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Blog di cervigabriele.over-blog.it

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LA SINISTRA HA AVUTO DUE PRIMAVERE: LA PRIMA CON BERLINGUER E LA SECONDA CON RENZI... FORZA RENZI.. MANDIAMO A CASA GLI OLIGARCHI. QUESTI PROFESSIONISTI DEL CLIENTELISMO...

LA SINISTRA HA AVUTO DUE PRIMAVERE: LA PRIMA CON BERLINGUER E LA SECONDA CON RENZI... FORZA RENZI.. MANDIAMO A CASA GLI OLIGARCHI. QUESTI PROFESSIONISTI DEL CLIENTELISMO...

LA SINISTRA HA AVUTO DUE PRIMAVERE: LA PRIMA CON BERLINGUER E LA SECONDA CON RENZI... FORZA RENZI.. MANDIAMO A CASA GLI OLIGARCHI. QUESTI PROFESSIONISTI DEL CLIENTELISMO...

Immagine di copertina

Truffa democratica, Bersani bara: ecco come ha cambiato in corsa le norme sulla "giustificazione"

Nel fuorionda del rottamatore in radio spuntano le tre pensioni di Bersani

Pier Luigi avrà un supervitalizio di 10mila euro lordi come deputato, consigliere regionale e funzionario
i

«Sì Samue­le, il cantante! Vorrei ma non posso...». Non è il cantante, ma il segretario Pd Pier Luigi ( nel tondo ), il Bersani che ne ha tre di vitalizi, «mentre io non ne ho neanche uno» dice Renzi che ha sfida­to la nomenklatura anche sul cumulo delle pensioni. Il segretario del Pd è nel­la condizione di molti politici di profes­sione. Avendo lavorato nel partito co­me funzionario, ed essendo stato poi eletto in varie cariche, Bersani si ritro­verà, quando non sarà più parlamenta­re, a cumulare tre pensioni. Innanzitut­to quella da deputato. Avendo fatto tre legislature allaCamera, l’assegno del segretario Pd si aggirerà attorno ai 5mi­la euro lordi al mese. E si aggiungerà al vitalizio da ex consigliere regiona­le in Emilia-Romagna. Bersa­ni ci è entrato trentenne, e ci è rimasto per anni, fino a diventarne il governatore (sempre da consigliere), nel 1993. Il calcolo com­plessivo della sua pensio­ne da ex cons­igliere lo han­no fatto quelli del M5S in Re­gione: 4 .423,55 euro lordi al me­se.

I due vitalizi si cumulano, la legge non lo vieta. Anzi, permette che si ag­giunga un altro assegno vitalizio, matu­rato dal lavoro extrapolitico. Bersani, ad esempio, ha fatto l’insegnante per un breve tempo dopo la laurea con lode in Filosofia, e successivamente è stato funzionario del Pci-Ds. Da questa attività lavora­tiva e dai relativi versa­menti Inps il segretario (come qualunque altro di­pendente del partito) ha ma­turato un terzo vitalizio, che si cumulerà ai due guadagnati con le legi­slature passate. Su quanto possa am­montare questa terza pensione è ar­duo fare ipotesi, e in generale sul fronte contributivo ci sono stati parecchi pro­blemi in casa Ds, come ci conferma il te­soriere Ugo Sposetti.

Per pochi mesi Bersani non ha matu­rato una quarta pensione, quella da parlamentare europeo. Anche gli eletti a Strasburgo (quelli fino al 2009, prima che cambiasse il sistema) dopo alme­no due anni e mezzo di legislatura han­no diritto al vitalizio. Bersani è stato eletto europarlamentare nel giugno 2004 (con 342.296 preferenze), ma ha poi lasciato nell’aprile 2006, eletto alla Camera e nominato ministro del gover­no Prodi. Meno di due anni, non abba­stanza.
Tra i candidati alle primarie Bersani non è l’unico «cumulator» di vitalizi. Renzi ne ha fatto un’arma elettorale: «Chi ha più vitalizi, a partire da Bersani e Vendola, potrebbe rinunciare alme­no al cumulo? Anche solo per rispetto di chi vive con la pensione minima». A Ballarò Renzi e Tabacci si sono scontra­ti anche su questo.

Tabacci è stato con­sigliere regionale in Lombardia, depu­tato, e poi consulente libero professio­nista (consigliere d’amministrazione Eni, Snam, Efibanca, presidente del­l’Autocisa A15 Parma- La Spezia). Ven­dola è stato deputato, consigliere regio­nale in Puglia, e funzionario nel Pci per quasi vent’anni. Anche Laura Puppa­to, altro candidato alle primarie, avrà un vitalizio, come consigliere regiona­le in Veneto. L’unico al momento a non averne uno è Renzi, che è solo sindaco ed ex presidente della Provincia, cari­che che non lo prevedono. Ma essere ul­timi in questa classifica può finire con l’essere un vantaggio.

L'elenco dei patrimoni immobiliari Bersani ha un miliardoI partiti, anche quelli chenon esistono più, sono proprietari di moltissimi beni immobili: il più ricco è il leader del Pd


Forse non lo sanno nemmeno loro, ma al catasto non hanno dubbi. La più grande immobiliare di Italia è quella della politica. E il palazzinaro per eccellenza di Palazzo è Pierluigi Bersani. Incrociando come dovrebbe Attilio Befera i dati dei registri delle Camere di commercio con quelli di Sister dell’Agenzia del Territorio, Libero è stato in grado di disegnare la prima vera e completa mappa immobiliare della politica italiana. I partiti politici, le loro organizzazioni territoriali, i circoli, le società immobiliari controllate direttamente e indirettamente hanno in mano oggi 3.805 fabbricati sparsi in tutta Italia e 928 terreni. Le loro rendite catastali, agrarie e dominicali sommate ammontano a circa 2,8 milioni di euro, che ai fini della nuova Imu di Mario Monti indicherebbero un valore fiscale di circa 500 milioni di euro. In media per avere un valore reale di mercato bisognerebbe più che raddoppiare questa cifra, arrivando quindi a circa 1,2 miliardi di euro. Di questa somma l’80% circa riguarda proprietà immobiliari che risultano ancora in capo alle forze politiche in cui pianta le sue radici il Pd. Significa che sparso ovunque e gelosamente custodito  in forzieri, fondazioni e strutture territoriali, Bersani può contare su un patrimonio immobiliare che vale quasi un miliardo di euro in caso di valorizzazione. Gran parte è intestato ancora al Partito democratico della sinistra e alle sue strutture territoriali (unità di base, federazioni regionali, comunali e territoriali di varia natura), nonché alle immobiliari che risultano ancora di sua proprietà. Solo nell’area Pci-Pds-Ds-Margherita-Ppi-Pd sono 831 i diversi codici fiscali che risultano intestatari di fabbricati.

