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Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare

Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare

05/04/2012

Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare

 

 

 

 

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LE IDEE


Corruzione, i partiti battono tutti
ma in pochi decidono di denunciare

di STEFANO RODOTÀ

Che cosa alimenta ogni giorno l'antipolitica, la fa crescere, la fa divenire un elemento che strxuttura la società e il sistema politico, che allontana i cittadini dall'idea stessa di partecipare alle elezioni, come dimostrano rilevazioni e sondaggi? Lo sappiamo, i fatti sono ormai da troppo tempo sotto gli occhi di tutti. E' un viluppo di corruzione e privilegi, di uso privato di risorse pubbliche e di spudorata impunità, che è divenuto sempre più stringente, che soffoca una democrazia in affanno e ne aggrava una crisi già drammatica. Ed è proprio la politica, vittima di questa deriva, a farsene complice, comportandosi come se non fossimo di fronte ad una emergenza devastante, perché essa stessa ha finito con il radicarsi sul terreno concimato da un finanziamento pubblico ai partiti che ha tradito le sue ragioni ed è divenuto veicolo di nuove opportunità corruttive, di diffusione dell'illegalità.

A questi argomenti, o piuttosto constatazioni, si oppongono risposte indignate e virtuose. Basta con i moralismi, non si può fare d'ogni erba un fascio, non tutti i partiti sono allo stesso modo coinvolti negli scandali, i politici corrotti sono una minoranza. Ma queste sono parole ormai consumate, che suonano false. I politici onesti, i partiti che fanno certificare i loro bilanci non possono limitarsi ad essere i custodi della loro virtù. Essi, più d'ogni altro, hanno il dovere di agire, di pretendere un radicale mutamento, poiché non si può certo chiedere ai corrotti d'essere i protagonisti di una simile stagione.

Questi sono tempi di scoperte quotidiane dei modi fantasiosi in cui viene usato il denaro pubblico destinato ai partiti. Abbiamo conosciuto una nuova figura sociale, quella del tesoriere/faccendiere, sciolto da ogni vincolo, legittimato ad ogni impudicizia, milite ignoto per i leader dei partiti. Da lui si ritraggono, o meglio fingono di ritrarsi, i sodali di ieri. Ladri, pecore nere  -  questo sarebbero. E la responsabilità penale, come vuole la Costituzione, è e deve rimanere personale, non può contaminare gli altri dirigenti, gli onesti militanti. E così, per l'ennesima volta, viene eluso il nodo della responsabilità politica, che è assai diversa da quella penale, e ci si sottrae all'obbligo di mosse politiche impegnative, che avviino da subito quel tanto di rigenerazione di politica e partiti ancora possibile. 

È di ieri la notizia che la commissione sulle retribuzioni di parlamentari e amministratori pubblici, affidata al presidente dell'Istat Enrico Giovannini, si è arresa, ha rimesso il suo mandato e ha invitato la politica a prendersi le sue responsabilità. Dal Governo è venuta la prevedibile risposta burocratica: "Proseguirà la propria azione nell'obiettivo di giungere ad una razionalizzazione dei trattamenti retributivi in carico alle amministrazioni pubbliche". E il Parlamento, e i partiti? Si rendono conto che l'uscita di scena di quella commissione non fa nascere un problema, ma è la caduta di un alibi? Il tempo è scaduto. Una agenda politica responsabile deve avere in cima la questione del finanziamento pubblico.

In Parlamento sono state presentate molte proposte di legge, che qui non è possibile discutere nei dettagli. Ma è urgente una risposta immediata, anche nella forma di una disciplina transitoria, che blocchi definitivamente assurdità come il denaro a partiti inesistenti, ridimensioni radicalmente l'ammontare del finanziamento, imponga severissime regole di gestione e sanzioni penali adeguate. Un ceto politico con un minimo rispetto per se stesso, che aspiri ad una sopravvivenza rispettabile, o fa subito questo o è destinato ad essere giustamente sommerso dal discredito. E tuttavia anche questa mossa non basterebbe in assenza della nuova normativa sulla corruzione, oggi impantanata e per la quale il Governo non ha impiegato un grammo di quella energia spesa nella battaglia ideologica sull'articolo 18, pur sapendo che la corruzione è un vero freno agli investimenti e allo sviluppo.

