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Banche e politici gli sciacalli del terremoto A noi aumentano la benzina, gli istituti di credito non rinunciano alle commissioni sui bonifici e i politici si tengono il doppio stipendio

Banche e politici gli sciacalli del terremoto A noi aumentano la benzina, gli istituti di credito non rinunciano alle commissioni sui bonifici e i politici si tengono il doppio stipendio

31/05/2012

Banche e politici gli sciacalli del terremoto A noi aumentano la benzina, gli istituti di credito non rinunciano alle commissioni sui bonifici e i politici si tengono il doppio stipendio

Banche e politici gli sciacalli del

terremoto

A noi aumentano la benzina, gli istituti di credito non

rinunciano alle commissioni sui bonifici e i politici si tengono

il doppio stipendio

 
 
Banche e politici, ecco chi sono  gli sciacalli del terremoto

 


 

Bisogna aiutare i terremotati. Hanno perso tutto. Casa e lavoro. Il sistema produttivo delle zone colpite è in ginocchio e il governo trova subito una soluzione come dire, "montiana" per aiutarli: aumentare le accise sulla benzina di due centesimi e rinviare a settembre, solo per i terremotati, il pagamento di quella miriade di balzelli imposti dal governo. A partire dall'Imu. Insomma, la prima risposta è stata quella di aumentare le tasse. Insomma, il terremoto devono pagarlo tutti gli italiani. Inclusi, alla fine, chi ha perso tutto. Daalle prime misure adottate dal governo si capisce che intende fare tutto tranne mettere mano alla spesa pubblica e agli sprechi. Tra gli sprechi c'è sicuramente il doppio stipendio che molti politici emiliani si portano a casa.

Doppio stipendio - La legge 267 del 2000 permette agli eletti di raddoppiare lo stipendio cumulando l'impegno da consigliere comunale o provinciale con quello che di fatto non esercita più. Nel caso di un insegnante passato in politica, per esempio, in Emilia i Comuni pagano non solo il gettone di presenza ma anche lo stipendio da professore anche se il politico in questione non ha mai messo piede in aula. E poi ci sono le banche. Che, neanche davanti a situazioni di emergenza come questa, neanche davanti alla parola solidarietà, rinuncia ad incassare le commissioni sui bonifici dei donatori. Per cui si crea l'incresciosa situazione di persone che, già sotto pressione per la pesante situazione economica, decidono di fare delle donazioni, ma si trovano costretti a dover versare anche l'obolo della commissione alle banche (soprattutto se sono diverse da quelle in cui donatore ha un conto). Ma almeno in situazioni come queste le banche, e non solo non sempre i cittadini, potrebbero mettere da parte i propri interessi

 

Rimborsi elettorali: sì ai fondi anche se eletti e candidati sono condannati

 

Rimborsi elettorali: sì ai fondi anche se eletti e candidati sono condannati

La Camera ha bocciato l'emendamento dell'Idv contenuto nella riforma del finanziamento dei partiti. Il ddl comunque è stato approvato alla Camera e ora passa al Senato. Di Pietro: "Hanno scambiato il Parlamento per San Vittore". Pd e Udc chiedono lo stralcio del taglio dei parlamentari

camera_INTERNA NUOVA

Anche se i partiti includono nelle loro liste nomi di condannati hanno diritto ai rimborsi elettorali. E’ stato respinto alla Camera con 325 no l’emendamento dell’Italia dei Valori che puntava a interrompere l’erogazione delle risorse

pubbliche in presenza di eletti e candidati giudicati colpevoli anche con

sentenze non definitive. Contro la bocciatura hanno protestato anche i finiani.

 Lo Presti(Fli) ha annunciato la sua astensione sull’intero provvedimento. Per il relatore del testo sul finanziamento dei partiti, Gianclaudio Bressa,

in conferenza stampa con l’altro relatore Peppino Calderisi, Montecitorio “ha bocciato l’emendamento” in quanto “la responsabilità penale è del tutto personale”. L’emendamento è contenuto nel ddl per la riforma del

finanziamento dei partiti che oggi è stato approvato a Montecitorio con 291

sì che ora passa all’esame del Senato. Hanno votato contro in 78, astenuti 17.

