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Finanziamento, farsa partiti: si terranno tutti i soldi

Finanziamento, farsa partiti: si terranno tutti i soldi

12/04/2012

Finanziamento, farsa partiti: si terranno tutti i soldi

   shinystat.cgi?USER=cervigabriele


DA FACEBOOK

Ferdinando Imposimato
 
Non accettiamo la soluzione proposta dai partiti, responsabili degli ammanchi, di cui devono dare conto tutti, senza scappatoie.
I partiti devono ridurre drasticamente i rimborsi elettorali, autentica vergogna del nostro sistema, e dare conto delle somme incassate ben oltre le spese elettorali per miliardi di euro. Non accettiamo questo scelta della trasparenza affidata, tra l'altro, agli stessi responsabili dello sperpero. I partiti devono essere azzerati, fonti di disastri e crisi spaventose.
    • Gabriele Cervi EGREGIO DOTT. IMPOSIMATO, LA VERITA' E'

       CHE  QUESTI PROFESSIONISTI  DELLA POLITICA LADRONA,

       CI HANNO FREGATI ANCORA UNA VOLTA. CI RIMANE SOLO IL

       RICORSO ALLA COMUNITA' EUROPEA.. CHE VERGOGNA!! E'

       VERO SONO TUTTI UGUALI.

 

Politica

Finanziamento, farsa partiti: si terranno tutti i soldi

Pdl, Pd e Udc congelano i 100 milioni di rimborsi 2008 in attesa della riforma, che non diminuirà i contributi

Finanziamento, farsa partiti: si terranno tutti i soldi

I partiti trovano l'accordo sulla trasparenza del finanziamento pubblico: non cambierà nulla, continueranno a incassare soldi a pioggia. Una farsa a uso e consumo dell'opinione pubblica, che dovrebbe accontentarsi della buona volontà della Casta mentre intorno tutto frana tra inchieste giudiziarie e soldi (pubblici) usati a fini privati dai politici. Nella sostanza, Angelino Alfano (Pdl), Pier Luigi Bersani (Pd) e Pier Ferdinando Casini (Udc) hanno trovato l'intesa sul congelamento dell'ultima tranche di rimborsi elettorali del 2008 che stavano ancora attendendo, 100 milioni di euro. Altro che rinuncia (l'Idv chiedeva, per esempio, di usare quel tesoretto per pagare gli esodati della riforma del lavoro): verranno incassati solo a riforma avvenuta, che però non cambierà di una virgola l'entità dei mega-finanziamenti.

Più controlli - Il via libera vero e proprio c'è solo sulle norme per rendere più severi i controlli sui bilanci. Sarà istituita una commissione formata da magistrati della Corte di Cassazione, della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato che passerà al vaglio i conti dei partiti. L’organismo sarà presieduto da Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti. L'accordo prevede poi l'obbligo di pubblicare i bilanci su Internet, di investire solo in titoli di Stato italiano, di ridurre da 50mila euro a 5mila euro la soglia delle donazioni da denunciare. Mentre le contribuzioni dei partiti politici a fondazioni, enti e istituzioni o società che superano i 50mila euro all’anno dovranno essere esaminati dalla nuova commissione. I bilanci dovranno poi essere obbligatoriamente sottoposti al controllo di società di revisione iscritte nell’albo speciale Consob.

 

Un miliardo e mezzo di euro in 15 anni: così i partiti hanno aggirato il referendum

 

Il sistema del rimborso elettorale a partiti e comitati si estende in Italia a quattro tipologie di elezioni: politiche, europee, regionali e referendum e si calcola sempre allo stesso modo, vale a dire moltiplicando il numero degli aventi diritto al voto (per il voto nazionale fanno fede gli iscritti alle liste elettorali della Camera) per una data cifra che è andata cambiando negli anni. La parola “rimborso” adoperata nella legge che dà il via libera a questa tipologia di finanziamento pubblico serve quindi solo a mascherare la cancellazione, di fatto, del referendum sull’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti votato dagli italiani nel 1993. Del rimborso, infatti, questo finanziamento non ha nulla. È una cifra fissa, spalmata sui cinque anni in cui durano le assemblee elettive, spesso lontanissima da quanto speso per le campagne elettorali. Vediamo come è nato tutto questo.