Vecchie sezioni - Fra questi ci sono sicuramente le sezioni del vecchio pci, che risulta ancora intestatario al catasto di ben 178 fabbricati e 15 terreni. Ma vedendo numeri di vani e caratteristiche di ciascun immobile, è difficile che proprietà accatastate come abitazioni di 12 o 14 vani o uffici di metrature ancora più ampie possano corrispondere al classico identikit delle vecchie sezioni territoriali. I democratici di sinistra controllano gran parte del patrimonio immobiliare attraverso le nuove fondazioni che ha costituito con pazienza il tesoriere Ugo Sposetti. Particolarmente ricche quelle umbre e quella di Livorno. Fra Pds, Pd, Ds e vecchio Pci sono ben più di 3 mila i fabbricati di proprietà. E non è manco detto che ci sia una mappatura completa, e che le varie federazioni di sigle ormai in disarmo ne abbiano l’esatto controllo. Non è escluso che qualche vecchio amministratore locale non ne abbia nemmeno fatta menzione al partito. La mappa immobiliare è comunque l’unica che rende in qualche modo tangibile il fantasma più classico di ogni partito politico: quello del bilancio consolidato. Per capire quanti soldi sono girati e girano, e quale è la forza economica bisognerebbe infatti mettere insieme i conti nazionali che vengono resi pubblici con i rendiconti delle centinaia di strutture territoriali che invece sono nascosti. 

Forza economica - L’emergere di tante proprietà immobiliari fa comprendere meglio di ogni altra cosa come il Pd sia il partito che ha alle sue spalle la forza economica più impressionante della politica. L’unica cosa che non si capisce è come gli amministratori locali di Bersani continuino ad impiegare fondi che il partito gira alle strutture territoriali nell’acquisto di nuovi immobili.  A Genova, dove non mancano certo proprietà delle varie sigle che stanno alle spalle del Pd, è stato comprato un appartamento da 5 vani nel 2010. A Crespino, in provincia di Rovigo, quattro fabbricati. A Montecchio, provincia di Reggio Emilia, acquistati nell’aprile 2011 addirittura due terreni erbosi. Acquistati immobili e terreni nel piacentino. Così nello spezzino, dove esisteva una celebre immobiliare del pds. Sarà forse un buon investimento in momento di crisi, perché certo il mattone dà più soddisfazione e sicurezza dei fondi in Tanzania. Resta difficile comprendere perché nella sinistra italiana faccia tanto ribrezzo potere prendere una sede di partito o un ufficio per i propri dirigenti in banale affitto come accade a molte altre forze politiche.

Il papa laico - Re Bersani a parte, dalla banca dati della Agenzia del Territorio emergono molte sorprese: tutti i partiti ufficialmente morti e sepolti hanno ancora appartamenti e perfino palazzine di un certo valore. Dalla Dc al partito socialista. Ne posseggono anche partiti che certo non hanno invaso le cronache politiche, come quello del Papa laico o quello dell’armonia. Ma la sorpresa delle sorprese viene dal partito nazionale fascista, che non solo è morto, ma è stato sciolto per legge. Tutti i suoi beni sono passati al demanio pubblico, ma l’operazione non è riuscita per quattro fabbricati e due terreni. Uno di questi risulta ancora di proprietà del Pnf e dato un uso ad Anagni, nel frusinate, al Fondo edifici di culto del ministero dell’Economia.

di Franco Bechis

I conti in tasca a tutti i partiti: ne manteniamo ben 67

I due volumi sono ormai da collezione. Mille pagine circa l’uno, sono usciti per i tipi della Gazzetta Ufficiale il 31 ottobre scorso in serie straordinaria. Lì, trasmessi dalla Camera dei deputati, sono raccolti i bilanci 2010 di tutti i partiti e movimenti politici che hanno ottenuto direttamente (quasi tutti) o indirettamente (una manciata) rimborsi elettorali da parte dello Stato. E quindi dalle tasche dei cittadini, militanti o meno che siano. È  la pubblicazione record della storia della Prima e della Seconda repubblica italiana, perché i partiti finanziati dai contribuenti sono ben 67. Non c’erano mai stati così tanti, e la moltiplicazione è stata favorita dalle ultime elezioni regionali che hanno creato liste personali che si sono presto trasformate in nuove forze politiche, come la lista di Renata Polverini e quella di Giuseppe Scopelliti. Tutti insieme i 67 hanno dichiarato di avere ricevuto dallo Stato un cadeau da 221 milioni di euro nel 2010. 

