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Blog di cervigabriele.over-blog.it

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Fini Finanziamento ai partiti, salva i ladri Respinge l'emendamento: provvedimento slitta

Fini Finanziamento ai partiti, salva i ladri Respinge l'emendamento: provvedimento slitta

12/04/2012

Fini Finanziamento ai partiti, salva i ladri Respinge l'emendamento: provvedimento slitta LO SPECIALESoldi ai partiti (5 video)

Fini Finanziamento ai partiti, salva i ladri Respinge l'emendamento: provvedimento slitta

Respinto l'emendamento al decreto fiscale: non c'era ampia intesa tra le forze politiche. No al decreto, sì al disegno di legge

Fini Finanziamento ai partiti, salva i ladri Respinge l'emendamento: provvedimento slitta

L'intesa-farsa dei partiti sulla riforma del finanziamento pubblico arriverà sotto forma di disegno di legge: lo hanno concordato il Pdl, il Pd e l'Udc. L'annuncio è arrivato da Gianclaudi Brassa del Partito Democratico. Le nuove regole erano state presentate sotto forma di un emendamento al decreto fiscale, ma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, lo ha dichiarato inammissibile, salvando così per il momento i fondi delle formazioni politiche. Lega Nord e Italia dei Valori avevano espresso parere contrario all'emendamento. Gianfranco Conte, relatore dell'emendamento, già in precedenza aveva spiegato che il leader futurista avrebbe potuto mettersi di traverso: "E' a forte rischio di ammissibilità (l'emendamento, ndr), Fini potrebbe respingerlo perché non c'è un'ampia intesa tra le forze politiche. In questo caso ci sarebbe l'alternativa del decreto". Ma secondo quanto si è appreso, la strada che verrà seguita non sarà quella del decreto: Alfano, Bersani e Casini sono pronti a presentare un disegno da loro firmato.



  shinystat.cgi?USER=cervigabriele


DA FACEBOOK

Ferdinando Imposimato
Non accettiamo la soluzione proposta dai partiti, responsabili degli ammanchi, di cui devono dare conto tutti, senza scappatoie.
I partiti devono ridurre drasticamente i rimborsi elettorali, autentica vergogna del nostro sistema, e dare conto delle somme incassate ben oltre le spese elettorali per miliardi di euro. Non accettiamo questo scelta della trasparenza affidata, tra l'altro, agli stessi responsabili dello sperpero. I partiti devono essere azzerati, fonti di disastri e crisi spaventose.

Gabriele Cervi EGREGIO DOTT. IMPOSIMATO, LA VERITA' E'

 CHE  QUESTI PROFESSIONISTI  DELLA POLITICA LADRONA,

 CI HANNO FREGATI ANCORA UNA VOLTA. CI RIMANE SOLO IL

 RICORSO ALLA COMUNITA' EUROPEA.. CHE VERGOGNA!! E'

 VERO SONO TUTTI UGUALI.













DIGITA QUI SOTTO PER ENTRARE E

 VISIONARE IL NOSTRO GRUPPO SU FACEBOOK




ETICO 
Gruppo aperto  — SE POI LO RITIENI


INTERESSANTE 
PUOI


CHIEDERE L'ISCRIZIONE AL GRUPPO CHE NON HA 


SCOPO DI 


LUCRO ED E' AL DI SOPRA DELLE PARTI.


