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LE DONNE IPOCRITE DEI NOSTRI POLITICI

LE DONNE IPOCRITE DEI NOSTRI POLITICI

LE SIGNORE TREMONTI E BOSSI NEL CLUB DEI BABY PENSIONATI

Le signore Tremonti e Bossi nel club dei baby pensionati

A

lla fine le pensioni di anzianità saranno effettivamente toccate facendo formalmente finta di non farlo grazie alla revisione delle norme sui riscatti del servizio militare e degli anni di laurea. Perché fosse tabù percorrere quella via più che in recondite ragioni geopolitiche (in pensione presto vanno soprattutto i padani) o di equità sociali, è chiaro seguendo i percorsi previdenziali personali di gran parte di maggioranza e opposizione.  Metà Italia vip di oggi - e in particolare la casta politico-sindacale - è in pensione anticipata da anni. E non pochi hanno sfruttato le numerose leggi di favore che l’Italia varò nella previdenza negli anni Ottanta.
 A sollevare il velo sulle baby pensioni nel 1997 fu il settimanale Il Mondo, che riuscì a consultare fra mille polemiche la banca dati dell’Inps. Basta tornare a quelle tabelle per comprendere bene la resistenza attuale a fermare lo scandalo delle pensioni di anzianità.

Conflitti d’interesse - Chi avrebbe dovuto varare quella norma - il ministro dell’Economia Giulio Tremonti - si sarebbe trovato addirittura in doppio conflitto di interesse personale. Sono baby pensionate da anni infatti sia Fausta Beltrametti, consorte del ministro,  che la sorella Angiola Tremonti. Entrambe hanno sfruttato una normativa di cui solo l’Italia si era dotata, che consentiva ai dipendenti pubblici di andare in pensione di anzianità avendo versato 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi. Molti insegnanti ad esempio sono andati in pensione grazie a quella legge. 

La signora Beltrametti in Tremonti - nata il 18 giugno 1947, cioè due mesi esatti prima del futuro marito - andò in pensione nel settembre del 1986, a 39 anni compiuti da poco.  All’epoca dell’inchiesta del Mondo, 14 anni fa, percepiva circa mille euro al mese di pensione. Poi l’importo sarà stato rivalutato negli anni. La cosa sicura è che la consorte del ministro dell’Economia ha versato contributi per 181 mesi e al momento ha già riscosso 300 ratei di pensione, 119 mesi più di quanto versato. 

La sorella del ministro, Angiola Tremonti, è andata in pensione un pizzico più tardi: nel 1989 con 1.100 euro al mese a 40 anni da poco compiuti. Ha versato contributi per 181 mesi, sta riscuotendo la pensione da 264 mesi, 83 in più di quanto versato. Come in casa Tremonti anche in casa Bossi sarebbe stato difficile fare una battaglia contro le pensioni di anzianità. La consorte del leader della Lega Nord, Manuela Marrone, è baby pensionata dal 1996, quando aveva appena 42 anni. Ad oggi ha già riscosso 5 mensilità più dei contributi versati. Ma è ancora giovane, e le auguriamo di avere questa fortuna ancora per decenni. Anche nelle fila dell’opposizione ci sono sfilze di baby pensionati. Il più giovane è Antonio Di Pietro, che in pensione è andato nel 1995 a 45 anni di età (2 mila euro circa di importo all’epoca). Ha versato 264 mensilità di contributi, e finora ha riscosso 192 ratei pensionistici. Anche lui è giovane: supererà il giro di boa fra 7 anni esatti, quando la vita da pensionato (solo sulla carta) avrà superato quella ufficiale lavorativa. Meno giovane, ma certamente più ricco, il manager squalo per eccellenza degli anni Settanta e Ottanta: Cesare Romiti. Ha lavorato una vita, ma in pensione è andato nel 1977 quando aveva solo 54 anni. E al momento ha già ricevuto indietro 4 anni più di quelli versati.

