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.CASTELVERDE LOTTA ALLA DIPENDENZA GOCO D'AZZARDO.. INTERROGAZIONE

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RICEVIAMO TRAMITE FACEBOOK E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO : INTEROGAZIONE AL SINDACO DI CASTELVERDE DOTT.SSA LOCCI SUL GIOCO D'AZZARDO

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Dal Quotidiano La Provincia di Cremona Comune anti slot. GRAZIE Comune di Cremona. Il nostro gruppo su facebook NO SLOT è con Voi Grandi

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Ludopatie, Unicef Italia: Ai bambini serve un giocare sano

Superare gioco d'azzardo patologico anche con impegno mondo scolastico

"Dobbiamo superare la ludopatia e il mondo scolastico è quello che tra gli altri si deve impegnare. Unicef Italia è disponibile a impegnarsi". E' quanto si legge in un tweet di Unicef Italia protagonista oggi di un incontro su ludopatia e infanzia. Il direttore generale Paolo Rozera ha evidenziato che "20 anni fa era un fenomeno impensabile, oggi il 42 per cento dei teen-ager ha giocato d'azzardo (dato CNR). Ai bambini - è stato evidenziato - serve un giocare SANO, che sia con un pallone o con un palmare". Nel corso dell'incontro si è parlato anche del divieto della pubblicità e delle sponsorizzazioni e del sostegno ai baristi che si rifiutano di avere slot machine nei loro locali.

Papa Francesco: «Combattete l'azzardo, surrogato ipocrita della vita eterna!»

Papa Francesco: «Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia.

Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!

Papa Francesco

 

Quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto. La “dea fortuna” è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell’azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie del mondo, e che voi giustamente contrastate. Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna. I singoli prodotti (le auto, i telefoni…) invecchiano e si consumano, ma se ho il denaro o il credito posso acquistarne immediatamente altri, illudendomi di vincere la morte

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Papa Francesco: «Combattete l'azzardo, surrogato ipocrita della vita eterna!»

4 Febbraio Feb 2017

Papa Francesco: «Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!»

Papa Francesco ha accolto oggi in Aula Paolo VI i partecipanti all'incontro sull'Economia di Comunione, promosso dal Movimento dei Focolari. Forti le parole del Papa, che dopo il saluto e un ringraziamento al professor Luigino Bruni, ha invitato a tenere a mente tre cose, su denaro, povertà e futuro. «Quando condividete e donate i vostri profitti, state facendo un atto di alta spiritualità, dicendo con i fatti al denaro: tu non sei Dio, tu non sei signore, tu non sei padrone! E non dimenticare anche quell’alta filosofia e quell’alta teologia che faceva dire alle nostre nonne: “Il diavolo entra dalle tasche"». E qui, il Papa ha ricordato che quando il capitalismo si avvita su se stesso, diventa quasi una struttura di culto ma... idolatrica. Come nel caso del sistema del gioco d'azzardo, che bene esemplifica la perversione di ciò che chiamiamo economia, condivisione, comunità e fede.

Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!

Papa Francesco

Non bisogna mai dimenticare che esistono gli sfruttati, perché esistono gli sfruttatori. Così, Papa Francesco ha invitato a riflettere sul fatto ch

Quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto. La “dea fortuna” è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell’azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie del mondo, e che voi giustamente contrastate. Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna. I singoli prodotti (le auto, i telefoni…) invecchiano e si consumano, ma se ho il denaro o il credito posso acquistarne immediatamente altri, illudendomi di vincere la morte

Papa Francesco

Non è la prima volta che Papa Francesco interviene su questo delicato argomento. Già nel 2010, ai tempi della Conferenza Episcopale Argentina, in un documento esemplare definì l'azzardo un «cancro sociale».

 
 
 

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PAPA FRANCESCO - ANTONIO NAPOLIONI VESCOVO DIOCESI DI CREMONA

DAL QUOTIDIANO ONLINE LA PROVINCIA DI CREMONA

Napolioni contro le slot: "Rovinano persone e famiglie"

Omelia contro il gioco d'azzardo da parte del vescovo nella messa di fine anno in Sant'Agostino

 
Napolioni contro le slot: "Rovinano persone e famiglie"

Il vescovo Antonio Napolioni e giocatrici alla slot machine

CREMONA - Fine d’anno nella chiesa di Sant’Agostino per il vescovo Antonio Napolioni che, rispettando un consolidata tradizione, ha celebrato la messa alle 17 e cantato il Te Deuum, proposto dalla schola cantorum parrocchiale diretta dal maestro Isidoro Gusberti. Con il vescovo hanno concelebrato il parroco don Stefano Muruzzi, il vicario don Roberto Musa, i collaboratori parrocchiali don Giuseppe Ferri e don Pier Altero Ziglioli e monsignor Ruggero Zucchelli. Omelia attenta all’attualità, quella del vescovo, che si è chiesto se «siamo schiavi o figli del nostro tempo». Qui è stato molto chiaro e diretto: «Siamo sempre più schiavi di mille forme di dipendenza. A tal proposito non posso che appoggiare chi nella nostra città giustamente cerca di limitare i danni della dipendenza dal gioco d’azzardo che rovina le persone, le intelligenze, le coscienze, le famiglie, la società stessa. Il dramma è che questa società, attraverso le sue istituzioni, un po’ alimenta queste dipendenze e un po’ cerca di ridurne i danni».

IDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

 

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Il gruppo NO SLOT è nato per contrastare il fenomeno allarmante del gioco d'azzardo. Fenomeno che ha creato e sta creando disgregazione familiare, sociale e impoverimento umano. Nel gruppo tutti gli aderenti possono scrivere e dire la propria opinione, senza però offendere o prevaricare le ulteriori informazioni. L'obiettivo del gruppo è quello di fare chiudere le slot nel nostro bel paese.. LE PAROLE DEL NOSTRO VESCOVO ANTONIO NAPOLIONI: lo Stato mostra la sua incoerenza.
Continuiamo anche a lavorare localmente per ridurre i danni, prevenire, cambiare
PASSA PAROLA UNITI SI VINCE.. PER SAPERNE DI PIU' ENTRA NEL NOSTRO BLOG SOCIALE SENZA SCOPO DI LUCRO: http://cristo.myblog.it/…/dal-quotidiano-la-provincia-crem…/ Il
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Il vescovo contro le slot: 'Famiglie sul lastrico per il gioco d'azzardo'

Il vescovo Dante Lafranconi

 
CREMONA - Il messaggio sta in poche righe ma lascia il segno: «Ho molto apprezzato il gesto di alcuni commercianti che hanno rifiutato nei loro locali le slot-machine: il gioco d’azzardo, infatti, sta mettendo letteralmente sul lastrico migliaia di persone». Con queste parole il vescovo di Cremona, Dante Lafranconi mette un carico da undici contro quella che da mesi è divenuta una delle piaghe più difficili da combattere: il gioco d’azzardo. Sono parole incluse nel messaggio pasquale inviato da Lafranconi, anche quest’anno molto denso e molto apprezzato dai fedeli, che vi hanno trovato elementi di riflessione, di chiarezza, di guida. Lafranconi affronta la questione nel quadro più ampio del prendersi cura, della ‘custodia’ dell’altro, che sono centrali in questo periodo dove le difficoltà si moltiplicano, si sommano, danno vita a quadri esistenziali molto pesanti dai quali può essere difficile trovare una via d’uscita.

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EDITORIALE DEL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOTT. VITTORIANO ZANOLLI

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L'appello. Bagnasco: lo Stato lucra sul cancro del gioco d'azzardo

 


lunedì 2 gennaio 2017
A farne le spese le fasce più deboli della popolazione. Un sistema studiato per far perdere.
Bagnasco: lo Stato lucra sul cancro del gioco d'azzardo

“Non possiamo tacere una stridente contraddizione pubblica: nonostante dichiarazioni – peraltro molto rare e languide – si sviluppa la piaga del gioco d’azzardo”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nel discorso pronunciato il 31 dicembre in occasione del Te Deum. “La pubblicità – ha aggiunto – è letteralmente invasiva, una vera violenza! L’affare azzardo rende più di 88 miliardi di euro all’anno: esso è stato studiato per far perdere, e produce povertà e malattia”.

