Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog di cervigabriele.over-blog.it

Blog di cervigabriele.over-blog.it

Menu
Morta Isabelle Caro, modella anoressica

Morta Isabelle Caro, modella anoressica

Morta Isabelle Caro, modella anoressica Immortalata da Oliviero Toscani per una campagna contro malattia

1 di 1
Morta modella anoressica Isabelle Caro

PARIGI - E' morta, a soli 28 anni, la modella e attrice francese Isabelle Caro, gravemente anoressica, salita agli onori della cronaca per aver posato nuda in uno spot anti-anoressia di Oliviero Toscani per la marca italiana Nolita. Il decesso è avvenuto a Tokyo il 17 novembre scorso, ma la notizia è stata diffusa solo oggi, prima dal sito del quotidiano svizzero '20 minutes' e poi da quello del settimanale francese Paris Match. L'immagine della Caro, che pesava solo 31 chili per 1 metro e 65, nelle foto di Toscani aveva fatto molto discutere in quanto ritenuta troppo esplicita e scioccante, tanto che il giurì per la pubblicità aveva vietato la campagna.

TOSCANI: ERA RAGAZZA MOLTO MALATA - "Purtroppo non ho un bel ricordo di Isabelle Caro, era una ragazza molto malata, prima nella testa che nel corpo, perché aveva una mente da anoressica, come tutte le persone che soffrono di questo disturbo era anoressica nel cervello": Oliviero Toscani ha ricordato così il suo incontro con Isabelle Caro, la modella anoressica della cui morte si è avuta notizia oggi e che fu protagonista di una campagna choc firmata dal noto fotografo nel 2007. "Non sapevo che fosse morta" ha detto, senza essere tuttavia sorpreso dalla notizia del decesso della 'ragazza che non voleva crescere', come la stessa Caro si è definita nel titolo della sua autobiografia, pubblicata anche in Italia da Cairo Editore. Nel nostro paese, la modella era diventata molto celebre dopo la campagna choc di Toscani, dove appariva completamente nuda nella sua malata magrezza. Alla campagna era seguita la presentazione di un libro fotografico con Monica Bellucci: "quella è stata l'ultima volta in cui l'ho vista, poi - ha concluso Toscani - non ho più avuto contatti".

mercoledì, 22 ottobre 2008

MESSAGGIO SOCIALE

Image Hosted by ImageShack.us  podcast  
 IL MALE
ATTENTI PERO' SEMPRE: DI NON FARE DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO!!


IL  MALE VINCERA' PERCHE' IO NON MI VOGLIO BENE!!

HO 24 ANNI.....NON RIDURTI COSI'  TU TI PUOI SALVARE.... GABRIELE 
 senza-titolo-5.jpg

Franco Battiato -La cura

INTERVISTA

di Silvia Nucini apparsa su Vanity Fair

 

