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Non hanno capito niente: tagliato solo il 33% dei rimborsi I fondi saranno disponibili anche per un solo eletto

Non hanno capito niente: tagliato solo il 33% dei rimborsi I fondi saranno disponibili anche per un solo eletto

07/05/2012

 

140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni

DIARIO DI GABRIELE CERVI IN PDF SENZA

SCOPO DI LUCRO

LA FAMIGLIA NEGATA DIARIO


 

  shinystat.cgi?USER=cervigabriele



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Non hanno capito niente: tagliato solo

il 33% dei rimborsi

I fondi saranno disponibili anche per un solo eletto

 
I relatori Gianclaudio Bressa e Peppino Calderisi hanno presentato oggi la proposta in commissione. Emendamento del Pd 

Il finanziamento ai partiti rimane, eccome. I relatori, Gianclaudio Bressa e Peppino Calderisi, del testo sui controlli dei bilanci di partito e sulla riforma del loro finanziamento presentato oggi in Commissione hanno previsto dei tagli, ma non abbastanza visti i risultati dell'antipolitica registrata in questa ultima tornata elettorale. Solo una sforbiciata del 33% è prevista per l'ultima tranche, un taglio del 50%, ovvero 91 milioni annui, arriverà solo quando la legge andrà a regime.

"In via transitoria, le rate dei rimborsi elettorali relativi alle elezioni svoltesi dal 2008 al 2011, il cui termine di erogazione non è ancora scaduto alla data di entrata in vigore della presente legge, sono ridotte del 10%. L'importo così risultante è ridotto di un ulteriore 33%". E' quello che si legge nel testo sul controllo dei bilanci di partito e sulla riforma del loro finanziamento, messo a punto dai relatori.   "E' una proposta tecnica - spiegano - da sottoporre alla discussione del Parlamento". La riduzione del 10% era già stata prevista dalla finanziaria 2008.  "I contributi e le spese sostenute dai partiti e movimenti politici", spiegano, "sono ridotti a euro 91.000.000 annui, il 70 per cento dei quali, pari a euro 63.700.000 è corrisposto come rimborso spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l'attività politica. Il restante 30% - si legge nel testo - pari a euro 27.300.000, è erogato a titolo di cofinanziamento". 

Non solo. Il fondo per il rimborso elettorale potrà essere ripartito fra i partiti e i movimenti che abbiano ottenuto almeno un eletto in Parlamento. Lo stabilisce il testo dei relatori sulla riforma del finanziamento dei partiti ed il controllo dei bilanci.  "Il fondo per il rimborso delle spese elettorali per il rinnovo del Senato della repubblica è ripartito su base regionale" si legge poi nel testo. Il fondo per il rimborso delle spese elettorali per il rinnovo della Camera dei deputati è ripartito in proporzione ai voti conseguiti.

Secondo l'ex ministro Gianfranco Rotondi, membro dell'ufficio di presidenza del Pdl, "il dimezzamento dei fondi ai partiti è una trovata scientificamente pensata per sabotare Pdl, Pd e Udc. Il grande vecchio prima ha inventato l'anticasta e ora si prepara a prendere la borsa piena lasciando cambiali e debiti ai vecchi partiti. Ma, del resto, a Napoli si dice che se non ci stessero i fessi non camperebbero i dritti. E quindi tanto di cappello a chi ha preparato la strategia che segnerà il passaggio dalla seconda alla terza Repubblica". Il Pd da parte sua, invece,  ha presentato un emendamento che prevede il dimezzamento anche sull'ultima tranche dei rimborsi elettorali. Il capogruppo dei Democratici alla Camera, Dario Franceschini, spiega che "la proposta di ridurre la rata di luglio del 33% è una soluzione tecnica, accettata dal Pd unicamente per consentire che il testo arrivi in aula il 14 maggio. Il rifiuto delle altre forze politiche di ridurre del 50% il finanziamento ai partiti già dalla rata di luglio - prosegue - avrebbe di fatto comportato, in assenza di un testo base concordato con i due relatori, il rischio di vedere naufragare l’intero provvedimento". "In questo modo, invece, il Pd presenterà un emendamento per dimezzare da subito il finanziamento. Sarà quella - conclude - l'occasione per verificare, con un voto, le reali intenzioni di tutte le forze politiche".


COPERTINA OPUSCOLO UFFICIALE

 

 

CHI CI HA RIDOTTO IN QUESTO

STATO?

 

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UNA BELLA PROPOSTA: IL 5XMILLE AI DISOCCUPATI.

LO STATO CON IL 5XMILLE PUO' CREARE UN FONDO

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 Gabriele Cervi

P
 

Gabriele Cervi

DA FACEBOOK

 

 

 

 

NON C'E' NESSUN PARTITO CHE CI


RAPPRESENTI.


 FACEBOOK                      


GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO 

 

 Ferdinando Imposimato

FU MASSIMO D'ALEMA
LO
DICIAMO
DA ANNI CHE DIEDE
A SIVLIO
BERLUSCONI, NEL

 
1994, l'assicurazione che il
 

suo impero 
             

mediatico non sarebbe stato
 

toccato
 
. Ignorava l'allora capo della 
     

opposizione 
             
che
             

il 69,3% degli italiani decide
 

come
 
votare guardando la TV. La
 

verità la 
     

confessò 
             

Luciano Violante nel febbraio
 

2002 
    
quando
             

disse, nel stupore del paese:
 

l'on.
       
Berlusconi
             

sa per certo
 

che gli è stata data garanzia
piena nel 1994 che

non sarebbero state toccate le
televisioni. Voi ci

avete accusato, nonostante non
avessimo fatto 
 

la legge sul conflitto di
interessi e dichiarato

eleggibile Berlusconi


nonostante le concessioni”
 

E ciò in
       

violazione
             

della legge 30 marzo 1957,
 

ignorando l'appello di
 

Giorgio Bocca,
       

Paolo
             

Sylos Labini e Giuseppe
 

Laterza.
 
Non c'era stata ignoranza ma un 
     

consapevole
             

patto scellerato tra 
               


D'Alema
                 
e il suo amico
 

di Arcore.