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I conti della Lega tornano: con i soldi degli Italiani

I conti della Lega tornano: con i soldi degli Italiani

18/03/2012

I conti della Lega tornano: con i soldi degli Italiani

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I conti della Lega tornano: con i soldi degli Italiani

Settantacinque milioni di euro. É questa la somma che la Lega Nord ha avuto dall’odioso Stato centrale, da “Roma ladrona” per intenderci, dall’inizio della legislatura, quale rimborso delle spese elettorali. Un vero tesoretto, a cui vanno aggiunti i quasi 8 milioni di contributi, sempre di provenienza capitolina, finiti a La Padania, il giornale “celodurista” da tempo in crisi di vendite.
Perché è grazie ai generosi rimborsi elettrorali  che la Lega Nord, al pari degli altri partiti italiani, gode di ottima salute, certificata “in house” anche nel 2010 da tre commercialisti di provata osservanza padana: Diego Sanavio, Stefano Aldovisi e Antonio Turci. 
Che i conti della Lega viaggino col vento in poppa viene confermato dal bilancio 2010 – non presente nel sito web – che chiude con un avanzo pari a 8,1 milioni di euro, in crescita di circa 600mila euro sul risultato del 2009. Conseguentemente il patrimonio netto nel 2010 aumenta a quota 39,7 milioni di euro, contro i 31,6 dell’esercizio precedente. Tra i proventi della gestione caratteristica spiccano, come detto, i rimborsi elettorali, pari a 22,5 milioni di euro (contro i 18,4 del 2009 ed i 17 del 2008), ma sono degni di nota anche i contributi provenienti da persone fisiche, che salgono a 9,3 milioni di euro (erano 8,1 nel 2009). Le elargizioni liberali derivano per 3,6 milioni di euro dalla truppa di deputati e senatori eletti in Parlamento e da qualche consigliere regionale; rispetto alla restante parte, ossia 5,8 milioni nonché agli 800 mila euro di contributi da imprese, non sono noti i tanti benefattori padani, visto che le singole elargizioni non superano la quota di legge oltre la quale è previsto l’obbligo della cosiddetta dichiarazione congiunta. Le feste, perno della attività di proselitismo padano, fruttano poco meno di 2,6 milioni di euro, anche se né dal rendiconto né dalla nota integrativa si possono trarre gli elementi analitici per capire quanto costa la loro organizzazione.
I depositi bancari, altra voce importante del bilancio 2010, figli della “generosità” dello Stato nel rimborso delle spese elettorali, ammontano a 30,5 milioni di euro, in aumento di quasi 8 milioni rispetto al dato 2009. I soldi in banca, si sa, producono molte spese e pochi interessi, megli investirli in operazioni “off shore”: 4,5 milioni nella Purchase Investment Funds Tanzania (un fondo con base appunto in Tanzania, un paese ad alta rischiosità, come risulta dalla classifica stilata dall’Ocse), 1,2 milioni a Cipro, nel fondo Krispa Enterprise Ltd basato a Larnaca, città turistica dell’isola che fino a poco tempo addietro era nella lista nera dei “paradisi fiscali”, 7,7 milioni di corone norvegesi (pari a circa un milione di euro), al 3,5% di interessi. Un tasso questo, inferiore a quelli che garantiscono da tempo i principali istituti bancari italiani!Diminuiscono invece i “contributi vari”, che nel 2010 sono pari alla comunque considerevole cifra di 3.287.433 e che costituiscono lo strumento con cui la Lega foraggia il circuito dell’associazionismo in salsa padana, come ad esempio la Padania calcio guidata dal “Trota”, figlio di Umberto Bossi, i Musicisti padani, i Padani nel mondo, i Volontari verdi, l’Automobile Club Padania, gli Orsetti padani o la scuola paritetica Bosina, dove insegna la moglie del Senatur.
La parte più interessante del bilancio 2010, rivelatrice delle modalità per certi aspetti singolari, ma soprattutto velleitarie, di gestione delle finanze leghiste, riguarda il capitolo delle partecipazioni. Queste ultime, riconducibili alla Pontida Fin srl ed alla Fin Group spa nonché ad un pacchetto di società controllate da quest’ultima, vengono iscritte nel rendiconto ad un valore pari a 7.603.239 e generano, per l’ennesimo anno, una perdita di poco inferiore a 100 mila euro (98.881 euro), nonché sopravvenienze passive per quasi 900 mila euro. Tale valore altro non rappresenta che la rinuncia a crediti verso la Fin Group spa, ossia nei confronti di quella che viene definita nel rendiconto come una “holding delle attività commerciali ed industriali”, sotto il cui cappello sono spuntate negli anni una serie di società, poi liquidate o in via di dissolvimento.
Leggendo il rendiconto 2010 della Lega Nord pensando a vicende finite, da un punto di vista finanziario, decisamente male – come quella eclatante di CredieuroNord, o del casinò di Pola e del villaggio vacanze in Istria – si ricava insomma l’idea di una certa vocazione avventuristica nel maneggiare denaro. «Peccato – come ci rivela un dirigente lombardo del Carroccio ormai disilluso – che tutti questi soldi siano in minima parte autogenerati e invece in misura nettamente prevalente di origine pubblica, ossia nostri!».
I distacchi sindacali sono 500 o 41mila?