In questo contesto, ha aggiunto Bagnasco, “lo Stato è venuto meno al suo dovere istituzionale di contenere questa nuova droga, che non conosce né età né condizione sociale. Non solo non contiene il cancro del gioco d’azzardo, ma lo favorisce, e lucra in modo tanto più vergognoso in quanto le vittime sono in maggioranza le fasce più deboli”.

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L’appello. Bagnasco: lo Stato lucra sul cancro del gioco d’azzardo

 

lunedì 2 gennaio 2017
A farne le spese le fasce più deboli della popolazione. Un sistema studiato per far perdere.

In questo contesto, ha aggiunto Bagnasco, “lo Stato è venuto meno al suo dovere istituzionale di contenere questa nuova droga, che non conosce né età né condizione sociale. Non solo non contiene il cancro del gioco d’azzardo, ma lo favorisce, e lucra in modo tanto più vergognoso in quanto le vittime sono in maggioranza le fasce più deboli”.

"L'immagine

http://www.vita.it/it/article/2017/01/20/lazzardo-una-cellula-cancerosa-innestata-nel-corpo-sociale/142177/?qb.preview=ec26ecfb6bd24760b930fcef7113824e

Oggi in Italia il giro d’affari legato al gioco d’azzardo legale di Stato e indotto dallo Stato si aggira sugli 84,5 miliardi di Euro, di fatturato, metà di questi 84 e passa miliardi di Euro, sono generati da macchine, slot machine, videolottery quello che viene definito il machine gambling in Italia è il problema cruciale per quanto riguarda il gioco d’azzardo. Quando entrate in un bar, in una tabaccheria, in un locale vedete uomini e donne spiegate su una macchina, si parla di quasi 2/3 della popolazione italiana, dovete capire che non sono solo uomini e donne piegati su un macchina ma sono i terminali di un circuito di predazione finanziaria che ha la sua testa nello Stato e il suo cuore in società offshore. Marco Dotti, giornalista esperto di patologie legate al gioco d’azzardo

Come ha dimostrato una ricercatrice, il gioco d’azzardo di massa, tramite macchine, è pensato e organizzato da algoritmi per costruire una dipendenza. La macchina è progettata per mettere a profitto questo inganno, lo Stato questo lo sa benissimo.
Lo scopo di queste macchine che ipocritamente lo Stato qualifica come giochi di abilità è quello di produrre dipendenti di massa. E’ impossibile giocare responsabilmente davanti a una slot, produrre la dipendenza è lo scopo primario di questo business, le slot machine sono esattamente questo e si presentano alla portata di tutti, a accesso immediato, però fortemente pericoloso.

Droga di Stato
E’ una droga di Stato. Lo Stato la produce, lo Stato la induce attraverso la pubblicità, lo Stato la deduce dalle proprie responsabilità etiche, sociali e civili, ma c’è anche un altro punto: lo Stato la appalta a privati. Questo è un meccanismo perverso perché lo stesso Stato poi si perora di voler curare le patologie, di investire nella prevenzione, stiamo assistendo in questo caso a un’alleanza perversa tra business privato, business di Stato e business della riabilitazione che è un vero e proprio meccanismo di prelazione finanziaria. Gli interessi in gioco in questo settore sono tantissimi, sono molti per lo Stato che ci guadagna sugli 8 miliardi di Euro di entrate fiscali l’anno ma ne ha spese più di due per incassarlo. Sono ancora di più per le corporation, le multinazionali spesso con sedi offshore che prendono le concessioni dallo Stato per gestire questo enorme business.

Un business ipocrita
Un business che ovviamente con la foglia di fico del gioco responsabile vorrebbe scaricare tutte le colpe dei propri disvalori sul giocatore, dicendo: alla fine hai sbagliato tu, ti sei ingannato davanti a quella macchina, la patologia è parte del problema ma il problema è molto più grande, non si possono indurre dipendenze di massa e questa dipendenza ha una finalità precisa, più si è dipendenti dal gioco d’azzardo, più la prelazione finanziaria che non può entrare dalla porta dell’usura, della speculazione bancaria o finanziaria strettamente detta entra dalla finestra del gioco d’azzardo diffuso, chi fa business in questo settore e anche lo Stato sono ben disposti a sacrificare o a lasciare per strada magari in qualche casa di cura, a carico di qualche cooperativa finanziata dagli stessi che producono il problema, quei pochi o tanti che si ammalano in forma conclamata. Mai come in questo caso dobbiamo dire che lo Stato ti droga, soprattutto una droga legale di questo tipo, diffusa massivamente, si parla di 428 mila slot machine, diffuse su tutto il territorio italiano, sono un numero senza precedenti in tutto l’occidente democratico.

