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La casta si fa la sanatoria per i poster elettorali abusivi L'emendamento contenuto nel decreto milleproroghe "condona" tutte le violazioni commesse fino al 29 febbraio 2012

La casta si fa la sanatoria per i poster elettorali abusivi L'emendamento contenuto nel decreto milleproroghe "condona" tutte le violazioni commesse fino al 29 febbraio 2012

La casta si fa la sanatoria per i poster elettorali abusivi L'emendamento contenuto nel decreto milleproroghe "condona" tutte le violazioni commesse fino al 29 febbraio 2012

La casta si fa la sanatoria per i poster elettorali abusivi

L'emendamento contenuto nel decreto milleproroghe "condona" tutte le violazioni commesse fino al 29 febbraio 2012

Provate voi, a fare pubblicità alla vostra azienda o al vostro negozio, appendendo cartelloni e poster pubblicitari qua e là: sulle pensiline dei mezzi pubblici, sui pali della luce, sui acssonetti e sui cestini dei rifiuti, sui muri in giro per la città. Vi arriverebbe una bella multa per affissione abusiva. Per la casta, tutto questo non vale: a ogni tornata elettorale assistiamo all'imbrattamento delle città con le foto e gli slogan di candidati e partiti. Poi, basta una bella sanatoria e ciao multe. Come quella contenuta nel decreto legge milleproroghe, che  riguarda le violazioni commesse fino al 29 febbraio 2012.

L'emendamento, a firma dei relatori, è stato presentato nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera e proroga la sanatoria sulle violazioni in materia di affissioni di manifesti politici o striscioni prevista dal decreto legge milleproroghe del 2008. Il mini-condono, consente di sanare le violazioni versando per il complesso mille euro «per anno e per provincia.


 

Giovanardi: "Casta? Non c'è. Guadagno meno degli amici"

Il senatore: "Ogni giorno veniamo crocefissi. Sono pronto a prendere la metà di quel che incassano Rizzo e Stella"

 

Giovanardi: "Casta? Non c'è. Guadagno meno degli amici"

 

Carlo Giovanardi scatenato. "Mi dicano Rizzo e Stella, che hanno fatto i soldi sulla mia pelle scrivendo libri sulla casta, cosa dobbiamo prendere dall'alto della loro saggezza. Si sono presi milioni di euro con questi libri e io pro-quota ho già dato". Questa la premessa del senatore del Pdl, intervenuto alla trasmissione La Zanzara su Radio 24. Il tema è la querelle sullo stipendio dei parlamentari. Quindi la boutade che lascia spiazzati: "Sono membro di questa casta, che non esiste, che viene ogni giorno crocefissa", sottolinea senza peli sulla lingua Giovanardi.

 

"I miei compagni del liceo..." - "Mi piacerebbe essere crocefisso - prosegue il senatore -  come consigliere di Stato o membro di un'authority, almeno prenderei di più. Voglio cambiare categoria di crocefissione. Voglio passare dalla casta a 4mila euro al mese a quella di altri servitori dello Stato. Sono pronto a prendere la metà della metà di quello che prendono Rizzo e Stella, che pontificano ogni giorno, e di quello che pigliano i membri del Cda del Corriere della Sera, e anche dei bancari che mi fanno la lezione, che prendono 40 volte quello che prendo io". "I miei compagni di scuola del liceo - lamenta Giovanardi - prendono tutti più di quanto guadagno io: se uno fa l'oculista, il dermatologo, il commercialista o l'avvocato ha uno stipendio più alto di me, anche perché non so quanto dichiarano. Qualsiasi medico ospedaliero arrivato alla mia età - sostiene l'onorevole giunto alla sua sesta legislatura - non prende meno di 6mila euro al mese. E poi la casta dei giornalisti come Fazio che prende 100 mila euro al mese e rompe le scatole a me che ne prendo 4 mila e lavoro sette giorni su sette".

 

Le cifre - Affermazioni forti che faranno discutere, anche perché la Commissione per il livellamento retributivo dei parlamentari - sollevando un polverone, polemiche e un giallo sulle cifre - rivelò, per esempio, che un deputato italiano prende più di 16mila euro lordi al mese. In sostanza, i parlamentari si mettono in tasca il 60% in più rispetto alla media europea. Senza considerare le più che cospicue indennità di cui godono i nostri politici. Insomma, Giovanardi ci è o ci fa?


 


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