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Cara Democrazia - Videoclip SPRECHI Lo Stato e 140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni

Cara Democrazia - Videoclip SPRECHI Lo Stato e 140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni

06/05/2012

Ivano Fossati - Cara Democrazia - Videoclip SPRECHI Lo Stato e 140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni

DIARIO DI GABRIELE CERVI IN PDF SENZA

SCOPO DI LUCRO

LA FAMIGLIA NEGATA DIARIO


SPRECHI

Lo Stato e 140mila consulenze
nel 2011 spesi 700 milioni

Meno 4,5% rispetto al 2010. Patroni Griffi: "Non basta. Ora un taglio del 20 per cento". Il governo: "Eccessivo il ricorso alle professionalità esterne"

di ALBERTO D'ARGENIO
ROMA
 - In tempi di crisi, debiti e austerità sono ancora un mare le consulenze - per lo
stesso governo non sempre giustificate - pagate con i soldi dei contribuenti dalle
pubbliche amministrazioni di tutto il Paese. Da Nord a Sud, passando per i ministeri di Roma, le cifre sono da capogiro e pesano sui conti pubblici dello Stato già appesantiti
dalla recessione. Nel 2011 gli incarichi affidati ad esterni da Stato, regioni, comuni e province sono stati più di 139mila, con consulenti e collaboratori che hanno incassato
oltre 689 milioni di euro dalle pur sempre generose casse dello Stato. Non basta
infatti la mini-dieta di 36 milioni a cambiare la sostanza: se gli incarichi sono diminuiti dell'8,5% e i compensi liquidati del 4,5%, i dati diffusi ieri sul sito del ministro per la
Pubblica amministrazione restano sconcertanti. E rappresentano un allarme per il
governo.

Non ne fa mistero il ministro Filippo Patroni Griffi: nonostante il calo dello scorso anno, afferma, "il ricorso alle professionalità esterne continua ad essere eccessivo e forse
in certi casi anche di dubbia utilità". Oltretutto i dati sono provvisori, con ministeri e amministrazioni che hanno tempo fino al 30 giugno per mandare le liste delle
consulenze al governo. Solo dopo sarà possibile fare il conteggio definitivo per il 2011
, che ad ogni modo sarà ancora più esorbitante. Ragion per cui per l'anno in corso,
nel nome della spending review e dei tagli, Patroni Griffi fissa l'obiettivo del governo:
far scendere le consulenze 


Passando al setaccio le spese delle regioni emerge che lo scorso anno a Nord sono
stati spesi in consulenze più di 440 milioni, con un calo rispetto al 2010 del 2,2%.
La parte del leone l'ha fatta la Lombardia (intesa come regione, comuni, province
ed enti pubblici) che con un aumento delle spese del 13,9% ha pagato 156 milioni.
Ha invece dimezzato le uscite la Val d'Aosta. Bene anche Liguria e Piemonte, con t
agli tra il 16 e il 17%. Nel Centro Italia le spese per consulenze sono invece state par
i a 134 milioni, con un aumento dello 0,22%. In Umbria - le cui amministrazioni fanno
segnare il record di aumenti su scala nazionale - le uscite sono lievitate del 29,5%.
Forse per via dei bilanci appesantiti del passato, lo scorso anno chi ha tagliato di più
sono le regioni del Sud, con una sforbiciata del 17,8%: la spesa totale è stata di 69
milioni e il risultato migliore è arrivato dalla Calabria, che ha quasi dimezzato le spese. 
Significativo anche il meno 19,3% della Campania. Le Isole hanno abbassato i costi
del 14,5%, con la Sicilia che ha fatto segnare un risparmio del 19,7% e la Sardegna
del 7,5%. 

Così come per i compensi, anche per quanto riguarda il numero delle consulenze

i tagli maggiori si registrano a Sud: - 20,6%. Bene anche le Isole con una

diminuzione del 17%, mentre la variazione più contenuta arriva dal Nord (-6,5%).

Stabile il Centro. Nel dettaglio nel 2011 sono aumentati gli incarichi in Umbria

(45%), Toscana (12%), Provincia Autonoma di Bolzano (8,7%) e di Trento (3,6%).

Al contrario, una robusta diminuzione si registra in Basilicata (-50,5%),

Valle d'Aosta (-44,9%) e Calabria (-38,2%). 356



COPERTINA OPUSCOLO UFFICIALE

CHI CI HA RIDOTTO IN QUESTO STATO?

  shinystat.cgi?USER=cervigabriele

UNA BELLA PROPOSTA: IL 5XMILLE AI DISOCCUPATI. LO STATO CON IL 5XMILLE PUO' CREARE UN FONDO CHE POI SERVIRA' PER AIUTARE I MEDESIMI DISOCCUPATI.PASSA PAROLA.

