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Crisi di vocazioni? E il Vaticano va a caccia di preti su Twitter e Facebook

Crisi di vocazioni? E il Vaticano va a caccia di preti su Twitter e Facebook

Se verso la metà degli anni Novanta il sito www.vatican.va sembrava un capitolo quasi fantascientifico ora vescovi a cardinali (non tutti) guardano avanti nella consapevolezza di non potere più prescindere

Facebook
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Roma, 17 novembre 2010 - Facebook è la panacea di tutti i mali? Solitudini varie, matrimoni in crisi, amicizie ritrovate, incomprensioni sopite. Tutto s'aggiusta. E la fede? Anche quella, forse, può migliorare attraverso i social network. Anzi, può essere predicata.

Il Vaticano sbarca su Facebook. Un passaggio fondamentale per non perdere il treno della comunicazione che va a sommarsi con un progetto che prevede il potenziamento del sito www.vatican.va comprensivo dell'accorpamento di tutti gli altri siti esistenti, vale a dire l'Osservatore Romano, l'agenzia Fides, e la Radio Vaticana.

Ma se la proposta dei siti web è ancora allo studio già da oggi, invece, il Centro Televisivo Vaticano può diffondere (e vendere) le immagini delle riprese delle celebrazioni papali in HD grazie ad un costosissimo (3,6 milioni di euro) oltre che sofisticatissimo tir equipaggiato con apparecchiature di ultima generazione.

Sponsor dell'iniziativa: la Sony oltre ai munifici Cavalieri di Colombo e allo stesso CTV. Il gigantesco van di 14 metri di lunghezza, una cabina di regia mobile, di colore bianco col logo della Sony accanto a quello del Centro Televisivo Vaticano raffigurante la cupola di San Pietro stilizzata, consentirà alla tv d'Oltretevere di raggiungere "standard produttivi di altissima qualità".

Vi potranno lavorare dentro, comodamente seduti alle varie consolle ben 15 operatori. Nulla sarà affidato al caso. Insomma, roba da grandi network. Dal 1983, anno della fondazione ad oggi, il Ctv di strada ne ha fatta e quest'ultimo passaggio dimostra chiaramente che Papa Ratzinger, dopo una iniziale diffidenza, ha capito che la Chiesa del XXI secolo non può prescindere dalla dimensione della comunicazione.

Da qui la scelta di sfruttare ciò che offre il settore, compresi Youtube e Twitter. Se verso la metà degli anni Novanta il sito www.vatican.va, agli occhi dei paludatissimi Sacri Palazzi, sembrava un capitolo quasi fantascientifico ora vescovi a cardinali (non tutti) guardano avanti nella consapevolezza di non potere più prescindere. E c'è persino chi, come il cardinale Tettamanzi, ha recentemente inaugurato l'era delle prediche su Facebook e su Youtube forse prendendo spunto dal cardinale Sepe, un veterano dei Social Network, visto che è stato il primo porporato in asso

Renato Zero - Ave Maria (Rei, di questa cieca ignoranza) by treguazero CANZONE CHE DEDICO A SARAH


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