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Blog di cervigabriele.over-blog.it

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AGLI UOMINI DI POTERE

AGLI UOMINI DI POTERE

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Editoriale: Agli uomini di potere
Dalla Bibbia*

Amate la giustizia voi che guidate le nazioni. Non sarete mai saggi se operate il male e se il vostro corpo è schiavo del peccato. Dio non lascia impunito chi bestemmia, perché conosce il suo cuore. Gli empi con le loro scelte e le loro parole attirano su di sé la morte perché se la meritano. Essi dicono: non lasciamoci sfuggire nessun divertimento, non perdiamo occasione per le nostre orge, perché questo è un nostro diritto. Opprimiamo pure i poveri, perché questo è in nostro potere. Chiudiamo la bocca a chi si oppone alle nostre azioni e ci rinfaccia le nostre trasgressioni.  Il Signore dice loro: se volete governare con saggezza, osservate i comandamenti. Non confidate nelle vostre ricchezze, non fidatevi di voi stessi e della vostra forza.  Non dite: nessuno può darmi ordini. Invece, convertitevi subito, senza tardare, perché anche per voi viene il giorno del giudizio; e in quel giorno le vostre ricchezze non serviranno a nulla. Non fate prepotenze contro le città e smettetela di dire menzogne. Non vendetevi per denaro e regali. Fate leggi che servano ai poveri e affrontate i problemi della salute. Il politico sregolato rovina il suo popolo. Non siate arroganti. Che voi siate principi, giudici, potenti, non serve: Dio non vi onora.  E non pensate che Dio non veda i l male che compite: Egli tutto vede e tutto sa. Se non lo credete, siete insensati e pazzi.  Non andate dietro alle vostre smodate passioni; trattenetevi di fronte ai desideri immorali. Ogni volta che cedete a passioni e immoralità vi procurerete un sacco di nemici. Non fondate la vostra vita sui piaceri. Gli abusi e le donnacce fanno perdere il senno, specie poi se si tratta di donne di malaffare. Con tanti doni potrete corrompere gli uomini, ma Dio non lo potete corrompere. Egli spezzerà il potere di chi commette ingiustizia e renderà giustizia al popolo. A me non interessano i vostri regali e le vostre promesse: cambiate vita, fate il bene, cercate il diritto, soccorrete chi è in difficoltà, gli oppressi , gli orfani, le vedove. Giudicate con rettitudine e giustizia ogni giorno e liberate il derubato dalla mano di chi lo opprime. Non angariate e non opprimete gli immigrati. Non spargete sangue .Se non ascolterete queste parole, vi dichiaro che la vostra casa sarà distrutta. Sì! Così parla il Signore contro il potere  di questa terra.

*Libera traduzione di
Vincenzo Rini Direttore del settimanale la vita cattolica diocesi di Cremona

 

Il Vangelo della Domenica: "Dio non è dei morti, ma dei viventi"
Da poco abbiamo celebrato la commemorazione dei nostri fratelli defunti, nella quale esprimiamo l’atto umano del ricordo e l’atto di fede nella speranza, e oggi siamo provocati ulteriormente sul tema della risurrezione. Gesù, rispondendo ai Sadducei, mostra la sua familiarità con i farisei. Infatti erano quest’ultimi che credevano nella risurrezione dei morti. Diversamente i Sadducei consideravano la benedizione divina realizzata esclusivamente su questa terra. L’essere benedetti garantiva al giusto posterità e benessere. Entrambi, Sadducei e Farisei, riconoscevano Mosè quale unica autorità. Ora, in base alla Legge mosaica, un uomo è obbligato a sposare la cognata vedova; qualora si ammette la risurrezione si ha il caso grottesco di una donna moglie di sette mariti. Questa è la questione. Nel rispondere Gesù dimostra la sua assoluta libertà. È bene ricordare che il Signore è prossimo a Gerusalemme, dove consumerà la sua vita. Gli farebbe comodo l’appoggio dei Sadducei, classe ricca e aristocratica, di cui facevano parte molti alti funzionari del tempio. Invece non è asservito a nessuno. Né ai Farisei, criticandone l’autosufficienza, né ai sadducei, dissentendo sulla loro fede. La sua risposta rigetta il preconcetto che sta alla base della storiella dei sadducei: che la risurrezione sia la proiezione e il prolungamento della vita terrena. È un’idea familiare che tenta anche noi: dagli spot televisivi, alle profonde riflessioni domestiche su come impiegare il tempo nell’eternità, sino al fastidio, durante la messa, di sentire pronunciare un altro nome accanto a quello del proprio defunto. Gesù sceglie il linguaggio apocalittico, sottolineando la radicale diversità del futuro che Dio prepara per i giusti, i quali partecipano alla vita di Dio, senza più la minaccia della morte. La meta finale della speranza cristiana è l’esplosione della vita di figli, i quali, in forza di questa vita di intima comunione con Dio, sono strappati per sempre dalla morte. Essi allora sono liberi anche dalla preoccupazione di vincere la morte mediante il matrimonio e la procreazione, come è nella convinzione di tante culture di ieri e di oggi. Gesù, riaffermando il primato della vita rispetto agli istinti e agli impegni terreni, proclama l’assoluto di Dio. “Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui”. Ad alcuni parrocchiani che protestavano la mancata suonata “da morto” per un loro defunto, il parroco ricordò che le campane suonano per i vivi. E da vivo, quel loro congiunto, non si era granché interessato al messaggio diffuso dal loro suono. Mi vanno stretti certi abbinamenti: morte = prete; radici cristiane = passato; chiese = raccolte d’arte antica.  Sono prete perché credo in un cristianesimo sfidante, come ha ricordato recentemente il nostro Vescovo. Il film “Uomini di Dio”, proiettato anche a Cremona, e il massacro dei cristiani nella chiesa di Bagdad, la dicono lunga sul prezzo che comporta questa sfida. Non di meno, vivendo per Lui, anche noi siamo chiamati a sfidare vecchie arroganze che perpetuano il loro potere. In gioco c’è la vita!


