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DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA : IMPORTANTE NUOVO PROGETTO  LAVORO ALLA CASCINETTA

DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA : IMPORTANTE NUOVO PROGETTO LAVORO ALLA CASCINETTA

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  33. IL TEMPO E' GALANTUOMO

 

CON QUESTI 2 IMPORTANTI PROGETTI QUELLO DELLA CASA PADRONALE È ANCORA IN FASE DI DEFINIZIONE (MA ABBIAMO GIÀ AVUTO RISCONTRI MOLTO POSITIVI CHE CI FANNO BEN SPERARE) SONO GIUSTI E LOGICI PERCORSI SOCIALI CHE L' ASSOCIAZIONE IN CAMMINO CON S. FRANCESCO LA CASCINETTA DIDATTICA ONLUS SI ERA GIÀ PREFISSATA TRE ANNI FA IN FASE DI COSTITUZIONE. RAMMENTO CHE IL PROGETTO INIZIALE ERA STATO QUELLO DI CREARE UNA PICCOLA COMUNITÀ ASSISTENZIALE RIVOLTA ALLE FASCE DEBOLI DEL NOSTRO TERRITORIO COME POTEVA ESSERE LA LOTTA CONTRO LA DIPENDENZA DALLA DROGA ALCOOL ECC. PERSONALMENTE SCRISSI UNA LETTERA AL NOSTRO AMATO PAPA FRANCESCO ALLEGANDO IL NOSTRO PROGETTO NELLA SPERANZA DI UN SUO RISCONTRO. MA FRANCESCO FECE MOLTO DI PIÙ INVIÒ AL VESCOVO DI ALLORA MONS. DANTE LAFRANCONI TRAMITE IL SUO SEGRETARIO UNA LETTERA CON LA QUALE LODAVA IL NOSTRO PROGETTO SOCIALE E NE APPOGGIAVA L' INIZIATIVA. FU PROPRIO GRAZIE A PAPA FRANCESCO CHE LA CASCINETTA CI FU DATA IN COMODATO D'USO. INIZIAMMO SUBITO A PULIRLA ( era rimasta chiusa per piu di 12 anni). Ci vollero ben 6 mesi per PULIRLA e pitturare i laboratori . PURTROPPO il nostro progetto economicamente per noi risulto' troppo dispendioso ( ricordo che noi ci autofinanziamo ). Quindi il progetto fu accantonato e optammo' per i laboratori sociali. ORA A DISTANZA DI SOLI TRE ANNI DALLA NOSTRA FONDAZIONE E DOPO AVER SEMINATO BENE LA PROVVIDENZA CI STA DANDO ANCORA UNA MANO. A GIORNI SCRIVERÒ A PAPA FRANCESCO PER DARGLI LA BUONA NOTIZIA E PER RINGRAZIARLO ANCORA UNA VOLTA PER IL SUO PREZIOSO AIUTO. IL TEMPO È GALANTUOMO COME SI SUOL DIRE E ALLA FINE SE QUESTO PROGETTO SOCIALE SI REALIZZERA'  VEDRÀ IN PRIMIS LA CARITAS DIOCESANA COME GESTORE  E SARÀ LA RIPROVA CHE FARE DEL BENE STRADA FACENDO SI OTTIENE PER TUTTI ALTRO BENE. 
GABRIELE CERVI
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CORSO DI CICLOMECCANICA

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L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, bicicletta e spazio all'apertoLAYE NOSTRO NUOVO ALLIEVO CARITAS ORATORIO DI CASTELVERDE BRAVISSIMO. LA CARITAS E LA CASCINETTA GLI ABBIAMO DONATO QUESTA BELLA BICICLETTA.

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IN DIRETTA DALLA CASCINETTA DIDATTICA ONLUS DI CASTELVERDE.
QUESTO NOSTRO VOLONTARIO È VERAMENTE DA 11O E LODE . DOPO IL SUO LAVORO IN OFFICINA CI ONORA DELLA SUA PRESENZA INSECNANDO AI NOSTRI RAGAZZI MECCANICA. DALLE 18,3O ALLE 20,30. Io MI ritengo molto FORTUNATO DI AVERE SIMILI AMICI. GRAZIE.

