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Polverinicrazia, nuovi vitalizi e posti d’oro La Casta ferma venti giorni: più vacanze dei liceali

Polverinicrazia, nuovi vitalizi e posti d’oro La Casta ferma venti giorni: più vacanze dei liceali


24/12/2011

Polverinicrazia, nuovi vitalizi e posti d’oro La Casta ferma venti giorni: più vacanze dei liceali

 

 

La Casta ferma venti giorni: più vacanze dei liceali

Parlamento chiuso per la pausa natalizia: riaprirà solo il 10 gennaio 2012. All faccia della crisi, gli onorevoli vanno ai tropici o a sciare

La Casta ferma venti giorni: più vacanze dei liceali

Vacanze, vacanze, ancora vacanze. Ci sarà pure la recessione, saremo pure in piena tempesta economica, ma deputati e senatori in vacanza ci vanno, eccome. La Camera ha chiuso i lavori ieri, ma già da qualche giorno lavorava a regime non proprio pieno; si riapre il 10 gennaio. Anche il Senato ha chiuso ieri e riaprirà sempre il 10 gennaio. In totale, quindi, venti giorni di chiusura. Come, e forse più che a scuola.

Per non dare troppo nell’occhio - in tempi in cui il termine «Casta» provoca reazioni virulente nei cittadini - si parla di vacanze più austere, da trascorrere  in famiglia e nei luoghi d’origine. Eppure qualcuno non ha resistito e ha ammesso che passerà le feste come al solito, ossia preferibilmente  a mollo nei mari del Sud. Maldive, meta da sempre amata dai politici nostrani e dove pare volerà l’ultima transfuga del Pdl, Stefania Craxi, che potrebbe trovarsi in compagnia del  leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, del presidente del Senato Renato Schifani e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Poche le  indiscrezioni sulle mete scelte dal premier Mario Monti, forse diretto in Trentino, cornice consona al suo profilo severo, e dai suoi ministri.

Non sembrano in vista “accorciamenti” delle vacanze degli onorevoli, cosa che invece avevano dovuto subire in estate, per via della manovra. Ad agosto l’ex ministro Roberto Calderoli aveva chiesto a gran voce che il parlamento non chiudesse. Ci provarono, visto che l’ultima manovra firmata da Giulio Tremonti fu approvata a ridosso di Ferragosto. Dopo quell’impegno Montecitorio ha  riaperto il 5 settembre. con le sedute delle Commissioni, mentre l’Aula  ha riaperto i battenti il 12 settembre. È  andato tutto liscio a Pasqua: la Camera si è fermata mercoledì 20 aprile, per ritornare dopo una settimana,  il 27. Anche l’Aula di Palazzo Madama ha terminato i lavori mercoledì 20,  ma ha riaperto il 3 maggio.

Saranno venti giorni di vacanze natalizie un tantino amari, però, per deputati e senatori, sapendo quel che incombe sulle loro tasche.  Presto, infatti,  sarà pronto il rapporto su   vitalizi, indennità e stipendi di parlamentari e alti dirigenti della  pubblica amministrazione, per operare il tanto invocato taglio ai   costi della politica, e quindi a stipendi e vitalizi. Ad annunciarlo   è stato  il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, a capo anche  della commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa. «A breve  faremo un rapporto. Abbiamo ricevuto un bel po’ di dati», ha spiegato Giovannini, senza  precisare scadenze,  ma che   si presume siano  entro la fine dell’anno, visti gli step previsti dalla   normativa e le sollecitazioni dei presidenti di Camera e   Senato.

di Caterina Maniaci

Polverinicrazia, nuovi vitalizi e posti d’oro
in aziende esterne alla regione Lazio

La lista dei berlusconiani che rimase fuori dalle elezioni perché presentata in ritardo, andava sistemata. Per questo i sei non eletti sono stati collocati in aziende satelliti della Regione

Il pacco firmato Regione Lazio è complicato. La manovra dei vitalizi per assessori esterni e consiglieri decaduti nasconde tagli e tasse per 1,4 miliardi di euro. Come incartare i sacrifici (per i cittadini) con i privilegi (per i politici). Eppure il governatore Renata Polverini mette su il viso del dispiacere, quel senso di pudore nel chiedere euro ai cittadini, sempre e comunque ai cittadini: “Era l’unica possibile”. Già, mica poteva lasciare senza pensione la Giunta oppure i tre consiglieri del centrodestra transitati per sbaglio in Regione? Il regalo farà contento il sindaco Giovanni Di Giorgi che, nervosamente, deve scegliere la poltrona giusta: resta nel Consiglio laziale o si dedica al comune di Latina? Un dilemma e un sollievo: qualsiasi decisione prenda Di Giorgi, il vitalizio è garantito a 50 anni con una riduzione del 5 per cento, a 55 al 100 per cento.

