Brescia, 23 agosto 2017 - Le politiche di contenimento e soprattutto di contrasto da tempo sono state messe in campo, ma nel Bresciano (così come accade a livello regionale) cresce il numero di imprese dedicate al gioco. Tra il 2012 e il 2017 in provincia di Brescia si è passati da 78 attività (da quelle dedicate alle lotterie a quelle che operano nel settore delle slot fino alle ricevitorie) a 179 con una crescita del 129,5%, il balzo in avanti più importante a livello regionale dove la crescita è stata “soltanto” del 29,6%. Il Bresciano, dove tra il 2016 e il 2017 le aziende del gioco sono aumentate del 22,6%, è la seconda realtà regionale per numero di attività dell’intera Lombardia. A guidare la graduatoria c’è Milano con 440, mentre al terzo posto si classifica Bergamo con 135 imprese, cresciute del 12,5% rispetto al 2016.

I numeri della provincia di Brescia (la decima in Italia per numero di imprese) preoccupano, ma non sorprendono chi da anni opera per fronteggiare le ludopatie. "Cresce il numero di imprese e quindi aumentano le possibilità per le persone di giocare – osserva Barbara Bazzana, psicologa dello Smi (Servizi multidisciplinari integrati, ndr) di Rezzato, della cooperativa Mago di Oz, realtà che da dieci anni nelle sue 4 sedi (oltre a Rezzato, Bagnolo Mella, Ospitaletto e Pisogne) si occupa di ludopatie –. L’unico modo per evitare di finire nella spirale del gioco è quello di non avvicinarsi". Oltre 200 le persone che ogni anno si rivolgono alla cooperativa per superare i problemi legati al gioco e a questi se aggiungono altrettanti seguiti direttamente dal servizio sanitario. "Sono solo la punta del fenomeno – ammette Barbara Bazzana –. Ci troviamo davanti chi si è finalmente reso conto della grave situazione che vive o, più spesso, chi viene accompagnato nelle nostre struttura da familiari che si sono accorti che il gioco è diventato ben più di un vizio. C’è però una grandissima fetta di giocatori patologici che non entrano in contatto con le realtà che possono aiutarli a liberarsi del problema".

Quale l’identikit del giocatore patologico? "Due le fasce d’età più colpite e rappresentano quelle di solito escluse dalle altre dipendenze, alcol e droga che interessano soprattutto persone tra i 25 e i 45 anni – spiega la dottoressa Bazzana –. Da un lato c’è chi, ad esempio, è andato in pensione o ha visto i propri figli lasciare la casa, che entra in uno stato depressivo che li porta a giocare. Dall’altro ci sono i giovanissimi che possono trovare la possibilità di giocare un po’ ovunque e così iniziano i problemi". Gli interventi per contrastare la ludopatia non mancano. Poco più di due mesi fa la Regione, attraverso l’assessore Viviana Beccalossi, ha garantito l’arrivo nel Bresciano di 269.072 euro, destinati a 14 progetti spalmati su 131 Comuni, utili per finanziare attività di prevenzione e informazione già avviati in passato o idee inedite per contrastare il problema del gioco d’azzardo.