Alcuni organi di stampa hanno colto la palla al balzo della notizia di fonte ministeriale, secondo cui nella scuola statale italiana vi sono 41.503 insegnanti che non insegnano, per aprire immediatamente una pesante polemica.

Il Capo Dipartimento per l’istruzione, Lucrezia Stellacci, aveva dichiarato al Corriere della Sera che attualmente vi sono professori o maestri che però non insegnano, non vanno in classe. Sono distaccati presso altri ministeri oppure in permesso sindacale. Sarebbe questa, a suo dire, la ragione principale del no del Mef all’aumento di 10 mila posti di organico.

Francesco Scrima, segretario generale della Cisl-scuola, aveva prontamente replicato alla notizia, avanzando dubbi sulla esatta quantificazione di quei dati, riconducibili, a suo parere, ad un massimo di 9 mila unità.

Ma si era soprattutto preoccupato di precisare che, comunque, non si trattava sicuramente di distacchi sindacali, come si poteva, forse, dedurre dalla notizia.

Invece, proprio cavalcando quella interpretazione, il quotidiano “Libero” è uscito con titolo in prima pagina “Imboscati 41 mila prof”, pagati per non lavorare che “non mettono piede in un’aula da anni grazie ai distacchi sindacali”.

Ma quanti sono davvero i docenti distaccati presso le varie organizzazioni sindacali?

Fino al 2008 erano 1.023, ripartiti tra in cinque sindacati rappresentativi in proporzione al tasso di rappresentatività (calcolato al 50% sul numero degli iscritti e al 50% sui voti elettorali per le RSU).

Però, dopo la manovra finanziaria dell’estate 2008, su proposta del ministro Brunetta quel numero è stato ridotto nell’arco di un triennio del 15% per ciascun anno.

Nel 2011, pertanto, dovrebbero essere diventati poco più di 500: esattamente 528, una quantità lontana anni luce da quella dei 41.503.

Prima che tutto diventi una di quelle leggende metropolitane lontane dalla verità e dure a morire, sarà bene che qualcuno puntualizzi meglio.

Il Miur, che quel numero preciso di 41.503 non se lo è certamente sognato, farà bene a precisarne sollecitamente il dettaglio.


Le 2,5 miliardi di ragioni per tassare i partiti

I tesorieri hanno in cassa oltre 500 mln e immobili che valgono quattro volte tanto: ricchezza esentasse pagata con i balzelli e fondi neri

Le 2,5 miliardi di ragioni per tassare i partiti

La cifra in cassa era di circa 511 milioni di euro alla fine del 2010. Ma è probabile che a questa data si veleggi sopra i 600 milioni di euro. E' la liquidità in mano ai tesorieri dei partiti politici italiani, a cui si aggiunge altra ricchezza ancora più impressionante: circa due miliardi di euro di immobili (più di un miliardo quelli del pci-pds-ds, quasi 400 milioni quelli di msi-An, in più ci sono quelli di Lega e molta parte della sinistra non parlamentare). Una ricchezza sproporzionata, ottenuta sulla carta un po' tassando gli italiani e un po' attraverso prelievi forzosi su propri iscritti e militanti. Ma forse non sono bastati nemmeno quei fondi in chiaro, ed è probabile che in quel patrimonio ci siano soprattutto fondi neri che in vario modo nella storia di Italia è confluita nelle casse dei partiti politici italiani e travasata nelle sigle politiche che ne hanno ottenuto l'eredità.

