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Idv e Lega Nord rinunciano ai rimborsi 2008 Di Pietro: “Farò un assegno alla Fornero”

Idv e Lega Nord rinunciano ai rimborsi 2008 Di Pietro: “Farò un assegno alla Fornero”

14/04/2012

Idv e Lega Nord rinunciano ai rimborsi 2008 Di Pietro: “Farò un assegno alla Fornero”

 

RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

DA FACEBOOK:
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    Purtroppo i partiti sono il male della democrazia. Nati per dare voce al popolo sono negli anni diventati dei comitati d'affari. In decenni di privilegi e di ruberie hanno plasmato lo status quo a loro immagine. Vere piovre affaristiche hanno inquinato la società civile. I partiti non hanno mai avuto regole democratiche.. suddivisi in bande (correnti) dove la forza non era e non è l'onestà ma la disonestà. Per disinquinare in parte il paese da questi criminali (senza fare di tutta l'erba un fascio) dobbiamo insistere perchè si diano delle regole certe. Come per esempio un codice etico, ma soprattutto che i contributi (oggi spropositati) elettorali siano dati solo per le spese elettorali effettive. Iniziamo da qui poi strada facendo si arriverà alla vera trasparenza. 
    Gabriele Cervi

FACEBOOK

Ferdinando Imposimato
Non accettiamo la soluzione proposta dai partiti, responsabili degli ammanchi, di cui devono dare conto tutti, senza scappatoie.
I partiti devono ridurre drasticamente i rimborsi elettorali, autentica vergogna del nostro sistema, e dare conto delle somme incassate ben oltre le spese elettorali per miliardi di euro. Non accettiamo questo scelta della trasparenza affidata, tra l'altro, agli stessi responsabili dello sperpero. I partiti devono essere azzerati, fonti di disastri e crisi spaventose.

Informazioni

Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di

Cassazione
Biografia
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Imposimato.

Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro (1978), l'attentato al papa Giovanni Paolo II (1981), l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo Palma e...Visualizza altro
 

Gabriele Cervi EGREGIO DOTT. IMPOSIMATO, LA VERITA' E'

 CHE  QUESTI PROFESSIONISTI  DELLA POLITICA LADRONA,

 CI HANNO FREGATI ANCORA UNA VOLTA.   RIMANE SOLO IL

 RICORSO ALLA COMUNITA' EUROPEA.. CHE VERGOGNA!! E'

 VERO SONO TUTTI UGUALI.

 

Idv e Lega Nord rinunciano ai rimborsi 2008 Di Pietro: “Farò un assegno alla Fornero”

L'ex magistrato: "Daremo i nostri 4 milioni al ministero del Lavoro perché ne faccia buon uso". Il capogruppo del Carroccio alla Camera Dozzo: "I partiti devolvano i soldi in beneficenza o alle ong". I sindaci dei Comuni alluvionati della Liguria: "Aiutate noi e la politica sarà più credibile"

La Lega Nord rinuncia all’ultima tranche dei rimborsi elettorali, quelli previsti per il prossimo luglio e che nel vertice tra Alfano,Bersani e Casini sulla riforma della legge sui finanziamenti è stata rinviata a data da destinarsi. L’annuncio, per il Carroccio, è stato dato dal capogruppo alla Camera Gianpaolo Dozzo. Dozzo ha anche chiesto a tutti i partiti di fare lo stesso “devolvendo tali somme in beneficenza o a organizzazioni non governative”. ”E’ una decisione – aggiunge Dozzo – che abbiamo già preso ieri e che rendiamo nota al fine di evitare eventuali strumentalizzazioni nei nostri confronti, nel momento in cui in Parlamento si discute della proposta di legge sulla trasparenza dei partiti”.

Quanto dichiarato da Dozzo segue non solo lo scandalo che ha travolto il partito (e che quindi obbliga a un gesto nobile da vantare con gli elettori), ma anche quanto proposto già in mattinata dal leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che ha fatto da apripista: “Abbiamo presentato un’alternativa che prevede la revoca della quarta rata ma anche la consegna dei 100 milioni recuperati alla Fornero affinchè ne faccia buon uso. Qualora questa proposta non venga accettata siamo pronti a destinare almeno la nostra quota, pari a 4 milioni di euro, al ministro” tramite un assegno circolare. “Quello depositato questa mattina – ha aggiunto – è un accordicchio, un disegno di legge dove non è prevista la revoca della quarta rata”.