 
 

 

FOTO RICORDO ALLIEVI CORSO DI MECCANICA LUGLIO 2017

lezione di carrozzeria presso L 'ASSOCIAZIONE In cammino con S.Francesco La Cascinetta Didattica onlus di Castelverde.
ENTRA NEL NOSTRO BLOG SOCIALE SENZA SCOPO DI LUCRO:http://cervigabriele.over-blog.it/2017/07/ragazzi-fantasma-che-vivono-nei-tombini-storie-attuali.html

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UN PO DI RELAXshinystat.cgi?USER=cervigabriele

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NoSlotcorre mobilitarsi per mettere un freno a un fenomeno che sta mettendo in ginocchio milioni di persone e migliaia di famiglie. Firma e fai firmare

 

Occorre mobilitarsi per mettere un freno a un fenomeno che sta mettendo in ginocchio milioni di persone e migliaia di famiglie. Firma e fai firmare
In una società sempre più segnata da precarietà e incertezze, il gioco d'azzardo di massa rappresenta un moltiplicatore dello stato di crisi e, al tempo stesso, trasforma un problema sociale e economico in un dilemma dal quale difficilmente si può uscire senza assumere una posizione chiara e decisa.

Attraverso il Manifesto No Slot (che potete leggere in allegato), Vita propone di prendere posizione, trasformando in proposta il disagio di tutti dinanzi a un fenomeno che ha assunto proporzioni inaudite.

Sono circa 35 milioni, gli italiani dediti al gioco. Di questi circa 2 milioni sono giocatori "patologici". Non solo: nei primi mesi del 2012, le entrate tributarie derivanti dal gioco hanno superato i 10 miliardi di euro. Per questo serve una mobilitazione, che abbia prima di tutto la forma di una presa di coscienza e sensibilizzi associazioni e istituzioni di territorio rispetto a un fenomeno drammaticamente in crescita.
Famiglie, associazioni, amministratori locali, insegnanti e studenti: tutti sono chiamati a aderire e a inviarci proposte. A noi, ora, sembra quanto mani urgente e necessario cominciare a far rete. Per dare una risposta chiara e precisa: basta con la (dis)economia dell'azzardo!
Per questo ti invitiamo a firmare la nostra petizione.
Sul sito www.noslot.org potete trovare tutte le informazioni e le notizie legate alla nostra iniziativa.

Scoperte slot taroccate per frodare il fisco Sequestrate 18 tipologie di schede da gioco con payout al 74 e 75 percento che risultano alterate nel funzionamento e trasmettevano alla rete del Fisco dati contabili inferiori rispetto a quelli realmente movimentati dalle singole macchine da gioco
 
 
 
 
 
NOSLOT.ORG
 

http://www.noslot.org/?cat=2

Tutti gli articoli del canale Vita

Scoperte slot taroccate per frodare il fisco

Sequestrate 18 tipologie di schede da gioco con payout al 74 e 75 percento che risultano alterate nel funzionamento e trasmettevano alla rete del Fisco dati contabili inferiori rispetto a quelli realmente movimentati dalle singole macchine da gioco

 

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LA REGIONE STA STANZIANDO SOLDI PER BANDI SOCIALI IMPORTANTI NEI VARI COMUNI SENZA PERO' PREOCCUPARSI DI CONTROLLARE E MONITORARE LE VARIE REALTA'...!! CI SONO CITTA' E PAESI DOVE OSTERIE BAR, TABACCAI, HANNO IN CONCESSIONE SLOT E SI TROVANO NELLE VICINANZE DI CHIESE, SCUOLE, PUNTI SENSIBILI.. OK I BANDI, OK CONTRASTARE LE SLOT. MA LO SI FACCIA CON SERIETA'.. ALTRIMENTI SONO SOLO SOLDI PUBBLICI BUTTATI VIA.....

Gioco d'azzardo, colpito il 43% dei giovani cremaschi

Allarmanti le risposte date dagli studenti dell'istituto Racchetti-Da Vinci, indagine dell'Asst

 
Gioco d'azzardo, colpito il 43% dei giovani cremaschi

La presentazione a Pandino del progetto per contrastare la ludopatia tra i giovani

CREMA - La piaga del gioco d’azzardo purtroppo è molto diffusa anche tra i minorenni cremaschi. E spesso la colpa è degli stessi genitori, i primi ad introdurre, magari in modo quasi inconsapevole — «cosa vuoi che sia acquistare un paio di ‘Gratta& Vinci’ insieme a mio figlio» — i ragazzini a questa forma di dipendenza. Lo dimostrano i dati di un’indagine effettuata prima della fine dell’ultimo anno scolastico tra gli iscritti all’istituto Racchetti-Da Vinci: una delle principali scuole superiori della città frequentata ogni anno da oltre mille adolescenti. Comprende i licei scientifico, classico, linguistico e delle scienze umane. Il progetto ‘Selfie’, così si chiamava l’indagine, ha mappato gli stili di vita di 318 ragazzi, in gran parte minorenni. «I dati sono allarmanti — hanno commentato i referenti del servizio delle dipendenze dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Crema — : il 43 per cento di loro ha già avuto esperienze legate al gioco d’azzardo. Sono numeri che superano del 10 per cento la media che si riscontra nell’Unione europea. Addirittura il 75 per cento degli intervistati ha detto di conoscere esercizi pubblici dove permettono anche ai minorenni di giocare con slot machine e videopoker». Si tratta di bar e locali dove i gestori non fanno troppe domande e non controllano certo i documenti d’identità.

 

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DON MILANI SUL PALCOSCENICO
 
 

Don Lorenzo visto dai bambini: la scuola di Barbiana diventa opera teatrale

17/07/2017  Otto bambini rappresentano idee (e attualità) del "prete scomodo": il regista Leo Muscato interpreta così il messaggio del sacerdote toscano.

 

«Ho scelto otto bambini per rappresentare la scuola di Barbiana, anche se mi occorrevano solo cinque ruoli, ma così, se qualcuno si ammala, posso avere i sostituti; però, durante le prove dello spettacolo, non ho potuto escludere nessuno e tenerlo come riserva, sarebbe stato contrario al pensiero pedagogico di don Milani.» Con queste parole il regista Leo Muscato introduce Il Vangelo secondo Lorenzo, da lui scritto, insieme a Laura Perini, per i cinquant’anni dalla morte del sacerdote, spettacolo che debutta il 20 luglio 2017, nella Chiesa di San Francesco di San Miniato, in occasione della LXXI Festa del Teatro. Prosegue Muscato: «i bambini, da me selezionati, si esibiscono in teatro per la prima volta, hanno tra gli otto e i nove anni e per loro l’allestimento è un’esperienza formativa: gli attori adulti, che lavorano con me, mi dicono che mi relaziono con loro, trattandoli ‘da grandi’, quando spiego loro come interpretare le scene, ma i ragazzini hanno una capacità di comprensione e una fattualità disarmante. Ieri, durante le prove, li ho avvertiti che se uno di loro si ammala, tutti dovranno sapere anche le parti degli altri per essere pronti a sostituirlo, così loro si sono messi sotto il palcoscenico, con le teste appoggiate sulle manine e ora ascoltavano incantati, ora mi davano consigli propositivi, mi è sembrato così di riprodurre realmente la scuola di Barbiana.»

 

 

 

 

Il regista ha iniziato a documentarsi sulla vicenda umana, sociale e spirituale di don Milani tre anni fa, ed è stato a Barbiana per intervistare ex allievi e raccogliere racconti e testimonianze dirette, oltre a essersi documentato attraverso lettere e i libri scritti da lui e su di lui. Come racconta il regista e autore, originariamente il testo prevedeva quattro atti incentrati: la vita di Lorenzo a Milano, da laico, quando studiava all’Accademia di Brera, la conversione e il seminario e poi i due momenti salienti del suo operato, prima a San Donato di Calenzano, vicino a Firenze, dove insegnava in una scuola popolare di operai e poi il trasferimento a Barbiana, piccola frazione di montagna nel Mugello.

Spiega Muscato: «Per ragioni di durata dell’allestimento, abbiamo potuto realizzare solo due atti, concentrandoci sulle due scuole, quella di Calenzano e quella di Barbiana, evidenziando alcuni episodi significativi per evidenziare, attraverso la recitazione degli attori adulti e dei bambini, il suo operato.

