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MBOSCATI 41MILA PROF PAGATI PER NON LAVORARE I distacchi sindacali sono 500 o 41mila?

MBOSCATI 41MILA PROF PAGATI PER NON LAVORARE I distacchi sindacali sono 500 o 41mila?

IMBOSCATI 41MILA PROF PAGATI PER NON LAVORARE I distacchi sindacali sono 500 o 41mila?

13/03/2012

IMBOSCATI 41MILA PROF PAGATI PER NON LAVORARE I distacchi sindacali sono 500 o 41mila?

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I distacchi sindacali sono 500 o 41mila?

Alcuni organi di stampa hanno colto la palla al balzo della notizia di fonte ministeriale, secondo cui nella scuola statale italiana vi sono 41.503 insegnanti che non insegnano, per aprire immediatamente una pesante polemica.

Il Capo Dipartimento per l’istruzione, Lucrezia Stellacci, aveva dichiarato al Corriere della Sera che attualmente vi sono professori o maestri che però non insegnano, non vanno in classe. Sono distaccati presso altri ministeri oppure in permesso sindacale. Sarebbe questa, a suo dire, la ragione principale del no del Mef all’aumento di 10 mila posti di organico.

Francesco Scrima, segretario generale della Cisl-scuola, aveva prontamente replicato alla notizia, avanzando dubbi sulla esatta quantificazione di quei dati, riconducibili, a suo parere, ad un massimo di 9 mila unità.

Ma si era soprattutto preoccupato di precisare che, comunque, non si trattava sicuramente di distacchi sindacali, come si poteva, forse, dedurre dalla notizia.

Invece, proprio cavalcando quella interpretazione, il quotidiano “Libero” è uscito con titolo in prima pagina “Imboscati 41 mila prof”, pagati per non lavorare che “non mettono piede in un’aula da anni grazie ai distacchi sindacali”.

Ma quanti sono davvero i docenti distaccati presso le varie organizzazioni sindacali?

Fino al 2008 erano 1.023, ripartiti tra in cinque sindacati rappresentativi in proporzione al tasso di rappresentatività (calcolato al 50% sul numero degli iscritti e al 50% sui voti elettorali per le RSU).

Però, dopo la manovra finanziaria dell’estate 2008, su proposta del ministro Brunetta quel numero è stato ridotto nell’arco di un triennio del 15% per ciascun anno.

Nel 2011, pertanto, dovrebbero essere diventati poco più di 500: esattamente 528, una quantità lontana anni luce da quella dei 41.503.

Prima che tutto diventi una di quelle leggende metropolitane lontane dalla verità e dure a morire, sarà bene che qualcuno puntualizzi meglio.

Il Miur, che quel numero preciso di 41.503 non se lo è certamente sognato, farà bene a precisarne sollecitamente il dettaglio.

IMBOSCATI 41MILA PROF

 

 

PAGATI PER NON LAVORARE 

Vogliono assumere diecimila insegnanti, ma ce ne sono quattro volte tanti che non mettono piede in un`aula da anni grazie ai distacchi sindacali. Un controsenso tutto italiano di MAURIZIO BELPIETRO Il ministero dell`Istruzione si prepara ad assumere l0mila precari. L`inquadramento dei nuovi professori sarebbe indispensabile per coprire gli organici, diversamente si rischierebbe di lasciare senza insegnanti centinaia di migliaia di alunni. Questa, per lo meno, la motivazione adotta per giustificare l`immissione in ruolo dei supplenti. La maxi assunzione verrebbe finanziata con i soldi delle lotterie, mentre pare definitivamente scartata l`idea di tassare la birra.

In realtà, non ci sarebbe (...) (...) bisogno di nessuna imposta per coprire il fabbisogno di cattedre. Anzi, non ci sarebbe bisogno di regolarizzare neppure un precario. Per evitare che le classi restino senza prof, invece di assumere nuovi docenti basterebbe far lavorare quelli che già ci sono e l`organismo sarebbe completo, se non addirittura sovrabbondante. Non si tratta della solita polemica contro gli impiegati pubblici che battono la fiacca. A quella ci ha già pensato Brunetta e, ahinoi, nonostante gli sforzi, senza grandissimi risultati.

No, la nostra tesi poggia su un dato pubblicato alla chetichella sulle pagine del Corriere della Sera di ieri. Secondo il giomalone di via Solferino, i professori imboscati, che invece di insegnare fanno tutt`altro, sarebbero più di quarantamila: 41.500 per l`esattezza. In massima parte si tratterebbe di docenti che, stanchi di salire in cattedra, avrebbero trovato comodo fare un altro mestiere, in particolare quello del sindacalista.

Prof. che continuano a rimanere in carico al ministero, nonostante non svolgano più l`attività per la quale erano stati assunti, e che percepiscono regolarmente lo stipendio.

Il sistema è quello noto dei distacchi. Un dipendente della pubblica amministrazione può essere spostato ad altro incarico conservando il posto di lavoro e pure la busta paga. Un giochino inventato dai sindacati per potersi garantire funzionari gratis a spese dello Stato. Una regalia alle confederazioni concessa negli anni della Prima Repubblica dai governi di centrosinistra.

Alcuni ministri della Funzione pubblica hanno provato negli anni ad arginare il fenomeno, cercando di ridurre il numero dei distacchi. Ma gli sforzi sono sempre stati respinti dai vertici di Cgil, Cisl e Uil. Per la Trimurti sindacale perdere il bacino da cui attingere i funzionari sarebbe un colpo mortale.

Senza gli uomini pagati dalla pubblica amministrazione sarebbe costretta a ridurre di molto i propri quadri e, di conseguenza, anche la propria attività. Avere una struttura a carico dei contribuenti, finanziata direttamente da quello Stato cui spesso si contrappone, è la ragione per cui il sindacato italiano continua a essere forte e avere un potere di interdizione di ogni riforma nonostante la crisi. In altri Paesi, dove l`organizzazione è costretta a contare solo sui propri iscritti, le unioni dei lavoratori sono di gran lunga meno strutturate. Da noi possono al contrario disporre di migliaia di sedi (regalate dallo Stato, che le ereditò dalle disciolte corporazioni fasciste), di centinaia di miliardi pagati dal ministero delle Finanze e dall`Inps, e di decine di migliaia di dipendenti generosamente prestati dal pubblico impiego, scuola compresa. Oltre a godere dei contributi figurativi, ovvero di contributi pensionistici versati dall`ente previdenziale. Un costo per le casse dello Stato piuttosto salato, il cui risparmio, da solo, garantirebbe un tesoretto sufficiente a finanziare una parte degli ammortizzatori sociali per chi rimane disoccupato. La nostra proposta infatti è proprio questa. Se Monti vuole davvero rimettere ordine nei conti di questo Paese, applicando una ricetta rigorosa di separazione tra ciò che serve e ciò che invece ci costa solamente, cominci dal sindacato. Dia un taglio ai privilegi su cui Cgil, Cisl e Uil fondano il loro potere. Limi le unghie alla triplice. L`economia statale ne guadagnerà.

Ma anche quella del Paese.

professori che on insegnano perché intaccati presso Itri ministeri in permesso sindacale 10.000 le nuove assunzioni in ballo con il governo Monti P&G/L 11 35.800 le classi delle scuole superiori che hanno meno di 10 studenti 7.826.000 gli alunni delle scuole italiane 625.878 i professori Ci sono 4lmila prof imboscati Il governo vuole assumere 10 mila nuovi insegnanti, ma ne ha quattro volte tanti che grazie ai distacchi sindacali non mettono mai piede in aula. Con quello che costano si potrebbe coprire parte della riforma del lavoro