La Liguria: “Date i soldi alle zone alluvionate”. Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, invece, chiede ai partiti di destinare il denaro “congelato” alle zone alluvionate. Quei fondi, scrive Burlando su twitter, “sarebbero un aiuto per le comunità colpite dall’alluvione ma sarebbero anche un segnale di credibilità da parte della politica”. E la richiesta d’aiuto arriva direttamente dai sindaci dalla Val di Vara (in provincia di La Spezia), colpiti duramente dell’alluvione dello scorso autunno. Hanno scritto una lettera ai segretari delle organizzazioni politiche per chiedere un gesto di solidarietà da parte dei partiti nazionali che “possa costituire un segnale d’incipit per riavvicinare la politica alla gente che attualmente si sente amareggiata e dimenticata dai propri rappresentanti”. “Gli enti territoriali già in ristrettezze economiche – prosegue la lettera – vivono tutta l’impotenza del non agire ed allora l’unica risorsa ormai percorribile è la solidarietà politica dei partiti alla quale noi ci appelliamo con giusta ragione affinchè contribuiscano fattivamente a ridare dignità ed opportunità a queste zone devastate”. Con i 100 milioni, spiegano i sindaci, la Regione sarebbe in grado di far fronte ai costi delle somme urgenze degli enti locali, dei danni ai privati e alle imprese.

Fli: “Dateli alla Caritas”. Si moltiplicano le proposte sulla destinazione della tranche rinviata nel vertice di maggioranza, anche da parte di chi ha poca voce in capitolo. Per esempio Futuro e Libertà, che non ha diritto a nessun rimborso (nel 2008 era di là da venire la scissione dal Pdl, che anzi si era presentato per la prima volta agli elettori), ma che con Fabio Granataipotizza l’uso delle ultime due tranche dei rimborsi del 2008 per la creazione di un fondo di oltre 200 milioni di euro da destinare alla Caritas per interventi immediati sulle fasce di povertà tra gli italiani e che con Italo Bocchino insiste perché i partiti devolvano tutto in favore “del sociale e dei più deboli”.

Oppure la Cisl del Piemonte che propone di finanziare il Fondo per la non autosufficienza, azzerato da due anni, e annuncia pure una raccolta firme. O ancora Stefano Zanatta, presidente della Confartigianato di un Comune del Trevigiano: “Si parla in questi giorni dei finanziamenti ai partiti, a tutti i partiti anche a quelli che non esistono più da tempo, e la cifra è strabiliante. Per i nostri piccoli imprenditori è come ricevere un altro schiaffo morale – spiega – Lottano ogni giorno con una crisi che ha molte facce ma un solo risultato: rendere sempre più precaria l’attività. Credo che i partiti potrebbero dare una mano alle piccole imprese”.

Il Pdl: “Sospensione essenziale”. Dai vertici dei partiti più grandi, tuttavia, o è il silenzio o sono parole di prudenza. Nel Pdl l’ex ministro Altero Matteoli (e potente voce del suo partito) parla in generale, ma fa capire l’antifona: “Penso che il finanziamento pubblico ai partiti ci debba essere. Se dobbiamo ridimensionare perché c’è una crisi economica e finanziaria, posso anche essere anche d’accordo, ma guai a togliere il finanziamento pubblico ai partiti. La politica la devono poter fare tutti in una democrazia altrimenti rischieremmo di veder far politica solo a chi ha tanti soldi”. Dichiarazione bilanciata dal collega di partito (ed ex collega di consiglio di ministri) Franco Frattini: “La sospensione della tranche di luglio del finanziamento pubblico ai partiti è essenziale per dare credibilità alla riforma – riflette – In questa delicata fase ancora di più si dovrebbe mantenere quello che ci è promesso. Non si può dire ‘cominciamo a riformare’ e intanto incassiamo i soldi. Questo toglierebbe un po’ di credibilità ad una riforma buona, che io condivido”. Sui 100 milioni di luglio: silenzio.

