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Formigoni: la donna che gli ha fatto perdere il salvadania e il voto di castità Emanuela Talenti, la sua ex fidanzata, avrebbe ricevuto bonifici dal Governatore per comprare casa

Formigoni: la donna che gli ha fatto perdere il salvadania e il voto di castità Emanuela Talenti, la sua ex fidanzata, avrebbe ricevuto bonifici dal Governatore per comprare casa

15/02/2013

Formigoni: la donna che gli ha fatto perdere il salvadania e il voto di castità Emanuela Talenti, la sua ex fidanzata, avrebbe ricevuto bonifici dal Governatore per comprare casa

Immagine di copertina

La bella vita diRoberto Formigoni a spese dei contribuentiprevedeva, tra l'latro l'acquisto di creme per il viso, vacanze lussuose, pranzi e cene spesati (dai faccendieri Simone e Daccò). Sono i particolari emersi dalle carte dell'inchiesta della Procura di Milano sulla Fondazione Maugeridepositate nei giorni scorsi. Tra le piege dell'inchiesta olte alla testimonianza del ristoratore (che però è stata smentita a Libero da Renato Pozzetto) che riferisce di non aver mai visto il Governatore della Lombardia mettere mano al portafoglio anche quando andava a mangiare da solo, emerge anche un altro dettaglio. Una donna, la sua ex fidanzata, Emanuela Talenti. Un'ex modella di 49 anni, conduttrice televisiva che ha comprato una casa per 630 mila euro che, secondo gli inquiirenti avrebbe effettuato i pagamenti con bonifici in parte ricevuti da Formigoni. Interrogata, la Talenti ha riferito di non ricordare la provenienza del denaro "potrebbe trattarsi del corrispettivo della vendita di alcuni oggetti antichi appartenenti alla defunta zia o pagamenti per prestazioni lavorative occasionali ". Ma poi ha aggiunto: "Non posso escludere che sia stato Formigoni". Formigoni si difende da sempre dalle accuse della Procura di Milano dicendo: "I miei conti dimostrano che quanto ho speso in questi anni me lo sono pagato sempre pagato io".  


Formigoni, i contanti anche all'ex fidanzata
Lei ammette: "Mi aiutò a comprare casa"

Il ciellino Sanese davanti ai pm: "Simone e Daccò due banditi". I verbali e il  sistema occulto. I pm: "Di fronte a un elevato tenore di vita del governatore, non risultano addebiti sui conti per le spese"
di DAVIDE CARLUCCI, PIERO COLAPRICO e EMILIO RANDACIO

MILANO  -  A volte sono le inezie a rivelare "un mondo". Tra la contabilità di Roberto Formigoni analizzata dagli investigatori milanesi spicca anche l'iscrizione del presidente uscente al Sacro Ordine militare Costantiniano di San Giorgio. L'ordine, nel suo statuto, si propone la "glorificazione della Croce". E tra gli italiani i più prestigiosi "risultano essere gli ex presidenti della Repubblica Leone e Cossiga, gli ex ministri Martino e Pisanu, l'ex premier Silvio Berlusconi, Gabriele Albertini e lo stesso Formigoni". Insomma, a chi piace, una bella cosa: ma anche per questa quota a un'associazione così ricca di significati Formigoni, secondo i detective, utilizza contante (280 euro) senza attingere dai suoi vari conti.

Il sistema occulto. Sono molti i suoi esborsi da un "chissà dove" e intrigano. Prima che lo si potesse vedere al telescopio, in base ai calcoli matematici, gli astronomi sapevano dell'esistenza di Plutone. Lo stesso succede con Formigoni e con il suo "pianeta- denaro". La polizia giudiziaria non ha esitazioni. Prima frase: "L'esame dei rapporti bancari svolto sinora ha posto in evidenza come, pur in assenza di prelievi dai conti correnti, Formigoni avesse significative disponibilità di denaro del quale non è nota la provenienza ". Seconda frase: "L'esame dei conti permette pacificamente di costatare come, di fronte a un elevato tenore di vita di Formigoni, non risultino, dall'analisi di ogni singolo spese, ma neppure - ed è il dato più significativo - conciliabili con le necessità quotidiane di una 'comune' persona".conto esaminato, uscite o addebiti riconducibili a tali importanti 