Una ricchezza che servirà anche a garantirsi gli spaghettini al caviale comparsi in una ricevuta- scandalo del tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, ma che soprattutto è di contrasto evidente con la povertà che volente o nolente gran parte di Italia è costretta a vivere in questi anni. Il contrasto è profondo ancora più perchè gran parte della ricchezza dei partiti è esentasse, mentre gli italiani onesti vengono di mese in mese torchiati dalle tasse che proprio gli eletti di quei partiti votano. Due miliardi e mezzo di ricchezza alla luce del sole dovrebbero essere un bocconcino invitante per gli esattori di Equitalia, eppure sono il tesoretto più protetto che ci sia nel paese. Basterebbe fare partecipare parte di quella ricchezza alla cura lacrime e sangue varata da Mario Monti per alleggerire in modo non soltanto simbolico il peso attuale sui contribuenti italiani. I partiti hanno abbastanza liquidità in cassa e fondi accantonati (ad esempio quelli assolutamente inutili che dovrebbero servire ad aumentare il peso delle donne in politica, visto che una campagna elettorale di un maschio o di una femmina ha lo stesso identico costo) da potersi pagare una bella patrimonialona sui possedimenti finanziari e immobiliari da loro detenuti. Se poi si considera che grazie anche alla legge sui falsi rimborsi elettorali (grazie a cui si spendono 10 euro e in cambio se ne ricevono almeno 40) l'avanzo patrimoniale storico dei partiti politici ancora esistenti ammonta a 368 milioni di euro, basterebbe restituirli ai contribuenti per evitare di fare pagare loro in questo 2012 una parte del rincaro Iva attualmente previsto (dal 21 al 23 e dal 10 al 12 nel prossimo autunno). Se davvero avesse coraggio, il governo dei tecnici, il primo esecutivo della storia repubblicana che non dipende direttamente dai partiti politici, giocherebbe questa carta. Tanto più in un momento in cui anche grazie allo schifo che sta emergendo dall'inchiesta sulla gestione dei fondi della Margherita, quella tassa sui partiti verrebbe accolta da assoluto favore popolare.

Chiedere indietro ai vari partiti quel che non avevano diritto di prendersi è anche un problema di evidente equità. Siano rimborsate alle forze politiche le spese delle campagna elettorali effettivamente sostenute e non gli spaghettini al caviale, che se vogliono possono pagare di tasca loro (si fa per dire, visto che sono tutti mantenuti di Stato). Siano tassati senza pietà i frutti dei loro fondi neri. Anche questa è una questione di equità e di evitare facce di tolla. Guardate ad esempio come gli ex comunisti sono stati in prima linea, facendone una questione morale (e lo è), quando si è trattato di studiare una patrimoniale sugli scudati. Quanti dei loro immobili di cui oggi possono godere però sono stati acquistati più che con i soldi dei militanti, con i rubli di Mosca che per anni hanno foraggiato le finanze del pci? Quei fondi non sono stati nemmeno scudati, non hanno pagato nemmeno quella cifra simbolica chiesta agli altri italiani che per vari motivi anche in quegli anni dei flussi fra Mosca e il pci hanno portato i loro soldi all'estero. Vogliamo fare pagare loro almeno quella patrimoniale che invocano per tutti gli altri gli eredi dei rubli? O il destino dell'Italia resterà sempre quello dei poveri pirla che debbono pagare e dei furbetti che la scampano sempre, mettendosi naturalmente poi in prima linea a moraleggiare sugli altri?

