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L’indignata anticasta che contestò Brunetta è figlia di un senatore con la tripla pensione

L’indignata anticasta che contestò Brunetta è figlia di un senatore con la tripla pensione

L’indignata anticasta che contestò Brunetta è figlia di un senatore con la tripla pensione

 


Risultato
 
 Brunetta perse le staffe proprio contro di lei
("Siete l'Italia peggiore").
A guidare la contestazione contro il ministro fu
Maurizia Russo Spena.
Suo padre Giovanni intasca 9mila euro netti
al mese grazie a una tripla
pensione d'oro: docente universitario, parlamentare
e consigliere regionale

Roma - Ma c’era bisogno di scomodarsi tanto per combattere la casta dei

privilegiati, quando bastava citofonare a papà? Magari per proporgli

subito un sequestro proletario di almeno una delle sue tre pensioni?

Russo Spena figlia aveva già minacciato uno sfracello, basterebbe,

dice lei in una delle dozzine di interviste che ha fatto (sarà pure precaria,

ma è una costante delle piazze indignade e intervistate), «pubblicate le

pensioni di noi atipici e scoppierebbe la rivolta sociale». Scoppia qualcos’altro

invece se si pubblicano gli assegni che Russo Spena papà, il suo, riceve

mensilmente dallo Stato, quello che la figlia vorrebbe rivoluzionare.

Come già predicava il padre prima di lei, comunista e poi rifondatore

comunista, che nell’attesa dell’eguaglianza sociale si gode le tre pensioni

e scrive su Liberazione fondi vibranti tipo: «È il momento di rotture

profonde e di radicalità culturale e sociale. Occorre ripensare anche

modi e forme del conflitto. Moderatismi e prudenze tattiche portano

al suicidio delle sinistre». Armatevi e partite per queste rotture profonde,

che Russo Spena benedice voi indignados e tutte «le rivolte, come

ineludibili forme di espressione dei movimenti».

Ecco, quei movimenti di rassegnati a non avere una pensione, infuriati

contro la casta di chi vive di politica e ci vive benissimo.

Ecco, personaggi tipo Russo Spena padre, un cuore operaio ma tre vitalizi:

una da parlamentare, una da consigliere regionale, una da professore

universitario. Avendo fatto l’onorevole per cinque legislature il padre

dell’indignata anti-casta riceve 5.510 euro netti a fine mese.

A questi si sommano 2.270 euro, ancora netti, che gli arrivano come ex docente universitario, ovviamente statale. I cronisti della Repubblica a Napoli

(rilanciati da Dagospia) hanno però scoperto una terza fonte di reddito

per l’ex ideologo del Pdup, Partito di Unità Proletaria. Un vitalizio c

ome ex consigliere regionale della Campania, dal 1975 al 1979.

Quanto viene quest’altro obolo che i contribuenti versano alla famiglia

Russo Spena? Il regolamento regionale prevede che l’assegno sia pari

al 30 per cento dell’emolumento lordo di un consigliere. «La base di calcolo -

si legge nella normativa regionale - è l’importo di carica mensile lorda più

il rimborso spese spettante ai consiglieri regionali in carica nello stesso

mese in cui si riferisce l’assegno vitalizio». Quindi, se traduciamo bene

dal burocratese, il 30 per cento di 10.972 euro, pari al compenso lordo

di un consigliere della Regione Campania. Dunque altri 3mila euro

lordi circa. In tutto siamo attorno ai 9mila euro netti al mese, di pensione,

anzi di pensioni.

Ne passasse una alla figlia, che vive solo con 1.800 euro (ovviamente

statali anche quelli) pur avendo un master, così per fare un po’ di

redistribuzione sociale quantomeno in casa sua. Stia attento perché

la Russo Spena figlia sembra avercela proprio con la classe politica a

cui Russo Spena padre appartiene da mezzo secolo: «Siamo un corpo

collettivo accomunato da una condizione di sofferenza sociale, è questo

che deve capire la classe politica, che se ne deve andare». La Russo

Spena senza pensioni vorrebbe sapere «se c’è trasparenza nei redditi

di chi ci governa», della casta insomma. Purtroppo c’è trasparenza

a sufficienza per sapere quanti sono i pluripensionati che hanno vitalizi

da manager solo per aver fatto qualche anno in Parlamento o in Regione,

lavoro non esattamente usurante.

Che fare ordunque? Russo Spena figlia, grazie a Brunetta che perse i

nervi proprio con lei («Siete l’Italia peggiore»), è già diventata un

prezzemolino. Già comparsa come testimonial del precariato su

Corriere, Stampa, Repubblica, Manifesto, l’Unità, Il Fatto, la figlia

del tripensionato è salita pure sul palco organizzato da Santoro

per la Fiom. Serena Dandini, Vauro, Travaglio, Crozza, Ingroia.

E Russo Spena figlia. Che, si dice, sia già corteggiata da Idv e

Sinistra radicale per candidarla in Parlamento. Porterebbe avanti

le battaglie del padre, che sul quotidiano del Prc fa il Bakunin:

«Sì, far saltare il banco per offrire una chance al cambiamento».

Il banco sì, il bancomat magari un’altra volta.

   

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