D’Alema: “Contributi già tagliati”. Anche il Pd, infine, parla su linee generali. Secondo Rosy Bindi il rischio è di una deriva populista e tecnocratica, per Giorgio Merlo potrebbero avere il sopravvento le lobby e i partiti “dei ricchi”. Massimo D’Alema disegna bene i contorni dentro i quali ci si muove: “Il contributo pubblico ai partiti sarà progressivamente ridotto, e anche “consistentemente”. I partiti hanno deliberato già da tempo la riduzione progressiva del finanziamento che arriverà a regime nel 2013 con una riduzione del 36% di quello che era stato stabilito dalla legge”. Secondo l’ex ministro “non è vero che il contributo non è stato ridotto. Era di 280 milioni tre anni fa. Nel 2013 sarà di 141 milioni. E’ stato ridotto consistentemente”.

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  • Descrizione

    QUESTO GRUPPO N0N HA SCOPO DI LUCRO HA L'UNICO FINE IL BENE COMUNE E' TRAVESALE IN QUANTO IO CREDO ANZI SONO CONVINTO CHE ANCHE NEI PARTITI COME NELLA SOCIETA' CIVILE CI SONO PERSONE CHE LOTTANO INDIVIDUALMENE IN TUTTI I CAMPI PER DARE IMPULSO AI PROPRI VALORI CHE I NOSTRI FAMILIARI , LA SCUOLA, LA CHIESA, LO STATO LAICO CI TRASMETTE E CHE DI CONSEGUENZA FA LA NOSTRA STORIA CHE E' IL NOSTRO PASSATO MA CHE PUO' DIVENTARE UN RIFERIMENTO POSITIVO, SIA LAICO CHE CRISTIANO PER AFFRONTARE E MIGLIORARE IL NOSTRO FUTURO, LA NOSTRA SOCIETA'. SI PUO' FARE PERCHE' CREDIAMO E CREDO CHE DARE IL BUON ESEMPIO SIA FONDAMENTALE. UNIAMO QUINDI LE NOSTRE VARIEGATE PERSONALITA' ED ENERGIE PER ARRIVARE AL BENE DI TUTTI.. AL DI SOPRA DELLE PARTI E DELL'ODIO O DELLA INDIFFERENZA CHE FOMENTA E DAA FORZA ALL'EGOISMO ED AL QUALUNQUISMO.. 
    IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONO ESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOI LAVOREREMO PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO COLLETTIVOO.. I PARTITI E I SINDACATI DOVRANNO SPERO AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTI INTEGRANDOLI CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MA SOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO POLITICO.SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI OPPORTUNITA'. 
    QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO DIRE DI ESSERE IN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' NASCE QUESTO GRUPPO..STA A NOI CON LE NOSTRE DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTRO PAESE IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI OPPORTUNITA'.. QUESTO DICASI STATO DI DIRITTO...
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Un miliardo e mezzo di euro in 15 anni: così i partiti hanno aggirato il referendum


l sistema del rimborso elettorale a partiti e comitati si estende in Italia a quattro tipologie di elezioni: politiche, europee, regionali e referendum e si calcola sempre allo stesso modo, vale a dire moltiplicando il numero degli aventi diritto al voto (per il voto nazionale fanno fede gli iscritti alle liste elettorali della Camera) per una data cifra che è andata cambiando negli anni. La parola “rimborso” adoperata nella legge che dà il via libera a questa tipologia di finanziamento pubblico serve quindi solo a mascherare la cancellazione, di fatto, del referendum sull’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti votato dagli italiani nel 1993. Del rimborso, infatti, questo finanziamento non ha nulla. È una cifra fissa, spalmata sui cinque anni in cui durano le assemblee elettive, spesso lontanissima da quanto speso per le campagne elettorali. Vediamo come è nato tutto questo.



1993-1994 – Il tradimento del referendum
I
l 1993 fu l’ultimo anno in cui i partiti della cosiddetta Prima Repubblica ricevettero i soldi del finanziamento pubblico dei partiti. La cifra complessiva ottenuta fu poco sopra gli 82 miliardi di lire, vicina a quelli che oggi sarebbero 40 milioni di euro. Nell’aprile 1993 i Radicali propongono l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti e il 90% degli italiani si dice favorevole. Nel dicembre di quell’anno, però, il Parlamento vota la prima legge sul rimborso elettorale. Viene calcolato con una moltiplicazione, quella del numero degli iscritti al censimento per la cifra di 1.600 lire. Risultato: alle politiche del marzo 1994 i partiti ricevono quelli che oggi sarebbero 46 milioni di euro.


