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Morire a se stessi moltiplica la vita BUONA DOMENICA AMICI ONLINE

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Morire a se stessi moltiplica la vita

BUONA DOMENICA AMICI ONLINE

IL MIO CROCIFISSO 2011

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Il Vangelo
Morire a se stessi moltiplica la vita
V Domenica di Quaresima Anno B

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna (....)».

Vogliamo vedere Gesù. Grande domanda dei cercatori di sempre, domanda che sento mia. La risposta di Gesù dona occhi profondi: se volete capire me, guardate il chicco di grano; se volete vedermi, guardate la croce. Il chicco di grano e la croce, due immagini come sintesi ardente dell'evento Gesù.


Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Una frase difficile e anche pericolosa se capita male, perché può legittimare una visione doloristica e infelice della religione.
Un verbo balza subito in evidenza per la sua presa emotiva: morire, non morire. Ipotesi o necessità, pare oscurare tutto il resto, mentre invece è l'inganno di una lettura superficiale. L'azione principale, lo scopo verso cui tutto converge, il verbo che regge l'intera costruzione è «produrre»: il chicco produce molto frutto. 

L'accento non è sulla morte, ma sulla vita. Gloria di Dio non è il morire, ma il molto frutto buono.
Osserviamo un granello di frumento, un qualsiasi seme: nessun segno di vita, un guscio spento e inerte, che in realtà è un forziere, un piccolo vulcano di vita. Caduto in terra, il seme muore alla sua forma ma rinasce in forma di germe, non uno che si sacrifica per l'altro - seme e germe non sono due cose diverse, sono la stessa cosa - ma tutto trasformato in più vita: la gemma si muta in fiore, il fiore in frutto, il frutto in seme. Nel ciclo vitale come in quello spirituale «la vita non è tolta ma trasformata» (Liturgia dei defunti), non perdita ma espansione.

Ogni uomo e donna sono chicco di grano, seminato nei solchi della storia, della famiglia, dell'ambiente di lavoro e chiamato al molto frutto. Se sei generoso di te, di tempo cuore intelligenza; se ti dedichi, come un atleta, uno scienziato o un innamorato al tuo scopo, allora produci molto frutto. Se sei generoso, non perdi ma moltiplichi la vita.
La seconda icona è la croce, l'immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. «Per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (Karl Rahner). Dio entra nella morte perché là va ogni suo figlio. Ma dalla morte risorge come un germe di vita indistruttibile, e ci trascina fuori, in alto, con sé.

Gesù è così: un chicco di grano, che si consuma e fiorisce; una croce, dove già respira la risurrezione. Io sono cristiano per attrazione: attirerò tutti a me. E la mia fede è contemplazione del volto del Dio crocifisso.

«La Croce non ci fu data per capirla ma perché ci aggrappassimo ad essa» (Bonhoeffer): attratto da qualcosa che non capisco ma che mi seduce, mi aggrappo alla sua Croce, cammino dietro a Cristo, morente in eterno, in eterno risorgente.

(Letture: Geremia 31,31-34; Salmo 50; Ebrei 5,7-9; Giovanni 12,20-33).





21:40 Scritto da:mobbing21|Link permanente|Commenti (0)|Segnala|OKNOtizie| Facebook

Palombelli Coi soldi spariti della Margherita pagato l'affitto della signora Rutelli

Politica

Palombelli Coi soldi spariti della Margherita pagato l'affitto della signora Rutelli

La rivelazione dell'Espresso sul caso Lusi: parte del tesoretto dirottato per saldare il conto di Barbara Palombelli

Palombelli Coi soldi spariti della Margherita pagato l'affitto della signora Rutelli
Rutelli-Lusi, terzo round. E spunta anche Barbara Palombelli. Il ring è quello dell’Espresso, che ormai martella il fondatore dell’Api con cadenza settimanale. L’ultima volta erano gli 866mila euro girati dalla defunta Margherita al Centro per un futuro sostenibile, fondazione di Rutelli sull’ambiente. Dopo la smentita e la querela dell’ex sindaco di Roma al grido di: «Non ho mai preso un centesimo. Metto su Facebook il mio conto corrente», ecco la nuova puntata dell’inchiesta firmata da Primo Di Nicola ed Emiliano Fittipaldi. Titolo: «Rutelli smentisce Rutelli. Il leader dell’Api sui soldi da Lusi: tutto trasparente. Ma i bilanci dicono altro».