A Calenzano Don Milani, ventiquattrenne, trova una comunità che lavora nelle fabbriche, aiuta gli operai a prendere coscienza dei propri diritti nei confronti degli industriali, accorgendosi, infatti, che la maggior parte dei suoi allievi non capiva neppure le parole dette in chiesa, quindi tanto meno si rendeva conto dei soprusi subiti. Così, costituendo una scuola popolare, offre uno strumento alla gente per capire le situazioni. La sua missione educativa emerge anche nelle sue battaglie politiche, nella lotta contro lo sfruttamento minorile: raccontiamo, per esempio, l’episodio di Mauro, un ragazzino di quattordici anni con il padre che sta morendo, costretto dalla necessità a lavorare in condizioni disumane.

Don Milani, insieme a un magistrato, Gianpaolo Meucci, presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze, considerato il padre del diritto minorile in Italia, cerca di aiutare questo bambino, anche se invano, perché il “padrone”, il commendatore Baffi, che sfruttava tanti giovani, grazie alla sua potenza sociale, di fronte alle rimostranze, mette tutto a tacere e licenzia i bambini, infliggendo una sconfitta a don Lorenzo che aveva solo operato secondo la mentalità cristiana. Il secondo atto è dedicato alla scuola di Barbiana, luogo molto isolato in cui viene costretto a recarsi ma, dopo un primo momento di scoraggiamento, don Milani vince la diffidenza degli abitanti, instaurando un legame con le persone. Il precedente priore, secondo le regole della mezzadria, esigeva il 70% del raccolto, mentre lui chiede solo il 20%, conquistando, grazie a questa rivoluzione, la fiducia dei montanari. Scrive Esperienze pastorali, in cui racconta gli incontri con i suoi amici preti e intellettuali, pur dovendo fronteggiare molte difficoltà, a causa delle persone che lo accusano di eresia, altri, invece, lo sostengono, tra cui il vescovo di Camerino che scrive la prefazione alla sua opera.

La parte più toccante dello spettacolo è rappresentata anche dalla messa in scena del rapporto con i bambini per i quali si batte sempre, come quando protegge un ragazzino che era stato mandato a otto anni a spalare lo sterco in una stalla, poiché la maestra riteneva che fosse un buono a nulla, dato che non era in grado di stare al passo con gli altri. Per i ragazzini come questo, don Milani organizza la sua scuola di Barbiana, scrive Lettere a una professoressa, con la tecnica della scrittura collettiva dei suoi alunni, poiché si rende conto sempre di più che la sua missione è insegnare, così da offrire a tutti una possibilità di riscatto, tramite l’istruzione, come era appunto il fulcro della sua missione pedagogica.»

 

 

 

Leo Muscato, che dopo essersi diplomato in Regia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, ha messo in scena autori classici come Shakespeare, Pirandello e altri contemporanei come Michele Santeramo, conclude: «mi sono innamorato della figura di don Milani, faccio questo lavoro da venticinque anni, ma Vangelo secondo Lorenzo per me è l’esperienza più emotivamente coinvolgente: dare voce in scena a don Lorenzo, che si ostina nelle sue convinzioni, che lotta e prende botte da tutte le parti, ma accusa sempre il colpo, resiste ai dispiaceri con una dolcezza infinita, attribuisce al mio lavoro una giusta connotazione sociale.»

 

DOVE E QUANDO

 

VANGELO SECONDO LORENZO, scritto da Leo Muscato e Laura Perini. Regia di Leo Muscato. Scenografia di Federico Biancalani. Costumi di Margherita Baldoni. Disegno luci di Alessandro Verazzi. Con Alex Cendron nel ruolo di Lorenzo Milani e con Alessandro Baldinotti, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Nicola di Chio, Silvia Frasson, Dimitri Frosali, Fabio Mascagni, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Beniamino Zannoni. e con otto bambini nel ruolo degli allievi della scuola di Barbiana. In scena presso la LXXI Festa del Teatro dal 20 al 26 luglio 2017 alle 21,30, Chiesa di San Francesco di San Miniato. Coproduzione Associazione Arca Azzurra Teatro, Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Fondazione Teatro Metastasio, Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato. Info: Fondazione Istituto Dramma Popolare, Piazza della Repubblica 13, San Miniato PI, tel. 0571400955-418289, www.drammapopolare.it, info@drammapopolare.it