1999-2000 – La prima grande moltiplicazione
Tra il 1994 e il 1996 si tengono quattro elezioni: politiche, europee, regionali, e poi ancora politiche. In questo biennio i partiti incassano nel loro complesso dallo Stato 144 milioni di euro: 46 milioni per le politiche del marzo ’94, 23 milioni per per le europee di giugno ’94 e ancora 29 milioni per le regionali dell’aprile 1995 e altri 46 milioni per le politiche dell’aprile ’96. Il 4 giugno 1999, con la legge 157, cambia il contributo pro-capite per le elezioni: non più 1.600 lire a testa ma 4.000, 3.400 per le europee. Così dalle europee che arrivano pochi giorni dopo, il 13 giugno ’99, i partiti incassano 86,5 milioni di euro, quasi il doppio di quanto avevano preso per le politiche di tre anni prima. Alle regionali dell’aprile 2000 ne ricevono altri 85 milioni.


2001-2002- La torta diventa gigante (a rate)
Con quello stesso metodo di calcolo, ma moltiplicato per ogni annualità e per ogni Camera eletta, dalle elezioni politiche del 13 maggio 2001 i partiti nel loro complesso incassano 476,4 milioni di euro. È da questo momento in poi che arriva il sistema rateale: questi 476 milioni verranno infatti versati ai partiti annualmente, a fine luglio: 81 milioni nel 2001, e 98 nei quattro anni a venire. Nel luglio 2002, poi, con legge 156 la Camera si adegua all’euro: invece di 4 mila lire a elettore, il moltiplicatore diventa “un euro”, che poi va ancora a moltiplicarsi per il numero delle Camere (2) e per gli anni della legislatura (5). Risultato. I partiti prendono più soldi da subito (si passa da 81 a 98) e alle europee del giugno 2004 ricevono 246 milioni di euro. Sempre a rate.


2006-2010 – L’anno degli Zombie
Nell’aprile 2005 arrivano le regionali: altri 208 milioni di euro da mettere in cassa. Sempre a rate. Il 2005 è quindi il primo anno in cui i partiti possono contare sul quadruplo rimborso (a rate): Camera, Senato, Regioni e Parlamento europeo. Nel 2005, dunque, i partiti ricevono189,7 milioni di euro: 98 per l’ultima rata delle politiche 2001, 49 per la seconda rata delle europee 2004, 41 per la prima rata delle regionali 2005. Nel 2006, con le politiche, la cifra si arrotonda a 190 milioni. Ma è proprio in quell’anno che una legge fa sballare i conti: afferma che anche se la legislatura si interrompe, i partiti che la compongono continueranno a prendere la rata. Il governo Prodi, eletto nel 2006, cade nel 2008. Ma fino al 2010 si è continuato a pagare i partiti del 2006.


Da qui all’eternità – I tagli (minimi) delle segreterie
Nel 2008, quindi, lo Stato pompa nelle casse dei partiti (vivi o morti che siano) una cifra mostruosa: 271,5 milioni di euro: 99 milioni per la terza tranche delle politiche 2006, 100,6 milioni come prima tranche per le politiche 2008, 49,3 milioni come quinta tranche delle europee del 2004, 41,6 milioni come quarta tranche delle regionali del 2005, cui vanno sottratti 20 milioni di euro grazie alla finanziaria del 2008. Fino al 2010 è questa la linea di spesa su cui ci si muove. In questa legislatura c’è poi una leggera controtendenza. Si è fermata la legge che dà i rimborsi ai partiti zombie e, in sede di Finanziaria, si è tagliato il rimborso del 10%. Si stima che la contribuzione annuale ai partiti si aggirerà per questo sui 143 milioni (assai più che nel ‘93).


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    provino fotografico da riversare sul mio blog


      Castelverde 3 aprile 2012

    Raccomandata un giorno con ricevuta

     

    Al Presidente del  Consiglio dei Ministri

    Prof. Mario Monti

    Roma

    e.p.c    alla Commissione Europea dei diritti 

    dell’uomo

      

    LETTERA APERTA INVIATA TRAMITE 

    RACCOMANDATA AL PRESIDENTE DEL 

    CONSIGLIO DEI MINISTRI PROV. MARIO MONTI

     Egregio Signor Presidente del Consiglio dei

     Ministri Prof. Mario Monti,

     il 25 Gennaio 2012 tramite lettera raccomandata ho inviato  alla s.v. un opuscolo contenenti alcune 

    proposte riguardanti una non più procrastinabile 

    riforma dei partiti.