Il succo è questo. Non è vero, come sostiene il senatore, che i denari finiti all’Api dal Cfs sono stati messi nei bilanci. Anzi, ribadisce il settimanale, quei soldi, che ammonterebbero a oltre un milione, non sono stati neppure dichiarati alla Camera, come vuole la legge. Inoltre, c’è la vicenda dei dirigenti Api pagati dai Dl e i 150mila euro girati dal Cfs ad Api nel 2009. Insomma, Cicciobello sbraita, querela, fa esposti in procura, ma non dice tutta la verità, questa l’accusa del giornale. Che tira in ballo nuovi dettagli sull’affitto dei locali di via Tacito, sede della fondazione rutelliana e chiama in causa direttamente la Palombelli, consorte di Rutelli. Motivo? A febbraio e marzo 2011 il Cfs le ha fatto due bonifici da 1.804 euro. Tutto il palazzo di via Tacito è di Federico Rossi di Medelana, che ha affittato a un prezzo di favore alla moglie del leader Api. A sua volta, Palombelli subaffitta al Cfs, che la rimborsa. E per l’Espresso ce n’è abbastanza per parlare di «un’altra partita di giro», di finanziamenti borderline e di mancanza di trasparenza proprio da parte di chi la invoca.

Una guerra aperta tra ex compagni di partito, Lusi e Rutelli, ed ex stampa amica (Palombelli era una firma di Repubblica, gruppo l’Espresso), in cui s’insinuano perfino voci di presunti contatti molto stretti tra l’ex tesoriere della Margherita indagato con mezza famiglia per appropriazione indebita, e chi ora scrive con tanta precisione date, cifre e spese dell’Api. L’ex sindaco di Roma si difende e parla infatti di «illegalità dell’accesso ad alcuni bonifici bancari che certamente non sono neppure nella disponibilità della magistratura». E in quanto alle ultime rivelazioni del settimanale, dichiara: «L’Espresso prova a rilanciare la polemica, ma fa flop. Non presenta un solo argomento inedito rispetto a quelli che hanno già avuto puntuale risposta nella conferenza stampa del 15 marzo in Senato. Si ostina a scrivere che la voce “altri proventi” non esisterebbe nel bilancio di Api, ma pubblica copia del bilancio Api 2010, citando proprio la voce “proventi da attività editoriali, manifestazioni ed altre iniziative”, che include i 150mila euro ricevuti nel 2009». Insomma botta e risposta: Rutelli-Lusi-l’Espresso. E intanto la procura indaga.   

di Brunella Bolloli

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07:13 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |

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    Le notizie quotidiane
    Editoriale: "Il progresso del gambero"
    Molti grandi opinionisti che pretendono di fare, loro soli, cultura, raccontano che viviamo una stagione di grande progresso civile e sociale... Ma osserviamolo da vicino, questo progresso.