BLOG NATO PER RIFORMARE I PARTITI E I SINDACATI COLLEGATO AL GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK

RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO
  • Descrizione

    QUESTO GRUPPO N0N HA SCOPO DI LUCRO HA L'UNICO FINE IL BENE COMUNE E' TRAVESALE IN QUANTO IO CREDO ANZI SONO CONVINTO CHE ANCHE NEI PARTITI COME NELLA SOCIETA' CIVILE CI SONO PERSONE CHE LOTTANO INDIVIDUALMENE IN TUTTI I CAMPI PER DARE IMPULSO AI PROPRI VALORI CHE I NOSTRI FAMILIARI , LA SCUOLA, LA CHIESA, LO STATO LAICO CI TRASMETTE E CHE DI CONSEGUENZA FA LA NOSTRA STORIA CHE E' IL NOSTRO PASSATO MA CHE PUO' DIVENTARE UN RIFERIMENTO POSITIVO, SIA LAICO CHE CRISTIANO PER AFFRONTARE E MIGLIORARE IL NOSTRO FUTURO, LA NOSTRA SOCIETA'. SI PUO' FARE PERCHE' CREDIAMO E CREDO CHE DARE IL BUON ESEMPIO SIA FONDAMENTALE. UNIAMO QUINDI LE NOSTRE VARIEGATE PERSONALITA' ED ENERGIE PER ARRIVARE AL BENE DI TUTTI.. AL DI SOPRA DELLE PARTI E DELL'ODIO O DELLA INDIFFERENZA CHE FOMENTA E DAA FORZA ALL'EGOISMO ED AL QUALUNQUISMO.. 
    IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONO ESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOI LAVOREREMO PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO COLLETTIVOO.. I PARTITI E I SINDACATI DOVRANNO SPERO AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTI INTEGRANDOLI CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MA SOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO POLITICO.SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI OPPORTUNITA'. 
    QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO DIRE DI ESSERE IN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' NASCE QUESTO GRUPPO..STA A NOI CON LE NOSTRE DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTRO PAESE IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI OPPORTUNITA'.. QUESTO DICASI STATO DI DIRITTO...


Un miliardo e mezzo di euro in 15 anni: così i partiti hanno aggirato il referendum

 

 RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

GRUPPO SU FACEBOOK

Scriviamo questa lettera aperta per sottoporre alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico di trasparenza e di onestà all’attuale status politico e sindacale del paese.

Per dare sostanza alle nostre proposte, ho fondato un gruppo online  denominato: Riforma dei Partiti e dei Sindacati  Codice Etico, usando il socialnetwork Facebook dove posso  interagire con tanti amici online , attualmente sono 4980. Il gruppo  non ha scopo di lucro, è aperto a tutti  ed è traversale. Dopo questa dovuta presentazione,  siamo onorati di sottoporre queste nostre proposte che abbiano denominato codice etico e che auspichiamo siano prese come contributo per rinnovare i partititi e i loro statuti.

PREMESSO

Che i partiti politici  sono associazioni private senza alcuna disciplina legale finanziati (contributo elettorale) con denaro pubblico senza alcun controllo delle spese  che hanno portato da parte dei medesimi partiti (anche recentemente) a  violazioni contro le leggi costituzionali creando con soldi pubblici malaffare, clientelismo e corruzione

 A nome dei 1730 attuali aderenti al gruppo  sottopongo  alcuni punti come nostro personale contributo di cittadini stanchi di vedere sperperati milioni di euro (soldi pubblici nostri soldi) in minima parte utilizzati per le spese elettorali  effettive  e di cui la gran parte sono distratti e utilizzati per compravendite patrimoniali , spese varie fonte di clientelismo, spese per  il personale di federazioni  e di sezioni che nulla hanno a che vedere con il contributo dato per le spese elettorali. Inoltre i partiti per sostenersi  ( i milioni di euro erogati ai medesimi presumiamo a questo punto che non bastano per il loro sostentamento) vendono nelle loro assemblee  merce a pro partito, ricevono poi soldi dai propri tesserati come iscrizione  ecc. 

Per fare un esempio il contributo elettorale erogato nel 2008 è stato di oltre 500 milioni di euro a fronte di una spesa totale di 130 milioni di euro.. Praticamente vengono regalati ai partitti nostri soldi per un totale circa di 380 milioni di euro.. Se questo non è uno scandalo cosa è..!!