L'invito alla trasparenza del Presidente della Repubblica cade al momento giusto. E dovrebbe indurre ad uscire dagli opposti estremismi che hanno contribuito a far degenerare la questione del finanziamento pubblico. A chi difendeva un finanziamento pubblico senza se e senza ma, infatti, si è opposta la pericolosa suggestione di un finanziamento tutto privato. Certo, un referendum abrogativo del finanziamento pubblico è stato colpevolmente aggirato e sono stati ignorati proprio gli inviti ad abbandonare un sistema che impediva nella sostanza ogni controllo sui bilanci dei partiti (ricordo le accuse di moralismo rivolte negli anni '80 a Gustavo Minervini e ai deputati della Sinistra Indipendente che insistevano testardamente su questo tema). Ma una politica tutta affidata solo al contributo dei privati è fatalmente destinata alla dipendenza del potere economico, alla creazione di diseguaglianze. Questo tema è stato affrontato mille volte, ed è all'origine delle discipline sul finanziamento pubblico esistenti quasi ovunque, accompagnate però anche da limiti severi alle spese elettorali (in Francia Jack Lang perdette il suo seggio all'Assemblea nazionale per aver superato di poco la soglia fissata, mentre in Italia sono state cancellate tutte le pur modeste sanzioni previste dalle leggi).

Proprio il costo delle elezioni divora la democrazia, come dimostra il loro vertiginoso accrescersi negli Stati Uniti, dove le nuove opportunità di raccolta di fondi direttamente dai cittadini, rese possibili da Internet, non hanno affatto ridimensionato il potere delle grandi imprese private, favorite da una "liberalizzazione" del finanziamento privato imposta dalla Corte Suprema. Non dimentichiamo che, all'inizio di questo millennio, alcuni senatori americani decisero di non riproporre la loro candidatura, dichiarando che il tempo da dedicare alla ricerca di fondi superava ormai quello dedicato allo svolgimento dei compiti pubblici. Un filosofo liberale, John Rawls, ha proposto che le campagne elettorali dovrebbero essere finanziate solo da fondi pubblici eguali per tutti i candidati, proprio per neutralizzare il potere del denaro.

Pur senza accogliere questo suggerimento ragionevole e radicale, è ovvio che sono necessarie forme di incentivazione fiscale del finanziamento privato, accompagnate però da una totale pubblicità del nome d'ogni finanziatore. E non dimentichiamo, tornando a casa nostra, che il Pdl si fonda su una gigantesca fideiussione concessa da Silvio Berlusconi. Chi altri potrebbe fare lo stesso? E come non concludere che chi paga dall'interno diventa padrone del partito e della sua politica? E non dimentichiamo che l'unica opera di difesa della legalità possibile in questa materia viene, ancora una volta, dalla magistratura. Non a caso la sua affidabilità è grandemente cresciuta presso l'opinione pubblica, mentre precipita quella di Parlamento e partiti. 

I risultati della ricerca del Transparency International Italia
La sfiducia nei politici è forte. Soprattutto nel nostro Paese

Corruzione, i partiti battono tutti
ma in pochi decidono di denunciare

Non molti credono che le misure di contrasto servano a qualcosa

 

Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare
ROMA - In testa alla classifica ci sono i partiti politici. E la cosa non suona come una novità. Stando ai dati del "Barometro della corruzione globale", nel mondo e in particolare nel nostro Paese, il binomio politica-mazzette appare sempre più solido. Le cifre parlano chiaro: alla domanda su quale organizzazione sia in assoluto la più corrotta in Italia, il 44% ha risposto i partiti politici. Complessivamente settore privato, Parlamento, media e magistratura non arrivano al 30%. Nessuno, insomma, è immune dalla corruzione. I dati parlano chiaro: in una scala che va da zero (assenza di corruzione) a cinque (estremamente corrotto), i partiti arrivano a 4,1; il privato a 3,2, i media a 3,4 e la magistratura a 3,5. 

L'indagine condotta dal Transparency International ha coinvolto 73mila persone in 69 nazioni. A tutti è stato chiesto che tipo di percezione avessero della corruzione e come questa influenzasse le loro vite. I risultati vedono il primato, tutt'altro che invidiabile, dei partiti politici. Sono loro l'istituzione più corrotta. Ma anche il privato ha poco da sorridere: rispetto a cinque anni fa, l'aumento è stato dell'8%. Da notare che mentre in Italia solamente il 7% degli intervistati ritiene che il settore privato sia corrotto, la media europea è del 23% (+16%), con picchi di oltre il 50% nel nord Europa. Ed ancora: più della metà degli intervistati considera la corruzione come un mezzo di pressione illecita ma praticato da parte dei privati per influenzare le politiche governative. Mazzette, dunque. Che più del 10% ammette di aver pagato (un quarto alla polizia). 
 

