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Pd-Lega, accordo "entro 2013" su riduzione parlamentari L'incontro tra le delegazioni dei due partiti si è concluso con una "piena intesa" su alcuni temi della riforma elettorale

Pd-Lega, accordo "entro 2013" su riduzione parlamentari L'incontro tra le delegazioni dei due partiti si è concluso con una "piena intesa" su alcuni temi della riforma elettorale

15/02/2012

Pd-Lega, accordo "entro 2013" su riduzione parlamentari L'incontro tra le delegazioni dei due partiti si è concluso con una "piena intesa" su alcuni temi della riforma elettorale

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RIFORME

Pd-Lega, accordo "entro 2013"
su riduzione parlamentari

L'incontro tra le delegazioni dei due partiti si è concluso con una "piena intesa" su alcuni temi della riforma elettorale 

 

ROMA - Una "piena intesa" su alcuni temi della riforma elettorale e costituzionale, a partire dalla riduzione dei parlamentari dal 2013, è stata registrata stamane nell'incontro tra le delegazioni del Pd e della Lega Nord. Il Carroccio ha anche sottolineato l'importanza che assegna al Senato federale e ha ribadito il 'no' alle preferenze.

L'annuncio dell'intesta tra Pd e Lega è contenuto in un comunicato diffuso dall'ufficio stampa del Pd: "Si è registrata un'intesa piena sulla riduzione del numero dei parlamentari con effetti a partire dalla legislatura del 2013; la delegazione della Lega ha ribadito il proprio primario interesse per una riforma costituzionale che preveda il Senato federale; pieno consenso sui meccanismi della sfiducia costruttiva e sui nuovi poteri del Presidente del Consiglio e del Parlamento.  La legge elettorale dovrà essere coerente con le riforme costituzionali, riconoscere lo stretto rapporto tra eletto e elettore senza l'utilizzazione delle preferenze".

Nella nota si legge ancora che "le delegazioni si sono impegnate a ulteriori incontri al fine di approfondire gli aspetti più specifici dei singoli interventi. Hanno partecipato Roberto Calderoli, Federico Bricolo, Gianpaolo Dozzo,  Gianclaudio Bressa, Luciano Violante. Luigi Zanda". Le delegazioni si sono impegnate a ulteriori incontri al fine di approfondire gli aspetti più specifici dei singoli interventi.


 

anda presenta al Senato una norma per portare subito a 500 il numero dei deputati
Finocchiaro: il premier racconta balle. Bossi: bene Fini, riforme condivise

 

Pd al contrattacco sulle riforme
"Subito il taglio dei se
ggi", no del Pdl


Pd al contrattacco sulle riforme "Subito il taglio dei seggi", no del Pdl

 

Luigi Zanda


ROMA - Il Partito democratico contrattacca sulle riforme e sfida Berlusconi. Una legge d'iniziativa popolare per ridurre il numero dei parlamentari? Al Senato il democratico Luigi Zanda presenta una norma per portare subito a 500 il numero dei deputati (oggi sono 615) e a meno di 200 quello dei senatori (sono 315 più i senatori a vita). Corredata da altre misure: diverse funzioni legislative delle Camere, fiducia al premier solo da parte della Camera, potere di revoca per il presidente del consiglio dei suoi ministri. Un progetto organico di riforma nel senso dell'efficienza dello Stato. Non c'è bisogno delle firme dei cittadini, ci si può confrontare all'istante. Chiede all'aula di metterla subito nel calendario dei lavori per arrivare a un voto in tempi brevi, Zanda. 


Ma questa proposta, presentata alla conferenza dei capigruppo da Nicola Latorre e confermata da Anna Finocchiaro nell'emiciclo di Palazzo Madama, non passa. "Ora è dimostrato - commenta la presidente dei senatori Pd - che Berlusconi come sempre racconta balle agli italiani. Tutti d'accordo ma poi, alla prova dei fatti votano no. Ma stavolta a Harry Potter, cioè al Cavaliere, abbiamo scoperto il trucco". 

Il centrodestra condivide l'iniziativa del Pd, ma spiega di voler mettere il "taglio" nella pacchetto complessivo delle riforme. Però ieri era l'occasione giusta per mettere fuori gioco tattiche e convenienze accelerando i tempi. Per questo il Pdl deve difendersi dall'accusa di voler solo alzare un polverone. "Se la sinistra non avesse bocciato, attraverso il referendum, la legge costituzionale votata da noi nel 2006, oggi i parlamentari sarebbero già diminuiti", ricorda quindi il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri. Sulla stessa linea si muove il presidente dei senatori leghisti Nicolò Bricolo. Ma il Pd non rinuncia alla sua battaglia. Nella mozione presentata alla Camera in cui si chiede l'abolizione del lodo Alfano si aggiunge un passaggio sulla modifiche costituzionali citando la bozza Violante, il progetto di riforma già votata in parte nella precedente legislatura. E in quel testo era già previsto una "dieta" per le Camere. "Noi siamo pronti a discuterne subito, anche domani mattina", dice il segretario del Pd Dario Franceschini. 

Per Gianfranco Fini la strada maestra per votare modifiche alla Carta è avviare un dialogo in Parlamento, anziché muoversi nel solco dell'iniziativa popolare. Umberto Bossi sostiene la posizione del presidente della Camera: "Sono parole sagge". E oggi Fini e il presidente del Senato Renato Schifani si sentiranno per organizzare il lavoro sulle riforme. Capire da quale ramo del Parlamento dovrà partire la discussione. 

(g. d. m.

 (27 maggio 2009)

PER VEDERE ALTRI ARTICOLI INERENTI  AI FINANZIAMENTI DIGITA SUI TITOLISOTTOELANCATI: 

Licenziamoli per giusta causa!

E mandiamo tutta questa classe politica (tranne qualcuno) di malfattori a casa. Tanto loro abiurano il posto fisso (che però non mollano da decenni). Assicuriamogli la mobilità, promuovendo un loro reinserimento con l’avvio a lavori socialmente utili (il lavoro nella società civile se lo cerchino da soli però). Leggi il resto >

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BLOG | di Carlo Cornaglia

5 febbraio 2012

 

Ninna nanna l guaglionebe

L’incredibile caso di Luigi Lusi, senatore Pd e tesoriere della ex Margherita, che si appropria di 13 milioni di euro da lui gestiti. Il falso stupore dei vip dell’ex partito che hanno sempre approvato i bilanci all’unanimità, a loro insaputa. Lo sdegno del simpatico guaglione Francesco Rutelli, l’uomo cresciuto a pane e cicoria,... Leggi il resto >

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BLOG | di Pino Corrias

4 febbraio 2012

 

Lusi e il banchetto 
per finti tonti

Giusto vent’anni fa Mani Pulite (buon compleanno) rivelò il mirabile ingranaggio del Collettore di tangenti. Veniva scelto tra i più estroversi, istruito sulle percentuali e mandato a ritirare il malloppo non solo per il proprio partito, ma a nome di tutte e cinque le cupole del pentapartito. I soldi poi venivano suddivisi in tana, con... Leggi il resto >

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POLITICA & PALAZZO | di Eleonora Bianchini

2 febbraio 2012

 

Il finanziamento ai partiti diventa “rimborso” 
“Così il referendum del 1993 è stato tradito”

“In Italia anche i partiti morti godono di finanziamenti pubblici e la legge prevede che i rimborsi elettorali siano elargiti due volte in caso di fine legislatura anticipata. Lo scandalo della Margherita è emblematico per capire che è ora di cambiare”. Gaetano Azzariti, ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di... Leggi il resto >

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BLOG | di Mario Staderini

2 febbraio 2012

 

Non un euro ai partiti. La parola al Referendum

Il finanziamento pubblico ai partiti va azzerato. Leggi il resto >

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BLOG | di Luca Telese

2 febbraio 2012

 

Api e Pd: scatole cinesi
nel partito-zombie

Adesso sembra che nessuno conoscesse Luigi Lusi. A leggere le dichiarazioni pare che nessuno avesse a che fare con lui, che l’ex tesoriere fosse l’ennesima mela bacata, un solitario, una monade impazzita, che sia sopravvissuto come un marziano tra i suoi colleghi politici, e che l’unico responsabile di tutto sia il povero... Leggi il resto >

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POLITICA & PALAZZO | di Marco Travaglio

1 febbraio 2012

 

Una legge sulla responsabilità giuridica dei partiti. Il Fatto Quotidiano raccoglie le firme

Il gruppo parlamentare del Pd ha espulso all’unanimità il senatore Luigi Lusi che ha confessato di aver svaligiato la cassa della fu Margherita e ha provato a patteggiare 1 anno per appropriazione indebita, ma fortunatamente la Procura di Roma ha risposto picche perché la pena è “incongrua”. Vedremo quale congrua la sanzione... Leggi il resto >