Per tutto ciò premesso :

CHIEDIAMO

1)      L’ attuazione dell’articolo 49 della Costituzione con una legge ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla legge e ne sanzioni le violazioni e che garantisca il controllo della correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti;

2)      Registrazione degli Statuti dei partiti presso il Parlamento;

3)      Certificazione di Bilanci dei partiti secondo le norme del codice civile;

4)      Nomina di un revisore dei conti esterno e autonomo dai partititi;

5)      Nomina di un Provibiro esterno per garantire la democrazia interna dei Partititi;

6)      Obbligatorietà di elezioni primarietra i cittadini per la selezione delle candidature;

7)      Esclusione delle candidature delle persone rinviate a giudizio o condannate per qualsiasi reato;

       8)  Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei

             tesorieri e decadenza dagli incarichi per violazioni degli

              Statuti e delle leggi dello Stato;

       9)   Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le  

             spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre

             pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc;

       10) Per ridurre i costi della politica proponiamo che il

            finanziamento ai giornali di partito  dato per l’effettiva

             vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e

             vendite effettive;

 Queste sono alcune proposte che  noi riteniamo importanti per rinnovare lo status quo politico. Noi siamo sostenitori di una vera Democrazia, non di facciata ma reale basate non sulle oligarchie di un regime partitocratico ma su un vero stato di diritto.

In questi decenni  i partititi hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori abissale, questa distanza riguarda la società civile. I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega  fautori nel paese di caste , lobby dimenticando il bene collettivo.

Troppi privilegi e la non trasparenza hanno fatto si, che la gente ormai sfiduciata, amareggiata e disillusa  non creda più allo stato di diritto . Il nostro è uno stato fondato da furbi  e i politici agevolano i medesimi furbi ladri e disonesti istituzionali infischiandosene delle leggi che promulgono. Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il futuro dei nostri figli e delle nuove generazioni. Noi abbiamo già pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa  solo per perpetuarsi.

E’ per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia  ci concede, ancora ,abbiano ritenuto opportuno e socialmente utile inviare queste  nostre  proposte

Cordiali saluti.

Gabriele Cervi

(fondatore del gruppo su facebook  riforma dei partiti e dei sindacati codice etico)

PS: Non abbiamo affrontato i privilegi dei politici (la famosa casta) in quanto sappiamo che il Parlamento sta lavorando per ridurre gli stipendi dei Parlamentari, per diminuire gli stessi Parlamentari delle due Camere, delle Province e dei Comuni.  Siamo fiduciosi che si arrivi al più presto a queste soluzioni moralmente ed eticamente non più rinviabili. 


 
Seguono gli amministratori del gruppo:

Giovanna Melandri Onorevole PD

 Jane Alquati Assessore comunale Pdl

 Carlo Rienzi    Pres. Codacons 

Agostino Alloni Consigliere  Regione Lombardia  PD

Luigi Berlinguer Europarlamentare Europeo PD

Marialuisa D'attolico Giornalista Free Lance presso Privato

Ferdinando Imposimato Giudice Lavora presso Suprema Corte di Cassazione

Enrico Galavotti Professore

Cinzia Fontana Senatrice PD

Chiara Capelletti Assessore Provinciale PDL

Maria Vittoria Ceraso Assessore Comunale PDL

Franca Rame Attrice

 Francesco Alberoni Professore, Scrittore, Sociologo

Margherita De BacGiornalista lavora presso corriere della sera

  




     

     DIGITA QUI SOTTO PER ENTRARE E VISIONARE IL NOSTRO GRUPPO. SE POI LO TROVI INTERESSANTE CHIEDI L'ADESIONE

       

      Libri / L'altra casta 


      di Stefano Livadiotti


      di Stefano Natoli

       
      31 MAGGIO 2008
       

      "Iperburocratizzata e autoreferenziale", con organici e fatturati colossali, patrimoni immobiliari sterminati e bilanci rigorosamente segreti in barba ad ogni politica di trasparenza pretesa invece a gran voce da altre istituzioni della Repubblica. Stefano Livadiotti descrive così la classe sindacale italiana in questo volume edito da Bompiani che già dal titolo - ‘L'altra casta' - fa capire di essere perfettamente in sintonia con l'ormai celeberrimo long-seller sullo strapotere della politica scritto l'anno scorso per Rizzoli da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Di strapotere, infatti, parla anche ‘l'inchiesta sul sindacato' realizzata dal giornalista de l'Espresso, che racconta con estrema efficacia ‘privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionale' di un'organizzazione che "ormai da tempo" non è più capace di "farsi carico" degli interessi generali del Paese, ma solo dei suoi iscritti. Peraltro sempre meno numerosi e "sempre più marginali rispetto al sistema produttivo nazionale".

