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Blog di cervigabriele.over-blog.it

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Il buon pastore che offre la sua vita PASSA PAROLA : Filippo chiede amore

Il buon pastore che offre la sua vita PASSA PAROLA : Filippo chiede amore

29/04/2012

Il buon pastore che offre la sua vita PASSA PAROLA : Filippo chiede amore

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Il VangeloA cura di Ermes Ronchi

  

Gesù di Nazereth - Gesù Risorto

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Il buon pastore che offre la sua vita
IV Domenica di Pasqua Anno B

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo». (...).

Sottese all'espressione di Gesù: «il mercenario vede venire il lupo e fugge perché non gli importa delle pecore» intuisco parole che amo e che sorreggono la mia fede. Suonano pressappoco così: al mercenario no, ma a me, pastore vero, le pecore importano. Tutte.

Ed è come se a ciascuno di noi ripetesse: tu sei importante per me. 
Questa è la mia fede: io gli importo. A Dio l'uomo importa, al punto che egli considera ogni uomo più importante di se stesso. È per questo che dà la vita: la sua vita per la mia vita. Ricordo il grido degli apostoli in una notte di tempesta «Signore, non ti importa che moriamo?» e il Signore risponde placando le onde, sgridando il vento: Sì, mi importa di voi, mi importa la vostra vita. E lo ripete a ciascuno: mi importano i passeri del cielo ma voi valete più di molti passeri; mi importano anche i gigli del campo ma tu sei molto di più di tutti i gigli dei campi.
«Io sono il Pastore buono» è il titolo più disarmato e disarmante che Gesù abbia dato a se stesso. Eppure questa immagine non ha nulla di debole o remissivo: è il pastore forte che si erge contro i lupi, che ha il coraggio di non fuggire; il pastore bello nel suo impeto generoso; il pastore vero che ha a cuore cose importanti. Il gesto specifico del pastore buono, il gesto più bello che lo rende letteralmente il "pastore bello", è, per cinque volte: «Io offro la vita». Qui affiora il filo d'oro che lega insieme tutta intera l'opera di Dio: il lavoro di Dio è da sempre e per sempre offrire vita. 
Con queste parole Gesù non intende per prima cosa la sua morte in Croce, perché se il Pastore muore le pecore sono abbandonate e il lupo rapisce, uccide, vince. Dare la vita, è inteso nel senso della vite che dà linfa ai tralci; del grembo di donna che dà vita al bambino; dell'acqua che dà vita alla steppa arida. Offro la vita significa: Vi do il mio modo di amare e di lottare. Solo con un supplemento di vita, la sua, potremo battere coloro che amano la morte, i lupi di oggi. Anche noi, discepoli che vogliono come lui sperare e costruire, dare vita e liberare, siamo chiamati ad assumere il ruolo di "pastore buono", cioè forte, bello, vero, di un pur minimo gregge che ci è consegnato: la famiglia, gli amici, coloro che si affidano a noi. Nel vivere quotidiano, "dare la vita" significa per prima cosa dare del nostro tempo, la cosa più rara e preziosa che abbiamo, essere tutto per l'altro, in ascolto attento, non distratti, occhi negli occhi. Questo è dirgli: tu mi importi.
Tu sei il solo pastore che per i cieli ci fa camminare, Tu il Pastore bello. E tu sai che quando diciamo a qualcuno «tu sei bello» è come dirgli «io ti amo». 
(Letture: Atti degli apostoli 4, 8-12; Salmo 117; 1 Giovanni 3,1-2; Giovanni 10,11-18)



