Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog di cervigabriele.over-blog.it

Blog di cervigabriele.over-blog.it

Menu
NO SLOT BASTA CON LE PAROLE ORA L'ASSESSORE REGIONALE BECCALOSSI DEVE PASSARE AI FATTI. DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

NO SLOT BASTA CON LE PAROLE ORA L'ASSESSORE REGIONALE BECCALOSSI DEVE PASSARE AI FATTI. DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Gabriele Cervi ha condiviso un link nel gruppo: NO SLOT ASSOCIAZIONE IN CAMMINO CON S.FRANCESCO CASCINETTA DIDATTICA ONLUS. 17 luglio alle ore 10:12 · Occorre mobilitarsi per mettere un freno a un fenomeno che sta mettendo in ginocchio milioni di persone e migliaia di famiglie. Firma e fai firmareIn una società sempre più segnata da precarietà
LETTERE ALL'ASSESSORE REGIONALE VIVIANA BECCALOSSI NO SLOT
LETTERE ALL'ASSESSORE REGIONALE VIVIANA BECCALOSSI NO SLOT
 
 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Alla c.a Assessore Regionale al Territorio, Urbanistica Difesa del suolo

Dott.ssa Viviana Beccalossi

MAIL : viviana_beccalossi

 

 

Lettera Aperta: gruppo online no slot face book

 ASSOCIAZIONE IN CAMMINO CON S.FRANCESCO

LA CASCINETTA DIDATTICA ONLUS

Via Mons. Gardinali, 11

26022 Castelverde

 

Castelverde 14 Giugno 2017

Lettera inviata tramite mail

 

 

 

Illustre Assessore Viviana Beccalossi,

mi chiamo Gabriele Cervi e sono l’amministratore di un gruppo online di 3250 iscritti denominato no slot, da me fondato da pochi mesi su facebook con l’intento di contrastare (ma il fine è quello di farle chiudere) le slot su tutto il territorio Italiano.

Queste dannate macchinette, volute da un Parlamento incivile e fuori di testa , ha dato la possibilità a vari gestori di piazzare in pochi anni sull’intero territorio migliaia e migliaia di queste maledette macchinette, provocando in poco tempo una vera dipendenza e patologia sociale che per la gravità è equiparabile se non addirittura superiore alla tossicodipendenza..

Lo stato o meglio il Parlamento (che è il mandante di questo crimine sociale sulla pelle della gente) intasca decine di miliardi di euro foraggiando lobby e interessi politici mostruosi.. Addirittura recentemente sono stati condonati 98 miliardi di multa ai concessionari delle slot machine da parte di tutti i partiti , quando dico tutti dico purtroppo anche il suo.

Io sono ben contento che Lei assessore promuova queste lodevoli iniziative, che possono servire da prevenzione soprattutto nelle scuole, ma purtroppo questo non basta soprattutto se non c’è da parte dei partititi e quindi del parlamentari di fare chiudere le slot. Le chiedo questo soprattutto per non prendere in giro la gente, i cittadini elettori. Perché allora Le chiedo non mandare come Regione Lombardia una lettera (magari firmata dal Presidente Maroni , Assessori Regionali, Consiglieri Regionali , dai sindaci e amministratori comunali e provinciali) dove si dica a chiare lettere una volta per tutte che questo crimine istituzionale creato dal Parlamento Italiano debba una volta per tutte cessare con la chiusura su tutto il territorio nazionale delle macchinette mangia soldi e mangia vita. Naturalmente si dovranno stanziare dei fondi ( e questo non sarà uno spreco di denaro pubblico) per tutelare i lavoratori di queste aziende.. E se da parte del Governo non ci sarà una risposta adeguata, allora si potrebbe pensare a un referendum popolare o a altre manifestazioni tutte volte a fare chiudere le slot. Siamo per fortuna in democrazia e si può fare tutto e il contrario di tutto.. per una volta si faccia il bene del Paese.

Rimango in attesa di un Suo cortese riscontro e sono a Sua disposizione per eventuali delucidazioni , proposte.