Antonio Di Pietro, primo firmatario dell’emendamento bocciato, commenta sul

suo blog: “Hanno scambiato il Parlamento per San Vittore – scrive –  e ogni

volta che c’è una commemorazione per morti di mafia continuano ipocritamente a inondarvi di messaggi sulle battaglie delle istituzioni, mentre lavorano in

direzione opposta”, commenta il leader Idv che ha deciso di diffondere un video perchè “quel che è successo stamattina in Parlamento nelle votazioni della

legge sul finanziamento dei partiti è gravissimo”. Di Pietro spiega anche il

silenzio intorno a “quanto sta accadendo nell’aula della Camera” perché

ritiene che “in questo Paese non esiste più un’informazione imparziale e

onesta. I media parlano con una voce sola e si preoccupano di nascondere le

cose invece di raccontarle: il manovratore non va disturbato”. Ribadisce poi

la posizione dell’Italia dei Valori che “voterà contro questa legge sul

finanziamento dei partiti perchè è una legge-beffa, di una casta che pensa all’autoconservazione”. Sui rimborsi elettorali è intervenuto anche Beppe Grillo a seguito dell’emendamento presentato dall’Udc già approvato alla Camera che vincola l’erogazione dei fondi solo a chi ha uno statuto. 

CONTROLLO SUI BILANCI DEI PARTITI: L’idea della ‘task force’ per la

trasparenza con 5 magistrati, 3 della Corte dei Conti, uno del Consiglio di Stato

e uno della Corte di Cassazione, ottiene il via libera di Montecitorio, anche se la Corte dei Conti aveva rivendicato la competenza a svolgere “qualsiasi forma

di controllo” sui bilanci dei partiti. Ma i relatori rispediscono le critiche al

mittente: da parte del presidente delle Corte dei Conti, dice Bressa, c’è “una interpretazione suggestiva. Anzi. Un’interpretazione creativa della

Costituzione”. E’ il Parlamento che decide, insistono, e su questo non

possono ricadere delle “tensioni giurisdizionali” che evidentemente esistono

tra le varie magistrature. E a questo proposito si cita la lettera del primo

presidente della Cassazione Ernesto Lupo con la quale si protestò sempre

contro la composizione della ‘Task Force’ per la trasparenza. Lui, disse, non poteva svolgere compiti che non gli fossero riconosciuti dalla Costituzione e soprattutto non poteva essere coordinato dal presidente della Corte dei Conti, come prevedeva la formulazione originaria della Commissione (i 3 presidenti

di Corte Conti, Consiglio di Stato e Cassazione coordinati dal primo). La task

force avrà sede presso la Camera e comminerà sanzioni.

Il provvedimento, inoltre, introduce un primo efficace controllo anche per

l’obbligo di rivolgersi a società di revisione iscritte all’albo Consob che

stileranno una relazione che poi dovrà essere trasmessa alla Commissione di controllo.Respinta anche la proposta della Lanzillotta (Api) di vietare erogazioni in denaro da parte di enti pubblici e società controllate dallo Stato in favore di associazioni, fondazioni, enti o altri soggetti presieduti da deputati, senatori, europarlamentari o membri di assemblee elettive o da dirigenti di partito. 

RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI: Nell’incertezza determinata dall’annuncio

della conferenza stampa di domani di Berlusconi e Alfano al Senato, il Pd ha chiesto lo stralcio della parte della riforma relativa alla riduzione dei

parlamentari. Alla richiesta ha aderito l’Udc. Conversando con i cronisti a

Palazzo Madama, la capogruppo dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha

detto: “Chiedo che questa parte della riforma vada in Aula, così la mettiamo in sicurezza” dal momento che “le indiscrezioni dicono che la conferenza

stampa di domani di Berlusconi e Alfano sarà su una proposta di riforma della Costituzione”. Gianpiero D’Alia (Udc) ha aggiunto: “Se il Pdl vuol far saltare il tavolo, noi siamo per lo stralcio”.