"Manco un centesimo". Ora che saltano gli "omissis", e che i verbali diventano noti, così come emergono conti, fatture, spese, viaggi, intercettazioni, indagini, spunta sullo stile di vita di Formigoni la sintesi di un marinaio degli yacht a disposizione del presidente: "Mi si chiede se Alberto Perego o Formigoni abbiano mai pagato personalmente qualche spesa della barca e rispondo di non averli mai visti pagare alcunché, non li ho visti pagare neanche un centesimo". Nonostante Perego, memores domini, "scegliesse" per la barca e la cambusa "il tipo di accessori ", dal vasellame alle lenzuola.

Focaccette, medicine, pesci. I vacanzieri "senza portafoglio" non esitavano di fronte a nulla. E se si sapeva già che "il comandante faceva fronte a tutte le spese utilizzando la carta di credito delle società", quelle di Daccò, dai diari di bordo sequestrati dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Finanza e della polizia di Stato si scoprono i dettagli del "tuffa tuffa". Solo per fare un esempio, il soggiorno di aprile 2008 a Lavagna ammonta a 5,500 euro. Si elencano 380 euro per far fronte alle spese della "pescheria", 36,30 euro di focacce, 31,5 di pasta fresca per finire, pure, alle spese della farmacia e a 7,2 euro per le brioche. Formigoni non paga nemmeno il cappuccino, e forse ci sarebbe da sorridere, se non fosse che "le indagini permettono di affermare che parte delle provviste di denaro create attraverso i pagamenti illeciti ricevuti da Maugeri e San Raffaele a favore di Piero Daccò e Antonio Simone sono state utilizzate per l'acquisto, il noleggio e la gestione di imbarcazioni di lusso diverse da quelle utilizzate da Daccò e dalla sua famiglia (almeno tre yacht dal 2007 al 2011) per essere messe a disposizione in maniera più che prevalente di Roberto Formigoni e Alberto Perego".

Simone? "Un bandito". Abbiamo più volte scritto di come la Regione Lombardia fosse "asservita" ai faccendieri amici di Formigoni e di come alcuni funzionari l'abbiano stigmatizzato. Ma persino il ciellino Nicola Sanese, ex deputato dal '76 al '94, pur tentando di dire che tutto era regolare, non può proprio negare l'evidenza.  
Pm
: Nella telefonata lei definisce Simone un "bandito" e fa riferimento al fatto che il comportamento di Simone distrugge tutto il suo lavoro. A che cosa si riferisce con quest'espressione?

Sanese: "Mi riferisco sia alla credibilità di comportamenti che abbiamo testimoniato in diciotto anni nel sistema regionale sia alla mortificazione di Antonio Simone rispetto al Movimento di Comunione e Liberazione (...) Ho detto che è un "bandito" perché ritengo che sia da definire tale chiunque riceva dei compensi "abnormi" come quelli percepiti da Simone e Daccò a fronte di attività di lobbing".

La leghista della Asl trasecola. Lobbing? Quando Cristina Cantù, maroniana di ferro, leghista, che era stata nominata direttore generale di varie Asl, viene interrogata, non ha paura di dire ciò che ha visto: aveva studiato un progetto per aiutare i "pazienti fragili, soprattutto acuti, che dopo un evento acuto necessitano di assistenza". Con sorpresa, vede che l'idea decolla, viene stanziato "un importo di 9 milioni e mezzo di euro", ma scopre che "il bando era stato costruito su misura dell'unico soggetto che a Milano aveva quei requisiti e cioè la fondazione Maugeri". Gli altri? Manco considerati.