Gabriele Cervi

( Presidente Associazione in Cammino con S.Francesco La Cascinetta Didattica Onlus)

 

Gabriele Cervi

Via Mons. Gardinali, 11

26022 Castelverde

Cremona mail cervi.gabriele@ libero.it

Azzardo. Carta bianca sulle distanze delle sale

 

Antonio Maria Mira giovedì 3 agosto 2017
Più vicino l'accordo tra governo ed enti locali. Rimane da sciogliere il nodo delle fasce orarie. La nuova bozza di intesa con i comuni: niente più limiti alla pianificazione sul territorio.
Carta bianca sulle distanze delle sale

Niente più limiti ai poteri di Regioni e Comuni nel regolamentare le 'sale gioco'. E in particolare nessuna limitazione alla pianificazione sul territorio, nessuna distanza minima o massima dai luoghi sensibili decisa centralmente e valida per tutti i comuni. È la più importante novità della nuova bozza di intesa che oggi pomeriggio il Governo presenterà alla Conferenza unificata coi rappresentanti delle Regioni e dei comuni. Come Avvenire è in grado di rivelare, fermo restando il taglio del 50% dei punti gioco in tre anni, viene lasciata alle Regioni e agli Enti locali la facoltà di decidere dove collocare questi punti nei propri territori. In particolare alle Regioni spetterà un ruolo di coordinamento mentre saranno poi i comuni a definire nei propri piani urbanistici dove collocare i punti gioco. Dunque non ci sarà un limite minimo e un limite massimo, ma il criterio dovrà essere quello di una distribuzione equilibrata sul territorio per evitare eccessive concentrazioni, magari nelle periferie più degradate o in 'quartieri Las Vegas'.

C’è poi la garanzia che a fronte di un taglio del 50%, i locali che restano potranno svolgere la loro funzione di raccolta del gioco, senza essere allontanati. Un’importante modifica rispetto alla prece- dente bozza che riconosceva agli enti locali 'la facoltà di applicare la distanza per le nuove sale/ esercizi, a 150 metri da SerT, scuole e luoghi di culto, misurate in base al percorso pedonale più breve'. Limiti che non erano piaciuti a Regioni e Comuni, e sui quali si era arenata l’intesa. Ed erano piaciuti ancor meno a Associazioni, Enti della Comunità Ecclesiale e Movimenti che lo avevano così spiegato nell’incontro col sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. «Sul tema della dislocazione dei punti di accesso all’offerta di gioco d’azzardo, nonché in tema di orari, la Delegazione ha fatto presente che non si potrà procedere a centralizzare una disciplina unica in quanto si tratta di Diritti incomprimibili affidati dalla Costituzione alle cure appunto degli Enti locali». Ricordando le recenti sentenze della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Sulle distanze il nuovo testo sembra dar loro ragione. Si legge, infatti, che «i punti di vendita di gioco previsti a regime sono distribuiti d’intesa tra le Regioni, proporzionalmente, sulla base della attuale distribuzione numerica, ma tenuto conto della diversa collocazione urbanistica e sociale». Così, prosegue la bozza, «le Regioni e gli Enti locali al fine di una maggiore efficacia nella prevenzione dei minori e nella lotta alla ludopatia, nonché nel contrasto all’insediamento del gioco illegale e considerato che i punti gioco a regime saranno, complessivamente, la metà circa dei punti di gioco pubblico attualmente in esercizio - adotteranno, nei rispettivi piani urbanistici, criteri che, tenendo anche conto della ubicazione degli investimenti esistenti, consentano una equilibrata distribuzione nel territorio allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l’offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata».

Basterà per trovare oggi l’accordo? Al ministero sono ottimisti. Ma resta l’altro punto poco gradito, quello degli orari. Infatti c’è solo il riconoscimento ai Comuni della «facoltà di stabilire per le tipologie di gioco delle fasce orarie fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana di gioco». Troppo poco rispetto a quanto stabilito da molte amministrazioni

 
 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: 1 persona

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.