    Un primo tema: la vita. Tra i diritti civili le società evolute hanno messo da tempo anche l’aborto. Cosa ci sia di civile nel togliere la vita al proprio figlio vivente nel grembo della madre non lo sappiamo. Solo che ci eravamo illusi che ci si fermasse qui. Invece... ora c’è chi propone di estendere l’aborto anche dopo la nascita. Sì, cari lettori, avete capito bene: dopo la nascita! Due studiosi italiani, Alberto Giubilini e Francesca Minerva, in un intervento su una rivista internazionale, propongono che i motivi per legalizzare l’aborto vadano estesi, arrivando alla possibilità di legalizzare la soppressione del neonato non voluto. Insomma, la morte intesa come civiltà, la barbarie proposta come progresso. 
    Questa metodologia di progresso ha una strategia ben definita: prima si muovono alcune “punte di diamante” (o meglio di carbone avvelenato) a proporre la novità in maniera (pseudo)scientifica, poi si danno da fare i movimenti di opinione per impostare sulla proposta una forte mobilitazione. In seguito i partiti loro collegati intervengono nei parlamenti e la cosa è quasi fatta: quello che fino a poco tempo fa era considerato assurdo e, anzi, delittuoso, ora si vuol farlo diventare legittimo, segno di progresso e di civiltà. 
    Esaminiamo un’altra vicenda: quella delle unioni omosessuali. Anche qui hanno incominciato i luminari di certa pseudocultura, poi sono intervenuti i movimenti radicali, quindi l’iniziativa è passata alle istituzioni statali. In questa congerie di pressioni, di disinformazioni sul significato della famiglia e sul valore della sessualità, si lavora per assimilare l’unione omosessuale alla famiglia naturale, costituita da un uomo e da una donna. Ora, visto che nel Parlamento italiano le forze cosiddette progressiste non sono ancora riuscite a fare riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, è intervenuta la Corte Costituzionale a stabilire che, comunque, le unioni omosessuali vanno equiparate a quelle eterossessuali. In altre parole: non si potranno chiamare famiglie, ma ne avranno tutti i diritti. 
    Una decisione contro la verità della natura umana. Se proprio si vuol chiamarla progresso, ricordiamoci che è quello del gambero.

    Vincenzo Rini
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    GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

     

    COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

    21/01/2012 | COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

    LA SEGUENTE COPERTINA E' STATA PRESA DAL LINK SU FACEBOOK DEL DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO AMMINISTRATORE DEL GRUPPO.

     RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

    GRUPPO SU FACEBOOK

    Scriviamo questa lettera aperta per sottoporre alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico di trasparenza e di onestà all’attuale status politico e sindacale del paese.

    Per dare sostanza alle nostre proposte, ho fondato un gruppo online  denominato: Riforma dei Partiti e dei Sindacati  Codice Etico, usando il socialnetwork Facebook dove posso  interagire con tanti amici online , attualmente sono 4980. Il gruppo  non ha scopo di lucro, è aperto a tutti  ed è traversale. Dopo questa dovuta presentazione,  siamo onorati di sottoporre queste nostre proposte che abbiano denominato codice etico e che auspichiamo siano prese come contributo per rinnovare i partititi e i loro statuti.

    PREMESSO

    Che i partiti politici  sono associazioni private senza alcuna disciplina legale finanziati (contributo elettorale) con denaro pubblico senza alcun controllo delle spese  che hanno portato da parte dei medesimi partiti (anche recentemente) a  violazioni contro le leggi costituzionali creando con soldi pubblici malaffare, clientelismo e corruzione

     A nome dei 1730 attuali aderenti al gruppo  sottopongo  alcuni punti come nostro personale contributo di cittadini stanchi di vedere sperperati milioni di euro (soldi pubblici nostri soldi) in minima parte utilizzati per le spese elettorali  effettive  e di cui la gran parte sono distratti e utilizzati per compravendite patrimoniali , spese varie fonte di clientelismo, spese per  il personale di federazioni  e di sezioni che nulla hanno a che vedere con il contributo dato per le spese elettorali. Inoltre i partiti per sostenersi  ( i milioni di euro erogati ai medesimi presumiamo a questo punto che non bastano per il loro sostentamento) vendono nelle loro assemblee  merce a pro partito, ricevono poi soldi dai propri tesserati come iscrizione  ecc. 

    Per fare un esempio il contributo elettorale erogato nel 2008 è stato di oltre 500 milioni di euro a fronte di una spesa totale di 130 milioni di euro.. Praticamente vengono regalati ai partitti nostri soldi per un totale circa di 380 milioni di euro.. Se questo non è uno scandalo cosa è..!!