Editori e  cantanti - Anche il suo avversario dell’epoca, Carlo De Benedetti, non ha resistito al fascino della pensione anticipata a carico dell’Inpdai. Per quanto straricco e ancora in servizio, ha appeso al chiodo la sua vita lavorativa ufficiale nel 1993 quando aveva ancora 58 anni, facendosi erogare da quel momento 4 mila euro al mese di pensione. Non è un manager, ma sicuramente fa parte dei super-ricchi di Italia. Eppure anche Adriano Celentano ha sentito bisogno della pensione ancora in tenera età. Pensioncina da mille euro al mese conquistata nel lontano 1988 appena compiuti i 50 anni di età. Avendo versato 300 mensilità di contributi e nel frattempo riscosso 276 ratei di pensioni, arriverà al giro di boa fra due anni esatti, quando potrà fregiarsi anche lui del titolo di “supermantenuto di Italia”.

di Franco Bechis

Berlinguer, le regole morali del PD

Tuesday 30 august 2011

LUIGI BERLINGUER: QUESTO STATUTO NON TUTELA IL PD

30/08/2011 | LUIGI BERLINGUER: QUESTO STATUTO NON TUTELA IL PD


 

 

Luigi Berlinguer

 

Pubblicata da Luigi Berlinguer il giorno lunedì 29 agosto 2011 alle ore 13.08

 

 

 

 

Il PD ha convocato per il cinque settembre la commissione di garanzia per discutere del caso Penati. Spiega l’aurodeputato Luigi Berlinguer, presidente di questo organismo, che ha preso la decisione insieme a Pieluigi Bersani per un motivo ben preciso: “Abbiamo convenuto che alla stato attuale Penati ha tutto il diritto di difendere la sua onorabilità come qualsiasi altro cittadino, ma ha altrettanto diritto farlo il suo partito”.

Non a caso, aggiunge l’ex ministro, sia lo statuto che il codice etico contengono espliciti richiami all’onorabilità del PD. [...] “Noi discuteremo e vedremo come stanno le cose nel caso particolare di Penati, ma dovremo anche lavorare ad una più chiara definizione dello statuto e del Codice etico perché sia affermato in pieno questo principio. Bisogna essere più corretti di un cittadino comune. Sono contro l’idea della diversità biologica. Ma sono dell’idea che noi abbiamo una scala di valori diversa da quella praticata, se non declamata, da quella degli altri partiti e amministratori”.Berlinguer: “Questo Statuto non tutela il PD”

PUBBLICATO DA REDAZIONE IL 29 AGOSTO 2011

TAG: PDPENATI

Il PD ha convocato per il cinque settembre la commissione di garanzia per discutere del caso Penati. Spiega l’aurodeputato Luigi Berlinguer, presidente di questo organismo, che ha preso la decisione insieme a Pieluigi Bersani per un motivo ben preciso: “Abbiamo convenuto che alla stato attuale Penati ha tutto il diritto di difendere la sua onorabilità come qualsiasi altro cittadino, ma ha altrettanto diritto farlo il suo partito”.

Non a caso, aggiunge l’ex ministro, sia lo statuto che il codice etico contengono espliciti richiami all’onorabilità del PD.  [...] “Noi discuteremo e vedremo come stanno le cose nel caso particolare di Penati, ma dovremo anche lavorare ad una più chiara definizione dello statuto e del Codice etico perché sia affermato in pieno questo principio. Bisogna essere più corretti di un cittadino comune. Sono contro l’idea della diversità biologica. Ma sono dell’idea che noi abbiamo una scala di valori diversa da quella praticata, se non declamata, da quella degli altri partiti e amministratori”.

leggi tutto l’articolo apparso sull’Unità

 

 

 

 

 

 pubblicata da Ferdinando Imposimato il giorno lunedì 29 agosto 2011 alle ore 12.40

 

(Entro il 31 agosto 2011) Oggi alcuni partiti fingono di volere cambiare con una nuova legge: è un trucco per  paralizzare il referendum promosso  da  Giovanni  Sartori. Anche se dovesse essere abbandonato, i cittadini possono sostenerlo, dal momento che è stato presentato in Cassazione. Rivolgo un appello a tutti gli amici di FB a votare il referendum compatti e numerosi, senza credere alle riforme promesse della opposizione, che non ci saranno mai. Io voto il referendum. Votatelo anche voi.

 

 

La Legge elettorale porcellum va abrogata subito con il referendum Sartori.

 di Ferdinando Imposimato [29/08/2011]

 

Nel dicembre 2005, sotto il governo Berlusconi, la maggioranza del centrodestra varò una nuova legge elettorale (l. 270/2005). A un esame in dettaglio, i meccanismi  della nuova legge sono le  liste bloccate ed eliminazione del voto di preferenza.  

 

A) Violazione degli articoli 2 e 48 della Costituzione. L'articolo 2 tutela i diritti inviolabili dell'Uomo  e l'art 48  stabilisce “Il voto é personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio é dovere civico”.   

 

B) Violazione dell'Articolo 3 del protocollo addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali  stipulata a Roma il 1950, ratificato con legge 28agosto 1997 n 296: “Le parti contraenti si impegnano ad organizzare ad intervalli ragionevoli libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione dell'opinione del popolo sulla scelta  del corpo legislativo”.            