La cifra non corrisponde al millimetro ai vari rimborsi elettorali che si sommano, perché molti partiti li contabilizzano in modo diverso: c’è chi conteggia solo la quota annuale del contributo, chi invece la inserisce in conto economico integrale e poi non la fa passare più di lì negli annui successivi, chi la mette nei conti di ordine, chi nella partita fra debiti e crediti dello stato patrimoniale. I partiti fanno quello che vogliono, a maggiore ragione lo fanno quando i soldi che arrivano sono certi e nessuno li può contestare. Il fiume di denaro è tanto, perché con questo ritmo nel corso di una legislatura si arriva poco sotto il miliardo di euro da spartirsi. Eppure, come dimostrano quei bilanci, non basta mai. I rimborsi valgono in sé circa tre volte le spese elettorali effettivamente dichiarate: c’è chi spende di più e chi non lo fa, guadagnando tutto quel che arriva dallo Stato. Ma il fiume di denaro fa venire l’acquolina in bocca a chi lo amministra. Così i partiti sembrano avere ricostruito strutture immobiliari e organizzative che fanno invidia ai loro eredi della prima Repubblica, e quando non hanno costi fissi lievitati a bilancio, pagano regolarmente servizi esterni per cifre clamorose. Perfino i partiti che sulla carta non dovrebbero più esistere e fare attività politica, come la Margherita o Alleanza nazionale.  Il risultato è che hanno incassato dallo Stato 169 milioni di euro, ne hanno spesi una settantina nelle campagne elettorali, ma le spese ordinarie hanno fatto lievitare le uscite fino a 297 milioni di euro. Così tutti quelli a cui i militanti non lanciano un salvagente con il loro contributo, riescono pure a chiudere in rosso.
Fra le entrate e le uscite molte sono naturalmente partite di giro, perché fra i 67 ci sono veri e propri cartelli elettorali dismessi come l’Unione, La Casa delle Libertà o l’Ulivo. Ricevono ancora loro parte dei contributi elettorali per consultazioni del passato e li girano agli eredi, il Pd e il Pdl in primis. Anche per questo motivo a fare la parte del leone è il Partito democratico, figlio di una quantità innumerevole di formazioni della sinistra che risultano ancora vive e vegete. 

È  Pier Luigi Bersani il campione 2010 alla roulette dei contribuenti, visto che in bilancio del suo Pd risultano 51,7 milioni di euro di contributi. Ma è anche il recordman della spesa per mantenere in piedi la sua struttura: poco meno di 100 milioni di euro all’anno, quasi un terzo di quello che spende tutto il sistema politico dei 67. Al secondo posto in entrambe le voci il Pdl, che incassa 32 milioni di contributi pubblici, ma spende per mantenersi 52,8 milioni, in gran parte proprio in comunicazione elettorale. Terzo posto in classifica per la Lega Nord, che prende dalla mammella di Roma ladrona 22,5 milioni di euro, e spende per la sua attività 27,4 milioni di euro. Sbilanciatissima anche l’Udc di Pier Ferdinando Casini, che riceve l’ottavo contributo pubblico in classifica, con 11,7 milioni di euro. Ma è spendacciona: con i suoi 16,4 milioni di euro è il quarto partito in assoluto dalle mani bucate.


IL DOSSIER

Da Forza Italia alla Sinistra Arcobaleno
I soldi pubblici in mano ai partiti estinti

La partecipazione alle elezioni del 2006 ha permesso di incassare fondi fino al 2010 anche a Ulivo e Unione. Le risorse sono divise tra gli "eredi" oppure restano congelate. Ma ci sono

casi in cui non è chiaro che fine fanno

di ANNALISA CUZZOCREA
IN FONDO a un lungo corridoio di palazzo

San Macuto, in un ufficietto al quinto pianodi dei palazzi della Camera, sono

custoditi tutti i numeri dei partiti. I soldi

che arrivano dal finanziamento pubblico, i contributi privati, il rendiconto

dei crediti, i debiti. Migliaia di pagine in cui, spulciando, si scopre che sono numerosi i partiti defunti che, come la Margherita, hanno ricevuto denaro fino al 2011 grazie al

tortuoso meccanismo della vecchia legge sui rimborsi elettorali (che continuava a finanziare

le formazioni politiche per cinque anni, anche se la legislatura ne durava due). I più grossi

sono Alleanza nazionale, Forza Italia, i Ds e la Margherita appunto. Ci sono però anche

vecchie coalizioni. La Sinistra Arcobaleno, che ha avuto vita breve ma gode dei rimborsi

per la partecipazione alle ultime politiche. E perfino l'Ulivo e l'Unione, che hanno incassato

fondi fino al 2010 per le elezioni del 2006. A volte i soldi vengono ripartiti tra l

e forze natede ceneri dei partiti morti. Altre, è più difficile capire che fine facciano. O perché restino lì, dentro formazioni "in sonno" che perseguono nell'accumulo senza fare attività politica.

E senza decidere - com'è stato per la Margherita - a chi o cosa devono essere devoluti milionidi euro di denaro pubblico.


ALLEANZA NAZIONALE


L'ex partito guidato da Gianfranco Fini muore ufficialmente nel marzo del 2009, ma alle

politiche del 2008 gli aennini corrono già con Forza Italia nella lista unica del Popolo

della Libertà. Nonostante questo, i conti di An continuano a crescere grazie ai rimborsi

delle elezioni politiche del 2006, delle europee del 2004, delle regionali del 2005. Così, il

partito riceve 22 milioni 251.447 euro nel 2008, 15 milioni 827.454 euro nel 2009. E ancora

12 milioni 765.159 nel 2010 (ultima rata delle politiche e rimborso per le elezioni in Molise), e 27.069 euro nel 2011 (solo per il Molise). In cassa, resta un patrimonio

ingente e tuttora conteso tra coloro che sono rimasti nel Pdl (guidati da La Russa,

Gasparri, Matteoli) e quelli che hanno seguito Fini in Futuro e Libertà. Nell'ultimo

bilancio presente alla Camera, quello del 2010, il patrimonio netto di An supera gli 83 milioni

di euro, mentre l'avanzo è di 6.683.294 euro.  