1993-1994 – Il tradimento del referendum
Il 1993 fu l’ultimo anno in cui i partiti della cosiddetta Prima Repubblica ricevettero i soldi del finanziamento pubblico dei partiti. La cifra complessiva ottenuta fu poco sopra gli 82 miliardi di lire, vicina a quelli che oggi sarebbero 40 milioni di euro. Nell’aprile 1993 i Radicali propongono l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti e il 90% degli italiani si dice favorevole. Nel dicembre di quell’anno, però, il Parlamento vota la prima legge sul rimborso elettorale. Viene calcolato con una moltiplicazione, quella del numero degli iscritti al censimento per la cifra di 1.600 lire. Risultato: alle politiche del marzo 1994 i partiti ricevono quelli che oggi sarebbero 46 milioni di euro.


1999-2000 – La prima grande moltiplicazione
Tra il 1994 e il 1996 si tengono quattro elezioni: politiche, europee, regionali, e poi ancora politiche. In questo biennio i partiti incassano nel loro complesso dallo Stato 144 milioni di euro: 46 milioni per le politiche del marzo ’94, 23 milioni per per le europee di giugno ’94 e ancora 29 milioni per le regionali dell’aprile 1995 e altri 46 milioni per le politiche dell’aprile ’96. Il 4 giugno 1999, con la legge 157, cambia il contributo pro-capite per le elezioni: non più 1.600 lire a testa ma 4.000, 3.400 per le europee. Così dalle europee che arrivano pochi giorni dopo, il 13 giugno ’99, i partiti incassano 86,5 milioni di euro, quasi il doppio di quanto avevano preso per le politiche di tre anni prima. Alle regionali dell’aprile 2000 ne ricevono altri 85 milioni.


2001-2002- La torta diventa gigante (a rate)
Con quello stesso metodo di calcolo, ma moltiplicato per ogni annualità e per ogni Camera eletta, dalle elezioni politiche del 13 maggio 2001 i partiti nel loro complesso incassano 476,4 milioni di euro. È da questo momento in poi che arriva il sistema rateale: questi 476 milioni verranno infatti versati ai partiti annualmente, a fine luglio: 81 milioni nel 2001, e 98 nei quattro anni a venire. Nel luglio 2002, poi, con legge 156 la Camera si adegua all’euro: invece di 4 mila lire a elettore, il moltiplicatore diventa “un euro”, che poi va ancora a moltiplicarsi per il numero delle Camere (2) e per gli anni della legislatura (5). Risultato. I partiti prendono più soldi da subito (si passa da 81 a 98) e alle europee del giugno 2004 ricevono 246 milioni di euro. Sempre a rate.


2006-2010 – L’anno degli Zombie
Nell’aprile 2005 arrivano le regionali: altri 208 milioni di euro da mettere in cassa. Sempre a rate. Il 2005 è quindi il primo anno in cui i partiti possono contare sul quadruplo rimborso (a rate): Camera, Senato, Regioni e Parlamento europeo. Nel 2005, dunque, i partiti ricevono189,7 milioni di euro: 98 per l’ultima rata delle politiche 2001, 49 per la seconda rata delle europee 2004, 41 per la prima rata delle regionali 2005. Nel 2006, con le politiche, la cifra si arrotonda a 190 milioni. Ma è proprio in quell’anno che una legge fa sballare i conti: afferma che anche se la legislatura si interrompe, i partiti che la compongono continueranno a prendere la rata. Il governo Prodi, eletto nel 2006, cade nel 2008. Ma fino al 2010 si è continuato a pagare i partiti del 2006.


Da qui all’eternità – I tagli (minimi) delle segreterie
Nel 2008, quindi, lo Stato pompa nelle casse dei partiti (vivi o morti che siano) una cifra mostruosa: 271,5 milioni di euro: 99 milioni per la terza tranche delle politiche 2006, 100,6 milioni come prima tranche per le politiche 2008, 49,3 milioni come quinta tranche delle europee del 2004, 41,6 milioni come quarta tranche delle regionali del 2005, cui vanno sottratti 20 milioni di euro grazie alla finanziaria del 2008. Fino al 2010 è questa la linea di spesa su cui ci si muove. In questa legislatura c’è poi una leggera controtendenza. Si è fermata la legge che dà i rimborsi ai partiti zombie e, in sede di Finanziaria, si è tagliato il rimborso del 10%. Si stima che la contribuzione annuale ai partiti si aggirerà per questo sui 143 milioni (assai più che nel ‘93).


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Prendi e raddoppia: il blitz dei partiti

 


      • 3 aprile 2012


        Al Presidente del  Consiglio dei Ministri

        Prof. Mario Monti

        Roma

        e.p.c    alla Commissione Europea dei diritti dell’uomo

        provino fotografico Mario Monti 

         PS: Copertina e cd sono stati prodotti artigianalmente 

        da Gabriele Cervi che si autofinanzia. 

          Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti,

        il 25 Gennaio 2012 tramite lettera raccomandata ho inviato  alla s.v. un opuscolo contenenti alcune proposte riguardanti una non più procrastinabile riforma dei partiti.

        Nell’opuscolo fra i vari punti auspicavamo una corretto contributo che riguardasse le spese effettive sostenute dai vari partiti durante le elezioni politiche. I casi recentissimi dell’ex Margherita che hanno coinvolto l’ex tesoriere Lusi che ha dirottato diversi milioni di euro di contributi ad personam, i casi recenti della lega e nel passato anche di altri partitti,  oltre ad aver provocato profonda indignazione da parte della maggioranza dell’opinione pubblica, ci induce  noi cittadini, promotori del primo appello a riformulare un secondo accorato appello nei confronti di Sua Eccellenza con la speranza che la s.v. intervenga  in sinergia con i partiti per regolarizzare una volta per tutte il contributo elettorale che così come è oggi è da ritenersi fuori dalla legge .

        In questi anni si sono sprecati milioni di euro per foraggiare partiti e  personaggi  politici di dubbia moralità. Lei con il suo governo avete chiesto a noi cittadini di fare sacrifici su sacrifici per cercare di risanare il nostro sfortunato paese governato e sfruttato  per decenni da politici poco onorevoli . da lobby e da caste.

        A noi avete chiesto di   tutto e di più mentre nulla avete chiesto in termini di sacrifici alle varie lobby e alla nostra classe politica se non la tutela dei loro iniqui privilegi.

        Per abbattere almeno in parte l’attuale iniquo status quo vi proponiamo  tramite un decreto legge di rendere almeno trasparente il contributo elettorale che crediamo sia giusto dare ai partiti ma osservando onestà e trasparenza.  Siamo al corrente che sono state presentate da parte di alcuni partiti politici alcune proposte di legge . Sappiamo che le proposte di legge lasciano il tempo che trovano nel senso che molte volte, passano anni prima di essere discusse… Noi cittadini non abbiamo  più  tempo.. il nostro tempo è scaduto ecco perché riteniamo che serva da parte vostra un  urgente decreto legge.

         La nostra proposta tramite decreto legge consiste:

        I partiti durante la campagna elettorale dovranno  preventivamente giustificare tutte le spese elettorali che  successivamente tramite mandati verranno saldate dal Parlamento. Compito del Parlamento (si auspica una commissione parlamentare  elettorale  ad hoc costituita da tutti i rappresentanti dei partiti) sarà di controllare e verificare  la legalità delle  varie pezze giustificative.  Il partito che presenterà delle pezze non in regola sarà sanzionato con un multa  e si vedrà nel contempo decurtare il successivo contributo elettorale. Personalmente sono contrario al referendum abrogativo indetto dal segretario dell’Idv On. Di Pietro in quanto ritengo che il contributo  dato ai  partiti sia più che legittimo  per garantire la democrazia e la pluralità nel nostro paese.

        Sono sicuro che lei nella sua importante carica di Presidente del Consiglio dei Ministri sia il solo che possa tramite un decreto legge riportare nella legalità l’attuale status quo.

        Sicuri, che questo nostro appello non cada nel vuoto ma che sia preso come impulso propositivo per addivenire al più presto ad una vera e radicale riforma  Le auguriamo tutto il bene possibile convinti che tutti siamo chiamati a dare il nostro fattivo contributo per il nostro beneamato paese.

        Con profonda stima e ringraziando anticipatamente per la  Sua cortese attenzione inviamo a Sua Eccellenza i nostri migliori Auguri di Buona  Pasqua.

                    

        Gabriele Cervi

        (fondatore su facebook del gruppo riforma dei partititi e dei sindacati codice etico)

         

        PS: Copia di questa lettera è stata da me inviata anche alla Comunità Europea per informare la medesima di questa  nostra legittima iniziativa nella speranza che non si debba da parte nostra fare un ricorso  se da  parte vostra dovesse perdurare tale grave , iniqua ed eticamente scorretta irregolarità amministrativa..

         

        Alleghiamo un cd dove si parla del nostro gruppo fondato su facebook e dove sono state riversate le nostre proposte con informazioni riguardanti lo spreco di denaro pubblico di cui  il Parlamento e i partiti   sono i massimi artefici.

         

        IL VIDEO INVIATO A MONTI DIGITA QUI SOTTO PER VEDERLO:

        cd per Mario Monti provini fotografici

        ini