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OLIGARCHI PER I PARTITI BILANCI PUBBLICI CERTIFICATI LETTERA DEL GIORNO PUBBLICATA DAL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA

OLIGARCHI PER I PARTITI BILANCI PUBBLICI CERTIFICATI LETTERA DEL GIORNO PUBBLICATA DAL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA

 PER I PARTITI BILANCI PUBBLICI CERTIFICATI LETTERA DEL GIORNO PUBBLICATA DAL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA

02/09/2011 | PER I PARTITI BILANCI PUBBLICI CERTIFICATI LETTERA DEL GIORNO PUBBLICATA DAL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA

 

MANOVRA : TREMONTI E BOSSI HAN FATTO IL MILITARE? CON RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

01/09/2011 | MANOVRA : TREMONTI E BOSSI HAN FATTO IL MILITARE? CON RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

 

MANOVRA : TREMONTI E BOSSI HAN FATTO IL MILITARE? CON RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

Gabriele anno 1976

  LETTERA APERTA ALL'AMICO ONLINE PROF. LUIGI BERLINGUER PRESIDENTE COMMISSIONE DI GARANZIA DEL PD

01/09/2011 | LETTERA APERTA ALL'AMICO ONLINE PROF. LUIGI BERLINGUER PRESIDENTE COMMISSIONE DI GARANZIA DEL PD

 

LETTERA APERTA ALL'AMICO ONLINE PROF. LUIGI BERLINGUER PRESIDENTE COMMISSIONE DI GARANZIA DEL PD

Giovedi  1 settembre 2011

Facebook Gruppo Riforma dei Partiti e dei Sindacati Codice Etico

 

ALLA C.A. DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE

DI GARANZIA DEL PD

LUIGI BERLINGUER ADERENTE AL NOSTRO GRUPPO

 

Egregio Signor Presidente Prof. Luigi Berlinguer,

approfitto della nostra amicizia online su facebook, ma soprattutto  onoratissimo della sua adesione al gruppo riforma dei partititi e dei sindacati. Codice Etico, per rivolgerLe un appello sulla questione morale. Abbiamo saputoche la s.v. lunedi 5 settembre presiederà la commissione di garanzia per discutere del caso Penati. In una sua intervista  ha dichiarato che dovrete (sarà presente Bersani) lavorare ad una più chiara definizione dello statuto e del Codice etico

Caro Presidente crediamo che sia l’occasione di citare la nostra proposta da inserire nel vostro codice etico l’obbligo di rendere pubblico il bilancio del Pd inserendo dei revisori esterni. 

Il finanziamento pubblico dei partiti ora, così come è ,non è da considerarsi eticamente corretto in quanto non vi è da parte dell’organo erogatore un effettivo controllo sull’uso dei contributi pubblici . 

Nella speranza Signor Presidente che la s.v. si faccia portavoce di questa proposta e nell’attesa di una Sua gradita risposta Le inviamo i nostri più cordiali saluti. 

A nome dei nostri amici del gruppo su facebook

Gabriele Cervi

PS; Per il suo impegno etico e morale, sono onorato di comunicarLe che è stato inserito come amministratore del nostro gruppo insieme al Dott. Ferdinando Imposimato (lavora presso la Suprema Corte di Cassazione)

 

SU FACEBOOK IL NOSTRO GRUPPO DIGITA ILLINK:RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI.

QUI :CODICE ETICO

 

 Luigi BerlinguerLUIGI BERLINGUER

 

Berlinguer: «Lo Statuto non tutela Pd. Cambiamolo»


pubblicata da Luigi Berlinguer il giorno mercoledì 31 agosto 2011 alle ore 18.13

Il Pd ha convocato per il 5 settembre la Commissione di garanzia del partito per discutere del caso Penati. Spiega l’eurodeputato Luigi Berlinguer, presidente di questo organismo, che ha preso la decisione insieme a Pier Luigi Bersani per un motivo ben preciso: «Abbiamo convenuto che allo stato attuale Penati ha tutto il diritti di difendere la sua onorabilità come qualunque altro cittadino,maha altrettanto diritto di farlo il suo partito ». Non a caso, aggiunge l’ex ministro, sia lo Statuto che il Codice etico contengono espliciti richiami alla «onorabilità» del Pd.


Presidente Berlinguer, perché convocare questa Commissione quando è in corso un iter giudiziario?
«C’è un profilo giudiziario nella vicenda e la sua definizione spetta alla magistratura. Ma c’è anche un profilo politico, che tra l’altro non riguarda solo l’illiceità giudiziaria di comportamento ma la rilevanza politica e morale, che invece compete al partito. Le cose che leggiamo sui giornali, citando decisioni non definitive di organismi giudiziari, investirebbero, se confermate, anche il profilo etico-politico. Ed è non legittimo ma doveroso che il partito si faccia la sua opinione e valuti anche secondo i criteri dell’etica politica».


Ha convocato anche Penati, alla riunione del 5 settembre?
«Non spetta a me farlo ma eventualmente potrebbe o dovrebbe essere una decisione della Commissione. Certo, se Penati vuole che lo sentiamo penso che non ci rifiuteremo».


Su cosa vi baserete?


«Io intendo giungere alla riunione della Commissione fornito fin dove possibile della documentazione accessibile, perché pubblica, finora raggiunta dalle autorità giudiziarie milanesi, ivi comprese le memorie d’accusa e difesa. C’è un’articolo dello Statuto che pone in capo alla Commissione di garanzia il compito di vigilare sul corretto comportamento dei membri del Pd. È un compito che intendiamo affrontare, insieme a tutto il partito. Non perché ci siano tante scorrettezze. Il Pd è sano, non è malato. La corruzione politica italiana risiede in assoluta prevalenza altrove. Tuttavia quell’articolo va onorato. Se non altro in sede preventiva. E poi anche perché certe patologie possono albergare anche nelle migliori famiglie».


Penati secondo lei dovrebbe rinunciare alla prescrizione?
«L’unico che può disporre di questa facoltà è lui. Certamente, gli appelli che gli sono stati rivolti da autorevoli esponenti Pd, le sollecitazioni a riflettere sul fatto che la sua stessa onorabilità è affidata a una piena soluzione, non possono non avere un peso».


Alla riunione della Commissione arrivate attrezzati di tutti gli strumenti necessari alla discussione?

«Molto è stato fatto, ma ci sono ancora delle questioni da affrontare. E non a caso un paio di mesi fa, quindi in un periodo non sospetto, Migliavacca e io abbiamo convocato per la Festa di Pesaro, il 9 settembre, una riunione dei 20 presidenti delle commissioni di Garanzia regionali e di altrettanti rappresentanti di organismi esecutivi regionali del partito dal titolo “regole e garanzie”. Dobbiamo aggiungere regole perché non c’è democrazia senza regole, non ci sono diritti senza doveri, partecipazione senza responsabilità. E poi dobbiamo ricordarci anche che non c’è legittima aspirazione individuale senza un forte senso di appartenenza. Se mi iscrivo ad un partito è perché le mie idee si possano affermare in questa società ma anche per sostenere la mia famiglia politica nella sua interezza e non solo la mia individualità. La politica è un’attività che si fa per gli altri. E nostro compito è che il Pd vinca, non perda. Se si violano le regole morali nell’intento di far del bene si finisce sempre male. Si può e si deve far bene, con abilità, e perfino con astuzia. Ma non con l’inganno e la strumentalità permanente. Nella riunione di Pesaro non ci chiuderemo sul caso Penati, allargheremo il discorso, perché è il momento di affrontare tutte queste questioni».


Rimanendo a Penati, quali misure potreste adottare nei suoi confronti?

«La condizione per decidere è di conoscere ciò che è successo, sapere come stanno realmente le cose. I pm accusano con energia e convinzione ma con altrettanta energia e convinzione Penati si dichiara estraneo. Se noi ci avvicinassimo al problema col pregiudizio di un’idea precostituita non sarebbe corretto. Non possiamo anticipare nulla».


Quale sarà la vostra «indagine»?
«Dobbiamo individuare se ci sono profili etici o politici, sapendo che i tempi della politica e quelli della magistratura sono diversi, hanno esigenze diverse. In sede giudiziaria nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva. La politica non può aspettare anni. Naturalmente, è successo tante volte che dopo un lungo periodo di convinzione colpevolista sia arrivata una sentenza totalmente assolutoria, e viceversa. E quindi ad accelerare c’è un rischio. Però così noi nelle prossime settimane ci ritroveremo un profilo anche politico per affrontare la questione».


Penati ha fatto bene ad autosospendersi dal partito?

«Il sistema del Pd prevede, quando è in corso un’indagine giudiziaria di particolare gravità, l’autosospensione. Ancor prima di accertamenti di colpevolezza. È una misura pesante, ma giusta per la politica. Non sarebbe giusta in altri campi, ma è corretto che sia così. Penati ha ottemperato a questo principio, bisogna dargliene atto».


Il vostro Statuto consentirebbe alla Commissione di garanzia anche di adottare una misura come l’espulsione dal partito?
«È molto incerto in questo, non si può dire un sì o un no secco, c’è bisogno di una interpretazione complessa. Se c’è un corrotto non si può tenerlo nel partito, ovviamente, ma deve essere accertato. Per com’è attualmente lo Statuto, per adottare una simile decisione c’è bisogno di certezza giudiziaria o di forte certezza politica, documentata».


Pensa sia il caso di porre rimedio a questa incertezza dello Statuto? 

«Partiamo da un principio generale: nel comportamento il pubblico amministratore, e a maggior ragione se del Pd, deve essere molto più scrupoloso del cittadino comune. Se certe cose che non sono strettamente illegali non rispondono però a principi di etica politica, il pubblico amministratore del Pd non può porle in essere. E quindi sì, noi discuteremo e vedremo come stanno le cose nel caso particolare di Penati, ma dovremo anche lavorare a una più chiara definizione dello Statuto e del Codice etico perché sia affermato in pieno questo principio. Bisogna essere più corretti di un cittadino comune. Sono contro l’idea della diversità biologica. Ma sono dell’idea che noi abbiamo una scala di valori diversa da quella praticata, se non declamata, da quella degli altri partiti e amministratori».
(intervista di Simone Collini su L’Unità)

LUIGI BERLINGUER: QUESTO STATUTO NON TUTELA IL PD

 

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO PROPOSTE

 

FACEBOOK  15 Aprile 2011

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROF. GIORGIO NAPOLITANO

PRESSO  PALAZZO DEL QUIRINALE

ROMA

Egregio Signor Presidente,

scriviamo a vostra eccellenza per  sottoporle alcune  proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico e di trasparenza all’attuale  status politico e sindacale del paese.

Per dare sostanza alle nostre proposte, abbiamo fondato un gruppo online usando il  socialnetwork  Facebook dove possiamo interagire con tanti amici online.

Il gruppo non ha scopo di lucro, è aperto a tutti ed è traversale. Il neo gruppo (è nato ai primi di aprile) attualmente può contare su 320 aderenti. Al gruppo hanno dato la loro adesione: politici, scrittori, filosofi,psicologi, giornalisti, dottori e gente comune.

Dopo questa dovuta presentazione siamo onorati  di sottoporle  alla s.v. alcune proposte che abbiamo raggruppato in un vero e proprio codice etico. Ecco quindi l’esigenza  in  primis  di affrontare all’interno dei medesimi alcuni  correttivi.

I punti che abbiamo individuato sono i seguenti:

CODICE ETICO COME INTEGRAZIONE ALLO STATUTO DEI PARTITI E DEI SINDACATI

a) Attualmente lo statuto dei partiti  ( e dei sindacati ) non prevede di rendere pubblico il proprio bilancio.

b)  Proposta: noi riteniamo che sia necessario invece che queste importanti istituzioni che fruiscono tra l’altro di contributi pubblici pubblicare i propri bilanci con  controlli esterni.

c)  I revisori dei conti non devono essere eletti solo all’interno dei partiti ma almeno  la maggioranza deve essere  espressione  della società civile esterna.

d) Deve essere garantita la democrazia interna nei partiti  i probiviri sono attualmente eletti fra gli iscritti,

e)  La nostra proposta invece prevede che i probiviri siano esterni al partito

f)    Attualmente i candidati alle elezioni sono scelti per la maggior parte dalle segreterie dei partiti

g) La nostra proposta invece prevede che i candidati siano scelti dalla base  pura degli iscritti

h) Attualmente vengono candidati  anche persone che hanno pendenze penali in corso

i)   La nostra proposta è la non eleggibilità (e quindi la non candidatura) di tutti coloro i quali hanno pendenze in corso e la fedina penale e civile sporca

Illustre Presidente, questi sono alcuni punti che noi riteniamo importanti  proposte indirizzate a tutti coloro i quali sperano ancora nella Democrazia non di facciata ma reale  basata non sulle  oligarchie di regime partitocratrico ma su un vero stato di diritto.

 In questi decenni i partiti hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori, questa distanza riguarda la societa’ civile . I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega.

Hanno suddiviso il paese in caste e lobby… dimenticando il bene collettivo.

Troppi privilegi, e la non trasparenza hanno fatto si che la gente ormai sfiduciata , amareggiata, e disillusa non creda più  allo stato di diritto, ma sempre più a uno stato fondato da furbi, ladri e disonesti.

Noi non vogliamo che ciò sia il nostro  ma soprattutto il destino dei nostri figli e delle nuove generazioni..

Noi già abbiamo pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa per perpetuarsi.

 È per questo che come cittadini usando le opportunità che questa  democrazia ci concede abbiamo ritenuto   opportuno inviarle queste proposte .

In attesa di un suo gradito riscontro, si coglie l’occasione per porgere a Sua Eccellenza i nostri migliori e sentiti saluti.

Per il gruppo

Gabriele Cervi

GRUPPO FACEBOOK

  RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

 

 

PS: UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI GLI AMICI ONLINE CHE HANNO ADERITO AL NOSTRO  GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK E IN PARTICOLARE AL DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO (LAVORA PRESSO SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE) CHE HA DATO UN CONTRIBUTO FONDAMENTALE, AUTOREVOLE E PRESTIGIOSO AL GRUPPO FORNENDO DELLE ILLUMINATE INDICAZIONI CHE ABBIAMO FATTO NOSTRE SIA PER QUANTO RIGUARDA ALCUNI PUNTI DEL CODICE ETICO CHE PER QUANTO RIGUARDA LA SUE RIFLESSIONI CHE QUI ALLEGHIAMO .


CONTRIBUTO DEL DOTT.  FERDINANDO IMPOSIMATO :

RIFLESSIONI:

 

Ciò di cui il  Paese avrebbe bisogno in tema di riforme  è una legge sui partiti,   inesistenti come soggetti che concorrono alla vita democratica del  Paese. La degenerazione dei partiti è stata possibile grazie  all'assenza di regole e controlli sul loro funzionamento. La vita dei  partiti di maggioranza e opposizione  si è spenta.  Essi sono  organismi chiusi   ed  inaccessibili. Anche se  restano  enormi  centri di potere. Resistono  oligarchie immarcescibili che   decidono  la spartizione degli appalti nelle opere pubbliche, nella Rai, nella  scelta dei candidati al parlamento e dei vertici delle Authority.  Tutto questo uccide la democrazia.  La vita dei partiti, di tutti i  partiti,  il loro funzionamento corretto,   interessa agli iscritti e  a tutti i cittadini che li finanziano.  Il problema non è più solo  dei programmi. E' degli uomini che non rappresentano più gli  interessi e i  bisogni  dei cittadini. Occorre una   gestione democratica e trasparente dei partiti, con regole  precise   sul loro funzionamento. Che non siano affidate a statuti interni  violati. Evitando che ad essi  si acceda con un processo di cooptazione dall'alto 

 

La strada da percorrere è la gestione democratica e trasparente dei partiti, con regole sul loro funzionamento. Che non siano affidate a statuti interni violati. Evitando che ad essi si acceda con un processo di cooptazione dall'alto. Non è più tollerabile la gestione autoritaria e arbitraria dei partiti da parte della leadership, non solo nell'area della maggioranza ma anche in quella della opposizione. I partiti non possono essere lasciati alla iniziativa di cambiamento degli stessi apparati, che non ci sarà mai.

 

Occorre una forte iniziativa dei movimenti che tenda a responsabilizzare i partiti per un cambiamento a partire da una legge ordinaria che preveda rotazione nelle cariche direttive, congressi periodici, programmi differenziati, l'eliminazione dei partiti-persona, controlli dei bilanci da parte di organi esterni indipendenti. E soprattutto la gestione dei partiti con metodo democratico, con la partecipazione reale e il controllo da parte degli iscritti.

 

A ben riflettere, la crisi dei partiti è stata voluta da coloro che costituiscono la loro leadership. Sul piano giuridico i partiti, pur essendo previsti dalla Costituzione (art. 49) come essenziali alla democrazia, sono semplici associazioni di fatto non riconosciute - sembra incredibile ma è così- disciplinate dagli articoli 36 e seguenti del codice civile. Come tali essi non sono soggetti ad alcun controllo nè di rango costituzionale ne di altro genere. La ragione di tutto questo è nella insufficienza della legislazione costituzionale e nella mancanza di una legge ordinaria in grado di fissare delle regole sulla democrazia interna, sull'accesso ai partiti e sulla tutela degli iscritti.

 

 

 

 

 

 pubblicata da Ferdinando Imposimato il giorno lunedì 29 agosto 2011 alle ore 12.40

 DOVE SI FIRMA: http://www.referendumleggeelettorale.it/dove_si_firma.htm

(Entro il 31 agosto 2011) Oggi alcuni partiti fingono di volere cambiare con una nuova legge: è un trucco per  paralizzare il referendum promosso  da  Giovanni  Sartori. Anche se dovesse essere abbandonato, i cittadini possono sostenerlo, dal momento che è stato presentato in Cassazione. Rivolgo un appello a tutti gli amici di FB a votare il referendum compatti e numerosi, senza credere alle riforme promesse della opposizione, che non ci saranno mai. Io voto il referendum. Votatelo anche voi.

 

 

La Legge elettorale porcellum va abrogata subito con il referendum Sartori.

 di Ferdinando Imposimato [29/08/2011]

 

Nel dicembre 2005, sotto il governo Berlusconi, la maggioranza del centrodestra varò una nuova legge elettorale (l. 270/2005). A un esame in dettaglio, i meccanismi  della nuova legge sono le  liste bloccate ed eliminazione del voto di preferenza.  

 

A) Violazione degli articoli 2 e 48 della Costituzione. L'articolo 2 tutela i diritti inviolabili dell'Uomo  e l'art 48  stabilisce “Il voto é personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio é dovere civico”.   

 

B) Violazione dell'Articolo 3 del protocollo addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali  stipulata a Roma il 1950, ratificato con legge 28agosto 1997 n 296: “Le parti contraenti si impegnano ad organizzare ad intervalli ragionevoli libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione dell'opinione del popolo sulla scelta  del corpo legislativo”.            

 

C) Violazione dell'articolo 25 lettera b del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici concluso a NY il 16 dicembre 1966, entrato in vigore in Italia il 15 dicembre 1978: “ogni cittadino ha il diritto di votare e di essere eletto , nel corso di elezioni periodiche, veritiere,  effettuate a suffragio universale ed uguale, ed a voto segreto, che garantiscano la libera espressione della volontà degli elettori”.  

 

D)  Violazione dell'articolo 21 della dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo dell'ONU di NY del 10 dicembre 1948: “Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese , sia direttamente sia  attraverso rappresentanti liberamente scelti... la volontà popolare é il fondamento dell'autorità del governo”.

 

Di qui l’insopprimibile bisogno- ribadito  dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  di mettere mano alla legge elettorale.  Questa legge è stata di fatto voluta anche dalla opposizione, che pensava di garantire la sopravvivenza di personaggi logori e squalificati.  Ma come si può chiedere al cittadino  una scelta  politica personale, uguale e libera,   in presenza di una legge elettorale che  escludendo la preferenza,  lo ha esautorato del proprio diritto di voto trasferendolo nella volontà delle segreterie di partito?  Il voto non é libero poiché non consente la scelta dei candidati ma  é vincolato alle  decisioni dei  partiti, associazioni senza regole interne guidati da pochi oligarchi.  E non é uguale poiché i gerarchi dei partiti hanno esercitato di fatto  la scelta dei  rappresentanti del popolo, indipendentemente dalla qualità e dal valore dei candidati: ci sono elettori che hanno un potere di scelta determinante.  In Italia la democrazia é di tipo elettorale:  la pubblica opinione si esprime eleggendo i rappresentanti in Parlamento.  Il vero potere dell'elettorato é nello scegliere chi lo rappresenta e attraverso lui chi lo governa.

 

Oggi alcuni partiti fingono di volere cambiare con una nuova legge: è un trucco per  paralizzare il referendum promosso  da  Giovanni  Sartori. Anche se dovesse essere abbandonato, i cittadini possono sostenerlo, dal momento che è stato presentato in Cassazione. Rivolgo un appello a tutti gli amici di FB a votare il referendum compatti e numerosi, senza credere alle riforme promesse della opposizione, che non ci saranno mai. Io voto il referendum. Votatelo anche voi. Nell'interesse

 della democrazia. Grazie

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