Restituiscano i partiti quello che hanno in cassa. E' l'unico modo per non fare scoppiare altri casi Margherita. E per avere una politica migliore, e più attenta alle vere esigenze die cittadini. Quando ci sono tanti soldi così che girano, la politica degenera. Più soldi le dai, più il loro palato prende gusto e li butta via dalla finestra. Guardate cosa è accaduto nella seconda repubblica: fra movimenti, componenti, piccole leadership locali e regionali, gruppetti e così via ci sono oggi molte più correnti di quelle che esistevano all'epoca di dc-psi-pci e partiti laici. Il Pd è un'assemblea di mille capetti, ognuno con la sua componente, la sua segreteria, i suoi staff, le sue spese necessarie a fare le guerre interne all'altro leader dello stesso partito. Così è diventato anche il Pdl, e il vizio si allarga e diffonde anche in partiti un tempo monolitici come la Lega Nord e l'Italia dei valori o di dimensioni comunque contenute come Udc e Fli. Perchè è vero che fanno scandalo spaghettini al caviale e viaggi a sbafo di Lusi, ma fa non poca impressione anche la gestione globale dei “fondi politici” della Margherita. Tutto sembra normale: Enzo Bianco ha confermato senza problemi i pagamenti di Lusi nel 2011 (quattro anni dopo la fine della Margherita e la nascita del Pd) a una società di Catania che a sua volta pagava gli stipendi dello staff locale di Bianco. Sarà regolare e penalmente irrilevante, ma politicamente non è affatto normale che un esponente del Pd che viene dalla Margherita fondi una sua componente nel partito per gareggiare con gli altri esponenti del partito e poi si faccia pagare non solo le spese sostenute con l'abito del margheritino divenuto Pd, ma pure quelle sostenute vestendo l'abito da capocorrente. Tralasciando il fatto che quei contributi dovrebbero essere dichiarati alla tesoreria della Camera (e questo non è avvenuto), è evidente che con questa logica la politica continua a divorare soldi pubblici alimentando le spese in modo artificioso. Riprendiamoci il maltolto, e chi vuole fondare correnti, moltiplicare rivistine di area, staff, segreterie e convegni ha un meraviglioso modo per farlo: pagarseli. O farseli pagare da amici e tifosi.

di Franco Bechis


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GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

 

COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

21/01/2012 | COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

LA SEGUENTE COPERTINA E' STATA PRESA DAL LINK SU FACEBOOK DEL DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO AMMINISTRATORE DEL GRUPPO.

 RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

GRUPPO SU FACEBOOK

Scriviamo questa lettera aperta per sottoporre alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico di trasparenza e di onestà all’attuale status politico e sindacale del paese.

Per dare sostanza alle nostre proposte, ho fondato un gruppo online  denominato: Riforma dei Partiti e dei Sindacati  Codice Etico, usando il socialnetwork Facebook dove posso  interagire con tanti amici online , attualmente sono 4980. Il gruppo  non ha scopo di lucro, è aperto a tutti  ed è traversale. Dopo questa dovuta presentazione,  siamo onorati di sottoporre queste nostre proposte che abbiano denominato codice etico e che auspichiamo siano prese come contributo per rinnovare i partititi e i loro statuti.

PREMESSO

Che i partiti politici  sono associazioni private senza alcuna disciplina legale finanziati (contributo elettorale) con denaro pubblico senza alcun controllo delle spese  che hanno portato da parte dei medesimi partiti (anche recentemente) a  violazioni contro le leggi costituzionali creando con soldi pubblici malaffare, clientelismo e corruzione

 A nome dei 1730 attuali aderenti al gruppo  sottopongo  alcuni punti come nostro personale contributo di cittadini stanchi di vedere sperperati milioni di euro (soldi pubblici nostri soldi) in minima parte utilizzati per le spese elettorali  effettive  e di cui la gran parte sono distratti e utilizzati per compravendite patrimoniali , spese varie fonte di clientelismo, spese per  il personale di federazioni  e di sezioni che nulla hanno a che vedere con il contributo dato per le spese elettorali. Inoltre i partiti per sostenersi  ( i milioni di euro erogati ai medesimi presumiamo a questo punto che non bastano per il loro sostentamento) vendono nelle loro assemblee  merce a pro partito, ricevono poi soldi dai propri tesserati come iscrizione  ecc. 

Per fare un esempio il contributo elettorale erogato nel 2008 è stato di oltre 500 milioni di euro a fronte di una spesa totale di 130 milioni di euro.. Praticamente vengono regalati ai partitti nostri soldi per un totale circa di 380 milioni di euro.. Se questo non è uno scandalo cosa è..!!

Per tutto ciò premesso :

CHIEDIAMO

1)      L’ attuazione dell’articolo 49 della Costituzione con una legge ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla legge e ne sanzioni le violazioni e che garantisca il controllo della correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti;

2)      Registrazione degli Statuti dei partiti presso il Parlamento;

3)      Certificazione di Bilanci dei partiti secondo le norme del codice civile;

4)      Nomina di un revisore dei conti esterno e autonomo dai partititi;

5)      Nomina di un Provibiro esterno per garantire la democrazia interna dei Partititi;

6)      Obbligatorietà di elezioni primarietra i cittadini per la selezione delle candidature;

7)      Esclusione delle candidature delle persone rinviate a giudizio o condannate per qualsiasi reato;

       8)  Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei

             tesorieri e decadenza dagli incarichi per violazioni degli

              Statuti e delle leggi dello Stato;

       9)   Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le  

             spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre

             pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc;

       10) Per ridurre i costi della politica proponiamo che il

            finanziamento ai giornali di partito  dato per l’effettiva

             vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e

             vendite effettive;

 Queste sono alcune proposte che  noi riteniamo importanti per rinnovare lo status quo politico. Noi siamo sostenitori di una vera Democrazia, non di facciata ma reale basate non sulle oligarchie di un regime partitocratico ma su un vero stato di diritto.