Come funziona la truffa del gioco d’azzardo
In Italia in sistema del gioco d’azzardo è dato in concessione a privati, che progettano, sviluppano, studiano, finanziano software e per le macchinette, algoritmi programmati per far perdere il giocatore e per attrarlo continuamente verso di sé attraverso un doppio meccanismo di piccole vincite e grandi perdite.
Dal 2012 le slot machine che vediamo nei bar hanno anche una verse online, grazie al governo Monti che legalizzò i cosiddetti casinò games roulette e slot online, c’è anche stata un allarme da questo punto di vista delle autorità internazionali, perfino dall’Fbi sul nesso pericolosissimo tra movimenti di denaro, gioco d’azzardo online e possibilità di finanziamento di attività illecite e terroristiche. Con una slot machine da bar, con un Euro la partita dura 4 secondi. Mettiamo il caso che una macchinetta incassi 100 mila Euro, per legge ne dovrà “restituire” al giocatore 70 mila, quindi formalmente dal punto di vista della contabilità incasserà 30 mila Euro. Noi sappiamo che in realtà quei 70 mila Euro, “restituiti” al giocatore, vengono continuamente reinvestiti. C’è quindi una percentuale discretamente alta di quello che però tecnicamente si chiama il cash out, molto più bassa però di quello che è previsto per le slot machine da casinò che restituiscono anche il 92/93%, quindi non c’è assolutamente una convenienza per il giocatore, c’è una certezza di perdita, cosa ha rotto, spezzato non solo il patto di omertà ma il legame perverso tra istituzioni e mondo dell’azzardo?

La denuncia del sistema
L’attivismo dei cittadini e di molti sindaci che hanno capito che qualcosa sui territori non funzionava, è tornata la micro-usura, cresce il disagio, interi quartieri si sono trasformati in zone periferiche di microbische, i sindaci hanno posto all’attenzione delle autorità centrali un problema di ordine e salute pubblica e soprattutto i cittadini hanno chiesto il rispetto della Costituzione non si può garantire una presunta libertà di impresa se questa libertà di impresa contravviene a un principio fondamentale, contrasta e intacca la dignità, la libertà e la responsabilità vera delle persone, noi dobbiamo in tutti i modi evitare che questo privatissimo business che in parte, in gran parte è un business anche di Stato ricada ancora una volta sulle spalle dei cittadini, passate parola!

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Un milione e 240mila studenti tentano la fortuna con il gioco d'azzardo

Il dato emerge dall’Osservatorio “Young Millennials Monitor - Giovani e Gioco d’Azzardo” di Nomisma-Unipol in collaborazione con Università di Bologna. Il dato è in leggero calo rispetto allo scorso anno, ma resta comunque elevato

MILANO - Maschio, del Sud e che frequenta gli istituti tecnici o professionali. E' questo l'identikit del giovane giocatore d'azzardo, con un età compresa tra i 14 e i 19 anni. Gli piace soprattutto il gratta&vicni e sa che il gioco è una perdita di soldi, ma per lui è un buon passatempo. I dati provengono dall'osservatorio di Nomisma, Young Millennials Monitor, sostenuto da Unipol e dedicato al monitoraggio di opinioni, attitudini, stili di vita dei giovani tra i 14 e i 19 anni, dedicando proprio il primo focus alla valutazione di abitudini, motivazioni e approccio dei giovani verso il gioco d’azzardo.Durante l’anno scolastico 2015/2016, infatti, è stata realizzata da Nomisma - in collaborazione con l’Università di Bologna (Dipartimenti di “Scienze Economiche”, “Sociologia e Diritto dell'Economia” e “Scienze Mediche e Chirurgiche”) - un’indagine che ha coinvolto un ampio campione di scuole secondarie di secondo grado italiane e ha visto la partecipazione di oltre 11.000 ragazzi dai 14 ai 19 anni.