Filippo chiede amore
Filippo ha 10 anni e frequenta la quinta elementare. I genitori sono separati: la madre ha un grave problema di tossicodipendenza e ha esposto il figlio a situazioni di pericolo e instabilità. Il padre ha una personalità fragile e pur amandolo molto, non riesce a gestirlo. Il bambino, prima di essere allontanato da casa, sembrava molto più piccolo della sua età, sofferente, incapace di tollerare le frustrazioni, forse perché si sentiva vittima di un clima familiare doloroso. Filippo è un bambino estremamente affettuoso, cerca costantemente le attenzioni di chi gli sta accanto. A scuola ha un insegnante di sostegno ma le sue difficoltà cognitive sono frutto dei ripetuti abbandoni. Ha una stima molto bassa di sé, si sente spesso inadeguato, quindi i rapporti con gli altri bambini non sono sempre facili. Filippo ha bisogno di essere seguito nei compiti, anche se si impegna. Per lui si cerca una famiglia amorevole e forte, con due genitori in grado di dedicargli tutte le attenzioni e il tempo che gli sono mancati, residente in Lombardia.
Info: L'Albero della vita, tel.: 0382.933447; 331.3316525; email: affidofamiliare.fondazione@alberodellavita.org

28/04/2012

LA CROCE MIO ULTIMO ELABORATO FATTO A MANO CHE DEDICO A TUTTE QUELLE PERSONE CHE SOFFRONO PERCHE' RITENGONO CHE L'ONESTA' SIA UN DONO DI DIO E PER QUESTO DANDO QUOTIDIANAMENTE BUON ESEMPIO SONO OSTEGGIATE DALLO STATUS QUO IPOCRITA

LA CROCE MIO ULTIMO ELABORATO

La mia passione (Fino alla fine del mondo)


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PROVINI CROCE

09:36 Scritto da:mobbing21|Link permanente|Commenti (0)|Segnala|OKNOtizie

Le notizie quotidiane



Editoriali: "Democrazia o partitocrazia"

Non passa giorno senza che emerga tra i partiti e i politici qualche nuova ruberia, condita di furberie e imbrogli, con annesse varie corti dei miracoli dedite ad affari sporchi a danno degli italiani.  Rubano milioni come fossero noccioline, investono soldi nostri in paradisi fiscali per recuperarli poi a titolo privato appena si vedrà aria pulita; pagano milionate di euro ad amici e amichette; si fanno a vicenda regali per ottenere poltrone redditizie; investono in diamanti e lingotti d’oro. Ricordate Poggiolini e i diamanti nascosti nel puf del salotto? Un principiante di fronte ai mangioni di oggi.

Il bello è che tutti sono innocenti, giurano sulla pulizia morale dei compagni di partito o di cordata; ma il giorno dopo, quando le bugie vengono smascherate, sono pronti a condannare i colpevoli scoperti con le mani nel sacco... fino al terzo giorno, quando anche le loro mani nel sacco verranno scoperte. O quando, perlomeno, verranno scoperte le protezioni interessate e la finta ignoranza degli imbrogli avvenuti. Rubava Lusi e nessuno se n’accorgeva; rubavano nella Lega e nessuno lo sapeva; imbrogliavano nella sanità lombarda: e chi ha visto qualcosa? La Lega è nel ciclone, il consiglio regionale lombardo è colpito da una tromba d’aria; la sanità lombarda è nel turbine. Nessun politico, amico degli uni o degli altri, sapeva nulla.  Ci ha pensato la magistratura... sì proprio lei, che qualcuno aveva definito tempo fa il “cancro” d’Italia. Ma cosa diventerebbe il “Bel Paese” se essa non se ne fosse interessata.
Alfano, Bersani e Casini si mobilitano per salvare i rimborsi elettorali per non fare cadere i partiti nelle mani delle lobby. Ma come si accorda questo con il referendum del 1993? Intanto i partiti si apprestano a incassare l’ultima tranche di oltre cento milioni di rimborsi elettorali già stabiliti. Qualcuno ne controllerà la fine?
Si parla sempre più con insistenza di “riforma” dei partiti. Bella parola! Ma chi la farà? I partiti stessi? Il Parlamento in totale indipendenza? Ma anch’esso è fatto dai partiti...
Non si deve cadere nell’antipolitica: eliminare i partiti sarebbe una tragedia che avrebbe come conseguenza una qualche dittatura. Ma i partiti decidano una buona volta di smetterla di fare i padroni d’Italia e si mettano al servizio del Paese, ascoltando il grido che viene dalla gente, recuperando un po’ di umiltà. E ridando, una buona volta, ai cittadini il potere che gli spetta di scegliere gli uomini che li rappresentano. Democrazia occorre, non partitocrazia.

Vincenzo Rini