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POLITICA & PALAZZO | di Eleonora Bianchini

1 febbraio 2012

 

Sanzioni, revoca dei rimborsi e carcere 
In Europa il finanziamento ai partiti è così

In Italia i partiti possono riscuotere rimborsi elettorali gonfiati rispetto alle spese effettivamente sostenute, certi di un sistema di controlli inefficace. Lo scandalo che ha travolto Luigi Lusi, già tesoriere della Margherita e oggi senatore del Pd, ha acceso i riflettori sull’opacità delle nostre formazioni politiche, visto che è... Leggi il resto >

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I NOSTRI VIDEO | di Andrea Palladino

1 febbraio 2012

 

Soldi Margherita, la villa a Genzano del senatore Lusi (Pd)

Una megavilla a Genzano, Castelli Romani. E’ una delle abitazioni di Luigi Lusi, il senatore Pd che ha ammesso di essersi appropriato di 13 milioni di euro della Margherita. “Avevo bisogno di quel denaro e l’ho preso”, ha dichiarato l’ex tesoriere agli inquirenti. Ora Lusi garantisce la restituzione di cinque milioni di euro. Solo... Leggi il resto >

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POLITICA & PALAZZO | di Fabrizio d'Esposito

1 febbraio 2012

 

La macchina mangia-soldi 
dei rimborsi elettorali

Il voto costa. Il cittadino paga e la casta incassa. La bellezza di ben dieci euro pro-capite, per rimanere fermi alle elezioni politiche del 2008. I rimborsi elettorali sono un business che non conosce crisi. Anzi. I partiti, tutti senza eccezione alcuna, hanno difeso la legge 157 del 1999, pietra miliare dei loro tesoretti ben custoditi, persino...Leggi il resto >

PROPOSTE: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROF. MARIO MONTI. LA LETTERA E' ARRIVATA A MONTI COME DA NOSTRA RICEVUTA IL 27 GENNAIO C.A.

   COPERTINA OPUSCOLO UFFICIALE

  PROPOSTE

                                                                

        LETTERA APERTA AL prESIDENTE

         DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

       DOTT. PROF. MARIO MONTI

 

                                                                                     

             RIFORMA DEI PARTITI  E DEI  

              SINDACATI – CODICE ETICO

                   GRUPPO FONDATO SU

                             FACEBOOK

 

 

                     Scriviamo questa lettera aperta per sottoporre alla s.v. alcune

                      proposte innovative e riformatrici che potranno se accolte dare

                      un impulso etico , ti trasparenza e di onestà all’attuale status

                      politico e sindacale del paese.


GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO


Castelverde. 25 Gennaio 2012

 

ALLA C.A. DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

DEI MINISTRI

DOTT. PROF. MARIO MONTI


 

Oggetto: Proposte per migliorare e riformare i partiti e i sindacati: codice etico

 

  

Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri ,

Prof. Mario Monti ,mi pregio allegare alla presente  a nome delle 1850 persone (che hanno aderito  e condiviso il codice etico del gruppo che ho  fondato su facebook)  un opuscolo contenente delle proposte innovative  e riformatrici che sottoponiamo alla s.v. che potranno ,se accolte, dare un impulso etico, di trasparenza e di onestà all’attuale status politico e sindacale del paese.

Nella speranza che questa nostra semplice ma sentita azione sia benevolmente da Sua Eccellenza accolta e in attesa di un Suo cortese parere sull’argomento in oggetto  cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri più sentiti  distinti saluti.

 

Gabriele  Cervi

(fondatore gruppo riformiamo i partiti e i sindacati – codice etico su facebook)

  

Scriviamo questa lettera aperta per sottoporre alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico di trasparenza e di onestà all’attuale status politico e sindacale del paese.

 

Per dare sostanza alle nostre proposte, ho fondato un gruppo online  denominato: Riforma dei Partiti e dei Sindacati  Codice Etico, usando il socialnetwork Facebook dove posso  interagire con tanti amici online , attualmente sono 4980. Il gruppo  non ha scopo di lucro, è aperto a tutti  ed è traversale. Dopo questa dovuta presentazione,  siamo onorati di sottoporre queste nostre proposte che abbiano denominato codice etico e che auspichiamo siano prese come contributo per rinnovare i partititi e i loro statuti.