Significativa poi la tabella che spiega quali siano i settori più colpiti dalla corruzione a seconda delle nazioni. I partiti politici si piazzano in testa, tanto per citare solo alcuni Paesi, in Argentina, Italia, Cile, Serbia, Gran Bretagna, India, Venezuela, Ungheria, Israele. Il settore privato viene additato nel Brunei, in Pakistan, Spagna, Svizzera, Danimarca, Norvegia. I magistrati si piazzano al primo posto in Armenia, Bulgaria, Macedonia, Kosovo, Perù, Senegal e Uganda. Mentre il Parlamento si aggiudica il primato negli Stati Uniti, Panama, Romania e Indonesia. 

Se poi si passa alla percentuale dei cittadini costretti a pagare una mazzetta negli ultimi 12 mesi, si vede che in testa si piazzano saldamente il Cameroon, la Liberia, la Sierra Leone e l'Uganda. 

Altro aspetto da segnalare il paragone tra la ricerca fatta nel 2006 e quella odierna. L'aumento è generalizzato, in particolare quello che riguarda la giustizia dove c'è una crescita della corruzione di 6 punti percentuali. 

A fronte di questo, inoltre, spicca un dato preoccupante. Pochissimi decidono di denunciare. Tre quarti delle persone testimoni di comportamenti illeciti hanno tenuto la bocca chiusa. Una tendenza legata alla sfiducia nei confronti delle politiche governative contro la corruzione: solo il 31% le considera efficaci, contro un 56% che non le lega ad alcune risultato. In Italia, poi, le cose vanno ancora peggio: solo il 16% reputa efficace il contrasto, mentre il 69% lo giudica totalmente inefficace. Una cifra ben al di sopra della media europea che vede il 24% soddisfatto (+8% rispetto all'Italia) e il 56% del tutto insoddisfatto (-13% rispetto all'Italia). 

 

 


CHI CI HA RIDOTTO IN QUESTO STATO?

 

CARI AMICI HO INVIATO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI UNA SECONDA LETTERA APERTA (SECONDO APPELLO) CON UN CD ESPLICATIVO DEL NOSTRO GRUPPO. SE MONTI NON RISPONDERA' FARO' RICORSO ALLA COMUNITA' EUROPEA CHE E' GIA' AL CORRENTE ....

 

 

 

provino fotografico da riversare sul mio blog

 

 

Castelverde 3 aprile 2012

Raccomandata un giorno con ricevuta

 

Al Presidente del  Consiglio dei Ministri

Prof. Mario Monti

Roma

e.p.c    alla Commissione Europea dei diritti dell’uomo

  

LETTERA APERTA INVIATA TRAMITE RACCOMANDATA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROV. MARIO MONTI

 

Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti,

il 25 Gennaio 2012 tramite lettera raccomandata ho inviato  alla s.v. un opuscolo contenenti alcune proposte riguardanti una non più procrastinabile riforma dei partiti.

Nell’opuscolo fra i vari punti auspicavamo una corretto contributo che riguardasse le spese effettive sostenute dai vari partiti durante le elezioni politiche. I casi recentissimi dell’ex Margherita che hanno coinvolto l’ex tesoriere Lusi che ha dirottato diversi milioni di euro di contributi ad personam, i casi recenti della lega e nel passato anche di altri partitti,  oltre ad aver provocato profonda indignazione da parte della maggioranza dell’opinione pubblica, ci induce  noi cittadini, promotori del primo appello a riformulare un secondo accorato appello nei confronti di Sua Eccellenza con la speranza che la s.v. intervenga  in sinergia con i partiti per regolarizzare una volta per tutte il contributo elettorale che così come è oggi è da ritenersi fuori dalla legge .

In questi anni si sono sprecati milioni di euro per foraggiare partiti e  personaggi  politici di dubbia moralità. Lei con il suo governo avete chiesto a noi cittadini di fare sacrifici su sacrifici per cercare di risanare il nostro sfortunato paese governato e sfruttato  per decenni da politici poco onorevoli . da lobby e da caste.

A noi avete chiesto di   tutto e di più mentre nulla avete chiesto in termini di sacrifici alle varie lobby e alla nostra classe politica se non la tutela dei loro iniqui privilegi.

Per abbattere almeno in parte l’attuale iniquo status quo vi proponiamo  tramite un decreto legge di rendere almeno trasparente il contributo elettorale che crediamo sia giusto dare ai partiti ma osservando onestà e trasparenza.  Siamo al corrente che sono state presentate da parte di alcuni partiti politici alcune proposte di legge . Sappiamo che le proposte di legge lasciano il tempo che trovano nel senso che molte volte, passano anni prima di essere discusse… Noi cittadini non abbiamo  più  tempo.. il nostro tempo è scaduto ecco perché riteniamo che serva da parte vostra un  urgente decreto legge.