RIMBORSI DIMEZZATI: Taglio del 50% dei rimborsi ai partiti. Dai 182 attuali s

i passa a 91 milioni. Il 70% di questi saranno erogazioni ricevute direttamente

dallo Stato (63,7 milioni di euro); il 30% (27,3 milioni) sarà di cofinanziamento

. Il che significa che partiti riceveranno 50 centesimi per ogni euro ricevuto da persone fisiche o enti. E ogni contributo non potrà superare i 10.000 euro.  

160 MILIONI AI TERREMOTATI: I 160 milioni di euro risparmiati nel 2012 e nel

2013 dal taglio del finanziamento verranno destinati alle popolazioni colpite

(dal 2009 in poi) da terremoti e calamità naturali.

DETRAZIONI FISCALI: Un privato che voglia finanziare il partito del cuore

potrà avere una detrazione fiscale del 24% per il 2013 e del 26% dal 2014.

Stessa detrazione si avrà per chi sceglie le Onlus. Perchè i donatori abbiano

diritto alla detrazione basterà che il partito abbia presentato una lista.

QUOTE ROSA: Se più di due terzi dei candidati di un partito sono dello stesso ‘generè la forza politica si vedrà decurtata del 5% la quota di rimborso che le spetta.

TESORIERI ‘TRASPARENTI’: Per tutti i tesorieri, anche non eletti, scatterà

l’obbligo di pubblicare redditi e patrimonio anche di moglie (se c’è comunione

dei beni) e figli a carico. I tesorieri che ‘sbagliano’ non potranno più

sottoscrivere i bilanci del partito per almeno 5 anni. Questo emendamento ha provocato momenti di tensione. A scatenarli, l’intervento del tesoriere dei Ds

 Ugo Sposetti che dice di non votare la norma “in dissenso dal gruppo” in “memoria” e “rispetto” di “galantuomini che hanno scritto la storia di questo Parlamento come Severino Citaristi e Stefanini”. Gli applausi, arrivati solo dai banchi del Pdl, scatenano commenti al vetriolo. Poi la norma riceve l’ok e ora i tesorieri anche non eletti dovranno pubblicare redditi e patrimoni personali e quelli della moglie (se in regime di comunione) e dei figli a carico. 

COME ACCEDERE AI RIMBORSI: I partiti, per avere i finanziamenti, dovranno ottenere il 2% alla Camera o avere almeno un eletto. Dovranno dotarsi di uno Statuto democratico e dovranno farne esplicita richiesta dopo le elezioni.

TETTI DI SPESA: Sono previsti per elezioni politiche, europee e amministrative. I Comuni si divideranno in tre fasce. La I da 15 mila a 100 mila abitanti; la II da

100 mila a 500 mila; la III da 500 mila in su. Se si tratta di candidati sindaci:

per la prima fascia potranno spendere 25 mila euro, più un euro per ogni iscritto nelle liste elettorali. Nella seconda, 125 mila euro più un euro per ogni scritto.

Per la terza, 250 mila euro più 0,90 centesimi per ogni iscritto. Tetti ridotti per i consiglieri.

SI INVESTE SOLO IN TITOLI DI STATO UE: I partiti potranno investire esclusivamente in titoli di Stato europei.

NO CASE IN AFFITTO DA ELETTI: Partiti e movimenti non potranno più

prendere in affitto o acquistare a titolo oneroso immobili da persone elette in Parlamento, in Europa e nei consigli regionali.

SANZIONI: La ‘pena’ massima è il taglio del rimborso. Ma ci sono anche altre sanzioni che vanno dalla decurtazione dei due terzi di rimborsi e contributi a seconda della gravità della violazione.