  

PREMESSO

   Che i partiti politici  sono associazioni private senza alcuna disciplina legale finanziati (contributo elettorale) con denaro pubblico senza alcun controllo delle spese  che hanno portato da parte dei medesimi partiti (anche recentemente) a  violazioni contro le leggi costituzionali creando con soldi pubblici malaffare, clientelismo e corruzione

 

 A nome dei 1730 attuali aderenti al gruppo  sottopongo  alcuni punti come nostro personale contributo di cittadini stanchi di vedere sperperati milioni di euro (soldi pubblici nostri soldi) in minima parte utilizzati per le spese elettorali  effettive  e di cui la gran parte sono distratti e utilizzati per compravendite patrimoniali , spese varie fonte di clientelismo, spese per  il personale di federazioni  e di sezioni che nulla hanno a che vedere con il contributo dato per le spese elettorali. Inoltre i partiti per sostenersi  ( i milioni di euro erogati ai medesimi presumiamo a questo punto che non bastano per il loro sostentamento) vendono nelle loro assemblee  merce a pro partito, ricevono poi soldi dai propri tesserati come iscrizione  ecc. 

 

Per fare un esempio il contributo elettorale erogato nel 2008 è stato di oltre 500 milioni di euro a fronte di una spesa totale di 130 milioni di euro.. Praticamente vengono regalati ai partitti nostri soldi per un totale circa di 380 milioni di euro.. Se questo non è uno scandalo cosa è..!!

 

Per tutto ciò premesso :

 

CHIEDIAMO

 

 1) L’ attuazione dell’articolo 49 della Costituzione con una legge

   ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla

   legge e ne sanzioni le violazioni e che garantisca il controllo della

   correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti;

  2)      Registrazione degli Statuti dei partiti presso il Parlamento;

  3)      Certificazione di Bilanci dei partiti secondo le norme del codice

        civile;

  4)      Nomina di un revisore dei conti esterno e autonomo dai partititi;

  5)      Nomina di un Provibiro esterno per garantire la democrazia interna

        dei Partititi;

  6)      Obbligatorietà di elezioni primarie tra i cittadini per la selezione

        delle candidature;

  7)  Esclusione delle candidature delle persone rinviate a giudizio  

      o condannate per qualsiasi reato;

    8)  Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei

           rieri e decadenza dagli incarichi per violazioni degli

           Statuti e delle leggi dello Stato;

     9)   Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le  

            spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre

            pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc;

    10) Per ridurre i costi della politica proponiamo che il

            finanziamento ai giornali di partito  dato per l’effettiva

             vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e

         vendite effettive;

    Queste sono alcune proposte che  noi riteniamo importanti per rinnovare lo status quo politico. Noi siamo sostenitori di una vera Democrazia, non di facciata ma reale basate non sulle oligarchie di un regime partitocratico ma su un vero stato di diritto.

 

In questi decenni  i partititi hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori abissale, questa distanza riguarda la società civile. I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega  fautori nel paese di caste , lobby dimenticando il bene collettivo.

 Troppi privilegi e la non trasparenza hanno fatto si, che la gente ormai sfiduciata, amareggiata e disillusa  non creda più allo stato di diritto . Il nostro è uno stato fondato da furbi  e i politici agevolano i medesimi furbi ladri e disonesti istituzionali infischiandosene delle leggi che promulgono. Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il futuro dei nostri figli e delle nuove generazioni. Noi abbiamo già pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa  solo per perpetuarsi.

 E’ per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia  ci concede, ancora ,abbiano ritenuto opportuno e socialmente utile inviare queste  nostre  proposte

 Cordiali saluti.

 Gabriele Cervi

 (fondatore del gruppo su facebook  riforma dei partiti e dei sindacati codice etico)

 PS: Non abbiamo affrontato i privilegi dei politici (la famosa casta) in quanto sappiamo che il Parlamento sta lavorando per ridurre gli stipendi dei Parlamentari, per diminuire gli stessi Parlamentari delle due Camere, delle Province e dei Comuni.  Siamo fiduciosi che si arrivi al più presto a queste soluzioni moralmente ed eticamente non più rinviabili. 