In questi decenni  i partititi hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori abissale, questa distanza riguarda la società civile. I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega  fautori nel paese di caste , lobby dimenticando il bene collettivo.

Troppi privilegi e la non trasparenza hanno fatto si, che la gente ormai sfiduciata, amareggiata e disillusa  non creda più allo stato di diritto . Il nostro è uno stato fondato da furbi  e i politici agevolano i medesimi furbi ladri e disonesti istituzionali infischiandosene delle leggi che promulgono. Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il futuro dei nostri figli e delle nuove generazioni. Noi abbiamo già pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa  solo per perpetuarsi.

E’ per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia  ci concede, ancora ,abbiano ritenuto opportuno e socialmente utile inviare queste  nostre  proposte

Cordiali saluti.

Gabriele Cervi

(fondatore del gruppo su facebook  riforma dei partiti e dei sindacati codice etico)

PS: Non abbiamo affrontato i privilegi dei politici (la famosa casta) in quanto sappiamo che il Parlamento sta lavorando per ridurre gli stipendi dei Parlamentari, per diminuire gli stessi Parlamentari delle due Camere, delle Province e dei Comuni.  Siamo fiduciosi che si arrivi al più presto a queste soluzioni moralmente ed eticamente non più rinviabili. 


 
Seguono gli amministratori del gruppo:

Giovanna Melandri Onorevole PD

 Jane Alquati Assessore comunale Pdl

 Carlo RienziDott  Pres. Codacons 

Agostino Alloni Consigliere  Regione Lombardia  PD

Luigi Berlinguer Europarlamentare Europeo PD

Marialuisa D'attolico Giornalista Free Lance presso Privato

Ferdinando Imposimato Giudice Lavora presso Suprema Corte di Cassazione

Enrico Galavotti Professore

Cinzia Fontana Senatrice PD

Chiara Capelletti Assessore Provinciale PDL

Maria Vittoria Ceraso Assessore Comunale PDL

Jacopo Fanti Laureato in cooperazione internazionale

 

Francesco Alberoni Professore, Scrittore, Sociologo

Margherita De BacGiornalista lavora presso corriere della sera

  OPUSCOLO CONTENENTE NOSTRE PROPOSTE DA ME RILEGATO A MANO E STAMPATO

POLITICA COSTOSA E NOI PAGHIAMO!!! LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA IL 27 OTT. C.A.

POLITICA E ANTIPOLITICA MIA RISPOSTA A MONS. RINI DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA GIOVEDI 3 NOV.2011

I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011

SINDACATO - IMPRENDITORE COSI' COMINCIANO I PROBLEMI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 21 MARZO 2001

APPELLO: DOBBIAMO REGOLARIZZARE IL CONTRIBUTO DEI PARTITI LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA VENERDI 14 OTT.

A NOI CHIEDONO SACRIFICI AGLI EX PARTITI ARRIVANO MILIONI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 1 AGOSTO

DENUNCIAMO GLI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA GRUPPO SU FACEBOOK FONTE IL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E IL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 29 LUGLIO

LA BATTAGLIA SU FACEBOOK HA UN GRANDE VALORE MIA REPLICA A SERGIO LINI PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO VENERDI 21 OTTOBRE 2011

IMBOSCATI 41MILA PROF

 

 

PAGATI PER NON LAVORARE 

Vogliono assumere diecimila insegnanti, ma ce ne sono quattro volte tanti che non mettono piede in un`aula da anni grazie ai distacchi sindacali. Un controsenso tutto italiano di MAURIZIO BELPIETRO Il ministero dell`Istruzione si prepara ad assumere l0mila precari. L`inquadramento dei nuovi professori sarebbe indispensabile per coprire gli organici, diversamente si rischierebbe di lasciare senza insegnanti centinaia di migliaia di alunni. Questa, per lo meno, la motivazione adotta per giustificare l`immissione in ruolo dei supplenti. La maxi assunzione verrebbe finanziata con i soldi delle lotterie, mentre pare definitivamente scartata l`idea di tassare la birra.