GUARDA TUTTE LE TABELLE

I dati indicano che il numero di giovani giocatori è in leggero calo: nel corso del 2016, il 49% dei giovani studenti italiani ha tentato la fortuna almeno una volta (rispetto al 54% dell’anno precedente). Tra questi, il 72% dichiara di sostenere una spesa media settimanale per i giochi inferiore a 3 euro. In Emilia Romagna l’interesse per il gioco d’azzardo tra i giovani è appena inferiore a quello italiano: la quota di giocatori è pari infatti al 44%, un dato che si allinea alla propensione al gioco delle regioni del Nord e che conferma come l’attitudine al gioco d’azzardo sia maggiore al centro – 54% la quota di giocatori – e al Sud – 53%).

LE MOTIVAZIONI
Perché si inizia a giocare? Innanzitutto per curiosità (per il 21% dei giocatori questa è la motivazione principale che ha indotto a sperimentare per la prima volta il gioco d’azzardo) o per caso (20%). Tra gli altri drivers spiccano il divertimento (18%), il giocare dei familiari o degli amici (11%) e la speranza di vincere denaro (11%).I giovani percepiscono il gioco d’azzardo come perdita di denaro (è il primo fattore citato sia dal 32% degli studenti 14-19 anni che dal 25% dei soli giocatori). Accanto a tale percezione si distinguono due componenti reputazionali: il 22% dei ragazzi e il 17% dei giocatori associa al gioco una componente dark (dipendenza o rischio). All’ opposto, il 19% dei giovani e il 27% dei giocatori considera il gioco un divertimento, una passione e un modo per occupare il tempo libero.

Le rilevazioni, in linea con i risultati dell’anno precedente e con altri lavori, individua come giochi più popolari tra i giovani il Gratta & Vinci (nel 2015 sperimentato dal 35% degli studenti 14-19 anni) e le scommesse sportive in agenzia (23%). Di seguito troviamo le scommesse sportive online (13%) ed i concorsi a pronostico a base sportiva come Totocalcio, Totip, Totogol (12%).
Rispetto alla scorsa indagine di Young Millennials Monitor Gioco e Giovani, emerge una perdita di appeal dei giochi “tradizionali” (Superenalotto e Lotto), a favore dei giochi a tema sportivo e online.
La maggior parte dei giovani (27% sul totale) ha giocato ad 1-2 tipologie di gioco durante il 2016; l’11% ne ha sperimentati tre o quattro e un ulteriore 11% ha partecipato ad almeno 5 tipologie di gioco, dato che denota una ricorsività preoccupante.

Il 17% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player, ha giocato, cioè, una volta a settimana o anche più spesso. Tuttavia, il gioco è nella maggior parte dei casi un passatempo occasionale e ha un impatto limitato sulla vita quotidiana: l’11% degli studenti gioca con cadenza mensile, un altro 21% gioca più raramente; per il 72% dei giocatori la spesa media settimanale è inferiore a 3 euro e il 62% degli studenti (il 41% di chi gioca) non spenderebbe nulla in giochi davanti a un’inaspettata disponibilità di 100 euro.

L’IDENTIKIT DEL GIOVANE GIOCATORE D'AZZARDO
La propensione al gioco non è uniforme e varia in modo marcato per tipologia di gioco, genere e contesto sociale e familiare degli studenti. Vi sono alcuni fattori che incidono sulla propensione al gioco d’azzardo: innanzitutto il genere. L’incidenza del gioco d’azzardo è sensibilmente maggiore tra i ragazzi (59% rispetto al 38% delle ragazze). Altri fattori incisivi sono: area geografica, età, tipo di scuola frequentata e background familiare. La propensione al gioco è maggiore al Sud-Isole e al Centro rispetto al Nord (rispettivamente il 53% e il 54% dei giovani gioca vs il 42% al Nord), per i maggiorenni (53% contro il 47% dei minorenni), negli istituti tecnici e professionali (rispettivamente 58% e 52% vs 42% dei licei) e nelle famiglie in cui vi è un’abitudine al gioco (64% vs 9% in famiglie non giocatrici).