FORZA ITALIA
Nel 2008, il partito che fu di Silvio Berlusconi è quello che incassa più di tutti in termini

di finanziamento pubblico. È morente, il Cavaliere ne ha decretato la fine salendo sul

predellino nel novembre 2007 a piazza San Babila a Milano, alle elezioni di quell'anno

si presenta la lista del Popolo della libertà, eppure, Forza Italia incassa oltre

42 milioni dieuro grazie alle politiche e alle regionali del 2006 e del 2005. Riceverà ancora 30 milioni

e 267.789 euro nel 2009, 25 milioni e 24mila nel 2010. E infine, 59.358 euro nell'anno magro

del 2011 (per le elezioni in Molise). Nel 2010 il bilancio chiude in passivo. Il disavanzo è di oltre

6 milioni di euro. Nella relazione che accompagna il rendiconto, è Sandro Bondi a spiegare

che Forza Italia è intervenuta "a sostegno dell'attività del Pdl da un punto di vista

organizzativo e operativo tramite la messa a disposizione di diverse strutture periferiche e

di proprie strutture centrali".

DS


I democratici di sinistra non esistono più dal 14 ottobre 2007, giorno di

nascita del

Partito democratico. Non partecipano più ad alcuna elezione, quindi, ma

come per An e

Forza Italia, continuano a ricevere i rimborsi delle politiche 2006 (solo per il Senato, alla

Camera correvano nell'Ulivo), e delle regionali del 2005. Prendono quindi 11milioni e

729.880 euro nel 2008. Poco meno, 11milioni 104.087 euro, nel 2009. 9 milioni 446.375 euro

nel 2010, quando non ci sono più i rimborsi delle regionali del 2005, ma c'è l'ultima rata

del Senato e ci sono ancora le consultazioni di Molise e Sicilia. Infine, nel 2011, l'ultimo

rimborso per il Molise: 32.605 euro. Tutti soldi che non sono confluiti nel Pd, che rivendica

di vivere sui suoi rimborsi. I Ds, nel bilancio 2010, conteggiano un avanzo di

5 milioni e

588mila euro. In quell'anno, già defunti, hanno ricevuto 9milioni e 515mila euro di contributi

da persone fisiche, e altri 9 milioni e mezzo sotto la voce: altri. 

MARGHERITA
Democrazia e Libertà - La Margherita può anch'essa considerarsi defunta dall'ottobre 2007,

al pari dei Ds, ma come si è scoperto grazie all'inchiesta della procura di Roma che vede

al centro il senatore Luigi Lusi, ha continuato a incassare finanziamenti e a restare

una organizzazione politica sempre in attivo. Nel 2008 riceve oltre 8 milioni di euro di

rimborsi per le politiche del 2006 in Senato e per le regionali del 2005. Nel 2009, incassa 7

milioni e 443mila euro. Nel 2010, 6 milioni e 82.190 euro. Infine, per la consultazione in

Molise, 37.163 euro nel 2011. 
 A bilancio 2010 si leggono proventi per 14.882.090 euro, ma anche oneri di gestione

di 14.474.277 euro. L'avanzo finale, sopra il quale è leggibile la firma dell'ormai ex tesoriere

Lusi, è di 976.676 euro. C'è anche una relazione, in cui Lusi spiega che nell'esercizio 2010

la Margherita "ha perseguito nell'attività di supporto del Pd per il rinnovo dei consigli regionali

e le altre elezioni amministrative che si sono svolte". E che ha ricevuto da Partito

democratico per l'affitto della sede di Sant'Andrea delle Fratte 3 milioni di euro.  


ULIVO E UNIONE


Uniti nell'Ulivo non è mai stato un partito, era la coalizione che teneva

insieme Ds e

Margherita alle elezioni del 2006. Non è più esistita, dopo la caduta del governo Prodi.

Nel 2008 è infatti nato il partito democratico, e il simbolo che più di tutti ricordava il

professore è finito in cantina. Eppure, anche l'Ulivo ha ricevuto soldi pubblici dal 2008

in poi. Oltre 23 milioni di euro nel 2008, per le politiche del 2006 e per le europee del 2004

e le regionali del 2005. 14 milioni e 24.591 euro nel 2009. Oltre 15 milioni nel 2010. Soldi che

sono andati - anche quelli - ai reduci di Ds e Margherita. All'ultima assemblea, nel giugno

2011, il rendiconto viene firmato dai co-tesorieri Luigi Lusi e Ugo Sposetti,

che danno

conto anche dell'inizio delle operazioni di chiusura dell'associazione, visto che gli

ultimi rimborsi erano stati ricevuti un anno prima. A ricevere soldi è stata anche l'Unione,

la coalizione del centrosinistra: un milione e mezzo di euro nel 2008, 641.707 nel 2009,

695.449 nel 2010. 

SINISTRA ARCOBALENO


La Sinistra- l'Arcobaleno teneva insieme Rifondazione comunista, il partito

dei Comunisti

italiani, la Federazione dei verdi e Sinistra democratica in vista delle elezioni 2008. A

quella consultazione, guidata da Fausto Bertinotti, la coalizione si presentò senza

alcuna alleanza. Il Pd di Veltroni evitò l'apparentamento. Così prese solo il 3 per cento e per

la prima volta dalla famosa scissione dopo il cambio di nome del Pci, la sinistra radicale

venne esclusa dalla Camera e dal Senato non eleggendo neanche un parlamentare.

Subito dopo, i partiti che formavano la lista andarono ognuno per la sua strada. Incassando

però 1 milione 914.428 euro nel 2008, 1 milione 668.569 euro nel 2009, 1 milione 794.742 euro

nel 2010 e ancora 1.730.152 euro nel 2011. E infatti, l'associazione, con sede a Roma in

via Napoleone Terzo 28, chiude il bilancio 2010 con un avanzo di 696.594 euro.