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Gabriele Cervi

Purtroppo i partiti sono il male della democrazia. Nati per dare voce al popolo sono negli anni diventati dei comitati d'affari. In decenni di privilegi e di ruberie hanno plasmato lo status quo a loro immagine. Vere piovre affaristiche hanno inquinato la società civile. I partiti non hanno mai avuto regole democratiche.. suddivisi in bande (correnti) dove la forza non era e non è l'onestà ma la disonestà. Per disinquinare in parte il paese da questi crimini (senza fare di tutta l'erba un fascio) dobbiamo insistere perchè si diano delle regole certe. Come per esempio un codice etico, ma soprattutto che i contributi (oggi spropositati) elettorali siano dati solo per le spese elettorali effettive. Iniziamo da qui poi strada facendo si arriverà alla vera trasparenza. 
Gabriele Cervi

DA FACEBOOK

NON C'E' NESSUN PARTITO CHE CI


RAPPRESENTI.


 FACEBOOK

                     


GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO
  • Descrizione

    QUESTO GRUPPO N0N HA SCOPO DI LUCRO HA L'UNICO FINE I
    L BENE COMUNE E' TRAVESALE IN QUANTO IO CREDO ANZI SONO CONVINTO CHE ANCHE NEI PARTITI COME NELLA SOCIETA' CIVILE CI SONO
     PERSONE CHE LOTTANO INDIVIDUALMENE IN TUTTI I CAMPI 
    PER DARE IMPULSO AI PROPRI VALORI CHE I NOSTRI FAMILIARI , LA SCUOLA, LA CHIESA, LO STATO LAICO CI TRASMETTE E CHE DI 
    CONSEGUENZA FA LA NOSTRA STORIA CHE E' IL NOSTRO 
    PASSATO MA CHE PUO' DIVENTARE UN RIFERIMENTO POSITIVO,
     SIA LAICO CHE CRISTIANO PER AFFRONTARE E MIGLIORARE IL
     NOSTRO FUTURO, LA NOSTRA SOCIETA'. SI PUO' FARE PERCHE
    ' CREDIAMO E CREDO CHE DARE IL BUON ESEMPIO SIA
    FONDAMENTALE. UNIAMO QUINDI LE NOSTRE VARIEGATE 
    PERSONALITA' ED ENERGIE PER ARRIVARE AL BENE DI TUTTI.. 
    AL DI SOPRA DELLE PARTI E DELL'ODIO O DELLA INDIFFERENZA
     CHE FOMENTA E DAA FORZA ALL'EGOISMO ED AL 
    QUALUNQUISMO.. 
    IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONO ESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOI
     LAVOREREMO PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO 
    COLLETTIVO.. I PARTITI E I SINDACATI DOVRANNO SPERO
    AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTI INTEGRANDOLI
     CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MA 
    SOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO 
    POLITICO.SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI
     OPPORTUNITA'. 
    QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO
    DIRE DI ESSERE IN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' 
    NASCE QUESTO GRUPPO..STA A NOI CON LE NOSTRE 
    DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTRO PAESE
     IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI OPPORTUNITA'.
    . QUESTO DICASI STATO DI DIRITTO...
    -----------------------------------------------------------------------------
    DA FACEBOOOK:
     
    Ferd inando Imposimato
    Non accettiamo la soluzione proposta dai partiti, 
    responsabili degli ammanchi, di cui devono dare
     conto tutti, senza scappatoie.
    I partiti devono ridurre drasticamente i rimborsi 
    elettorali, autentica vergogna del nostro sistema,
    e dare conto delle somme incassate ben oltre le 
    spese elettorali per miliardi di euro. Non accettiamo
     questo scelta della trasparenza affidata, tra l'altro, 
    agli stessi responsabili dello sperpero. I partiti devono
     essere azzerati, fonti di disastri e crisi spaventose.

       
    RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

     

    Gabriele Cervi  EGREGIO DOTT. IMPOSIMATO, LA VERITA' E'
     CHE  QUESTI PROFESSIONISTI  DELLA POLITICA LADRONA, 
    CI HANNO FREGATI ANCORA UNA VOLTA.   RIMANE SOLO IL
     RICORSO ALLA COMUNITA' EUROPEA.. CHE VERGOGNA!!
     E'
     
    VERO SONO TUTTI UGUALI.
 
Magistrato, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione
Pagina: Piace a 11.316 persone

Ferdinando Imposimato

FU MASSIMO D'ALEMA LO
DICIAMO
DA ANNI CHE DIEDE A SIVLIO
BERLUSCONI, NEL

1994, l'assicurazione che il suo impero 

mediatico non sarebbe stato toccato
. Ignorava l'allora capo della 

opposizione 
che

il 69,3% degli italiani decide come
votare guardando la TV. La verità la 

confessò 

Luciano Violante nel febbraio 2002 

quando

disse, nel stupore del paese: l'on.

Berlusconi

sa per certo

che gli è stata data garanzia piena
nel 1994 che

non sarebbero state toccate le
televisioni. Voi ci

avete accusato, nonostante non
avessimo fatto 

la legge sul conflitto di interessi e
dichiarato

eleggibile Berlusconi


nonostante le concessioni” E ciò in

violazione

della legge 30 marzo 1957,