L’interesse per il gioco d’azzardo è spesso legato alle competenze necessarie a valutare le probabilità della possibile vincita. La propensione al gioco cambia - ad esempio - in relazione al rendimento scolastico in matematica: la quota di giocatori raggiunge il 51% tra chi ha un rendimento insufficiente, mentre è pari al 46% tra chi ha votazione superiore a 8 decimi. Anche il possesso di specifiche competenze probabilistiche è un fattore predittivo: la quota di giocatori sale al 55% tra chi non è in grado di risolvere semplici quesiti probabilistici (mentre la quota di giocatori tra chi ha competenze in merito diminuisce - 46%).
Anche la connessione tra gioco e stili di consumo è rilevante: la quota di giocatori sale nel caso di consumo frequente di energy drink (63%), super-alcolici (60%) e sigarette (57%). Dalla ricerca Young Millennials Monitor Nomisma emerge quindi un gruppo di giocatori che ha un rapporto problematico con il gioco d’azzardo, causa di riflessi negativi sulla vita quotidiana e sulle relazioni familiari: il 36% dei giovani giocatori ha nascosto o ridimensionato le proprie abitudini di gioco ai genitori, il 4% ha derogato impegni scolastici per giocare, mentre il gioco ha causato discussioni con familiari/amici o problemi a scuola nel 5% dei giocatori.

COME INDIVIDUARE I GIOCATORI PROBLEMATICI
Young Millennials Monitor Nomisma in collaborazione con l’Università di Bologna ha adottato uno strumento di screening riconosciuto a livello internazionale (il South Oaks Gambling Screen – Revised For Adolescents, SOGS-RA) che identifica la presenza di eventuali comportamenti di gioco problematici che producono effetti negativi tanto sulla sfera psico-emotiva (ansia, agitazione, perdita del controllo), quanto su quella delle relazioni (familiari, amicali e scolastiche).

L’indicatore SOGS-RA individua nel 5% degli studenti italiani la quota di ragazzi con un rapporto problematico con il gioco d’azzardo. Un ulteriore 9%, inoltre, può essere considerato a rischio rispetto alla probabilità di sviluppare comportamenti di gioco problematici. Per contro, il 33% degli studenti, pur giocando, non evidenzia alcuna problematicità ed ha un rapporto con il gioco che non appare disfunzionale. L’individuazione delle principali caratteristiche dei giocatori problematici è di estrema importanza per determinare non solo chi necessita di specifici interventi di aiuto e supporto, ma anche per identificare i potenziali fattori di rischio correlati con il rischio di sviluppare un rapporto problematico con il gioco.

L’indagine conferma alcuni risultati emersi in altre recenti ricerche: l’incidenza di giocatori con approccio problematico è più alta in alcune regioni meridionali e tra la componente maschile (14% dei giocatori) rispetto a quella femminile (6% delle giocatrici).
Il conseguimento della maggiore età, invece, non appare un elemento significativo.

In Emilia-Romagna la quota di giocatori con disagi nell’approccio al gioco è più bassa rispetto alla media italiana (4%) e sostanzialmente in linea con quella di altre regioni settentrionali.
L’indagine Nomisma evidenzia, inoltre, che il rischio di sviluppare pratiche di gioco problematiche è maggiore tra gli studenti degli istituti tecnici e professionali (rispettivamente il 15% e l’11% dei giocatori frequentanti tali istituti contro l’8% dei licei) ed è fortemente associato con bassi rendimenti scolastici (21% tra chi ha un rendimento insufficiente contro il 7% di chi ha rendimento superiore a 8/10) e, più in generale, con un’esperienza scolastica negativa.