POLITICA & PALAZZO |di Redazione Il Fatto Quotidiano | 8 febbraio 2012

68

Spariti 26 milioni di euro dalla Fondazione An confluiti nel

patrimonio Pdl

Dopo la frattura tra Fini e Berlusconi il divieto di confusione del

patrimonio dei due partiti saltò: immobili di Alleanza nazionale affidati

in uso gratuito ai giovani del

Popolo della Libertà, prestiti bizzarri tra le due fazioni divenute rivali. Il

caso

scoppiato dopo la denuncia dei finiani contro i" colonnelli" rimasti con il

Cavaliere

Dalla Fondazione “Alleanza Nazionale“, nata in seguito allo scioglimento e

alla confluenza

del partito nel Pdl datata marzo 2009, sono spariti 26 milioni di euro. E allo stato, tra pezze d’appoggio mancanti, prestiti milionari al partito di Berlusconi e immobili dati in uso gratuito

ai giovani del Pdl, non c’è certezza di dove siano finiti. Il retropalco dei partiti sopravvissuti

alla Seconda Repubblica è uno spettacolo quotidiano. L’ultimo in ordine di tempo, dopo lo scandalo Lusi-Margherita, sventola i simboli di una delle grande aggregazioni del dopoguerra italiano. La casa di Giorgio Almirante e

di Gianfranco Fini. Un patrimonio di difficile stima che

tra liquidità e immobili non risultava inferiore ai 400 milioni. Una cifra troppo alta per non scatenare brame e appetiti regolarmente finiti in tribunale.La storia parte da lontano. Nei giorni di marzo frl 2009. In cui dopo il congresso nazionale.

An decise per il 2011 di trasformare il partito in: “Fondazione che ne assuma l’emblema e la denominazione. Alla fondazione competono tutti i diritti

propri di An e ad essa sono assegnate

le risorse materiali (…) e segnatamente ogni bene mobile e immobile direttamente o indirettamente posseduto comprese le partecipazioni in società e tutti i crediti verso soggetti pubblici o privati”. Si optò per un comitato di gestione che avrebbe operato secondo le indicazioni di un altro organo, il comitato dei garanti. Vennero designati i nomi dei singoli individui deputati al controllo degli “obiettivi strategici, anche di periodo, da

perseguire per la conservazione, la tutela e lo sviluppo delle risorse (…) l’impiego e la destinazione dei fondi”.

I comitati si insediarono il primo aprile del 2009 e in un amen, fu guerra tra

gli ex colonnelli di

An e i fedelissimi di Gianfranco Fini. Una guerra sporca, senza esclusione di colpi, durata per mesi e persa dai secondi costretti ad assistere a un “golpe” nelle mura di casa. Dal comitato

di gestione, non a caso in piena bufera Montecarlo, venne estromesso 

Franco Pontone

(espulso dal comitato dei garanti nel 2010) e al suo posto nominato il

senatore Mugnai.

Da allora e fino ad oggi, complice la frattura tra Fini e Berlusconi, quello che era stato definito “il divieto di confusione del patrimonio di An con quello del Popolo della Libertà” divenne un’autostrada senza caselli, controlli o

pedaggi. Con gestioni allegre, rappresaglie ad hoc (la vicenda del Secolo d’Italia), purghe staliniane e campo libero a transazioni impensabili. Immobili di An

affidati in uso gratuito ai giovani del Pdl (28), prestiti bizzarri come quello del 12 luglio 2011,

in cui il comitato di gestione della Fondazione di An concesse su richiesta degli onorevoli 

Crimine Bianconi del Pdl, la cifra di 3. 750. 000 a titolo di prestito infruttifero

al partito rivale.

Da aggiungere a un altro milione a fondo perduto per sostenere le elezioni regionali del Pdl e

ad altri contributi di importo ancora incerto, a fronte “dell’impegno morale”

di Bianconi di vigilare sul loro “puntuale utilizzo”.

E poi ancora altro denaro, dalla casa madre dei neo “nemici”. Forme di generosa erogazione “del tutto anomale” distribuite con fumose motivazioni definite “Iniziative promozionali in

sede al Pdl”, senza rendiconti verificabili e con giustificazioni risibili ad accompagnare il

salasso verso il feudo di B.: “Promuovere all’interno del partito la

costituenda fondazione”.

In mezzo, vennero bloccate le iscrizioni degli ex An alla fondazione (300 euro di versamento)

e rese surrettiziamente invalide quelle giunte dopo il 30 aprile 2010.

In una situazione simile,

con l’uso disinvolto del denaro di un partito appannaggio di un altro (rivale e in costante battaglia) i

finiani rimasti vicini al presidente della Camera e confluiti in Fli, hanno provato il contrattacco. Prima ha tentato l’avvocato di Fini, Giuseppe

Consolo. Poi lo studio del deputato di Fli 

Antonio Buonfiglio si è messo al lavoro e ha presentato con l’omologo di cordata Enzo Raisi,

un esposto al Tribunale di Roma a fine novembre. Quattro pagine fitte di date e cifre utili a

chiedere alla magistratura di procedere “alla nomina di uno o più

commissari liquidatori e comunque all’adozione di ogni e più opportuno atto affinché fossa data corretta e puntuale esecuzione alle determinazioni congressuali in ordine alla liquidazione e allo scioglimento formale di An”.

Liquidazione non avvenuta (comportandosi la fondazione, in compulsivo erogamento di fondi della comunità di An al Pdl, in regime di “continuità” e

in direzione del tutto opposta) e determinazioni originarie tradite. Il tribunale

si è mosso e ha prodotto una relazione sull’attivita di liquidazione:

misteriosa e raggelante. Analizzati i documenti delle parti, i periti del

tribunale hanno evidenziato come non solo non si sia verificata alcuna liquidazione né alcun passaggio formale sulla stessa, ma del denaro scomparso, non vi sia traccia. Dentro il buco nero si trova

di tutto. Accensione di conti correnti intestati all’associazione senza

riscontri per individuarli. Parcelle saldate per decine di migliaia di euro ad avvocati impegnati a difendere il Pdl. Il

famoso prestito da quasi 4 milioni erogato al partito di Berlusconi, poi restituito a distanza di qualche mese, senza che ci sia foglio di carta che nel rendiconto chiuso a ottobre del 2010 che lo ratificasse. E poi altri milioni, sempre destinati al Pdl, a fondo perduto. Una situazione

incredibile che relega l’affaire Margherita alle piccole cose di valore non quantificabile e lascia sul terreno una differenza di valori, tra la Fondazione gestita dai colonnelli e quella immaginata da Fini & C., di 26 milioni in meno

di due anni (2009-2011). Una perdita di capitali e ideali di cui adesso qualcuno chiederà conto.


provino fotografico da riversare sul mio blog
  PROGETTO GRAFICO, STAMPA E RILEEGATURA FATTA A MANO DA
GABRIELE CERVI CHE SI AUTOFINANZIA
POLITICI CARISSIMI: LA SOLA CAMERA DEI DEPUTATI CI COSTA 2.215 EURO AL MINUTO

Castelverde 3 aprile 2012

Raccomandata un giorno con ricevuta

 

Al segretario dei Consiglio dei Ministri

Prof. Mario Monti

Roma

e.p.c    alla Commissione Europea dei diritti dell’uomo

 

 

LETTERA APERTA INVIATA TRAMITE RACCOMANDATA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROV. MARIO MONTI

 

Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti,

il 25 Gennaio 2012 tramite lettera raccomandata ho inviato  alla s.v. un opuscolo contenenti alcune proposte riguardanti una non più procrastinabile riforma dei partiti.

Nell’opuscolo fra i vari punti auspicavamo una corretto contributo che riguardasse le spese effettive sostenute dai vari partiti durante le elezioni politiche. I casi recentissimi dell’ex Margherita che hanno coinvolto l’ex tesoriere Lusi che ha dirottato diversi milioni di euro di contributi ad personam, i casi recenti della lega e nel passato anche di altri partitti,  oltre ad aver provocato profonda indignazione da parte della maggioranza dell’opinione pubblica, ci induce  noi cittadini, promotori del primo appello a riformulare un secondo accorato appello nei confronti di Sua Eccellenza con la speranza che la s.v. intervenga  in sinergia con i partiti per regolarizzare una volta per tutte il contributo elettorale che così come è oggi è da ritenersi fuori dalla legge .

In questi anni si sono sprecati milioni di euro per foraggiare partiti e  personaggi  politici di dubbia moralità. Lei con il suo governo avete chiesto a noi cittadini di fare sacrifici su sacrifici per cercare di risanare il nostro sfortunato paese governato e sfruttato  per decenni da politici poco onorevoli . da lobby e da caste.

A noi avete chiesto di   tutto e di più mentre nulla avete chiesto in termini di sacrifici alle varie lobby e alla nostra classe politica se non la tutela dei loro iniqui privilegi.

Per abbattere almeno in parte l’attuale iniquo status quo vi proponiamo  tramite un decreto legge di rendere almeno trasparente il contributo elettorale che crediamo sia giusto dare ai partiti ma osservando onestà e trasparenza.  Siamo al corrente che sono state presentate da parte di alcuni partiti politici alcune proposte di legge . Sappiamo che le proposte di legge lasciano il tempo che trovano nel senso che molte volte, passano anni prima di essere discusse… Noi cittadini non abbiamo  più  tempo.. il nostro tempo è scaduto ecco perché riteniamo che serva da parte vostra un  urgente decreto legge.

 

 

La nostra proposta tramite decreto legge consiste:

I partiti durante la campagna elettorale dovranno  preventivamente giustificare tutte le spese elettorali che  successivamente tramite mandati verranno saldate dal Parlamento. Compito del Parlamento (si auspica una commissione parlamentare  elettorale  ad hoc costituita da tutti i rappresentanti dei partiti) sarà di controllare e verificare  la legalità delle  varie pezze giustificative.  Il partito che presenterà delle pezze non in regola sarà sanzionato con un multa  e si vedrà nel contempo decurtare il successivo contributo elettorale. Personalmente sono contrario al referendum abrogativo indetto dal segretario dell’Idv On. Di Pietro in quanto ritengo che il contributo  dato ai  partiti sia più che legittimo  per garantire la democrazia e la pluralità nel nostro paese.

Sono sicuro che lei nella sua importante carica di Presidente del Consiglio dei Ministri sia il solo che possa tramite un decreto legge riportare nella legalità l’attuale status quo.

Sicuri, che questo nostro appello non cada nel vuoto ma che sia preso come impulso propositivo per addivenire al più presto ad una vera e radicale riforma  Le auguriamo tutto il bene possibile convinti che tutti siamo chiamati a dare il nostro fattivo contributo per il nostro beneamato paese.

Con profonda stima e ringraziando anticipatamente per la  Sua cortese attenzione inviamo a Sua Eccellenza i nostri migliori Auguri di Buona  Pasqua.

 

               

Gabriele Cervi

(fondatore su facebook del gruppo riforma dei partititi e dei sindacati codice etico)

 

PS: Copia di questa lettera è stata da me inviata anche alla Comunità Europea per informare la medesima di questa  nostra legittima iniziativa nella speranza che non si debba da parte nostra fare un ricorso  se da  parte vostra dovesse perdurare tale grave , iniqua ed eticamente scorretta irregolarità amministrativa..

 

Alleghiamo un cd dove si parla del nostro gruppo fondato su facebook e dove sono state riversate le nostre proposte con informazioni riguardanti lo spreco di denaro pubblico di cui  il Parlamento e i partiti  ne sono i massimi artefici.

PS: Copertina e cd sono stati prodotti artigianalmente  da Gabriele Cervi che si autofinanzia.