 La nostra proposta tramite decreto legge consiste:

I partiti durante la campagna elettorale dovranno  preventivamente giustificare tutte le spese elettorali che  successivamente tramite mandati verranno saldate dal Parlamento. Compito del Parlamento (si auspica una commissione parlamentare  elettorale  ad hoc costituita da tutti i rappresentanti dei partiti) sarà di controllare e verificare  la legalità delle  varie pezze giustificative.  Il partito che presenterà delle pezze non in regola sarà sanzionato con un multa  e si vedrà nel contempo decurtare il successivo contributo elettorale. Personalmente sono contrario al referendum abrogativo indetto dal segretario dell’Idv On. Di Pietro in quanto ritengo che il contributo  dato ai  partiti sia più che legittimo  per garantire la democrazia e la pluralità nel nostro paese.

Sono sicuro che lei nella sua importante carica di Presidente del Consiglio dei Ministri sia il solo che possa tramite un decreto legge riportare nella legalità l’attuale status quo.

Sicuri, che questo nostro appello non cada nel vuoto ma che sia preso come impulso propositivo per addivenire al più presto ad una vera e radicale riforma  Le auguriamo tutto il bene possibile convinti che tutti siamo chiamati a dare il nostro fattivo contributo per il nostro beneamato paese.

Con profonda stima e ringraziando anticipatamente per la  Sua cortese attenzione inviamo a Sua Eccellenza i nostri migliori Auguri di Buona  Pasqua.

            

Gabriele Cervi

(fondatore su facebook del gruppo riforma dei partititi e dei sindacati codice etico)

 

PS: Copia di questa lettera è stata da me inviata anche alla Comunità Europea per informare la medesima di questa  nostra legittima iniziativa nella speranza che non si debba da parte nostra fare un ricorso  se da  parte vostra dovesse perdurare tale grave , iniqua ed eticamente scorretta irregolarità amministrativa..

 

Alleghiamo un cd dove si parla del nostro gruppo fondato su facebook e dove sono state riversate le nostre proposte con informazioni riguardanti lo spreco di denaro pubblico di cui  il Parlamento e i partiti  sono i massimi artefici.

 

 

 

 

 


IL VIDEO INVIATO A MONTI DIGITA QUI SOTTO PER VEDERLO:

CONTENUTO DEL CD INVIATO A MARIO  MONTI E ALLA COMUNITA' EUROPEA

cd per Mario Monti provini fotografici

 

 

 



COPERTINA OPUSCOLO UFFICIALE

RILEGATURA E STAMPA FATTA A MANO DA GABRIELE CERVI SPESE AUTOFINANZIATE

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D’Alema: “Noi abbiamo fatto le nostre proposte”, ma perché non si discutono mai? “Chiedetelo agli altri”; “Anch’io ho fatto una proposta per un disegno di legge” – afferma L’On. Giampiero Catone – Quando la discuterete? “Non lo so”. Per L’On. Isabella Bertolini (PdL): “Ne stiamo discutendo, la voteremo dopo Pasqua, a maggio..credo”. Il Senatore PdL Pisanu, l’On. azzurro Palmieri e il leghista Fava non rispondono.
Anche l’On. Crosetto (PdL) e Pezzotta (UdC) affermano di avere le loro personali ricette, mentre Giorgio Stracquadanio fotografa l’ovvio: “I bilanci dei partiti dovrebbero essere certificati come le aziende, ma non lo sono” e Giuliano Cazzola “Attendo con fiducia le promesse di Alfano, per un PdL partito degli onesti”

5 aprile 2012



 

GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

 

 

COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

21/01/2012 | COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

 

LA SEGUENTE COPERTINA E' STATA PRESA DAL LINK SU FACEBOOK DEL DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO AMMINISTRATORE DEL GRUPPO.

  

OPUSCOLO CONTENENTE NOSTRE PROPOSTE DA ME RILEGATO A MANO E STAMPATO

   


 

 

RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

GRUPPO SU FACEBOOK


 

 

ALLA C.A. DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

DEI MINISTRI

DOTT. PROF. MARIO MONTI

00187 ROMA

 

 

 

Castelverde, 25 Gennaio 2012

 

 

Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri ,

mi pregio allegare alla presente  a nome di 1850 persone (che hanno aderito a queste proposte) 

 un opuscolo contenente delle proposte innovative  e riformatrici che sottoponiamo alla s.v. che potranno ,se accolte, dare un impulso etico, di trasparenza e di onestà all’attuale status politico e sindacale del paese.

Nella speranza che questa nostra semplice ma sentita azione sia benevolmente da Sua Eccellenza accolta e in attesa di un Suo cortese riscontro in proposito cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri più sentiti  distinti saluti.

 

Gabriele  Cervi

(fondatore gruppo riformiamo i partiti e i sindacati – codice etico su facebook)

 

 

17:55 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook