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BASTA SPRECARE I NOSTRI SOLDI NEGLI ARMAMENTI BUONA DOMENICA A TUTTI GLI AMICI ONLINE DI FACEBOOK E DEI MIEI BLOG SOCIALI Immersi in Dio, amati per sempre

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08/01/2012

ULTIME FOTO 2011 BUON ANNO AMICI ONLINE


Immersi in Dio, amati per sempre
Battesimo del Signore Anno B In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». Il racconto del Giordano ci riporta alla genesi, quando la Bibbia prende avvio con una immagine d'acqua: in principio... lo spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gen 1,2) come un grande uccello in cova su di un mare gonfio di vita inespressa. L'origine del creato è scritta sull'acqua. Allo stesso modo anche la vita di ognuno di noi ha inizio nelle acque di un grembo materno. Essere immersi di nuovo nell'acqua è come esserlo nell'origine, il battesimo parla di nascita, come fa la voce dal cielo che scende su Gesù: tu sei mio Figlio. Voce che è anche per me; voce in cui brucia il cuore ardente del cristianesimo: io sono figlio; il mio nome è: amato per sempre. Io ho una sorgente nel cielo, che si prende cura di me come nessun altro al mondo. E nasco della specie di Dio, perché Dio genera figli secondo la propria specie. In te ho posto il mio compiacimento. Una parola inusuale, la cui radice porta una dichiarazione d'amore gioioso verso ciascuno: «mio compiacimento» significa: tu mi piaci! Una definizione della grazia di Dio: prima che tu faccia qualsiasi cosa, come sei, per quello sei, tu mi dai gioia. Prima che io risponda, prima che io sia buono o no, senz'altro motivo che la gratuità di Dio, perché la grazia è grazia e non calcolo o merito o guadagno, la Voce ripete ad ognuno: io ti amo. Gesù vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere come una colomba. Noto la bellezza del particolare: il cielo si squarciò, si lacerò, si strappò. Come un segno di speranza si stende sull'umanità questo cielo aperto, aperto per sempre, e non chiuso come una cappa minacciosa e pesante. Aperto come si aprono le braccia all'amico, all'amato, al povero: c'è comunicazione tra terra e cielo. Da questo cielo aperto e non più muto viene come colomba lo Spirito, cioè la vita stessa di Dio. Si posa su di te, ti avvolge, entra dentro, a poco a poco ti modella, ti trasforma pensieri, affetti, speranze secondo la legge dolce, esigente, rasserenante del vero amore. Battesimo significa etimologicamente: immersione. Il battezzato è uno immerso in Dio. Adesso, in questo momento immerso; in ogni momento, in ogni giorno immerso in Dio, come nel mio ambiente vitale, dentro una sorgente che non viene meno, dentro un grembo che nutre, fa crescere, riscalda e protegge. E fa nascere. Io nella sua vita e Lui nella mia vita. Come donna gravida di una vita nuova, io vivo due vite, la mia e quella di Dio. Sono uno e due al tempo stesso. Ormai indissolubile da me è Dio, io non più separato da Lui. Nel Battesimo è il movimento del Natale che si ripete: Dio scende ancora, entra in me, nasce in me perché io nasca in Dio; perché nasca nuovo e diverso, con in me il respiro del cielo
«Gli evasori mettono le mani 
nelle tasche degli italiani»
In questo momento occorre "unirci perché l'Italia sia sempre più forte e rispettata in Europa e nel mondo". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, commentando la consegna di una copia del primo tricolore al sindaco di Salerno De Luca, in ricordo del breve periodo in cui la città fu capitale d'Italia dopo la caduta del fascismo. La cerimonia è avvenuta nella sala del Tricolore del comune di Reggio Emilia, in occasione delle celebrazioni per la festa della bandiera italiana. Proprio l'unione di oggi tra Reggio e Salerno, per Monti, deve rappresentare "simbolicamente" la necessità di unità per il paese.


I IN TASCA AGLI ITALIANI? SONO QUELLE DEGLI EVASORI

"L'espressioe mettere le mani nelle tasche degli italiani, divenuta corrente in questi anni, non mi ha mai persuaso e, comunque, è un'espressione incompleta, perché ci sono anche altri atti che entrano nelle tasche degli italiani e sono quelli compiuti dagli evasori rispetto ai contribuenti onesti". Lo ha detto Monti, in un passaggio del suo intervento a Reggio Emilia, riprendendo una espressione più volte usata dal suo predecessore, Silvio Berlusconi.

Monti, riferendosi alla polemica degli ultimi giorni sui blitz fiscali nei confronti degli evasori, spiega di essere ben convinto che "è necessario evitare una pressione fiscale eccessiva che scoraggi gli sforzi produttivi individuali e la competitività". Ma poi, riferendosi invece a una frase cara al suo predecessore Silvio Berlusconi, dice di non essere d'accordo con l'espressione "mettere le mani in tasca agli italiani, usata come sinonimo di tassazione. Non mi ha persuaso - sottolinea - e comunque è incompleta, perché ci sono altri atti e altre mani che entrano nelle tasche e questo sì, sicuramente, va sconfitto: alcuni italiani mettono le loro mani nelle tasche di altri italiani, sono gli evasori rispetto ai contribuenti onesti". Ma c'è anche un altro caso aggiunge Monti: "Alcuni italiani mettono le loro mani nelle tasche di altri italiani in buona fede, senza che né i primi né i secondo se ne accorgano. E così facendo estorcono privilegi o rendite spesso a seguito di provvedimenti pubblici del governo centrale o dei governi locali, che hanno introdotto e mantengono senza aggiornamenti o revisioni, inciampi al gioco della concorrenza e del mercato, creando così rendite di posizione". Monti, quindi, conclude questo passaggio sul fisco, scherzando: "Se volete, tra la nostra cosiddetta fase 1 e la nostra cosiddetta fase 2, il filo conduttore che mi viene in mente adesso è quello di invitare tutti a tenere le mani a posto".

LIBERALIZZAZIONI: FAREMO SALTARE I COLLI DI BOTTIGLIA
"Le liberalizzazioni - assicura Monti - saranno equilibrate e pragmatiche ma non timide". Il premier spiega che nella fase 2 ci sarà ampio spazio per questo capitolo "riconoscendo che ogni settore dà un contributo, ma che è più equo se avviene in regime di libera concorrenza".

CONTESTAZIONI ALL'ARRIVO DEL PREMIER
Contestazioni per Mario Montial suo arrivo al Teatro Valli. Diversi gruppi di manifestanti, riuniti dietro le transenne nelle vie laterali che sbucano ulla piazza antistante il teatro, hanno infatti accolto l'arrivo del presidente del Consiglio con fischi econtestazioni.Tra i manifestanti, esponenti di Rifondazione, della Lega e

dell'Msi. Tra loro ci sono anche alcuni operai e due imprenditori locali con un cappio al collo, per una protesta simbolica sulla crisi che stanno attraversando le aziende.

FONTE QUOTIDIANO AVVENIRE


IL CASO

15 miliardi per gli F35. Ma ne vale la pena?
Centotrentuno aerei per un costo di 15 miliardi di euro. Mentre anche il presidente americano Obama annuncia tagli pesanti alle spese militari - 487 miliardi di dollari in meno che incideranno anche sull’acquisto dei nuovi aerei - e molti parlamenti nazionali dibattono del costosissimo programma di armamenti, l’interrogativo comincia a farsi spazio nel mondo politico italiano. Trovando consensi a sinistra, ma disponibilità a discuterne anche a destra. La crisi economica sembra dare ragione a quella parte della società civile impegnata da qualche anno nella campagna «No F35» che coinvolge molte sigle del mondo cattolico. E alla vigilia dell’Epifania, il vescovo di Pavia, Giovanni Giudici, presidente di Pax Christi Italia, ha lanciato un forte appello contro la «follia dei 131 cacciabombardieri che costano quasi 150 milioni di euro l’uno» perché «anche le spese militari devono essere drasticamente tagliate».
Monsignor Giudici plaude alla «rottura del silenzio che copriva questo progetto: sempre più palese è l’assurdità di produrre armi investendo enormi capitali mentre il grido dei poveri, interi popoli, ci raggiunge sempre più disperato». Il vescovo presidente di Pax Christi ricorda che «i Magi per un’altra strada fecero ritorno. Anche per noi vale l’invito a intraprendere una strada diversa orientando ogni scelta alla via esigente e necessaria della pace. Per questo esigiamo un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in Parlamento».
Guido Crosetto del Pdl, ex sottosegretario alla Difesa, non è contrario a discutere della riduzione del numero degli F35 Jsf, (Joint strike fighter), a patto che non si danneggi l’industria bellica italiana: «Dobbiamo metterci d’accordo – premette – se all’Italia serve una Difesa oppure no. Perché qualcuno sembra convinto del contrario». E i tagli di Obama? «I tagli americani non sono una cosa positiva – risponde – perché significa che ognuno dovrà pensare di più alla sua difesa. E io non vedo un mondo in evoluzione positiva». Crosetto non ritiene intoccabile il numero 131: «Già avevamo deciso di abbassare i costi del programma ordinandone 20 in meno a decollo verticale», quelli cioè con l’allestimento più caro.
E limitarsi a 80 o 100 velivoli? «È una discussione che ci può stare. Come la riduzione del modello di Difesa da 190 a 140mila uomini nell’ambito della discussione che porto avanti da tempo sulla riorganizzazione delle Forze armate». Ma se l’Italia si sfila dal progetto internazionale degli F35 «ne faremo le spese in termini di occupazione. E io difendo il posto dell’operaio che produce formaggini come quello di chi costruisce cacciabombardieri».
«Dateli a me 15 miliardi di euro che ne creo molti di più di posti di lavoro nella sanità, nella scuola, nel non-profit», replica Savino Pezzotta. Il deputato dell’Udc, che la notte del 31 dicembre era a Brescia per la marcia organizzata da diocesi, commissione Cei per i problemi sociali, Caritas e Pax Christi, dice di non essere «radicalmente antimilitarista e contro una forza di difesa. Ma 131 cacciabombardieri non sono uno strumento per difendere l’Italia. Oggi poi le aggressioni contro il nostro Paese arrivano dalla speculazione finanziaria a colpi di spread». Il nodo, dice, «è che in Italia sembra sia vietato parlare di tagli alle spese militari. Capisco che il progetto F35 è stato sostenuto da governi di sinistra e di destra e oggi i partiti dovrebbero smentirsi da soli. Ma io voglio solo che se ne discuta: io sono contro, ma qualcuno mi convinca del contrario. Oggi va tanto di moda parlare della casta e dei costi della politica.
Benissimo, ma discutiamo di tutte le spese della pubblica amministrazione. Anche facendo le pulci alla Difesa, che ha più generali che soldati. Degli F35 Norvegia e Olanda ne parlano pubblicamente, solo in Italia non si può. Io la mia mozione non la ritiro».
I dubbi sul faraonico programma si fanno strada in Parlamento. Roberto Della Seta e Francesco Ferrante del Pd annunciano una mozione «per l’uscita dell’Italia dal programma Joint Strike Fighter», che «non comporterebbe oneri ulteriori rispetto a quelli già pagati per la fase di sviluppo e pre-industrializzazione», ricordando come già «Norvegia, Canada, Australia e Turchia hanno messo in discussione la loro partecipazione». «In un momento in cui si chiedono lacrime e sangue ai cittadini – fa eco il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando – una spesa pari quasi a una pesante manovra sarebbe inaccettabile». Dubbi li esprime anche il senatore del Pdl Esteban Juan Caselli: «Il ministro della Difesa ammiraglio Gianpaolo Di Paola farebbe bene a suggerire al professor Mario Monti di ridurre veramente i costi della Difesa non portando avanti questa spesa».
FONTE AVVENIRE 
 Luca Liveran
i

 FACEBOOK LINK DI : FERDINANDO IMPOSIMATO

 Ferdinando Imposimato

Caro Presidente Monti, condividiamo la sua condanna dell'evasione
fiscale, cui devono seguire fatti concreti; siamo tutti per la difesa della
legge contro il terrorismo interno e internazionale, ma il terrorismo non
si combatte con i bombardieri , come propongono gli USA. Il terrorismo
si combatte con una maggiore giustizia sociale e il rispetto dei diritti dei
più deboli. Insistiamo per l'annullamento delle spese militari per 15
miliardi

Petizione al Parlamento Italiano, ai sensi dell'art 50 della Costituzione

Pubblicata d aFerdinando Imposimatoil giorno venerdì 6 gennaio 2012 alle ore 20.16


06/01/2012] di Ferdinando Imposimato.  Petizione per l'annullamento delle spese d'acquisto di 131

cacciabombardieri, per la ratifica della Convenzione di Strasburgo del 1999 per la lotta alla Corruzione,

per la riduzione delle retribuzioni dei parlamentari.

Al  Presidente  della

CAMERA dei DEPUTATI

Al Presidente del


SENATO  della  REPUBBLICA

per conoscenza


Al PRESIDENTE  DELLA  REPUBBLICA

   PETIZIONE


ai sensi dell'art 50 della Costituzione

Noi  uomini e donne  abitanti nel territorio  della Repubblica Italiana

   Premesso

  • Che appaiono allarmanti  le notizie  sulle spese militari , decise dal 

  • Governo,  per 15 miliardi di euro  per l'acquisto di131

  •  caccia bombardieri  USA, mentre  altri Paesi , tra cui l'Inghilterra e

  •  gli stessi Stati Uniti d'America,  decidono di  annullare 

  • le spese militari, specie in un momento di crisi come quello attuale,

  •  che lede i diritti fondamentali specie degli ultimi e dei 
  • più poveri;
  • Che la Costituzione Repubblicana e le convenzioni internazionali  

  •  condannano la guerra come strumento di risoluzione 
  • delle controversie internazionali;
  • Che secondo l'art 11 della Costituzione  “l'Italia ripudia la guerra 

  • come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli  
  • come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali “

  • Che altrettanto grave  è il dilagare della corruzione per la quale il 

  • Governo ha creato una inutile e dispersiva 

  • Commissione per trovare le misure contro la Corruzione, mentre 

  • basterebbe ratificare la Convenzione di Strasburgo del

  •  1999 per la lotta alla corruzione;

  • Che ragioni di elementare giustizia sociale  impongono ai parlamentari

  •    una  rinunzia ai privilegi  in conformità  a

  • principio stabilito dall'art 53 della Costituzione , secondo cui tutti i
  •  cittadini sono tenuti  a concorrere  alle spese 
  • pubbliche  in ragione della loro capacità contributiva”, cosa che invece
  •  non è avvenuta per i politici, e secondo l'art 3 
  • della Costituzione.
  • Che per realizzare i predetti obiettivi occorre fare ricorso anche a
  •  provvedimenti urgenti.

Tutto ciò premesso,  rivolgiamo la seguente

   Petizione

al Parlamento Italiano  perché  emani con urgenza provvedimenti   coerenti 

con la  Costituzione Repubblicana e  le


Convenzioni internazionali   e in particolare  con la Convenzione Europea  sui diritti dell'UOMO e  la Dichiarazione

Universale del 1948 :

(1) annullando il provvedimento del Governo che prevede  spese 


per   15 miliardi    per l'acquisto di 131


cacciabombardieri, destinando quelle somme allo sviluppo e alla lotta


alla disoccupazione  giovanile


(2) ratificando  immediatamente   la Convenzione di Strasburgo


del 1999  per la lotta alla Corruzione,


che farebbe recuperare oltre 300 miliardi di euro, da destinare alla sviluppo


(3) riducendo  immediatamente  le retribuzioni dei parlamentari 


 ai livelli europei

Roma 6 gennaio 2012                            

                                                               Ferdinando Imposimato

                                                                            Gennaro Francione





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    POLITICI CRISTIANI?

     POLITICA COSTOSA E NOI PAGHIAMO!!! LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA IL 27 OTT. C.A.

     

     

     

    POLITICA E ANTIPOLITICA MIA RISPOSTA A MONS. RINI DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA GIOVEDI 3 NOV.2011

    I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011

     

    SINDACATO - IMPRENDITORE COSI' COMINCIANO I PROBLEMI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 21 MARZO 2001

     

    APPELLO: DOBBIAMO REGOLARIZZARE IL CONTRIBUTO DEI PARTITI LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA VENERDI 14 OTT.

    A NOI CHIEDONO SACRIFICI AGLI EX PARTITI ARRIVANO MILIONI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 1 AGOSTO

    DENUNCIAMO GLI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA GRUPPO SU FACEBOOK FONTE IL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E IL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 29 LUGLIO

    LA BATTAGLIA SU FACEBOOK HA UN GRANDE VALORE MIA REPLICA A SERGIO LINI PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO VENERDI 21 OTTOBRE 2011