      Concertazione degenerata in diritto di veto
      Gli 11 milioni e settecentomila tesserati dei tre sindacati maggiori - scrive Livadiotti - è composto soprattutto da pensionati (49,16%) e i tesserati ancora in attività non arrivano alla soglia dei 6 milioni. Ben poca cosa - appena il 25% - rispetto al totale dei lavoratori in attività. Eppure i sindacati tendono a presentarsi come i legittimi rappresentanti dei lavoratori italiani e "in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto", pretendono di "mettere becco" in qualunque decisione di valenza generale. Arrivando, non di rado, a rappresentare un freno allo sviluppo, come nel caso della vicenda Alitalia. Un "interventismo", quello dei ‘tre porcellini' (l'espressione riportata da Livadiotti è di Massimo D'Alema), che ha avuto come risultato - secondo l'autore - quello di acuire l'insofferenza nei loro confronti di strati sempre più vasti di popolazione. Ormai - stando a un sondaggio commissionato nel luglio 2007 dall'economista Tito Boeri - "solo il 5,1% degli italiani si sente adeguatamente rappresentato dai sindacati e ben il 61,6% dichiara di non nutrire nei loro confronti alcuna fiducia".

      I Caf una miniera d'oro, i patronati una riserva di caccia
      Un sindacato, quello descritto dalla firma de l'Espresso, che "sacrifica il bene collettivo, mettendosi ostinatamente di traverso a qualunque riforma rischi di intaccarne uno statu quo fatto di privilegi, di Caf che assicurano una montagna di soldi esentasse, di patronati diventati vere e proprie ‘riserve di caccia' con un giro d'affari annuo - ancora una volta esentasse - di 350 milioni di euro. "Una congrega sorda verso ogni forma di meritocrazia" che "ha finito per bloccare l'ascensore sociale, condannando i più deboli a restare tali". Insomma – affonda Livadiotti ricordando la definizione data nell'estate del 2007 dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo – "il sindacato dei fannulloni, dei pensionati e dei dipendenti pubblici".


      Autoriforma non più rinviabile
      Il libro, però, al contrario di quanto potrebbe sembrare "non vuole mettere in discussione il sindacato o disconoscerne meriti storici", come quelli acquisiti nella lotta al terrorismo e con gli accordi contro l'inflazione "che hanno consentito all'Italia di agganciare il treno europeo". L'obiettivo del volume, conferma l'autore in un'intervista a Radiocor, è semmai quello di denunciare "il processo di degenerazione che il ruolo del sindacato sembra aver conosciuto negli ultimi anni" e allo stesso tempo suonare un campanello d'allarme per costringere i suoi leader a correre ai ripari e a procedere il più speditamente possibile verso l'autoriforma della contrattazione - con il rafforzamento di quella di secondo livello - e la costruzione di un sindacato "moderno" e al "passo coi tempi". Un sindacato che non dica sempre e solo no. Un campanello d'allarme, quello suonato da ‘L'altra casta' che ‘i rappresentanti dei lavoratori' farebbero bene ad ascoltare.

      L'altra Casta
      Stefano Livadiotti, Bompiani, pagg 238 - euro 15,00

       

      PER SAPERNE DI PIU' ENTRA NEL MIO BLOG:DIGITA QUI:  LA CASTA: CGIL CISL UIL...