 Direte che schifo, vi girerete dall'altra parte, coprirete gli occhi ai bambini perchè non vedano- Penserete che non ci si può ridurre così per entrare in un jeans taglia 38, per essereessere alla moda, diventare una Katemoss come tante. E sbaglierete. Perchè non è un caso se il ministro della salute Livia Turco ha deciso di patrocinare questa campagna . Ma sopratutto perchè anche se è la testimonial di un marchio.(Nolita) che fa moda, la storia di Isabelle la ragazza che vi sta tirando un pugno nello stomaco da queste pagine, e che continuerà a darvi fastidio da altri giornali, e dai cartelloni pubblicitari che incontrerete ogni mattina camminando per la strada con la moda e le modelle e tutta quella roba lì non c'entra niente. Quella di Isabelle è un'assurda storia d'amore, che comincia quando sua madre perde la testa per un famoso artista francese di cui non farò mai il nome, alla fine degli anni settanta. Il primo problema è che lei è sposata, il secondo che suo marito e il suo amante sono amici, il terzo che rimane incinta. Il marito è un omone grande e grosso, l'amante piccolo echarmant e Isabelle nasce minuscola, e di questa gracilità la mamma è illogicamente fiera, perchè è l'unico segno tangibile che quella bambina è frutto dell'amore. Illegittimo ma pur sempre più amore di quell'affetto stanco che prova per l'uomo che riconoscela bambina e le fa da padre.-Isabelle cresce, ma neanche poi tanto, chiusa in una casa di campagna dove nessuno viene mai e ogni spiffero è coperto con gli stracci perché l’aria fa diventare grandi. E mamma voleva che io fossi piccolina. Per lo stesso motivo la bambina ha sempre scarpe strette, vestiti minuscoli e le poche volte che mette il naso fuori casa, la faccia coperta con cinque sciarpe diverse. Il padre biologico ignaro di tutto piano piano scompare, quello anagrafico è sempre in viaggio e la mamma pensa che si debba ovviare in qualche modo a quella solitudine tutta femminile prendendo in affido per l’estate dei bambini. Arrivò una ragazzina della mia età, ma non giocavamo mai insieme. Mamma la portava a fare delle passeggiate e la lasciava correre in giardino. Io invece, dovevo rimanere in casa. Dopo i bambini è il turno degli animali: Gatti e galline, tantissimi. Poi ci fu un’epidemia. Morivano, la mamma li lasciava a marcire in giardino e a me diceva che erano scappati. Io, per farla contenta, fingevo di crederci. A sei anni Isabelle dovrebbe andare a scuola ma la mamma, maestra, decide che studierà a casa. L’unico insegnante che vede, due volte la settimana, è quello di violino. Quando il famoso artista l’ex amante della madre riappare nello loro vite per girare un video musicale, la mamma di Isabelle insiste perché la bambina vi compaia, suonando lo strumento che sa ormai maneggiare. Il giorno delle riprese ero eccitatissima: mamma era felice, mi truccava, mi pettinava i capelli. Quando vidi per la prima volta il mio vero padre sul set colsi uno sguado tra lui e mia madre e, anche se avevo 7 anni, capii tutto. Il video non è mai stato uscito, ma di quella giornata conservo una foto di lui che canta: Dietro, con calligrafa infantile, c’è scritto: Questo è mio padre. La mattina in cui Isabelle si ammala di anoressia ancora senza saperlo se la ricorda bene, perché è la prima volta in vita sua che dice una bugia. Per rompere la monotonia dei giorni sempre uguali, simula un mal di pancia fortissimo e finisce all'ospedale. Il medico la visita e la misura, e quando scandisce il numero dei chili, Isabelle coglie nello sguardo della mamma un accenno di disappunto. Avrei fatto qualsiasi cosa per renderla felice. Capii che per lei pesavo troppo. Così, da quel giorno, piano piano, smisi di mangiare. Sono passati quasi 15 anni da quella mattina, e la donna che mi sta raccontando la sua vita quasi senza prendere fiato assomiglia a un fumetto uscito da una penna macabra e sofistica: calottina nera sulla testa, lentiggini ripassate con la matita, un abito scollatissimo che rivela 31 chili di ossa e pelle affetta da psoriasi, ricoperta da una lanugine bionda e completamente nera sotto gli zigomi: gli effetti della denutrizione. Si rigira tra le mani una stampa della campagna Nolita che la ritrae nuda e dice, di se stessa, che orrore . Dal giorno dello scatto, era lo scorso maggio, ha ripreso dice quattro chili. Dice che l’hanno aiutata quella foto e la trasmissione Le droit de savoir, dedicata alla sua storia dal canale francese TF1 dopo che un autore del progranna è , per caso incappato nel suo blog su internet. Mangio pochissimo quasi nulla, ma ho smesso di vomitare. E comincio a distinguere il sapore delle cose. Ho assaggiato il gelato è buonissimo, ride, rivelando un profilo appuntito dalla magrezza e dagli interventi chirurgici cui si è sottoposta. Mi sono rifatta il naso e il mento, due anni fa . Non erano molto diversi da come sono ora, ma l’ossessione per quella parte del copro che mia madre mi continuava a coprire con le sciarpe, evidentemente, me la sono portata dietro anche io.Moltoaltro si è portata dietro di quella mamma cui non riesce, nonostante tutto a non volere bene, e che ha perdonato perché non c’era altro che potessi fare. Adesso vivono lontane: la madre a Parigi, Isabelle aMarsiglia perché li c’è il mare e viene voglia di vivere. Ma si sentono spesso e il giudizio di sua madre e, per lei, ancora molto importante. Della trasmissione tv non ha detto quasi nulla. Di questa campagna shock ,però, non è affatto contenta. Mi dispiace che non la approvi, dice Isabelle, ma per me è importante che la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l’anoressia. Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza pauraanche se so che il mio corpo ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d’aiuto a chi è caduto, o ha la tentazione di cadere, nella trappola da cui io sto cercando di uscire. Ho tanti sogni per il mio futuro. Ho studiato recitazione, vorrei fare l’attrice di teatro. Vorrei una famiglia, dei bambini. Abbassa lo sguardo, abbassa la voce: vorrei vivere. Non giratevi dall’altra parte quando incontrate Isabelle.
 

21:07 Scritto da : mobbing21 | Link perm