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO PROPOSTE
FACEBOOK 15 Aprile 2011
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROF. GIORGIO NAPOLITANO
PRESSO PALAZZO DEL QUIRINALE
ROMA


Egregio Signor Presidente,
scriviamo a vostra eccellenza per sottoporle alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico e di trasparenza all’attuale status politico e sindacale del paese.
Per dare sostanza alle nostre proposte, abbiamo fondato un gruppo online usando il socialnetwork Facebook dove possiamo interagire con tanti amici online.
Il gruppo non ha scopo di lucro, è aperto a tutti ed è traversale. Il neo gruppo (è nato ai primi di aprile) attualmente può contare su 320 aderenti. Al gruppo hanno dato la loro adesione: politici, scrittori, filosofi,psicologi, giornalisti, dottori e gente comune.
Dopo questa dovuta presentazione siamo onorati di sottoporle alla s.v. alcune proposte che abbiamo raggruppato in un vero e proprio codice etico. Ecco quindi l’esigenza in primis di affrontare all’interno dei medesimi alcuni correttivi.
I punti che abbiamo individuato sono i seguenti:
CODICE ETICO COME INTEGRAZIONE ALLO STATUTO DEI PARTITI E DEI SINDACATI
a) Attualmente lo statuto dei partiti ( e dei sindacati ) non prevede di rendere pubblico il proprio bilancio.
b) Proposta: noi riteniamo che sia necessario invece che queste importanti istituzioni che fruiscono tra l’altro di contributi pubblici pubblicare i propri bilanci con controlli esterni.
c) I revisori dei conti non devono essere eletti solo all’interno dei partiti ma almeno la maggioranza deve essere espressione della società civile esterna.
d) Deve essere garantita la democrazia interna nei partiti i probiviri sono attualmente eletti fra gli iscritti,
e) La nostra proposta invece prevede che i probiviri siano esterni al partito
f) Attualmente i candidati alle elezioni sono scelti per la maggior parte dalle segreterie dei partiti
g) La nostra proposta invece prevede che i candidati siano scelti dalla base pura degli iscritti
h) Attualmente vengono candidati anche persone che hanno pendenze penali in corso
i) La nostra proposta è la non eleggibilità (e quindi la non candidatura) di tutti coloro i quali hanno pendenze in corso e la fedina penale e civile sporca
Illustre Presidente, questi sono alcuni punti che noi riteniamo importanti proposte indirizzate a tutti coloro i quali sperano ancora nella Democrazia non di facciata ma reale basata non sulle oligarchie di regime partitocratrico ma su un vero stato di diritto.
In questi decenni i partiti hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori, questa distanza riguarda la societa’ civile . I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega.
Hanno suddiviso il paese in caste e lobby… dimenticando il bene collettivo.
Troppi privilegi, e la non trasparenza hanno fatto si che la gente ormai sfiduciata , amareggiata, e disillusa non creda più allo stato di diritto, ma sempre più a uno stato fondato da furbi, ladri e disonesti.
Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il destino dei nostri figli e delle nuove generazioni..
Noi già abbiamo pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa per perpetuarsi.
È per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia ci concede abbiamo ritenuto opportuno inviarle queste proposte .
In attesa di un suo gradito riscontro, si coglie l’occasione per porgere a Sua Eccellenza i nostri migliori e sentiti saluti.
Per il gruppo
Gabriele Cervi
GRUPPO FACEBOOK
RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO


Mai come ora, si sente la voglia di rinnovamento in politica e nel suo indotto. I referendum hanno riportato il popolo a riprendersi (anche se per un momento) la propria sovranità popolare. La gente ha dimostrato la voglia di cambiamento, mentre la classe politica sempre più vecchia, e incapace non riesce a rinnovarsi e a rinnovare il paese. Questi oligarchi di partito, questi Guelfi e Ghibellini capaci solo di farsi guerra e fare guerra per qualche poltrona in più sono diventati personaggi da repubblica delle banane.. Il nostro paese certamente non li merita perché gli italiani (almeno la maggioranza) ragiona ancora con il proprio cervello.. anche se non avendo alternative.. è facile preda dei predatori politici di turno…
Abbiamo una classe dirigente in politica che oltre ad essere vecchia, non produce idee nuove limitandosi di gestire lo status quo .
Nei partiti l’onestà è un optional come è un optional la democrazia interna. I partiti sono da sempre delle roccaforti dove non si decide liberamente condividendo intenti,proposte e nuove idee… Le federazione, le sezioni di partito si sono ridotte solo a portare acqua ai Leaders di partito e a mera propaganda sul nulla….
Di conseguenza il parlamento è diventato una cassa di risonanza per i partiti portatori di interessi di casta e di privilegi sempre più consolidati e di non facile estirpazione.. 
Il demerito di Sivlio Berlusconi è stato quello di palesare e di perpetuare l’onnipotenza di chi ,arrivato al potere, su mandato popolare strada facendo ne ha tradito le aspettative e i sogni di tutti coloro i quali hanno creduto in lui.
Ma Silvio Berlusconi a ben vedere non è mai stato nuovo.. uno che arriva dalla corte di Craxi e che ha avuto nei vecchi partiti aiuti e soccorso (per le sue aziende) non poteva essere il nuovo. Ma la gente nonostante il suo passato gli ha dato fiducia, gli ha creduto.. La gente allora come adesso non aveva alternative.
Attualmente il nuovo in politica non esiste come non esiste la condivisione per il bene comune..
Fino a quando i partiti non faranno pulizia al loro proprio interno, fino a quando verranno gestite le segreteria di partito ad personam, fino a quando chi fa politica la fa per un proprio tornaconto personale.. la politica non potrà mai essere riformata perché non conviene in primis a coloro i quali la usano per mercimonia.
Tutto quello fin qui prodotto dai politici è servito a rafforzare le loro case vuote di valori ma piene di interessi..e di business…
Loro i partiti sono unici nella loro disonestà…non ci risulta che in Europa ci siano partiti (oltre al nostro) chei gestiscono finanziamenti pubblici, senza controlli ma soprattutto occultando i propri bilanci.
Vorremo sapere dove esistono oligarchi come i nostri che dopo 20. 30. 40. 50 anni di incarichi e di potere sono ancora sulla scena politica a comandare ma soprattutto a fare i propri interessi..
In verità ,Il sitema politico italiano è un caso a parte..dove un certo potere politico ormai obsoleto continua a reiterare iniquità e interessi di parte…
.. Ill paradosso è che quando cadrà Berlusconi coloro i quali lo sostituiranno (siano essi di destra o di sinistra) non saranno alternativi e innovativi al sistema in quanto vecchi oligarchi che hanno scelto di condurre la propria esistenza gestendo come dittatori il proprio partito..
Forse è il caso di iniziare a prendere come cittadini , qualche decisione, a formulare qualche proposta dalla base per fare piazza pulita una volta per tutte
Gabriele Cervi

INFORMATIVA RIVOLTA AL GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK
Prendo l’occasione di una richiesta fatta da un aderente al gruppo riformiamo i partiti e i sindacati codice etico, che mi ha chiesto di cancellarlo dal gruppo: ( Toglietemi xche non sono del pd e mi scocciano i vostri link) per chiarire alcuni punti che se non a conoscenza posso ingenerare (come nel caso di questo nostro aderente) spiacevoli equivoci.. 
Premesso che chiunque può entrare a fare parte del gruppo (in quanto il gruppo medesimo è libero) o come mio amico online oppure come iscritto facebook. Io tra l’altro iscrivo i miei amici online al gruppo ma una volta iscritti se scoprono che le tematiche e il fine del gruppo non sono da loro condivise possono benissimo abbandonare il gruppo senza chiederlo agli amministratori del gruppo.
Ma torniamo al caso riportato sopra dell’amico che mi chiede di cancellarlo.. in quanto crede che il gruppo sia una espressione del Pd. Il gruppo come tra l’altro detto nella presentazione è al di sopra delle parti, dei partiti, ma soprattutto è traversale. Questo vuole dire che al gruppo possono aderire amici di sinistra, di centro destra ecc. Infatti io mi onoro di avere fra gli iscritti, politici di destra, di centro e di sinistra. Perché questo!!.. Ma perché penso che in ogni partito, in ogni movimento, in ogni organismo istituzionale ci siano persone libere , autonome che agiscono e tendono al bene collettivo.
Ecco perchè trovate e troverete articoli che una volta parlano del Pd, e che altre volte parlano della casta tutta, oppure del Pdl dei sindacati tutti ecc. Questo perché ribadisco il gruppo non è schierato con nessuno, ma riteniamo importante interagire con tutti. Nel nostro paese molte cose non funzionano perché il paese è diviso oltre che in caste, in Guelfi e Ghibellini ed ognuno di questi attori tirano l’acqua solo al proprio mulino tralasciando il bene collettivo.
Molti ragionano ribadisco per partito preso.. invece bisogna uscire da questo status mentale qualunquista. Il gruppo ha un fine, in primis ed è di proporre delle modifiche /lo abbiamo chiamato codice etico negli statuti di partito perché ritengo, riteniamo, che prima di abolire privilegi, caste e castine, si debba intervenire su coloro i quali sono deputati dal popolo sovrano a fare leggi e leggine. Loro quindi per primi devono dare buon esempio perché sono i nostri rappresentanti. Ma se queste leggi e leggine vengono fatte da personaggi che sono emanazioni di partiti corrotti dalla gestione ad personam cosa possiamo noi aspettarci da simili soggetti se non il favorire ed il fiorire di una classe di furbi che si sono messi in politica solo per fare i propri interessi, gli interessi delle loro consorterie e di propri partiti!!. Ritornando al gruppo io non guardo tanto il numero, le adesioni, ma guardo la qualità delle persone iscritte, il loro impegno, le loro idee, le loro proposte. A questo proposito chiunque può fare domanda per fare l’amministratore del gruppo nessuno escluso. L’amministratore può inserire nuovi aderenti, può cancellare aderenti ma ci deve essere una buona motivazione di fondo ecc.
Questo anche perché il gruppo è veramente libero, non esiste nessun leader .. tutti possono equipararsi se vogliono alla carica di amministratori del gruppo. E’ la nostra una forma di vera democrazia che non esclude nessun membro. 
Questa comunque è l’ultima mia battaglia volta al bene comune perché dopo 30 anni di battaglie credo che sia giunto il momento di ritirarsi. Le mie battaglie sono sempre state improntate per il bene sociale. Ho combattuto per fare chiudere gli orfanatrofi, ho combattuto contro i partiti che ritenevo e che ritengo dei comitati d’affari, ho combattuto essendo stato più volte mobbizzato contro lo stesso mobbing diventandone fondatore e presidente di una associazione. Ho combattuto per fare tornare il crocifisso nelle nostre aule scolastiche (avvalendomi per la prima volta di facebook). Questo cari amici prendetelo come un breve mio breve curriculum vitae.
Scusatemi amici se sono stato un po’ lungo, ma è importante sapere come stanno le cose per non arrivare poi a generare in alcuni di voi legittimi equivoci

 


DIGITA QUI SOTTO PER ENTRARE E VISIONARE IL NOSTRO GRUPPO. SE POI LO TROVI INTERESSANTE CHIEDI L'ADESIONE

     

    POLITICA COSTOSA E NOI PAGHIAMO!!! LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA IL 27 OTT. C.A.

    POLITICA E ANTIPOLITICA MIA RISPOSTA A MONS. RINI DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA GIOVEDI 3 NOV.2011

    I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011

    SINDACATO - IMPRENDITORE COSI' COMINCIANO I PROBLEMI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 21 MARZO 2001

    APPELLO: DOBBIAMO REGOLARIZZARE IL CONTRIBUTO DEI PARTITI LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA VENERDI 14 OTT.

    A NOI CHIEDONO SACRIFICI AGLI EX PARTITI ARRIVANO MILIONI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 1 AGOSTO

    DENUNCIAMO GLI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA GRUPPO SU FACEBOOK FONTE IL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E IL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 29 LUGLIO

    LA BATTAGLIA SU FACEBOOK HA UN GRANDE VALORE MIA REPLICA A SERGIO LINI PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO VENERDI 21 OTTOBRE 2011