Il contante per la fidanzata. Emanuela Talenti, 49 anni, è stata modella, conduttrice televisiva, ha comprato una bella casa per 630 mila euro, pagamento realizzato in parte con bonifici firmati Roberto Formigoni (55mila). Ma anche con denaro cash che davanti al brigadiere Daniele Spello e ai magistrati l'ex fidanzata di Formigoni non ricordava. Recupera le memoria ieri, dopo il fragore dei giornali: "Formigoni  -  dice  -  mi diede un contributo, per l'acquisto di un appartamento, di circa 135.000 euro (...) è stato da parte di entrambi un grande amore vero, pulito e lontano dai riflettori mediatici". Durato, a suo dire, dal '97 sino al 2005, con "strascichi " (parola sua) sino al 2009, tutto documentabile. "Al quotidiano Repubblica, che dice che io continuavo a chiedergli denaro, chiedo quali siano le fonti di una simile e grave deduzione". Prendiamo atto che erano regali spontanei: e se adesso, prima delle elezioni, venisse anche spiegato al cittadino comune da dove Formigoni prelevava i contanti da dare alla fidanzata, sarebbe tutto di guadagnato in trasparenza.

Creme, champagne e vacanze di lusso La bella di Formigoni senza sborsare un euro

Dagli atti dell'inchiesta sulla Fondazione emergono nuovi dettagli sulle spese del governatore della Lombardia. La sua difesa

Champagne a fiumi, creme per il viso fino a 200 euro, viaggi esotici, yacht lussuosi: la vita di Roberto Formigoni che emerge dagli atti dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri che vede il governatore della Lombardia accusato di corruzione. Dalle carte emerge che Formigoni non apriva il suo portafogli: dal ristorante (Sadler, uno dei più rinomati di Milano) fino alle creme per il visto, a pagare i lussi ci pensava il faccendiere Piero Daccò. Gli inquirenti scrivono di funzionari di banca a "sua disposizione" che vengono convocati spesso e volentieri al Pirellone. Si legge: "Formigoni consegnava loro denaro contante per importi compresi tra i 15mila e i 20 mila euro...raccomandandosi di non farli transitare sul proprio conto corrente affinché non vi fosse evidenza degli importi". Agli atti c'è anche la testimonianza del ristoratore Claudio Sadler che mette a verbale: "Pagava sempre Daccò anche quando Formigoni veniva da solo. Avevamo ricevuto personalmente da Daccò la disposizione che i conti del presidente fossero a suo carico. Del resto, Formigoni anche quando veniva senza Daccò, non si preoccupava affatto del conto e, una volta finita la cena, andava via. Ringraziava e andava senza neppure chiedere quale fosse l'importo. Ordinava peraltro con libertà, bevendo champagne del quale è particolarmente appassionato." I detective della Procura sottolineano come "non risulta alcun pagamento dai conti di Formigoni a favore di Sadler". 

Formigoni si difende Sono tutte balle, balle spaziali quelle pubblicate oggi dal Corriere e da Repubblica. I miei conti correnti testimoniano che quanto ho speso in questi anni me lo sono sempre pagato io, testimoniano che non ho mai ricevuto nè 270 mila euro in contanti di cui parlava ieri il Corriere nè i 600 mila di cui parla oggi". Lo ha sostenuto, in un’intervista televisiva, Roberto Formigoni. "Quando vado al ristorante o quando faccio un acquisto sono io a pagare, se un altro mi invita accetto volentieri.... E potrei continuare, ma confermo sinteticamente che nulla di ciò che è stato pubblicato corrisponde a verità".  soprattutto - ha continuato Formigoni - si continua a non parlare di ciò che le carte depositate dalla Procura documentano inoppugnabilmente: non c'è stata alcuna corruzione, non c'è stato un solo euro di denaro pubblico sperperato. Le altre sono balle che certi PM e i giornali fiancheggiatori utilizzano per danneggiare me e il Pdl e per favorire spudoratamente la sinistra"



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