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Blog di cervigabriele.over-blog.it

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IL PESO DEL CORAGGIO E LE NOSTRE PESANTI CROCI.

IL PESO DEL CORAGGIO E LE NOSTRE PESANTI CROCI.

Ex allievo corso di ciclomeccanica. Dal progetto di INCLUSIONE della cascinetta quando la povertà aiuta la povertà
SABATO MATTINA 1 febbraio 2020 Sabaly sta aggiustando una piccola bici a noi donata e che doneremo.

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Cascinetta didattica.
Laboratorio di ciclomeccanica. SABATO MATTINA 1 febbraio 2020.

 
L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Tejany Sabaly
 
 
 

Dopo 6 anni dalla pubblicazione di queste foto ho attivato come insegnante volontario il primo corso di cartotecnica corso di base di grafica gratuito e AUTOFINANZIATO. Anno formativo 2019 -2020.

 

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LE VERITA' NASCOSTE. Dal mio Diario le letture precedenti le potete trovare sulla mia playlist Youtube ricercando Mobbing lavorativo Diario o digitando la Cascinetta didattica onlus.

Profilo Facebook Jasmine Cristallo© Fornito da Il Giornale Profilo Facebook Jasmine Cristallo

Ora anche le sardine si spaccano. Il movimento nato contro l'odio deve fare i conti con le primi divisioni interne, scaturite dopo la foto a casa Benetton con l'imprenditore di Autostrade e il fotografo Oliviero Toscani a Treviso. Nella tarda serata di sabato è arrivata la dura presa di posizione da parte di Jasmine Cristallo: "L'incontro, pur fortuito e occasionale, con Luciano Benetton si è prestato a manipolazioni e strumentali interpretazioni nel momento in cui la credibilità del gruppo veneto è giustamente sotto la generale valutazione, magistratura e governo compresi". L'esponente calabrese delle sardine sul proprio profilo Facebook ha sferrato un duro attacco: "Nell'immediatezza del 'dopo elezioni' c'era da attendersi una riflessione collettiva per promuovere fattori di comunità nei territori, proseguire l'azione dal basso e incalzare la sinistra e il centro sinistra nella loro complessità. È l'avvio di questa pratica che ancora di più ci porta a dire quanto sbagliato e improprio sia stato l'incontro con Benetton". Effettivamente, subito dopo le elezioni Regionali in Calabria e in Emilia-Romagna, il movimento sorto a Bologna aveva fatto un passo indietro: "Niente tv e giornali fino a marzo". Ma così non è stato, come dimostra il diktat al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La frecciatina

Tuttavia la ragazza ha voluto sottolineare che "i quattro amici di Bologna non erano in 'visita ufficiale': erano quattro persone ospiti in un luogo, e non certo 'le sardine'". E proprio per questa ragione "non hanno ritenuto di dover socializzare quella gita". La Cristallo poi ha difeso il movimento: "Non siamo una setta e nessuno è tenuto a rendicontare dove e con chi ha trascorso il proprio tempo privato: di ciò che fa, ciascuno deve rispondere soltanto a se stesso".

La guardia però va tenuta sempre alta: "Una foto messa a fuoco rischia di coinvolgere e mettere in ombra un intero movimento e questo non è concesso a nessuno. Non si può 'restare umani' a modulazione di frequenza". Dal post appare evidente come inizi a trapelare la tensione all'interno delle sardine: "L'autorevolezza che il movimento ha acquisito è il frutto della determinazione di una moltitudine di donne e uomini che hanno deciso di affermare una propria presenza più diretta nella grande battaglia di tenuta democratica del Paese. E queste iniziative di popolo non possono più essere direttamente riconducibili a una sintesi di immagine degli iniziali promotori".

L'esponente calabrese dunque ha rivolto un invito chiaro alle sardine, che a suo giudizio devono provvedere "subito a solcare e a seminare a partire dalla lettera indirizzata al presidente Conte per ciò che concerne il Sud", ripartire "dalle condizioni di vita della gente" e riprendere "un nuovo e virtuoso meridionalismo senza rinvii e senza tatticismi".

 LE VERITA' NASCOSTE.

Dal mio Diario le letture precedenti le potete trovare sulla mia playlist Youtube ricercando Mobbing lavorativo Diario o digitando la Cascinetta didattica onlus.

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Dal 2000 Israele ha ucciso 2094 bambini palestinesi

Ramallah – Quds Press. Statistiche ufficiali affermano che l’occupazione israeliana, nel periodo compreso tra l’anno 2000 e lo scorso marzo, ha ucciso 2094 bambini palestinesi.

Il ministro dell’informazione palestinese, in una dichiarazione rilasciata mercoledì (20/11) in occasione della Giornata Mondiale del Bambino, ha riferito come, nel solo 2014, le forze israeliane abbiano ucciso 546 bambini palestinesi.

Il ministro ha ricordato come, dall’inizio dell’anno corrente fino alla fine di ottobre, l’occupazione abbia arrestato 745 bambini, rendendo inoltre noto che nella seconda metà del 2018, le forze israeliane hanno ferito circa 4070 minorenni.

Nella propria dichiarazione, l’autorità palestinese ha sottolineato come “l’uccisione di bambini sia ormai diventata un vero e proprio pilastro dell’agire di Israele, come dimostrano le oltre 2000 vite spezzate negli ultimi 19 anni”.

Il ministro ha invitato i Paesi che hanno sottoscritto l’accordo sui diritti dei bambini ad attivarsi affinchè si possa porre fine al bersagliamento dei minorenni palestinesi, che troppo spesso si risolve in vessazioni (come l’abbattimento delle loro case, le punizioni corporali o la compromissione della loro carriera scolastica) ed uccisioni.

Un appello è stato rivolto anche alle organizzazioni d’informazione ed agli enti preposti alla tutela della famiglia “affinché profondano ogni sforzo al fine di costituire un ambiente sano e sicuro per i bambini di Palestina, in grado di impedire qualsiasi forma di sfruttamento a loro danno ed il loro allontanamento dalla scuola: solo così essi potranno essere preservati quale suprema forma di speranza per il futuro”.

Il ministro ha sottolineato l’importanza della Giornata Mondiale del Bambino, poichè essa “rappresenta una fondamentale occasione per rendere note le condizioni in cui versano i piccoli Palestinesi, che ogni giorno sono costretti a pagare con le loro vite, la loro libertà e la loro salute”.

Rivolgendosi poi alle Nazioni Unite, in seno alle quali la Giornata Mondiale del Bambino si festeggia fin dal 1954, il ministro ha espresso il proprio auspicio affinché operino allo scopo di migliorare le condizioni dei giovani Palestinesi, i quali vengono quotidianamente privati dei diritti più fondamentali, stabiliti 30 anni fa dagli accordi firmati in questo stesso giorno da ben 192 Paesi.

Un appello finale è stato riferito alle istituzioni internazionali che si occupano di diritti dell’infanzia, in particolare l’Unicef e Save the Children, affinché si muovano in difesa dei bambini palestinesi, obbligando altresì l’occupazione a rilasciare quanti di essi stia ancora detenendo nelle proprie case circondariali.

 

Traduzione per InfoPal di Giuliano Stefanoni

Il vero miracolo non è guarire, ma incontrare Cristo nella malattia!

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare. (Marco 5, 21-43)

 

 

 
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IMMIGRAZIONE E CONTRASTO AL GIOCO D'AZZARDO LETTERA APERTA

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