Differenze non trascurabili emergono anche in relazione al tipo di giochi praticati. Chi infatti pratica giochi di fortuna in maniera abituale ha una probabilità di sviluppare un rapporto problematico con il gioco d’azzardo decisamente più significativo rispetto a chi pratica giochi di abilità (rispettivamente 35% e 24% dei giocatori abituali).
L’indagine conferma inoltre una forte relazione tra l’assunzione di condotte di gioco problematiche e una personalità fortemente caratterizzata dalla ricerca di sensazioni forti tramite la sperimentazione di esperienze nuove, eccitanti e fini a se stesse che possono comportare anche l’assunzione di rischi personali e sociali.
Il quadro diventa ancor più negativo quando si prende in considerazione l’attitudine nei confronti del gioco d’azzardo e, in particolare, rispetto alla diffusione delle opportunità di gioco, alla sua regolamentazione normativa in una logica di protezione e ai rischi che ne potrebbero derivare. Non solo, infatti, la probabilità di sperimentare tali pratiche cresce al crescere di un orientamento positivo nei confronti del gioco d’azzardo, ma anche (e in special modo) quella di diventare giocatori problematici. Tra i giocatori problematici, infatti, 3 su 4 esprimono una sostanziale sottovalutazione dei rischi che possono derivare.
Le pratiche di gioco problematiche sono spesso intrecciate anche con l’abuso nel consumo di tabacco, energy drink, alcool o droghe. Gli studenti giocatori che hanno un consumo frequente di queste sostanze sono giocatori problematici in un caso su quattro, mentre i giocatori che consumano sostanze in maniera occasionale manifestano segnali problematici in un caso su venti.
In definitiva, l’indagine conferma che l’assunzione di comportamenti problematici in relazione al gambling è strettamente correlata con altri comportamenti potenzialmente additivi (fumo, alcool, sostanze stupefacenti, bevande energetiche), con un orientamento complessivo che tende a sottovalutare i rischi che ne possono derivare e con un’elevata propensione a sperimentare sensazioni ed esperienze rischiose, sconosciute ed eccitanti.

DIVERSI TIPI DI GIOCHI, DIVERSI PROFILI
Non tutti gli adolescenti si pongono allo stesso modo rispetto al gioco d’azzardo, anche perché ci sono diversi giochi con caratteristiche diverse e che coprono diversi segmenti del mercato. Nei giochi di abilità, dove la probabilità di vincita dipende anche dalle scelte dello studente-giocatore, come nel poker on line, i giocatori abituali costituiscono il 14% del totale dei giocatori, mentre per i giochi di fortuna, come i gratta e vinci, tale quota scende al 7%.
Anche in questo caso l’Emilia-Romagna si caratterizza per una minore presenza di giocatori abituali, pari al 10% contro il 14% della media nazionale, mentre per i giochi di fortuna, i giovani giocatori abituali emiliani sono il 5% della popolazione di riferimento, contro il 7% a livello nazionale.
La stessa analisi può essere fatta distinguendo tra giochi online (Scommesse online, Poker online, Casinò online ecc.) e giochi offline (Apparecchi intrattenimento in locali, Gratta e vinci, Concorsi a pronostico a base sportiva, ..), giochi che esercitano una diversa attrazione tra giovani Millennials e adulti . In questo caso la quota dei giovani giocatori abituali scende dal 16% all’8% dell’online (in Emilia-Romagna 11% e 6% rispettivamente).

GIOCO D'AZZARDO E COMPORTAMENTI DEVIANTI
Una cruciale dimensione aggiuntiva, è la condizione di malessere, che l’indagine individua attraverso metodi diretti che indiretti.
Tra gli adolescenti, c’è un forte consumo di superalcolici (il 39% ne ha fatto uso nell’ultimo mese e il 17% li ha assunti almeno una volta alla settimana) e di energy drinks. Il 14% ha usato stupefacenti (il 9% in maniera continuativa).
Anche il dato sull’uso dei farmaci fornisce utili informazioni sullo stato emotivo degli adolescenti: la metà ha utilizzato farmaci almeno 1 volta nell’ultimo mese, soprattutto per ragioni che non coincidono con malattie da trattare in maniera intensiva (es. mal di testa, disturbi digestivi, mancanza di energia, ansia): questi comportamenti possono essere indice di uso inappropriato dal punto di vista clinico e di un più generale stato di malessere dal punto di vista socio-sanitario.
La percezione di malessere - misurata dall’indicatore internazionale KIDSCREEN - riguarda il 21% dei giovani e si associa sia all’uso di farmaci sia al gioco problematico. Quando il malessere viene definito da una combinazione di percezione diretta e uso di farmaci legati ad esso è maggiormente predittivo di gioco problematico.

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