Nessun dubbio, però, sui rincari: aumentano le imposte (+ 0, 33 % Irpef), la benzina con un’accisa inedita (20 centesimi al litro), il bollo per l’automobile (+ 10 %). Mentre calano i fondi per il sociale e le opere pubbliche (-100 milioni di euro). Com’era? “L’unica manovra possibile”. Peccato che il centrosinistra suggeriva al Governatore di vietare un mal costume tipico di una regione grossa, indebitata e spendacciona: un dirigente pubblico deve rispettare un tetto massimo di stipendio senza cumulare l’incarico in corso con il vitalizio regionale. Non conosciamo la risposta perché l’ex sindacalista si è rifiutata di rispondere ai partiti di opposizione: rischiava di bombardare l’alleanza con il Pdl che si regge sui favori reciproci e il potere condiviso.

Il mandato Polverini ha un difetto di nascita: la lista dei berlusconiani rimase fuori perché presentata in ritardo, e dunque i cacicchi locali, non eletti, andavano sistemati. Quelli che sommano lo stipendio pubblico con il vitalizio già maturato in banca o in tasca. Ecco i sei candidati trombati in partenza e ora, momentaneamente, occupati in aziende satelliti della Regione Lazio. C’è l’imprenditore Luigi Celori, 54 anni, a spasso con una rendita di tre legislature: è stato nominato presidente di Autostrade del Lazio, superati mesi di inattività politica. C’è Tommaso Luzzi, 61 anni, per 15 anni in Regione: si è accontentato di Astral, una società che pulisce e asfalta le tangenziali e i raccordi. C’è il socialista Donato Robilotta, 56 anni, commissario straordinario di Ipab Sant’Alessio, un centro per ciechi che gestiva un imponente patrimonio immobiliare. C’è Bruno Prestagiovanni, 54 anni, commissario straordinario di Ater Roma, un carrozzone che assegna le case pubbliche. C’è Massimiliano Maselli, 44 anni, presidente di Sviluppo Lazio, dove transitano bandi di gara e studi scientifici. C’è Erder Mazzocchi, 43 anni, commissario straordinario di Arsial, l’agenzia regionale per l’agricoltura.

I magnifici sei incassano un degno e meritato stipendio pubblico, servono serenamente le istituzioni sapendo di incassare (in futuro o adesso) un sostanzioso vitalizio. I magnifici sei, soprattutto, assicurano l’esistenza politica di Renata Polverini. Al traguardo di una serie di nomi e scrivanie, fra le proteste cestinate e negate, c’è un’ultima idea che i partiti di opposizione hanno presentato al governatore: perché confermare il rimborso chilometricoper i consiglieri? Vi può suonare stonato, ma i rappresentanti laziali, se abitano a 15 chilometri dal palazzo regionale, recuperano un quinto di un pieno di benzina. I 71 consiglieri lazialivengono pagati per il mandato in Regione (indennità), per essere presenti in aula (diaria), per raggiungere il palazzo (rimborso), per presiedere o partecipare in commissione (e sono venti). Però, va detto che la Polverini ci ha provato. Voleva fare una manovra con meno tasse ai cittadini e più tagli ai politici. Il Governatore ha deluso i cronisti che speravano in un ripensamento sui vitalizi: “Niente passo indietro. Da due giorni siamo in linea con le altre Regioni. Avevamo una discriminazione che colpiva solo i nostri assessori esterni, abbiamo messo le cose a posto”. E il Codacons che fa ricorso contro la manovra? “Che devo fare?”, ha risposto la Polverini. Se sapesse cosa fare, sarebbe il governatore del Lazio che toglie ai ricchi e dà ai poveri, non viceversa. O forse, caspita, è proprio lei?