 

Segue elenco amministratori del gruppo su facebook:

 

Giovanna Melandri Onorevole PD

Jane Alquati Assessore comunale Pdl

Carlo Rienziott  Pres. Codacons 

Agostino Alloni Consigliere  Regione Lombardia  PD 

Luigi Berlinguer EuDroparlamentare Europeo PD

Marialuisa D'attolico Giornalista Free Lance presso Privato

Ferdinando Imposimato Giudice Lavora presso Suprema Corte di Cassazione

Enrico Galavotti Professore

Cinzia Fontana Senatrice PD

Chiara Capelletti Assessore Provinciale PDL

Maria Vittoria Ceraso Assessore Comunale PDL

Jacopo Fanti Laureato in cooperazione internazionale

Francesco Alberoni Professore, Scrittore, Sociologo

Margherita De Bac Giornalista lavora presso corriere della sera

 

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COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

 

21/01/2012 | COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

 

LA SEGUENTE COPERTINA E' STATA PRESA DAL LINK SU FACEBOOK DEL DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO AMMINISTRATORE DEL GRUPPO.

 

 

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“Partiti SpA”, ecco come funziona 
il meccanismo dei rimborsi elettorali

Nel libro di Paolo Bracalini edito da Ponte alle Grazie tutte le cifre per raccontare di holding di fatto dalle cui mani passano "500 milioni di euro [...] per ogni legislatura, tra Camera e Senato, 200 milioni per le regionali, 230 per le europee. Più i 70 milioni di euro annui destinati ai gruppi parlamentari e gli altri milioni investiti per i giornali di partito (senza parlare delle donazioni dei privati, 80 milioni di euro l’anno in media)

In Gran Bretagna, i partiti che ricevono finanziamenti pubblici (10 milioni di sterline nel 2010, pari 12 milioni di euro più o meno) sono solo quelli di opposizione, svantaggiati nel raggranellare sostegno economico da lobby e gruppi industriali. In Germania invece non c’è privacy che tenga per le fondazioni: i “think tank” teutonici sono tenuti alla massima trasparenza. Invece in Italia – il Paese in cui in un paio d’anni, secondo la Corte dei Conti e la Guardia di finanza, la corruzione è aumentata del 229% –  i “pensatoi” della politica, a destra come a sinistra, non sono “obbligati a tenere una contabilità ufficiale delle erogazioni”.

Sono due aspetti che emergono dal libro “Partiti Spa” (Ponte alle Grazie, 2012) del giornalistaPaolo Bracalini. I rimborsi elettorali sono l’argomento del volume e tante le cifre riportate per raccontare di holding di fatto dalle cui mani passano “500 milioni di euro [...] per ogni legislatura, tra Camera e Senato, 200 milioni per le elezioni regionali, 230 per le europee. Solo di rimborsi elettorali, dal 1994 ad oggi, siamo a oltre 2,7 miliardi di euro, ai quali vanno [...] aggiunti i 70 milioni di euro annui destinati ai gruppi parlamentari e gli altri milioni investiti per i giornali di partito (senza parlare delle donazioni dei privati, 80 milioni di euro l’anno in media)”.

Denaro che riguarda i grandi partiti, ma anche i piccoli, come il Partito dei Pensionati (885 mila euro di rimborso), i Verdi-Verdi (contro cui il partito dei Verdi “vero” si scagliò via Tar, 300 mila), l’Alleanza di Centro di Pionati più la rediviva, per quanto assai lontana dal suo passato di balena bianca, Democrazia Cristiana (550 mila). E denaro che non basterebbe mai, dato che i bilanci delle formazioni politiche virano sempre al rosso (Pdl meno 6 milioni di euro e Pdaddirittura meno 42 milioni).

Il risultato del referendum del 1993, che sancì l’abrogazione del contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici (82 miliardi di lire all’anno a partire dal 1974, con la cosiddettalegge Piccoli, da Flaminio, allora capogruppo Dc che ne fu relatore), è diventato subito carta straccia e qualche numero lo testimonierebbe. Scrive infatti l’autore che dal 1994, quando venne introdotta la legge sul rimborso elettorale, a oggi l’ammontare del denaro erogato sotto questa voce ha raggiunto quota 2 miliardi e 700 milioni di euro, 600 dei quali dal 2008 sono andati solo per Pdl e Pd. E si tratta di un importo al netto delle elezioni “minori”, come quelle supplettive o delle regioni a statuto speciale.

Cifra che, specifica Paolo Bracalini facendo notare che dal 2006 l’erogazione avviene sulla base di tutti gli anni di legislatura anche se questa non giunge a scadenza, “non tiene conto degli stipendi dei parlamentari, consiglieri di regioni, province e comuni, dei loro vitalizi, dei loro ‘assegni di reinserimento’, dei loro benefit, delle spese di affitto sostenute da Camera e Senato per ospitarli, dei milioni per l’editoria di partito, dei costi delle auto blu e di quant’altro va sotto il nome di ‘costi della politica’. Noi ci limitiamo esclusivamente a considerare i soldi erogati direttamente ai partiti, denaro liquido”.