In realtà, non ci sarebbe (...) (...) bisogno di nessuna imposta per coprire il fabbisogno di cattedre. Anzi, non ci sarebbe bisogno di regolarizzare neppure un precario. Per evitare che le classi restino senza prof, invece di assumere nuovi docenti basterebbe far lavorare quelli che già ci sono e l`organismo sarebbe completo, se non addirittura sovrabbondante. Non si tratta della solita polemica contro gli impiegati pubblici che battono la fiacca. A quella ci ha già pensato Brunetta e, ahinoi, nonostante gli sforzi, senza grandissimi risultati.

No, la nostra tesi poggia su un dato pubblicato alla chetichella sulle pagine del Corriere della Sera di ieri. Secondo il giomalone di via Solferino, i professori imboscati, che invece di insegnare fanno tutt`altro, sarebbero più di quarantamila: 41.500 per l`esattezza. In massima parte si tratterebbe di docenti che, stanchi di salire in cattedra, avrebbero trovato comodo fare un altro mestiere, in particolare quello del sindacalista.

Prof. che continuano a rimanere in carico al ministero, nonostante non svolgano più l`attività per la quale erano stati assunti, e che percepiscono regolarmente lo stipendio.

Il sistema è quello noto dei distacchi. Un dipendente della pubblica amministrazione può essere spostato ad altro incarico conservando il posto di lavoro e pure la busta paga. Un giochino inventato dai sindacati per potersi garantire funzionari gratis a spese dello Stato. Una regalia alle confederazioni concessa negli anni della Prima Repubblica dai governi di centrosinistra.

Alcuni ministri della Funzione pubblica hanno provato negli anni ad arginare il fenomeno, cercando di ridurre il numero dei distacchi. Ma gli sforzi sono sempre stati respinti dai vertici di Cgil, Cisl e Uil. Per la Trimurti sindacale perdere il bacino da cui attingere i funzionari sarebbe un colpo mortale.

Senza gli uomini pagati dalla pubblica amministrazione sarebbe costretta a ridurre di molto i propri quadri e, di conseguenza, anche la propria attività. Avere una struttura a carico dei contribuenti, finanziata direttamente da quello Stato cui spesso si contrappone, è la ragione per cui il sindacato italiano continua a essere forte e avere un potere di interdizione di ogni riforma nonostante la crisi. In altri Paesi, dove l`organizzazione è costretta a contare solo sui propri iscritti, le unioni dei lavoratori sono di gran lunga meno strutturate. Da noi possono al contrario disporre di migliaia di sedi (regalate dallo Stato, che le ereditò dalle disciolte corporazioni fasciste), di centinaia di miliardi pagati dal ministero delle Finanze e dall`Inps, e di decine di migliaia di dipendenti generosamente prestati dal pubblico impiego, scuola compresa. Oltre a godere dei contributi figurativi, ovvero di contributi pensionistici versati dall`ente previdenziale. Un costo per le casse dello Stato piuttosto salato, il cui risparmio, da solo, garantirebbe un tesoretto sufficiente a finanziare una parte degli ammortizzatori sociali per chi rimane disoccupato. La nostra proposta infatti è proprio questa. Se Monti vuole davvero rimettere ordine nei conti di questo Paese, applicando una ricetta rigorosa di separazione tra ciò che serve e ciò che invece ci costa solamente, cominci dal sindacato. Dia un taglio ai privilegi su cui Cgil, Cisl e Uil fondano il loro potere. Limi le unghie alla triplice. L`economia statale ne guadagnerà.

Ma anche quella del Paese.

professori che on insegnano perché intaccati presso Itri ministeri in permesso sindacale 10.000 le nuove assunzioni in ballo con il governo Monti P&G/L 11 35.800 le classi delle scuole superiori che hanno meno di 10 studenti 7.826.000 gli alunni delle scuole italiane 625.878 i professori Ci sono 4lmila prof imboscati Il governo vuole assumere 10 mila nuovi insegnanti, ma ne ha quattro volte tanti che grazie ai distacchi sindacali non mettono mai piede in aula. Con quello che costano si potrebbe coprire parte della riforma del lavoro