei 50 mila euro.

Si scopre così che l’associazione di categoria della quale fa parte il gruppo Riva, Federacciai,

ha donato 110 mila euro in 4 anni a Bersani. Nel 2004 dona 20 mila euro. Altri 50 mila euro

arrivano nel 2006 e Federacciai non si dimentica dell’ex ministro dell’Industria e dello Sviluppo economico neanche nella campagna del 2008 quando dona appena un po’ meno: 40 mila euro. L’associazione padronale che ha versato questi 110 mila euro all’attuale leader del Pd annovera, ovviamente, i Riva tra i suoi membri più influenti, accanto ad altre famiglie d’acciaio come gli Amenduni e i Marcegaglia. Il figlio di Emilio Riva, l’ex presidente Ilva per il quale il pm aveva chiesto l’arresto però rigettato dal Gip, Nicola Riva, è tuttora il vicepresidente della Federazione mentre il nipote Cesare Riva è il presidente dell’associazione di comparto. L’altro figlio, quel

Fabio Riva che è irreperibile da ieri e sul quale pende un’ordinanza di arresto, stavolta in carcere

e non ai domiciliari, è stato per molti anni vicepresidente di Federacciai.

Pier Luigi Bersani ovviamente poteva lecitamente accettare i soldi dei padroni dell’acciaio come Emilio Riva, che però poteva poi legittimamente scrivergli una lettera confidenziale per chiedergli

un intervento sulla questione Ilva, cosa che i malati di tumore o i cittadini pieni di polvere del quartiere Tamburi di Taranto forse non hanno mai fatto, non potendo vantare un versamento

così cospicuo alle casse del segretario. Se si scorrono i nomi delle imprese che hanno sostenuto (lecitamente) negli anni passati Bersani si scoprono altri contributi che, come quello di Riva, con

il senno di poi sono imbarazzanti. Per esempio i 20 mila euro ricevuti nel 2004 dalla Interconsult

di Franco Pronzato, arrestato nel 2011 per corruzione in relazione alla vicenda delle mazzette Enac, genovese, già responsabile trasporto aereo del Pd, un uomo molto legato a Bersani del

quale era consigliere al ministero per il settore dei trasporti.

Nel 2008 Bersani ha ricevuto 5 mila euro anche dalla società assicurativa genovese Italbroker

di Franco Lazzarini, uomo vicino da un lato a Massimo D’Alema e dall’altro lato in ottimi

rapporti con Lorenzo Borgogni, al punto che l’ex direttore centrale di Finmeccanica ha

raccontato ai pm di avere incassato proprio da Italbroker ben 2 milioni di euro, un affare

discutibile dal punto di vista dell’etica pubblica anche se lecito per i magistrati. Per il resto

Bersani conferma il suo profilo di uomo di sinistra che piace ai padroni che effettuano donazioni

ai partiti senza guardare troppo allo schieramento per garantirsi buoni rapporti bipartisan. Era questo il caso di Riva che ha donato con generosità a Forza Italia, 575 mila euro dal 2004 al

2006, più 50 mila euro nel 2006 versati da Federacciai a Forza Italia di Imperia, feudo di

Claudio Scajola. Ed è questo il caso per esempio della società israeliana Telit che aveva

donato poco meno di 20 mila euro aMaurizio Gasparri nel 2006 e ne dona 10 mila a Bersani

nel 2008.

Nell’ultima campagna elettorale Bersani riceve 10 mila euro dal Comitato Nazionale Caccia e Natura (che gli aveva già donato 15 mila euro nel 2006), altri 10 mila euro dalla Engineering Ingegneria Informatica, e 20 mila euro dalla Pittaluga Servizio Container di Genova. Altri 20 mila euro Bersani li ha incassati dalla Siram Spa, una società che si occupa di energia e appartiene

a una multinazionale francese e che però vantava rapporti di affari anche con Stefano Bonet, incappato nell’inchiesta sull’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito. Infine ci sono i 15

mila euro donati dalla Modena Fiere. Non sono presenti nella lista dei contributi versati per la campagna delle elezioni del 2008 i tradizionali finanziatori di Bersani, come Air One del gruppo Toto che aveva donato 20 mila euro nel 2004 e altri 40 mila euro nel 2006 (nonostante fosse in causa con le organizzazioni dei lavoratori per condotta anti-sindacale) o le coop rosse, che nel

2006 avevano donato poco meno di 100 mila euro, o il Gruppo Gavio che aveva donato 12

mila e 500 euro a Bersani nel 2004.