Una nota da rilevare è che, in 13 anni di modifiche alle norme, il rimborso per elettore è passato da 1.600 lire a 5 euro e dunque, se nel 1994 le politiche erano costate solo per questa voce 47 milioni di euro, nel 2008 l’importo ha superato la soglia dei 500. I paradossi delle norme che compongono la voce rimborso elettorale proseguono. Intanto, per riceverlo, occorre superare per esempio la quota dell’1% dei suffragi alla Camera (per il Senato la ripartizione è su base regionale), molto inferiore rispetto a quella per entrare nei palazzi della politica, e la percentuale di rimborso non si calcola sul numero effettivo dei votanti, ma sul numero di cittadini iscritti nelle sezioni elettorali.

C’è poi il tasto, anche in questo caso dolente, della corrispondenza tra le spese effettivamente sostenute per la campagna elettorale e l’importo del rimborso. Scrive in proposito l’autore citando ancora la Corte dei Conti: “Dei 2.253.612.233 euro (la somma è arrotondata per difetto però…) di rimborsi elettorali, i partiti hanno in realtà speso, per le campagne elettorali dal 1994 al 2008, circa un quarto. Ma la differenza si è accentuata con l’aumentare degli importi del rimborso. Le ultime elezioni, quelle 2008, sono costate ai partiti 110 milioni di euro di campagne elettorali, ma allo Stato sono costate cinque volte di più in rimborsi”.

Non meglio va il capitolo controlli, con le verifiche che dovrebbero essere condotte, oltre che dalla Corte dei Conti, anche dal collegio dei revisori nominato dall’ufficio di presidenza della Camera. Da un lato la legge limita i riscontri al “rispetto formale degli obblighi informativi [...] ed alla verifica della completezza del contenuto dei documenti”. Dall’altro il collegio sottolinea la “mancata attribuzione di specifici poteri istruttori”. Bracalini ne intervista uno dei 5 professionisti che dovrebbero controllare. Non ne rivela l’identità (per quanto il pool sia composto dal commercialista Salvatore Cottone, dai professori Tommaso Di Tanno, Duilio Lutazi e Francesco Perrini, e dal commercialista e revisore contabile Maurizio Lauri), ma gli chiede quali sono i criteri con cui i professionisti vengono scelti dal parlamento. “Manuale Cencelli al cento per cento”, risponde l’intervistato alludendo alla mai tramontata pratica da Prima Repubblica di spartizioni delle poltrone sulla base della forza di partiti e correnti.

Questo fiume di denaro può poi avere qualche impiego ulteriore. Come risanare almeno in parte le casse asciutte dei partiti. Impiego a cui è ricorsa – più clamorosamente di altri, ma non l’unica – Forza Italia “vendendo” nell’aprile 2007 i suoi rimborsi di 105 milioni di euro a Intesa Sanpaolo, quella del ministro Corrado Passera e del vice alle infrastrutture Mario Ciaccia, la stessa che vede il “suo” Banco di Napoli gestire i conti correnti dei deputati e i movimenti di Montecitorio. Forza Italia ha così trovato nuova linfa per la campagna in vista delle politiche del 2008 e ha ripetuto il meccanismo, quando il partito è andato a caccia di un finanziamento analogo con l’arrivo del Popolo della Libertà e con l’idea di cartolizzare i rimborsi fino al 2012.

Quello descritto da Bracalini, in sostanza, è un mondo fatto da una casta che quando il partito non ce l’ha se lo inventa e qualche volta riesce pure a farsi rimborsare a fronte di nessun rappresentante eletto. Un mondo di debiti e morosi, di assi strategiche tra finanza e politica che passano dai consigli d’amministrazione degli istituti di credito e delle immobiliari che affittano ai partiti, di feste-eventi e marchi da registrar per sfruttamento commerciale in gadget e affini. “Se almeno servisse, tutto questo finanziamento pubblico, a rendere marginale il ricorso a quello illecito”, scrive l’autore. “Invece no [...]. Il ‘valore’ di mazzette e falsi appalti? Cinquanta-sessanta miliardi di euro, l’anno. ‘Una vera e propria tassa immorale e occulta’ [...] l’ha definita Furio Pasqualucci, procuratore generale della Corte dei Conti”.