 

C) Violazione dell'articolo 25 lettera b del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici concluso a NY il 16 dicembre 1966, entrato in vigore in Italia il 15 dicembre 1978: “ogni cittadino ha il diritto di votare e di essere eletto , nel corso di elezioni periodiche, veritiere,  effettuate a suffragio universale ed uguale, ed a voto segreto, che garantiscano la libera espressione della volontà degli elettori”.  

 

D)  Violazione dell'articolo 21 della dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo dell'ONU di NY del 10 dicembre 1948: “Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese , sia direttamente sia  attraverso rappresentanti liberamente scelti... la volontà popolare é il fondamento dell'autorità del governo”.

 

Di qui l’insopprimibile bisogno- ribadito  dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  di mettere mano alla legge elettorale.  Questa legge è stata di fatto voluta anche dalla opposizione, che pensava di garantire la sopravvivenza di personaggi logori e squalificati.  Ma come si può chiedere al cittadino  una scelta  politica personale, uguale e libera,   in presenza di una legge elettorale che  escludendo la preferenza,  lo ha esautorato del proprio diritto di voto trasferendolo nella volontà delle segreterie di partito?  Il voto non é libero poiché non consente la scelta dei candidati ma  é vincolato alle  decisioni dei  partiti, associazioni senza regole interne guidati da pochi oligarchi.  E non é uguale poiché i gerarchi dei partiti hanno esercitato di fatto  la scelta dei  rappresentanti del popolo, indipendentemente dalla qualità e dal valore dei candidati: ci sono elettori che hanno un potere di scelta determinante.  In Italia la democrazia é di tipo elettorale:  la pubblica opinione si esprime eleggendo i rappresentanti in Parlamento.  Il vero potere dell'elettorato é nello scegliere chi lo rappresenta e attraverso lui chi lo governa.

 

Oggi alcuni partiti fingono di volere cambiare con una nuova legge: è un trucco per  paralizzare il referendum promosso  da  Giovanni  Sartori. Anche se dovesse essere abbandonato, i cittadini possono sostenerlo, dal momento che è stato presentato in Cassazione. Rivolgo un appello a tutti gli amici di FB a votare il referendum compatti e numerosi, senza credere alle riforme promesse della opposizione, che non ci saranno mai. Io voto il referendum. Votatelo anche voi. Nell'interesse della democrazia. Grazie

Ferdinando Imposimato

 DOVE SI FIRMA: http://www.referendumleggeelettorale.it/dove_si_firma.htm

Dal 13 Luglio al 31 Agosto 2011 è possibile firmare presso le segreterie di tutti i comuni italiani.

QUESTOGRUPPO N0N HA SCOPO DI LUCRO HA L'UNICO FINE IL BENE COMUNE E' TRAVESALE IN QUANTO IO CREDO ANZI SONO CONVINTO CHE ANCHE NEI PARTITI COME NELLA SOCIETA' CIVILE CI SONO PERSONE CHE LOTTANO INDIVIDUALMENE IN TUTTI I CAMPI PER DARE IMPULSO AI PROPRI VALORI CHE I NOSTRI FAMILIARI , LA SCUOLA, LA CHIESA, LO STATO LAICO CI TRASMETTE E CHE DI CONSEGUENZA FA LA NOSTRA STORIA CHE E' IL NOSTRO PASSATO MA CHE PUO' DIVENTARE UN RIFERIMENTO POSITIVO, SIA LAICO CHE CRISTIANO PER AFFRONTARE E MIGLIORARE IL NOSTRO FUTURO, LA NOSTRA SOCIETA'. SI PUO' FARE PERCHE' CREDIAMO E CREDO CHE DARE IL BUON ESEMPIO SIA FONDAMENTALE. UNIAMO QUINDI LE NOSTRE VARIEGATE PERSONALITA' ED ENERGIE PER ARRIVARE AL BENE DI TUTTI.. AL DI SOPRA DELLE PARTI E DELL'ODIO O DELLA INDIFFERENZA CHE FOMENTA E DAA FORZA ALL'EGOISMO ED AL QUALUNQUISMO.. IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONO ESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOI LAVOREREMO PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO COLLETTIVOO.. I PARTITI E I SINDACATI DOVRANNO SPERO AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTI INTEGRANDOLI CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MA SOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO POLITICO.SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI OPPORTUNITA'. QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO DIRE DI ESSERE IN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' NASCE QUESTO GRUPPO..STA A NOI CON LE NOSTRE DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTRO PAESE IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI  OPPORTUNITA' .