 


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21:16 Scritto da mobbing21 |Link permanente|Commenti (0)|Segnala|O

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    Castelverde 3 aprile 2012

    Raccomandata un giorno con ricevuta

     

    Al segretario dei Consiglio dei Ministri

    Prof. Mario Monti

    Roma

    e.p.c    alla Commissione Europea dei diritti dell’uomo

     

     

    LETTERA APERTA INVIATA TRAMITE RACCOMANDATA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROV. MARIO MONTI

     

    Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti,

    il 25 Gennaio 2012 tramite lettera raccomandata ho inviato  alla s.v. un opuscolo contenenti alcune proposte riguardanti una non più procrastinabile riforma dei partiti.

    Nell’opuscolo fra i vari punti auspicavamo una corretto contributo che riguardasse le spese effettive sostenute dai vari partiti durante le elezioni politiche. I casi recentissimi dell’ex Margherita che hanno coinvolto l’ex tesoriere Lusi che ha dirottato diversi milioni di euro di contributi ad personam, i casi recenti della lega e nel passato anche di altri partitti,  oltre ad aver provocato profonda indignazione da parte della maggioranza dell’opinione pubblica, ci induce  noi cittadini, promotori del primo appello a riformulare un secondo accorato appello nei confronti di Sua Eccellenza con la speranza che la s.v. intervenga  in sinergia con i partiti per regolarizzare una volta per tutte il contributo elettorale che così come è oggi è da ritenersi fuori dalla legge .

    In questi anni si sono sprecati milioni di euro per foraggiare partiti e  personaggi  politici di dubbia moralità. Lei con il suo governo avete chiesto a noi cittadini di fare sacrifici su sacrifici per cercare di risanare il nostro sfortunato paese governato e sfruttato  per decenni da politici poco onorevoli . da lobby e da caste.

    A noi avete chiesto di   tutto e di più mentre nulla avete chiesto in termini di sacrifici alle varie lobby e alla nostra classe politica se non la tutela dei loro iniqui privilegi.

    Per abbattere almeno in parte l’attuale iniquo status quo vi proponiamo  tramite un decreto legge di rendere almeno trasparente il contributo elettorale che crediamo sia giusto dare ai partiti ma osservando onestà e trasparenza.  Siamo al corrente che sono state presentate da parte di alcuni partiti politici alcune proposte di legge . Sappiamo che le proposte di legge lasciano il tempo che trovano nel senso che molte volte, passano anni prima di essere discusse… Noi cittadini non abbiamo  più  tempo.. il nostro tempo è scaduto ecco perché riteniamo che serva da parte vostra un  urgente decreto legge.

     

     

    La nostra proposta tramite decreto legge consiste:

    I partiti durante la campagna elettorale dovranno  preventivamente giustificare tutte le spese elettorali che  successivamente tramite mandati verranno saldate dal Parlamento. Compito del Parlamento (si auspica una commissione parlamentare  elettorale  ad hoc costituita da tutti i rappresentanti dei partiti) sarà di controllare e verificare  la legalità delle  varie pezze giustificative.  Il partito che presenterà delle pezze non in regola sarà sanzionato con un multa  e si vedrà nel contempo decurtare il successivo contributo elettorale. Personalmente sono contrario al referendum abrogativo indetto dal segretario dell’Idv On. Di Pietro in quanto ritengo che il contributo  dato ai  partiti sia più che legittimo  per garantire la democrazia e la pluralità nel nostro paese.

    Sono sicuro che lei nella sua importante carica di Presidente del Consiglio dei Ministri sia il solo che possa tramite un decreto legge riportare nella legalità l’attuale status quo.

    Sicuri, che questo nostro appello non cada nel vuoto ma che sia preso come impulso propositivo per addivenire al più presto ad una vera e radicale riforma  Le auguriamo tutto il bene possibile convinti che tutti siamo chiamati a dare il nostro fattivo contributo per il nostro beneamato paese.

    Con profonda stima e ringraziando anticipatamente per la  Sua cortese attenzione inviamo a Sua Eccellenza i nostri migliori Auguri di Buona  Pasqua.

     

                   

    Gabriele Cervi

    (fondatore su facebook del gruppo riforma dei partititi e dei sindacati codice etico)

     

    PS: Copia di questa lettera è stata da me inviata anche alla Comunità Europea per informare la medesima di questa  nostra legittima iniziativa nella speranza che non si debba da parte nostra fare un ricorso  se da  parte vostra dovesse perdurare tale grave , iniqua ed eticamente scorretta irregolarità amministrativa..

     

    Alleghiamo un cd dove si parla del nostro gruppo fondato su facebook e dove sono state riversate le nostre proposte con informazioni riguardanti lo spreco di denaro pubblico di cui  il Parlamento e i partiti  ne sono i massimi artefici.

    PS: Copertina e cd sono stati prodotti artigianalmente  da Gabriele Cervi che si autofinanzia.


 

POLITICI CARISSIMI: LA SOLA CAMERA DEI DEPUTATI CI COSTA 2.215 EURO AL MINUTO