    Per tutto ciò premesso :

    CHIEDIAMO

    1)      L’ attuazione dell’articolo 49 della Costituzione con una legge ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla legge e ne sanzioni le violazioni e che garantisca il controllo della correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti;

    2)      Registrazione degli Statuti dei partiti presso il Parlamento;

    3)      Certificazione di Bilanci dei partiti secondo le norme del codice civile;

    4)      Nomina di un revisore dei conti esterno e autonomo dai partititi;

    5)      Nomina di un Provibiro esterno per garantire la democrazia interna dei Partititi;

    6)      Obbligatorietà di elezioni primarietra i cittadini per la selezione delle candidature;

    7)      Esclusione delle candidature delle persone rinviate a giudizio o condannate per qualsiasi reato;

           8)  Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei

                 tesorieri e decadenza dagli incarichi per violazioni degli

                  Statuti e delle leggi dello Stato;

           9)   Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le  

                 spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre

                 pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc;

           10) Per ridurre i costi della politica proponiamo che il

                finanziamento ai giornali di partito  dato per l’effettiva

                 vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e

                 vendite effettive;

     Queste sono alcune proposte che  noi riteniamo importanti per rinnovare lo status quo politico. Noi siamo sostenitori di una vera Democrazia, non di facciata ma reale basate non sulle oligarchie di un regime partitocratico ma su un vero stato di diritto.

    In questi decenni  i partititi hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori abissale, questa distanza riguarda la società civile. I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega  fautori nel paese di caste , lobby dimenticando il bene collettivo.

    Troppi privilegi e la non trasparenza hanno fatto si, che la gente ormai sfiduciata, amareggiata e disillusa  non creda più allo stato di diritto . Il nostro è uno stato fondato da furbi  e i politici agevolano i medesimi furbi ladri e disonesti istituzionali infischiandosene delle leggi che promulgono. Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il futuro dei nostri figli e delle nuove generazioni. Noi abbiamo già pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa  solo per perpetuarsi.

    E’ per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia  ci concede, ancora ,abbiano ritenuto opportuno e socialmente utile inviare queste  nostre  proposte

    Cordiali saluti.

    Gabriele Cervi

    (fondatore del gruppo su facebook  riforma dei partiti e dei sindacati codice etico)

    PS: Non abbiamo affrontato i privilegi dei politici (la famosa casta) in quanto sappiamo che il Parlamento sta lavorando per ridurre gli stipendi dei Parlamentari, per diminuire gli stessi Parlamentari delle due Camere, delle Province e dei Comuni.  Siamo fiduciosi che si arrivi al più presto a queste soluzioni moralmente ed eticamente non più rinviabili. 


     
    Seguono gli amministratori del gruppo:

    Giovanna Melandri Onorevole PD

     Jane Alquati Assessore comunale Pdl

     Carlo RienziDott  Pres. Codacons 

    Agostino Alloni Consigliere  Regione Lombardia  PD

    Luigi Berlinguer Europarlamentare Europeo PD

    Marialuisa D'attolico Giornalista Free Lance presso Privato

    Ferdinando Imposimato Giudice Lavora presso Suprema Corte di Cassazione

    Enrico Galavotti Professore

    Cinzia Fontana Senatrice PD

    Chiara Capelletti Assessore Provinciale PDL

    Maria Vittoria Ceraso Assessore Comunale PDLFrancesco

    Alberoni Professore, Scrittore, Sociologo

    Franca Rame

    Margherita De BacGiornalista lavora presso corriere della sera

      OPUSCOLO CONTENENTE NOSTRE PROPOSTE DA ME RILEGATO A MANO E STAMPATO

    I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011

    SINDACATO - IMPRENDITORE COSI' COMINCIANO I PROBLEMI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 21 MARZO 2001

    A NOI CHIEDONO SACRIFICI AGLI EX PARTITI ARRIVANO MILIONI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 1 AGOSTO

    DENUNCIAMO GLI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA GRUPPO SU FACEBOOK FONTE IL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E IL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 29 LUGLIO