         

      QUANTO CI COSTANO I

      PARTITI

      Intervista a Paolo Bracalini - 9 marzo 2012

      L'Italia aveva detto no ai finanziamenti ai partiti, ma loro li

      hanno reintrodotti sotto forma di rimborsi elettorali. Cosa facciano

      con questi soldi non è dato saperlo. I bilanci dei partiti sono

      sottoposti a controlli come un circolo di tennis o un

      bocciodromo. E poi ci sono le tangenti

      Paolo Bracalini

      I costi dei partiti in Italia sono stratosferici. Me ne occupo nel mio libro "Partiti Spa" mi occupo dei costi dei partiti e non degli stipendi dei parlamentari. Pensiamo, ad esempio, che un'elezione per il rinnovo di Camera e Senato ci costa 500 milioni di Euro, altri 200 milioni di Euro ci costano più o meno le regionali e poi ci sono tutta una serie di finanziamenti diretti e indiretti dei partiti che fanno lievitare il costo collettivo a livelli altissimi. 
      I finanziamenti diretti sono i cosiddetti rimborsi elettorali, che sono un vero e proprio finanziamento, ma non si chiama così perché un referendum nel 1993 ha abolito il finanziamento, quindi li hanno ribattezzati rimborsi elettorali, ma è un nome fittizio perché in realtà un partito può non avere nessuna spesa o pochissime spese e avere diritto a milioni e milioni di Euro di rimborsi. 

      Cosa fanno i partiti con questi soldi?

      Questa è la domanda che ci facciamo tutti, perché in realtà nei bilanci ci sono delle voci di spesa ma non sappiamo realmente se quei soldi sono stati spesi così oppure no.Del resto i Revisori dei Conti della Camera, cioè il massimo organo di controllo sui bilanci dei partiti, nella relazione scrivono che non possono fare un controllo di merito sulle spese dei partiti, perché la legge non gli consente di farlo. Possono fare solo un controllo formale, cioè se ci sono le voci che devono esserci, il bilancio è ok. Ma poi quello che fanno realmente con i soldi non lo sappiamo! 

      Diciamo che manca la trasparenza e di questo si sono accorti i partiti dopo che sono successi, nelle ultime settimane, una serie di scandali molto gravi, legati al finanziamento illecito dei partiti. Ora stanno presentando in Parlamento delle proposte di legge per correggere questo aspetto della trasparenza, perché non è possibile che i partiti che sono finanziati con centinaia di milioni di Euro ogni anno, abbiano gli stessi doveri di rendicontazione che ha una bocciofila o un circolo del tennis. In realtà dovrebbero rispettare le regole di contabilità, di trasparenza delle vere e proprie Spa, perché sono macchine che inghiottono tantissimi soldi pubblici e dunque dovrebbero rendicontare centesimo per centesimo alla collettività come usano i soldi.

      I finanziamenti illeciti sono ormai prassi... 

      Diciamo che il finanziamento illecito è meno facile da quantificare ovviamente, perché è illecito, è sommerso, e non c'è una contabilità delle mazzette. La Corte dei Conti ha fatto una stima che è impressionante, 60 miliardidi Euro il giro di soldi legati alla corruzione in Italia, a 20 anni da Mani Pulite. Il bilancio quindi è abbastanza negativo, se non drammatico, nel senso che non sembra che il finanziamento pubblico che in questi 20 anni è molto aumentato ai partiti, abbia tolto ai partiti l'abitudine di andare a pescare, a chiedere tangenti e soldi in modo illecito. L'inganno del finanziamento pubblico che era stato introdotto decenni fa proprio per limitare il fenomeno della corruzione (perché si pensò che se era lo Stato a dare i soldi ai partiti, i partiti non avrebbero più cercato soldi illeciti) è stato un errore tragico.

      Il danno economico della corruzione è evidente, ma c'è anche uno spreco di risorse pubbliche nel finanziamento lecito dei partiti (il più alto d'Europa), e poi c'è un danno politico nel senso che questo fenomeno crea una sfiducia collettiva verso la politica che se è giustificabile sulla base di quello che i partiti riescono a non fare, è però anche pericolosa perché alla fine crea una specie di sfiducia nelle istituzioni e si arriva alla solita massima popolare per cui "tanto rubano tutti".
      Le soluzioni per uscire da questa situazione la devono trovare i partiti, nel senso che abbiamo fatto un referendum per togliere il finanziamento pubblico ed è stato subito reintrodotto. Sono i partiti che devono riformare se stessi. E' la casta che deve riformare se stessa e abbiamo visto spesso che la casta non ha così tanta voglia di riformare sé stessa! 

      *testo estratto da intervista video