Claudio Rubagotti

PERCHE' NON RIPRENDIAMO IN MANO IL MIO PROGETTO SOCIALE PER COMBATTERE LA POVERTA'??INTERVISTA A DON PEZZETTI DIRETTORE DELLA CARITAS DIOCESANA SETTIMANALE IL PICCOLO 10 DIC. 2010

10/12/2010 | PERCHE' NON RIPRENDIAMO IN MANO IL MIO PROGETTO SOCIALE PER COMBATTERE LA POVERTA'??INTERVISTA A DON PEZZETTI DIRETTORE DELLA CARITAS DIOCESANA SETTIMANALE IL PICCOLO 10 DIC. 2010

 

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per chi è in difficoltà

Progetto, grafica, stampa e rilegatura fatta a mano gratuitamente da Gabriele Cervi per promuovere il progetto sociale.

 

LO SCAFFALE SOCIALE E' CONDIVISIONE IN NOME DI NOSTRO SIGNORE CREATORE

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LO SCAFFALE SOCIALE E' CHIESA
LO SCAFFALE SOCIALE E' BENE COMUNE
LO SCAFFALE SOCIALE E' DI TUTTI AL DI SOPRA DELLE PARTI
LO SCAFFALE SOCIALE E' AMORE PER IL PROSSIMO
LO SCAFFALE SOCIALE E' CONDIVISIONE IN NOME DI NOSTRO SIGNORE CREATORE
LO SCAFFALE SOCIALE E' GRATUITA' VERA DISINTERESSATA 
LO SCAFFALE SOCIALE E' UN MODO NUOVO DI FARE DEL BENE SENZA UTILIZZARE I SOLITI SOLDI PUBBLICI
LO SCAFFALE SOCIALE E' VOLONTARIATO PURO E TRASPARENTE
LO SCAFFALE SOCIALE SI REALIZZERA' CON IL CONTRIBUTO DI TUTTE LE PARTI PERCHE' LA POVERTA' NON HA COLORE POLITICO. 
LO SCAFFALE SOCIALE SEGUE L'INSEGNAMENTO DI GESU'
OGNI PERSONA CHE SI ATTIVERA' AIUTANDO A FARE CRESCERE LO SCAFFALE SOCIALE, SARA' VICINO A GESU'

 

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LETTERA PUBBLICATA DAL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA SABATO 27 NOVEMBRE 2010

horrorr225.gif digita qui: PETIZIONE ONLINE

CUSTODIA PORTA CHIAVETTA USB FATTA A MANO E INVIATA ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER I DIRITTI DELL'UOMO PRO PETIZIONE

27/11/2010 | CUSTODIA PORTA CHIAVETTA USB FATTA A MANO E INVIATA ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER I DIRITTI DELL'UOMO PRO PETIZIONE)



horrorr225.gifdigita qui:PETIZIONE ONLINE PER NON FAR TOGLIERE IL CROCIFISSO DALLE SCUOLE ITALIANE

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Pasolini Gassman Padre nostro che sei nei cieli



19/09/2010

Se non si è onesti è il nostro fare è tutto inutile.. per cambiare bisogna dare una svolta alla nostra esistenza... optiamo per la disonestà e quindi aiutiamo l'attuale status quo ipocrita.. oppure cerchiamo di cambiare.. ma cambiare costa sacrificio.. se

il cattolico deve essere per fede onesto (arduo è trovarli .. ma ci sono) il laico che cosa deve fare... l'onestà implica amore per il prossimo, dignità nel vivere quotidiano.. ma se tutti noi abbiamo storie diverse, date anche dal nostro status familiare che ci tramandano. come possiamo cambiare il nostro destino..!! i nostri genitori.. noi siamo in parte quello che i nostri genitori ci hanno trasmesso nel bene e nel male

 

LA BALLATA DELLE MADRI GRANDE PASOLINI

La ballata delle madri


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