    Nell’opuscolo fra i vari punti auspicavamo una corretto contributo che riguardasse le spese effettive sostenute dai vari partiti durante le elezioni politiche. I casi recentissimi dell’ex Margherita che hanno coinvolto l’ex tesoriere Lusi che ha dirottato diversi milioni di euro di contributi ad personam, i casi recenti della lega e nel passato anche di altri partitti,  oltre ad aver provocato profonda indignazione da parte della maggioranza dell’opinione pubblica, ci induce  noi cittadini, promotori del primo appello a riformulare un secondo accorato appello nei confronti di Sua Eccellenza con la speranza che la s.v. intervenga  in sinergia con i partiti per regolarizzare una volta per tutte il contributo elettorale che così come è oggi è da ritenersi fuori dalla legge .

    In questi anni si sono sprecati milioni di euro per foraggiare partiti e  personaggi  politici di dubbia moralità. Lei con il suo governo avete chiesto a noi cittadini di fare sacrifici su sacrifici per cercare di risanare il nostro sfortunato paese governato e sfruttato  per decenni da politici poco onorevoli . da lobby e da caste.

    A noi avete chiesto di   tutto e di più mentre nulla avete chiesto in termini di sacrifici alle varie lobby e alla nostra classe politica se non la tutela dei loro iniqui privilegi.

    Per abbattere almeno in parte l’attuale iniquo status quo vi proponiamo  tramite un decreto legge di rendere almeno trasparente il contributo elettorale che crediamo sia giusto dare ai partiti ma osservando onestà e trasparenza.  Siamo al corrente che sono state presentate da parte di alcuni partiti politici alcune proposte di legge . Sappiamo che le proposte di legge lasciano il tempo che trovano nel senso che molte volte, passano anni prima di essere discusse… Noi cittadini non abbiamo  più  tempo.. il nostro tempo è scaduto ecco perché riteniamo che serva da parte vostra un  urgente decreto legge.

     La nostra proposta tramite decreto legge consiste:

    I partiti durante la campagna elettorale dovranno  preventivamente giustificare tutte le spese elettorali che  successivamente tramite mandati verranno saldate dal Parlamento. Compito del Parlamento (si auspica una commissione parlamentare  elettorale  ad hoc costituita da tutti i rappresentanti dei partiti) sarà di controllare e verificare  la legalità delle  varie pezze giustificative.  Il partito che presenterà delle pezze non in regola sarà sanzionato con un multa  e si vedrà nel contempo decurtare il successivo contributo elettorale. Personalmente sono contrario al referendum abrogativo indetto dal segretario dell’Idv On. Di Pietro in quanto ritengo che il contributo  dato ai  partiti sia più che legittimo  per garantire la democrazia e la pluralità nel nostro paese.

    Sono sicuro che lei nella sua importante carica di Presidente del Consiglio dei Ministri sia il solo che possa tramite un decreto legge riportare nella legalità l’attuale status quo.

    Sicuri, che questo nostro appello non cada nel vuoto ma che sia preso come impulso propositivo per addivenire al più presto ad una vera e radicale riforma  Le auguriamo tutto il bene possibile convinti che tutti siamo chiamati a dare il nostro fattivo contributo per il nostro beneamato paese.

    Con profonda stima e ringraziando anticipatamente per la  Sua cortese attenzione inviamo a Sua Eccellenza i nostri migliori Auguri di Buona  Pasqua.

                

    Gabriele Cervi

    (fondatore su facebook del gruppo riforma dei partititi e dei sindacati codice etico)

     

    PS: Copia di questa lettera è stata da me inviata anche alla Comunità Europea per informare la medesima di questa  nostra legittima iniziativa nella speranza che non si debba da parte nostra fare un ricorso  se da  parte vostra dovesse perdurare tale grave , iniqua ed eticamente scorretta irregolarità amministrativa..

     

    Alleghiamo un cd dove si parla del nostro gruppo fondato su facebook e dove sono state riversate le nostre proposte con informazioni riguardanti lo spreco di denaro pubblico di cui  il Parlamento e i partiti   sono i massimi artefici.

     

    IL VIDEO INVIATO A MONTI DIGITA QUI SOTTO PER VEDERLO: